Qigong, La Parola, La Mente, il Pensiero, Illuminazione

maestro Li Hongzhi

Una spiegazione alternativa da parte del maestro Li Hongzhi

Riguardo all’Invidia

Quando insegno la Fa, parlo frequentemente dell’invidia. Perché? Perché l’invidia in Cina si manifesta in modo veramente forte, tanto che la gente si è abituata e non se ne rende più conto. Perché i Cinesi sono così fortemente invidiosi? C’è una ragione. In passato il popolo cinese è stato fortemente influenzato dal Confucianesimo e la loro personalità è diventata piuttosto introversa. I Cinesi non dimostrano né la loro collera, né la loro gioia. Per loro è un punto d’onore dotarsi di autocontrollo e di sopportazione. Queste caratteristiche si sono radicate in modo così profondo, da far assumere in generale al nostro popolo un carattere fortemente introverso. Un simile carattere ha ovviamente i suoi aspetti positivi, come l’essere intelligenti, mantenendo al contempo un basso profilo.

Ma ha anche degli inconvenienti, che possono creare delle situazioni spiacevoli. Specialmente in questo Periodo di Fine Fa, questi aspetti negativi diventano ancora più evidenti: l’invidia della gente può peggiorare. Se qualcuno riceve delle buone notizie, quando gli altri vengono a saperlo, sono immediatamente divorati dall’invidia. Se qualcuno riceve un premio al lavoro o altrove, o ottiene qualche beneficio, non osa nemmeno parlarne nel timore di turbare coloro che ne verranno a conoscenza. Gli Occidentali la chiamano “invidia orientale” o “invidia asiatica”. L’intera regione asiatica è stata profondamente influenzata dal Confucianesimo cinese e quest’invidia si manifesta quasi ovunque, ma solo in Cina si manifesta così intensamente.

Questa invidia è in qualche modo collegata alla nozione di egualitarismo assoluto praticato in passato. “Dopo tutto, se il cielo ci casca sulla testa moriremo tutti; tutti devono condividere i benefici in parti uguali; tutti devono ricevere un identico aumento di salario”. La logica sembra giusta – tutti sono trattati in uguale misura. Ma come possono essere tutti uguali? I lavori sono diversi, l’impegno e le responsabilità che ognuno si assume sono diversi. Vedete, nel nostro universo esiste un principio chiamato: “Nessuna perdita, nessun guadagno”. Per guadagnare qualcosa, bisogna perdere qualcosa. La gente comune dice: “Se non si lavora, non si guadagna; più si lavora, più si guadagna; meno si lavora, meno si guadagna”.

Una persona che fa più sacrifici dovrebbe guadagnare di più. L’egualitarismo assoluto praticato in passato affermava che tutti nascono uguali ed è il corso della vita dopo la nascita che cambia le persone. Io trovo questa affermazione troppo categorica, e tutto ciò che è così categorico risulta alla fine sbagliato. Per quale motivo alcuni nascono maschi e altri femmine? Perché non hanno tutti gli stessi lineamenti? Alcuni nascono malati o deformi, quindi non siamo tutti uguali. Osservando da un livello elevato, vediamo che l’intera vita di un essere è già tracciata in un’altra dimensione; possiamo essere tutti uguali? Tutti vogliono essere uguali, ma se qualcosa non è parte della loro vita, come potranno essere uguali? Le persone non sono tutte uguali.

Gli Occidentali sono più estroversi. Quando sono contenti si vede, quando sono arrabbiati anche. Ma anche in questo caso ci sono i pro e i contro, come una certa incapacità di sopportare. Questi due tipi di caratteri derivano da valori differenti e producono effetti differenti. In Cina, il fatto che qualcuno venga elogiato dal capo o riceva qualche vantaggio, provocherà dei malumori. Se si ottiene un bonus maggiore, si dovrà intascarlo in segreto, senza farlo sapere agli altri. Oggigiorno è difficile persino essere un lavoratore modello. «Tu sei un lavoratore modello e sei così bravo nel lavoro. Dovresti arrivare per primo e andartene per ultimo. Visto che sei così bravo, puoi fare tu tutto il lavoro; noi non siamo bravi come te». Il sarcasmo è pungente. È difficile perfino essere una brava persona.

Fuori dalla Cina è completamente diverso. Per esempio, il padrone pensa che il suo dipendente abbia fatto un buon lavoro, allora gli dà qualche soldo in più come gratifica. Costui può contare con gioia, a una a una, le sue banconote davanti agli altri: «Ragazzi, il capo mi ha dato tutti questi soldi oggi». Può parlarne senza timore davanti a tutti, mentre conta le banconote passandosele fra le dita. Se questo succedesse in Cina, persino il capo gli chiederebbe di metterle via in fretta e di non dire niente a nessuno. Fuori dalla Cina, se un ragazzo ottiene un bel voto, tornerà a casa fiero, gridando di gioia: «Oggi ho preso 10. Ho preso 10!» Farà di corsa tutto il percorso da scuola a casa.

Un vicino aprirà la porta e gli dirà: «Bravo Tom», un altro si congratulerà con lui dalla finestra: «È fantastico, Jack». Se questo accadesse in Cina, sarebbe un vero disastro. Il ragazzo correrà a casa gridando: «Oggi ho preso 10. Ho preso 10!» Uno dei vicini comincerà a imprecare prima ancora di aprire la porta: «Che c’è di così straordinario? Ha preso solo 10. Che cosa ha da vantarsi tanto! Chi non ha preso 10?» Le due mentalità produrranno risultati differenti. Così può nascere un’invidia, e la gente si arrabbia quando a altri accade qualcosa di bello, invece di esserne felice per loro. Ecco ciò che accade. L’egualitarismo assoluto, praticato in Cina qualche anno fa, ha confuso i pensieri delle persone e anche i loro valori. Vi faccio un esempio specifico. Diciamo che qualcuno pensa che nessuno sul posto di lavoro sia bravo come lui e di essere bravo in tutto quello che fa. Pensa di essere veramente di un’altra categoria rispetto agli altri.

Pensa tra sé e sé: «Se mi chiedono di fare il dirigente o il direttore, ne ho certamente le capacità; potrei persino gestire una posizione più elevata. Potrei benissimo fare anche il Primo Ministro». Può darsi che anche il capo dica che è veramente capace e bravo in qualunque cosa faccia. Può darsi che i suoi colleghi dicano a loro volta che è veramente capace e che sappia fare bene il suo lavoro e abbia talento. Ma c’è qualcuno nel suo gruppo di lavoro, o che lavora nello stesso ufficio, che è un buono a nulla o un incapace, e un giorno questo incompetente viene promosso al posto di dirigente. Lui non è promosso e quella persona diventa perfino il suo capo. Così pensa che sia un’ingiustizia e non riesce a superare questa cosa. Se ne va in giro lamentandosi con tutti, cercando di fare qualcosa a proposito, bruciando e fumando d’invidia.

