Proposte Europee per la tutela degli animali sfruttati nei laboratori.

Il Giornale Online

12 milioni di sacrificati l'anno le norme Ue devono cambiare

L'Unione europea si appresta a imprimere una svolta alla legislazione che attualmente regola l'uso degli animali nella ricerca scientifica a livello comunitario.

Un'occasione per l'Europa per svolgere un ruolo trainante in vista del superamento di quello che sarà ricordato come immane olocausto animale: solo nel vecchio continente 12 milioni di cavie sacrificate ogni anno in nome di una scienza crudele che nei loro confronti si è posta sinora ben pochi limiti etici.

Da un anno è in discussione la proposta che dovrà aggiornare l'attuale Direttiva 609 del 1986, la prima a porre la questione della protezione delle cavie da esperimento. Concepita per scoraggiare l'uso di animali e promuovere metodi alternativi, la norma si è rivelata però inefficace, di fatto non portando ad alcuna limitazione effettiva.

Il testo infatti non fissa che standard minimi di benessere, contiene poche specifiche e fa solo un vago riferimento a metodiche sostitutive (al momento dell'entrata in vigore, del resto, le alternative erano molto meno avanzate di oggi) e soprattutto concede di ricorrere a deroghe anche nei casi più estremi. Basti pensare all'importazione per fini sperimentali anche di primati ad altissimo rischio di estinzione o la possibilità di effettuare test di tossicità e prove altamente invasive anche senza anestesia su roditori, cani e gatti e scimmie.

La Ue già da tempo, da una risoluzione del 2002, ha preso coscienza dell'inadeguatezza della direttiva 86/609, ma solo nel novembre 2008 per iniziativa del Consiglio d'Europa, ha preso avvio l'iter con la proposta di una nuova direttiva. Accolta con grande interesse da parte di tutte le associazioni animaliste europee, ha solo in piccola parte soddisfatto le aspettative che vi si riponevano.

«Sicuramente è lontana anni luce dalla normativa di oggi – spiega la biologa Michela Kuan, responsabile vivisezione della Lav – ma visti i sondaggi svolti tra gli europei, che evidenziano che la maggioranza della popolazione è contraria alla vivisezione, e l'avanzamento dei metodi alternativi, ci aspettavamo molto più».

Tra i punti positivi c'è la decisione di fissare un limite massimo di dolore cui gli animali potranno essere sottoposti, la creazione di nuove strutture in Europa per lo sviluppo e l'incentivazione dei metodi alternativi, l'inclusione di alcuni invertebrati e altre specie e l'estensione delle protezioni per le cavie usate nella ricerca di base, nella didattica e negli allevamenti.

«Restano comunque fuori gli animali geneticamente modificati – continua Kuan – che non vengono tutelati neanche dalla legge italiana e che sono quelli che stanno facendo salire il numero degli individui usati ogni anno». La bozza, poi, non fissa un limite al riuso degli animali, che se sopravvissuti ai primi potranno perciò essere usati in altri test.

Un risultato molto deludente riguarda le scimmie, per le quali si sperava di ottenere una moratoria, conquistata solo per i primati, che comunque potranno essere usati in casi eccezionali, di fatto aprendo così la porta a nuove deroghe. Si sottolinea anche quella che forse è la lacuna più profonda nel testo approvato finora, cioè l'assenza di obblighi su controlli etici e valutazioni scientifiche precedenti gli esperimenti e la possibilità di continuare a utilizzare animali senza autorizzazioni da parte di un'autorità che si era chiesto di istituire ad hoc.

La bozza di modifica, approvata a maggio in prima lettura dal Parlamento, è passata ora al Consiglio dei Ministri, per essere poi votata nuovamente in seconda lettura, entro il 2010, dal Parlamento europeo. Intanto si susseguono le mobilitazioni, come una marcia virtuale sul sito www.makeanimaltestinghistory.org cui stanno partecipando oltre 55mila persone, perché la partita è ancora aperta: a giugno sono stati eletti i nuovi europarlamentari che potrebbero decidere di dar vita a un testo più vicino alle aspettative dei cittadini europei.

L.P. – 03/09/2009

Fonte: http://www.promiseland.it/view.php?id=3157

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Proposte Europee per la tutela degli animali sfruttati nei laboratori. ultima modifica: 2009-09-23T01:08:47+00:00 da sephir
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