Vi dirò un principio che la gente comune non è in grado di afferrare: forse voi pensate di essere dotati in tutti i campi, ma non sta scritto nel vostro destino, mentre quell’altra persona è assolutamente incompetente, ma ce l’ha scritto nel suo destino, quindi, diventerà un capo. Non importa ciò che pensano le persone comuni, poiché si tratta soltanto di pensieri umani ordinari. Agli occhi degli esseri superiori, la società si evolve secondo specifiche leggi. Quindi, ciò che una persona fa nella vita non è programmato secondo i suoi talenti. Il Buddismo crede nel principio della retribuzione karmica e che la vita sia predisposta in base al karma, quindi non importa quanto siate capaci, se non avete de, probabilmente in questa vita non otterrete niente.

Pensate che un tale sia proprio un buono a nulla, ma forse ha tanto de e così potrà occupare un posto di grande potere o fare fortuna. Una persona comune non può vedere questo punto e pensa sempre di dover fare ciò che corrisponde al proprio talento o che sia adatto a lui. Così lotta con le unghie e con i denti per tutta la vita per raggiungere degli obiettivi, con il cuore gravato da pesanti risentimenti, pensando che la vita sia dura e faticosa e ingiusta con lui, e non riesce a mettersi il cuore in pace. Non riesce a godere del cibo, né a dormire bene e affonda nello scoraggiamento e nella disperazione. E quando ormai è giunto alla vecchiaia, si ritrova con un fisico completamente rovinato, con ogni tipo di disturbo.

In quanto coltivatori dovremmo ancor meno comportarci così; un coltivatore dovrebbe sempre lasciare che le cose avvengano naturalmente. Ciò che vi appartiene non lo perderete, e ciò che non vi appartiene non lo potrete ottenere, nonostante tutto il vostro impegno. Ovviamente questo non è in assoluto, altrimenti non ci sarebbe la questione di commettere delle cattive azioni. In altre parole, potrebbero esserci alcuni fattori instabili. Ma siete praticanti, quindi, siete normalmente protetti dai Fashen del Maestro e se gli altri vorranno impossessarsi di ciò che vi appartiene non ci riusciranno. Per questo lasciamo che le cose avvengano naturalmente.

A volte pensate che qualcosa vi appartenga, e gli altri ve lo confermano, mentre in realtà non vi appartiene. Siete convinti che questa cosa sia vostra, ma in realtà non lo è. In questo caso è messa alla prova la vostra capacità di rinunciare; se non ci riuscite, si tratta di un attaccamento. Questo metodo deve essere usato per liberarvi dall’attaccamento al vostro tornaconto personale. Ecco l’idea. Le persone comuni non comprendono questo principio, quindi, quando intravedono la possibilità di impossessarsi di qualcosa, si abbandonano alla competizione e alla lotta.

Tra la gente comune l’invidia è veramente forte e anche negli ambienti della coltivazione si è sempre manifestata in modo molto evidente. Le persone che praticano qigong diversi non sopportano che altri vadano meglio di loro. Si mettono a commentare quanto sia buona quella determinata pratica e quanto sia invece cattiva quell’altra – fanno commenti d’ogni tipo. A mio avviso, sono tutte al livello della guarigione e del benessere fisico. La maggior parte di queste pratiche che si attaccano l’un l’altra sono in uno stato di confusione e sono guidate da possessioni e non si preoccupano nemmeno della xinxing.

Supponiamo che una persona abbia praticato per più di 20 anni senza aver sviluppato alcun potere, mentre un’altra invece li abbia ottenuti subito all’inizio. La prima persona penserà che sia un’ingiustizia e non riuscirà a sopportarlo: «Ho praticato per più di 20 anni senza ottenere alcun potere; lui invece sì. Ma da dove diavolo gli sono venuti?» Dentro di sé sarà furiosa: «Deve essere posseduta, avrà una follia da coltivazione!» Oppure, quando un maestro di qigong tiene una conferenza, qualcuno lo ascolta sbuffando e pensa: «Che specie di maestro è mai questo? Non ho voglia di ascoltare quello che racconta». Può darsi che questo maestro di qigong non sia capace di parlare così bene come lei, ma sta parlando delle cose che appartengono alla sua pratica.

La persona in questione ha studiato di tutto e possiede un pacco di certificati alto così. Avrà assistito a corsi presso tutti i maestri di qigong. In effetti, ne sa molto di più di quel maestro di qigong. Ma a che cosa serve? Si tratta solo di cose che riguardano la guarigione dalle malattie e il benessere fisico. Più accumula conoscenze, più i messaggi diventano confusi e complessi, e più diventa difficile per lui coltivare. Per una vera coltivazione bisogna dedicarsi a una sola scuola ed evitare ogni deviazione. Ma questo problema emerge anche tra i veri coltivatori, che non ammettono che altri siano bravi e non riescono ad abbandonare la voglia di competizione. È facile che si facciano prendere dall’invidia.

Lasciate che vi racconti una storia. Nel libro “La Canonizzazione degli Dei”, Shen Gongbao pensa che Jiang Ziya sia tanto vecchio quanto incompetente. Ma il Divino Venerabile dell’Origine chiede a Jiang Ziya di dare dei titoli agli Dei. Allora Shen Gongbao pensa che non sia giusto e non riesce a farsene una ragione: «Perché è stato chiesto a lui di dare titoli agli Dei? Guardate quanto io, Shen Gongbao, sono potente. Posso rimettermi a posto la testa sulle spalle, dopo che mi è stata tagliata via. Perché non è stato chiesto a me di dare titoli agli Dei?». Diviene incredibilmente invidioso e si mette a creare continuamente problemi a Jiang Ziya.

Il Buddismo originale dei tempi di Sakyamuni implicava anche i poteri. Nel Buddismo attuale, invece, nessuno osa più parlarne. Se parlate di poteri diranno che siete impazziti. «Quali poteri?» Essi non li riconoscono assolutamente. Perché? Attualmente, i monaci non sanno più cosa siano. Sakyamuni ebbe dieci grandi discepoli, tra i quali Maudgalyaayana, di cui diceva che era il numero uno nei poteri divini. Sakyamuni ebbe anche discepole donne, tra le quali Uppalavanna era la numero uno nei poteri divini. Quando il Buddismo si diffuse in Cina, succedeva lo stesso: in tutte le generazioni ci furono molti monaci compiuti. Al suo arrivo in Cina, Bodhidharma attraversò il fiume su una canna di giunco. Tuttavia, nel corso del tempo, i poteri divini sono stati progressivamente messi da parte.

La ragione principale è che i monaci superiori, i venerabili e gli abati dei monasteri non sono, necessariamente, persone dotate di grandi qualità innate. Anche se sono abati o monaci superiori, quelle sono solo posizioni fra la gente comune. Anch’essi stanno coltivando, solo che loro lo fanno a tempo pieno, mentre voi praticate a casa part-time. La riuscita nella coltivazione dipende totalmente dalla coltivazione del proprio cuore: è così per tutti e non funziona se manca anche minimamente. Ma un monaco minore, che si occupa della cucina, non necessariamente deve avere una scarsa qualità innata.

Più avversità questi monaci minori sopportano, più è facile per loro giungere alla Liberazione. Mentre più i monaci superiori vivono confortevolmente, più difficile è per loro ottenere questa Liberazione, poiché si tratta di un problema di trasformazione del karma. Il monaco minore vive una vita di lavoro duro ed estenuante, così può pagare più rapidamente i suoi debiti karmici e raggiungere velocemente l’Illuminazione. E può darsi che un giorno improvvisamente si liberi. Con questa Liberazione, o Illuminazione, o semi-Illuminazione, appariranno i poteri divini. Tutti i monaci del tempio verranno allora a consultarlo e tutti dimostreranno la loro ammirazione. Ma l’abate non lo sopporterà: «Come posso continuare a essere l’abate?

Ma quale Illuminazione? È impazzito. Gettatelo fuori di qui». E allora lo scacciano dal monastero. È così che, con il passare del tempo, nella nostra regione Han, nessuno di coloro che praticano il Buddismo ha più osato parlare di poteri. Vedete quanto era formidabile Ji Gong: egli trasportò dei tronchi d’albero dal Monte Emei e li gettò a uno a uno fuori dal pozzo. Ma, alla fine, fu comunque lui a essere gettato fuori dal Tempio di Lingyin. Il problema dell’invidia è molto serio: da esso dipende direttamente la riuscita della nostra coltivazione fino al Perfetto Compimento. Se non abbandoniamo l’invidia, tutto quello che abbiamo coltivato sarà molto fragile.

Esiste una regola: se nel corso della propria coltivazione non si è abbandonata l’invidia, è assolutamente impossibile ottenere il Giusto Frutto. Può darsi che abbiate sentito dire che il Buddha Amitabha diceva che si poteva andare in Paradiso con il karma. Ma non è assolutamente possibile se si porta con sé l’invidia. Anche se una persona non ha risolto qualche aspetto secondario e ha conservato un po’ di karma, potrà andare in Paradiso per continuare lì la sua coltivazione; è possibile. Ma è assolutamente impossibile se non vi sbarazzate della vostra invidia. Oggi io dico ai praticanti: non perseverate nell’illusione senza svegliarvi. Il vostro obiettivo è quello di coltivare verso i livelli elevati, perciò dovete sbarazzarvi dell’invidia. Per questo motivo ho trattato la questione separatamente.

Fare attenzione alle parole

Stare attenti alle parole è un qualcosa che le religioni hanno sempre insegnato. Ma questo tipo d’insegnamento si applicava principalmente ai coltivatori a tempo pieno – ai monaci buddisti e a quelli taoisti – che dovevano tenere la bocca chiusa e non parlare. Poiché erano coltivatori a tempo pieno, il loro scopo era quello d’eliminare il più possibile gli attaccamenti. Essi ritenevano che bastasse un solo pensiero, per generare karma. Alcune religioni hanno classificato il karma in karma buono e karma cattivo. Che sia buono o cattivo, secondo la teoria del vuoto dei Buddisti o del nulla dei Taoisti, non bisogna generarne. Per questo essi dicevano: «Allora non farò nulla».

Perché non erano in grado di vedere le cause sottostanti che stavano dietro le cose; non potevano riconoscere se una cosa era in realtà buona o cattiva e quali cause sottostanti erano coinvolte. Il coltivatore medio non è a un livello molto elevato e non può vedere tutte quelle cose, di conseguenza si preoccupa che un’azione, in apparenza buona, una volta compiuta si riveli cattiva. Praticano quindi il più possibile la non-azione e non fanno niente; in quel modo cercano d’evitare di accumulare nuovo karma. Perché, quando si è generato del karma, lo si deve poi eliminare e si deve soffrire.

Supponiamo che per i nostri coltivatori sia già stato stabilito a che punto riceveranno la liberazione del gong e se voi inserite qualcosa che non ci dovrebbe essere, causerete delle difficoltà al vostro intero processo di coltivazione. Per questa ragione essi praticano la non-azione. Quando i Buddisti insegnano a fare attenzione alle parole, intendono che le parole che una persona pronuncia siano dirette dai suoi pensieri; quei pensieri sono azioni. Quando la mente di una persona genera un pensiero, esso la guida a dire o a fare qualcosa, oppure guiderà i suoi organi di senso o i suoi quattro arti.

Questo potrebbe essere un certo tipo di attaccamento che hanno le persone comuni. Per esempio, le persone hanno idee differenti: “Tu sei bravo”, “lui non è bravo”, “tu hai coltivato bene”, “lui non ha coltivato bene”, e così via; tutte queste cose generano tensioni fra le persone. Anche nei rapporti normali di tutti i giorni, anche con frasi del tipo: “Voglio fare questo e quest’altro” oppure “dobbiamo fare in questo o quest’altro modo”, anche in queste frasi all’apparenza innocue, forse avete urtato i sentimenti di qualcuno senza rendervene conto.

Poiché le tensioni che le persone hanno sono molto complicate, può darsi che abbiate generato karma senza saperlo. Allora, visto che le cose stanno così, loro tengono la bocca assolutamente chiusa, senza dire una parola. Le religioni hanno sempre tenuto in grande considerazione il fare attenzione alle parole, e le pratiche religiose si attenevano a quella modalità. La grande maggioranza dei coltivatori della Falun Dafa (a eccezione dei praticanti a tempo pieno) coltiva in mezzo alla gente comune, quindi, è inevitabile che conduciamo la vita ordinaria di una persona normale nella società normale e che intratteniamo rapporti con il mondo. Tutti noi abbiamo un lavoro e dobbiamo farlo bene. Alcuni hanno un lavoro per cui debbono parlare.

Non nasce un conflitto allora? No, non c’è alcun conflitto. Perché non c’è? Il fare attenzione alle parole che pratichiamo noi è completamente diverso dal loro. Nella nostra disciplina si coltiva in modo diverso, per cui anche i requisiti sono diversi. Quando apriamo la bocca per parlare, dovremmo farlo in linea con la xinxing di un praticante, senza fare pettegolezzi, né dire cose negative. In quanto coltivatori, per decidere se possiamo dire certe cose oppure no, dovremmo confrontarci con gli standard della Fa. Se si tratta di un qualcosa che dovremmo dire non c’è problema, fintanto che si è in linea con lo standard della xinxing di un praticante misurata in base alla Fa. Inoltre, noi dobbiamo parlare della Fa e diffonderla; per questo non va bene se non parliamo.

Quando diciamo di fare attenzione alle parole, ci riferiamo alle cose ordinarie, come la propria reputazione e il profitto, che voi non riuscite ad abbandonare, e le cose che non hanno niente a che fare con il lavoro concreto di un coltivatore nella società; ci riferiamo al parlare di cose senza importanza tra discepoli della stessa pratica, ci riferiamo a cose che vengono fatte per mettersi in mostra a causa degli attaccamenti, o al far circolare chiacchiere e dicerie, e al parlare di altri argomenti mondani con grande entusiasmo e interesse. Io ritengo che tutti questi siano attaccamenti della gente comune e che dovremmo fare attenzione alle parole sotto questi aspetti. Questo è ciò che intendiamo con “fare attenzione alle parole”.

In passato, i monaci prendevano molto seriamente queste cose, perché sapevano di creare karma con una sola mossa del pensiero. Per questo i monaci insegnavano a coltivare “il corpo, la bocca, la mente”. Con il coltivare il corpo intendevano che una persona non doveva fare cose cattive; con il coltivare la bocca, intendevano che si doveva rimanere in silenzio; e con il coltivare la mente, intendevano che non si doveva nemmeno pensare. Coloro che coltivavano nei monasteri erano molto esigenti riguardo a queste regole. Noi dovremmo attenerci ai requisiti della xinxing di un coltivatore; è sufficiente controllarsi bene riguardo a ciò che dovremmo dire e a ciò che non dovremmo dire.

Qigong e atletica

In generale, le persone di medio livello tendono a credere che il qigong abbia un rapporto diretto con gli esercizi fisici. Certamente, parlando a un basso livello, se guardiamo il qigong dal punto di vista dell’ottenere un corpo sano, è praticamente identico a un esercizio fisico. Ma se esaminiamo i dettagli dei suoi esercizi e il tipo di approccio, noteremo allora che è molto diverso da un esercizio fisico.

Se una persona vuole ottenere una buona salute con l’esercizio fisico, deve aumentare il tempo dedicato all’esercizio e intensificare gli allenamenti, mentre nella coltivazione del qigong accade proprio il contrario: i movimenti non sono necessari e, quando ce ne sono, sono dolci, lenti e rilassati, o si rimane addirittura del tutto immobili.

È molto diverso quindi da come si eseguono gli esercizi fisici. Ora, parlando a un livello più alto, il qigong non si limita a curare le malattie e a fortificare la salute, ma comprende cose di carattere più elevato e significati più profondi. Il qigong non si limita a quelle poche cose superficiali che si trovano al livello della gente comune; è un qualcosa di più elevato e si manifesta in modi differenti a livelli diversi. Va ben oltre il livello della gente comune. Ora, se si osservano le caratteristiche fondamentali dei loro esercizi, si nota di nuovo una gran differenza.

Gli atleti, soprattutto ai giorni nostri, per preparare il loro corpo ai livelli richiesti dalle competizioni odierne e soddisfarne gli standard, sono obbligati a mantenerlo sempre in ottima forma. Per raggiungere questo obiettivo devono aumentare la quantità di energia che consumano, in modo da conservare sempre una circolazione sanguigna sufficiente, che a sua volta permetterà di aumentare la propria capacità metabolica, mantenendo così il corpo in una condizione di costante miglioramento. Perché vogliono aumentare la loro capacità metabolica? Perché il corpo di un atleta dev’essere sempre in costante miglioramento verso la forma migliore per le competizioni.

Il corpo umano è formato da innumerevoli cellule, e tutte subiscono il processo seguente: le cellule nuove che si sono appena scisse, sono piene di vitalità ed in uno stato di continua crescita. Giunte al limite massimo della loro crescita, non possono più svilupparsi ulteriormente e possono soltanto cominciare a decadere. Quando decadono al livello più basso, saranno rimpiazzate da nuove cellule. Prendiamo come analogia una giornata di dodici ore: la cellula si divide alle sei del mattino ed è in fase di crescita. Fino alle otto, nove o dieci è in una fase estremamente positiva.

A mezzogiorno il suo sviluppo termina e da quel momento in poi può soltanto decadere; nel tempo rimasto, le resta ancora metà della sua vitalità, ma quella metà non è più adeguata alle condizioni di cui necessitano gli atleti per la competizione. Che cosa fanno allora? Devono intensificare l’addestramento e accelerare la circolazione sanguigna, per generare nuove cellule che andranno a rimpiazzare le vecchie: fanno così. In altri termini, prima che le cellule abbiano compiuto tutto il loro ciclo vitale, mentre sono a metà del loro percorso, vengono espulse. Ecco perché il loro corpo è sempre forte e in costante miglioramento.

Tuttavia, le cellule del corpo umano non possono continuare in quel modo a dividersi senza fine; la loro possibilità di dividersi ha un limite. Supponiamo che le cellule, durante la vita di una persona, possano dividersi un centinaio di volte – in realtà possono dividersi più di un milione di volte – e supponiamo che, quando le cellule di una persona comune si dividono per 100 volte, lei possa vivere per cento anni. Ma ora, queste cellule hanno vissuto solo la metà della loro vita, per cui lei ora potrà vivere solo fino a cinquant’anni. Tuttavia, non vediamo atleti con grossi problemi; il motivo è che oggi gli atleti vengono esclusi dalle competizioni prima che arrivino ai trent’anni.

Questo è particolarmente vero al giorno d’oggi quando il livello delle competizioni è molto elevato; un gran numero di atleti vengono messi a riposo presto e, così, tornano alla vita normale, senza mostrare, quindi, delle gravi conseguenze. Almeno in teoria, le cose sembrano andare in questo modo: l’esercizio fisico li mantiene in buona forma fisica, ma accorcia loro la vita. All’apparenza, un atleta appena adolescente sembra essere sulla ventina, e quelli sulla ventina sembrano averne una trentina. Gli atleti danno sovente un’impressione di maturità fisica precoce e sembrano più vecchi. Quindi, ci sono i pro e i contro: dovremmo guardare entrambe le facce della medaglia, giusto? Ciò che ho descritto è in effetti l’approccio che loro seguono.

La pratica del qigong si trova esattamente all’opposto rispetto all’esercizio fisico. I movimenti non devono essere vigorosi e anche quando ce ne sono, sono rilassati, lenti e fluidi. Sono veramente lenti e, a volte, si rimane addirittura immobili o si sta in completa tranquillità. Sapete, nel metodo di coltivazione di meditazione profonda, la persona rimane immobile, anche il battito cardiaco rallenta, e anche tutto il resto, come la circolazione del sangue. In India, molti maestri di yoga possono restare sott’acqua o sepolti sotto terra per parecchi giorni, possono ridursi alla completa immobilità, riuscendo perfino a controllare i battiti cardiaci.

Supponiamo che una cellula si divida una volta al giorno. Se un coltivatore può far sì che le cellule del suo corpo si dividano una volta ogni due giorni, una volta ogni settimana, una volta ogni quindici giorni o anche di più, allora prolungherà la sua vita. E qui stiamo parlando soltanto dei metodi che coltivano la natura della persona e non il corpo. Tuttavia, anche questi metodi possono ottenere il risultato di prolungare la vita. Forse, ora qualcuno sta pensando: «La vita non è predeterminata? Come può vivere più a lungo uno che non coltiva il corpo?»

È vero, ma è perché la vita di quel genere di coltivatore può prolungarsi nel momento in cui il suo livello andrà oltre il Triplice Mondo, avrà tuttavia un aspetto decrepito. Le pratiche che coltivano veramente il corpo accumulano incessantemente nelle cellule del corpo la sostanza ad alta energia raccolta e, con il costante aumento della sua densità, essa sarà in grado di inibire gradualmente le cellule di una persona comune e lentamente di sostituirle. A quel punto, avverranno dei cambiamenti fondamentali, e questa persona resterà giovane per sempre.

Naturalmente si tratta di un processo molto lento e progressivo che avviene nel corso della coltivazione e che richiede grande impegno e dedizione. Dovrete lavorare sul corpo e temprare la volontà, e questo non è facile. Riuscite a rimanere calmi dentro di voi quando siete in mezzo alle tensioni che mettono alla prova la vostra xinxing? O quando accadono cose che hanno un impatto diretto su di voi, potete rimanere calmi dentro di voi? È veramente difficile. Non basta volerlo per poterlo poi effettivamente fare. Potrete farlo solamente quando la vostra xinxing e il vostro de saranno migliorati grazie alla coltivazione.

Ci sono sempre state tantissime persone che confondono il qigong con un semplice esercizio fisico, mentre, in realtà, fra le due cose c’è una differenza incredibile: non sono per nulla la stessa cosa. L’unica cosa che hanno in comune è che al livello più basso, quando si pratica il qi, cercando di curarsi e di stare in forma per avere un corpo in buona salute, l’obbiettivo è uguale. Ma, quando si arriva a un livello elevato, non è assolutamente più la stessa cosa. Nel qigong, dietro la purificazione del corpo, c’è uno scopo. E soprattutto, ai praticanti è richiesto di seguire delle verità superiori – non possono continuare a seguire le verità della gente comune. L’esercizio fisico, d’altro canto, è solo un qualcosa che appartiene alla gente comune.

Pensieri

Parlare dei pensieri, significa, in realtà, parlare dell’attività mentale di una persona. Come vengono valutati nel mondo della coltivazione i pensieri che accompagnano l’attività cerebrale? Come vengono considerate le diverse forme che assumono i pensieri della gente? E come si manifestano? Nelle sue ricerche sul cervello umano, la scienza medica moderna non ha ancora risposto a moltissime domande, e questo perché i pensieri non sono così facili da comprendere come ciò che si trova sulla superficie del nostro corpo. Su piani più profondi e in differenti dimensioni, essi assumono forme diverse. Ma non sono nemmeno quello che dicono certi maestri di qigong.

Alcuni di loro non sanno proprio come funzionano e, quindi, non sono nemmeno in grado di spiegarli chiaramente. Pensano che una mossa del loro cervello o un pensiero che emerge li metta in grado di fare qualcosa e, quindi, dicono che con la loro mente hanno fatto questo o che i loro pensieri hanno fatto quest’altro. Ma in realtà, i loro pensieri non hanno fatto un bel niente. Parliamo, innanzitutto, dell’origine del pensiero di una persona. Nell’antica Cina c’era un detto: “il cuore pensa”. Perché dicevano che il cuore pensa? La scienza dell’antica Cina era molto sviluppata, poiché studiava direttamente il corpo umano, la vita e l’universo.

Alcune persone sentono veramente, al di là di ogni dubbio, che è il loro cuore che pensa, mentre altre sentono veramente che è il loro cervello che pensa. Perché accade questo? C’è qualcosa di vero in quel “cuore che pensa” di cui parlavano. La ragione è la seguente: noi possiamo vedere che lo spirito principale di una persona comune è molto piccolo, e i veri messaggi che il cervello umano trasmette non provengono dal cervello stesso. Non vengono inviati dal cervello, ma dallo spirito principale. Lo spirito principale di una persona non risiede solo nel Palazzo Niwan (Il Palazzo Niwan della Scuola Taoista è la ghiandola pineale conosciuta nella medicina moderna).

Se il nostro spirito principale risiede proprio nel Palazzo Niwan, sentiremo effettivamente che è il cervello che pensa o che invia messaggi; se si trova nel cuore, sentiremo allora che è il cuore a pensare. Il corpo umano è un piccolo universo. I numerosi esseri viventi di un praticante possono spostarsi da un punto all’altro. Se lo spirito principiale cambia posizione, se si sposta, diciamo, nel ventre, lui sentirà che è il ventre a produrre il pensiero; se si sposta sul polpaccio o sul tallone, sentirà che è il polpaccio o il tallone che sta pensando.

È garantito. Lo so che sembra piuttosto inconcepibile. Anche quando non avrete ancora raggiunto un livello di coltivazione molto elevato, potrete già percepire questo fenomeno. Se il corpo di una persona non avesse lo spirito principale, il suo temperamento, carattere e personalità, se mancasse di tutto questo, non sarebbe nient’altro che una massa di carne; non sarebbe un essere umano completo, dotato delle proprie caratteristiche personali. Quali sono allora le funzioni del cervello umano? Se lo chiedete a me, direi che, nella forma della nostra dimensione materiale, il cervello umano è soltanto uno strumento di elaborazione.

Il vero messaggio viene emesso dallo spirito principale, ma ciò che emette non è un linguaggio. Ciò che emette è una specie di messaggio cosmico che rappresenta certi significati. Quando il nostro cervello riceve quel comando, lo elabora nel linguaggio corrente, in questa forma d’espressione, e noi lo esprimiamo tramite i gesti delle mani, l’espressione del nostro sguardo e con tutto il linguaggio del corpo: ecco la funzione del cervello. I veri comandi, i veri pensieri sono emessi dallo spirito principale. Molto spesso la gente crede che sia il cervello a esercitare direttamente e in modo indipendente questa funzione, mentre, a volte, lo spirito principale si trova nel cuore e così alcuni sentono davvero che è il loro cuore che sta pensando.

Ai giorni nostri, gli specialisti della ricerca sul corpo umano ritengono che ciò che il cervello emette sia un qualcosa di simile a un’onda elettrica. Per il momento non parliamo di ciò che in realtà il cervello emette, ma possiamo dire che essi riconoscono che è qualcosa di materiale. Non si tratta quindi di una “credenza irrazionale”. E che cosa fa questa cosa che viene emessa? Alcuni maestri di qigong affermano: «Posso spostare gli oggetti con il pensiero», oppure «Posso usare i miei pensieri per aprire il vostro Terzo Occhio», oppure «Posso usare i miei pensieri per curarvi», e così via.

Ma, in realtà, alcuni maestri di qigong non hanno proprio idea di quali poteri possiedano; sono del tutto confusi. Sanno soltanto che, quando vogliono fare qualcosa, devono solamente pensarci e quella cosa accade. Ciò che in effetti succede è che, quando i loro pensieri sono al lavoro, i loro poteri vengono diretti proprio dai pensieri, a loro volta generati dal cervello, e loro sono in grado, quindi, di fare delle cose specifiche sotto la direzione di quei pensieri; tuttavia, i loro pensieri non possono fare nulla da soli. Quando un praticante di qigong fa certe cose, sono i suoi poteri che eseguono l’azione.

I poteri sono capacità innate del corpo umano. Con l’evoluzione della società, i pensieri nella mente delle persone sono diventati sempre più complessi, e la gente dà sempre più importanza alle cose pratiche, e dipende sempre più dai cosiddetti strumenti moderni. Di conseguenza, le capacità innate degli uomini si sono a poco a poco atrofizzate. I Taoisti parlano di ritornare al proprio vero sé originale e nel processo di coltivazione devono cercare di essere veritieri per ritornare finalmente al loro vero sé originale, e alla loro natura originale. Solo allora le loro capacità innate potranno rivelarsi.

Oggi, noi li chiamiamo “poteri soprannaturali”, mentre in realtà sono tutte capacità innate dell’essere umano. La società umana sembra progredire, ma in realtà sta regredendo, allontanandosi sempre più dalla natura dell’universo. L’altro giorno ho parlato di Zhang Guolao che cavalcava il suo asino seduto al contrario; forse le persone non capiscono perché facesse così. Egli aveva compreso che il nostro avanzare è in realtà un retrocedere, e che l’umanità si sta allontanando sempre di più dalla natura dell’universo.

Nel corso dell’evoluzione dell’universo, e ciò che sto per dire è particolarmente vero ora che la gente è costretta a cavalcare l’ondata dell’economia di mercato, la moralità di molte persone è degenerata, allontanandosi sempre più dalla natura dell’universo Zhen-Shan-Ren. Coloro che sono stati travolti dall’ondata del mondo ordinario non possono rendersi conto del livello di degenerazione della moralità umana attuale e così alcuni di loro pensano perfino che sia una cosa buona. Soltanto coloro che hanno elevato il livello della loro xinxing con la coltivazione possono rendersi conto, guardando indietro, a quale punto i valori morali umani si sono degradati.

Alcuni maestri di qigong dicono: «Io svilupperò i tuoi poteri». Che poteri sviluppano?! I poteri di una persona non funzionano senza energia, e se non sono ancora emersi, potrà svilupparli lui? Se i tuoi poteri non sono stati ancora formati e rinforzati dalla tua energia, potrà svilupparli lui? Non è affatto possibile. Lo “sviluppare i poteri” di cui parlano significa semplicemente connettere i poteri, che già avete formato, al vostro cervello, così che possano funzionare sotto la direzione dei pensieri del vostro cervello. Questo è ciò che lui chiama sviluppare i vostri poteri. Ma la verità è che non vi ha sviluppato alcun potere: ha fatto soltanto questa piccola cosa.

Nel caso di un praticante, i pensieri dirigono i poteri nel fare le cose. Mentre per una persona comune i pensieri dirigono le quattro membra e gli organi sensoriali. È proprio come per una fabbrica, il cui l’ufficio di produzione o ufficio del direttore generale emette le istruzioni e i diversi e specifici reparti eseguono effettivamente i rispettivi lavori. Oppure è come per il quartiere generale di un esercito dove il comando, per compiere una missione, dà gli ordini alle truppe che poi li eseguiranno. Quando tenevo i corsi in altre regioni, parlavo sovente di questi problemi con i funzionari delle commissioni locali di ricerca sul qigong.

Essi erano molto sorpresi e dicevano: «Abbiamo sempre studiato la quantità di energia potenziale e di coscienza latente che la mente umana ha…» Ma in realtà, le cose non stanno così: sono andati fuori strada fin dall’inizio. Io ho detto che per studiare la scienza del corpo umano occorre cambiare veramente il modo di pensare; non potete cercare di conoscere le cose di livello superiore con il modo di ragionare o di comprendere della gente comune. Ora che stiamo parlando di questo argomento, vi posso dire che esiste qualche altra forma di pensiero. Per esempio, alcuni parlano di coscienza latente, di subconscio, di ispirazione, di sogni, ecc. Riguardo ai sogni, nessun maestro di qigong vorrà spiegarli.

Quando siete nati, voi siete anche nati simultaneamente in differenti dimensioni dell’universo. Questi differenti “voi stessi” sono parte del “voi” totale, interagiscono gli uni con gli altri e anche i loro pensieri sono interconnessi. Inoltre, avete la coscienza principale, delle coscienze secondarie e altri esseri, e tutti hanno una propria immagine ed esistono nel vostro corpo. Ogni cellula e ciascuno dei vostri organi assumono la forma in cui la vostra immagine e i vostri messaggi esistono in altre dimensioni. È estremamente complesso. Quando noi sogniamo, ci appaiono delle immagini, ora in un modo, ora in un altro.

Ma da dove vengono in fin dei conti? La scienza medica afferma che succede a causa dei mutamenti che avvengono nella corteccia cerebrale, ma quello è soltanto ciò che accade in questa dimensione materiale; in realtà è il risultato di messaggi provenienti da altre dimensioni. Per questo motivo, quando sognate, vi sentite confusi; nessuna di queste cose però ha a che fare con voi, e voi non dovete prestarvi attenzione.

Esiste un genere di sogni, tuttavia, che vi riguarda direttamente e che non possiamo considerare “sogni” in senso stretto. È quando la vostra coscienza principale, o spirito principale, vede avvicinarsi in sogno un vostro familiare, o vivete un’esperienza che vi sembra del tutto reale, o vedete o fate qualcosa. In questi casi, il vostro spirito principale ha realmente visto o fatto qualcosa in un’altra dimensione. Voi l’avete fatta, l’avete vissuta lucidamente ed è stata una vera esperienza. Queste cose esistono veramente; soltanto esistono in altre dimensioni, sono fatte in altri spazio-tempi. Si possono considerare semplici sogni?

Non è così. Il vostro corpo fisico, in questa dimensione, dormiva veramente, per voi si tratta quindi solo di un sogno. Solo quei tipi di sogni vi riguardano direttamente. Se parliamo di ispirazione, di subconscio, di coscienza latente dell’essere umano e quant’altro, io direi che questi termini non sono stati coniati da scienziati, ma da letterati per descrivere lo stato mentale abituale delle persone comuni. Queste parole non hanno alcun fondamento scientifico. Che cos’è esattamente questa coscienza latente di cui parlano? È difficile spiegarlo chiaramente, è un termine piuttosto vago. Tutti i diversi tipi di messaggi in una persona sono veramente complessi e, a volte, sembrano simili a vaghi ricordi che ogni tanto affiorano.

Quanto al subconscio di cui parla la gente, lo si può spiegare facilmente. In accordo con la sua definizione, questo termine è generalmente impiegato quando si fa qualcosa senza rendersene conto. Gli altri, di solito, diranno che questa persona ha fatto qualcosa inconsciamente o senza l’intenzione di farla. Questo genere di subconscio è proprio la stessa cosa della coscienza secondaria di cui abbiamo parlato prima. In effetti, quando la coscienza principale è rilassata e non controlla il cervello e quando ci si trova in uno stato di annebbiamento, come quando si sta per cadere nel sonno o si dorme veramente, quando ci si trova in quello stato d’incoscienza, è molto facile cadere sotto il controllo della coscienza secondaria o spirito secondario.

In quei momenti la coscienza secondaria potrà compiere delle azioni. Mettendola in un altro modo, queste cose vengono fatte quando voi siete annebbiati. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, non verrà fatto nulla di male, poiché la coscienza secondaria può vedere l’essenza delle cose in un’altra dimensione e non viene ingannata dalla realtà ordinaria. È per questa ragione che, quando vi rendete conto di ciò che avete fatto, dite: «Come ho fatto a fare una cosa del genere? Avrei fatto molto meglio se fossi stato lucido».

Ma, sebbene al momento potete pensare di aver fatto una brutta cosa, quando la riesaminerete un po’ più tardi, diciamo una decina o una quindicina di giorni dopo, direte: «Wow, ho fatto veramente la cosa giusta! Ma come ho fatto a farla?» Sovente succede così. La ragione sta nel fatto che la coscienza secondaria non si preoccupa del risultato immediato, ma ciò che fa darà un buon risultato nel futuro. Ci sono poi cose che non avranno nessun impatto dopo e hanno solo un effetto nell’immediato, allora, quando la coscienza secondaria le farà, probabilmente le farà molto bene già in quel momento.

C’è un’altra forma di pensiero che riguarda chi è dotato di una grande qualità innata. Queste persone sono spesso controllate da esseri superiori e indotte a fare certe cose. Ovviamente, questa è tutta un’altra cosa, e non ne parliamo qui. Qui parliamo principalmente degli stati di coscienza che hanno origine proprio in noi esseri umani. Quanto all’ispirazione, anche questo è un termine inventato dai letterati. Generalmente si crede che l’ispirazione provenga da un accumulo di conoscenze che una persona ha ottenuto durante il corso della sua vita, che scaturiscono improvvisamente, come una scintilla.

Dal punto di vista della teoria materialista si potrebbe dire che più si accumulano conoscenze, più si utilizza il cervello e più esso diventa abile e, così, quando si ha bisogno di un’idea, essa sgorga in superficie immediatamente; ma, allora, non si tratterebbe più d’ispirazione, giusto? Tutto ciò che la gente chiama “ispirazione”, o il momento stesso in cui si manifesta quella cosa, non accade in quel modo. Il più delle volte, quando qualcuno sta pensando intensamente, pensa e ripensa fino a che alla fine sente di non riuscire più a connettere e di non riuscire più a venire a capo di nulla.

Non si riesce più a procedere con un articolo, si è a corto d’idee per comporre una canzone, o ci si è arenati nel proprio progetto di ricerca scientifica. A quel punto, di solito, ci si sente così stanchi che le vene pulsano in fronte, il pavimento è cosparso di mozziconi di sigarette, la testa duole a forza di riflettere, ma non si riesce ugualmente a farsi venire un’idea qualsiasi. In che condizioni appare finalmente l’ispirazione? Diciamo, quando uno è molto stanco e pensa: «È meglio lasciar perdere, mi prendo una pausa». Perché più la coscienza principale controlla il cervello, meno gli altri esseri hanno possibilità d’intervenire.

Ma non appena ci si concede una pausa, si rilassa un poco la mente, si smette di pensare, improvvisamente, in questo stato d’assenza di ogni genere d’intenzione, ecco che improvvisamente ci viene in mente qualcosa o ci salta in mente un’idea. È così che, il più delle volte, arriva l’ispirazione. Perché, allora, l’ispirazione arriva in quell’istante? La ragione sta nel fatto che, quando il cervello è controllato dalla coscienza principale, più usa il cervello, più lo controlla, e meno la coscienza secondaria può intervenire.

Quando si riflette fino ad avere mal di testa, quando ci si sente così frustrati perché non si riesce a trovare l’idea, anche la coscienza secondaria, che è parte del suo stesso corpo, che è nata dallo stesso ventre materno nello stesso tempo e che controlla parte del suo corpo, soffre insieme a lui e pure lei ha un gran mal di testa, che le duole parecchio. E, quando la persona rilassa la sua coscienza principale, la coscienza secondaria proietterà quello che sa nel suo cervello, perché la coscienza secondaria può vedere l’essenza delle cose in altre dimensioni. Allora, lui sarà in grado di ottenere dei risultati nel suo lavoro, di completare l’articolo o di finire di comporre quella canzone.

Forse alcuni diranno: «Allora, sfruttiamo la coscienza secondaria». Proprio com’è scritto nella nota che qualcuno mi ha passato un momento fa: «Come ci si può connettere alla coscienza secondaria?» Voi non potete farlo, poiché siete dei principianti nella coltivazione e non possedete alcuna abilità. È meglio che non tentiate alcun contatto. Ciò che vi spinge a farlo è soltanto un attaccamento. Forse alcuni si chiederanno: «Non possiamo utilizzare la coscienza secondaria per creare un maggior benessere e per accelerare lo sviluppo della società?» La risposta è no! E perché no? Perché anche il sapere della vostra coscienza secondaria è molto limitato.

Le dimensioni sono così complesse e i livelli sono così tanti e la struttura dell’universo è tremendamente complessa, la coscienza secondaria conosce soltanto quello che c’è nella sua dimensione. Di ciò che va oltre la dimensione in cui si trova non ne sa niente. Inoltre, ci sono tantissime dimensioni verticali su differenti livelli. Solo degli esseri superiori nei livelli veramente elevati possono controllare lo sviluppo del genere umano che progredisce secondo le leggi che ne governano lo sviluppo. La società umana ordinaria progredisce secondo le leggi che governano la storia. Forse voi vorreste che si sviluppasse in questo o in quel modo o che raggiungesse determinati obiettivi, ma questi esseri superiori non la pensano allo stesso modo.

Le persone dei tempi antichi non hanno immaginato gli aerei, i treni e le biciclette che abbiamo oggi? Io direi che non è certo che non l’abbiano fatto, ma, poiché la storia non si era ancora evoluta fino a quello stadio, non li potevano inventare. Apparentemente – in base alle teorie convenzionali e alle conoscenze umane attuali – si potrebbe dire che a quell’epoca lo sviluppo scientifico dell’umanità non aveva raggiunto il livello richiesto, e quindi loro non potevano inventare quelle cose. In realtà il progresso della scienza segue le disposizioni della storia.

Sperare di raggiungere certi obiettivi solo perché lo si vuole è un pio desiderio. Naturalmente è più facile che la coscienza secondaria di alcune persone svolga un certo ruolo. Uno scrittore mi ha detto: «Quando scrivo un libro, posso scrivere qualche dozzina di pagine al giorno senza sentirmi affatto stanco; se voglio scrivere, le parole mi escono velocemente dalla penna e la gente pensa che sia un buon lavoro quando lo legge». Perché succede questo? È il risultato degli sforzi congiunti della sua coscienza principale e della sua coscienza secondaria, dove quest’ultima può assumersi metà del compito. Ma non vale per tutti. Nella maggior parte dei casi la coscienza secondaria non si lascia coinvolgere e, se volete che faccia qualcosa per voi, non otterrete un buon risultato, piuttosto l’opposto di quello che vi aspettate.

Una mente calma

Molte persone, quando fanno gli esercizi, non riescono a calmare la loro mente, si mettono a cercare ovunque dei maestri di qigong e chiedono loro: «maestro… che cosa posso fare? Perché durante gli esercizi non riesco a calmare la mente? Non appena mi siedo tranquillo comincio a ripensare a tutte le cose e mi metto a fantasticare su tutto». Siete veramente travolti dai vostri pensieri come da un fiume in piena, vi viene in mente di tutto, e non siete assolutamente in grado di calmare la vostra mente. E perché non ci riuscite?

Ci sono persone che non ne comprendono la ragione e pensano che ci sia un segreto e, così, si mettono in cerca di qualche famoso maestro: «Per favore insegnami i tuoi metodi speciali, così riuscirò a calmare la mente». Ma, a mio avviso, questo è ancora un cercare all’esterno; se volete migliorare dovete cercare dentro di voi, e lavorare duramente sulla vostra mente. Questo è l’unico sistema per migliorarvi veramente e l’unico modo per raggiungere la calma interiore, durante la meditazione. La capacità di calmare la mente indica la vostra padronanza, e il vostro potere di concentrazione indica il vostro livello. Può una persona comune calmare la propria mente semplicemente pensandoci?

È impossibile, a meno che non si tratti di qualcuno con una grande qualità innata. In altre parole, la ragione fondamentale dell’incapacità di stare calmi non dipende da tecniche o da mosse speciali, ma dal fatto che i propri pensieri e la propria mente non sono puri. Nella società umana ordinaria ci sono conflitti tra le persone, e voi combattete contro gli altri con le unghie e con i denti per il vostro tornaconto personale o mossi da emozioni e desideri o da tutte quelle passioni alle quali siete attaccati; sembra che non riusciate a lasciar perdere quelle cose, a dar loro minor peso.

Allora, se volete entrare nello stato di quiete, buona fortuna! Alcune persone che stanno praticando il qigong replicano: «Io non ci credo. Guardami, semplicemente calmo la mente e non mi vengono pensieri strani». Ma, appena dopo aver detto questo, quei pensieri rispuntano fuori. È la vostra mente che non è pura, ecco perché non riuscite a stare calmi. Può darsi che qualcuno non sia d’accordo con me: «Non ci sono forse maestri di qigong che insegnano tecniche particolari? Ci si può concentrare su una cosa, visualizzare un oggetto, concentrarsi sul dantian, guardare dentro il dantian, oppure ripetere il nome del Budda, ecc.»

Certamente questi sono metodi, ma non sono solo metodi, riflettono anche il grado di padronanza che uno possiede. E quello stato di padronanza è in realtà direttamente legato alla coltivazione della xinxing di cui abbiamo parlato, come pure al miglioramento dei livelli: non si può calmare la mente solamente utilizzando tali metodi. Non mi credete? Provateci. Con tutti i desideri e gli attaccamenti così forti e dominanti che vi rendono incapaci di abbandonare qualsiasi cosa, vedrete se riuscirete a raggiungere lo stato di quiete. Alcuni dicono: «Ripetere il nome di Budda funziona».

Riuscite a calmare la mente ripetendo il nome di Budda? Ci sono altre persone che dicono: «La pratica del Buddha Amithaba è facile, basta ripetere il nome del Budda». Ci avete provato? Io dico che è un indice della vostra padronanza. Voi dite che è facile, ma io dico che non è facile: nessuna disciplina è facile. Si sa che Sakyamuni insegnava la “concentrazione”; ma che cosa insegnava prima della concentrazione? Insegnava il “precetto”. Potrete raggiungere la concentrazione solamente quando avrete abbandonato tutti i vostri desideri e le passioni, quando non sarà rimasto più nulla. Non è così che funziona?

Ma, la concentrazione è un certo tipo di padronanza e voi non siete in grado di arrivare immediatamente all’osservanza totale del precetto in un colpo solo; a mano a mano che abbandonerete ogni cosa cattiva, la vostra capacità di concentrazione si rafforzerà, passo dopo passo. Quando qualcuno ripete il nome di Budda, lo deve ripetere senza essere distratto da pensieri, senza aver nulla in mente, e lo ripeterà fin quando tutte le altre parti del cervello si intorpidiranno, al punto da non avere più consapevolezza di nulla: un solo pensiero sostituisce tutti gli altri, e ciascuna parola di “Budda Amithaba” gli apparirà davanti agli occhi.

Non ha a che fare con la vostra padronanza? La si può ottenere da un giorno all’altro? È impossibile e, quindi, non avrete sicuramente una mente calma. Non mi credete? Provateci. Mentre la vostra bocca ripete continuamente il nome del Budda, la vostra mente pensa di tutto: «Perché il direttore della nostra unità non mi tiene in considerazione? E perché questo mese mi ha dato un premio così piccolo?» Più ci pensa e più s’infuria, ma la sua bocca sta ancora continuando a ripetere il nome di Budda. Dite che si può praticare in quel modo? Non è forse una questione di padronanza? Non dipende forse dal fatto che la vostra mente non è pura?

Le persone che hanno il terzo occhio aperto possono guardare dentro il loro corpo e vedere il dantian. Poiché il dan si accumula nel basso ventre, più la sostanza di energia è pura, più è luminosa; più è impura, più è opaca e nera. Si può entrare allora in uno stato di quiete unicamente guardando il dan che si trova dentro il dantian? È impossibile. E non è il metodo che conta: il punto cruciale è che la nostra mente e i nostri pensieri non sono calmi e puri. Quando guardate dentro il dantian, vedete che il dan è brillante e magnifico; poi, improvvisamente, comincia a cambiare, e si trasforma nell’appartamento tanto desiderato: «Questa stanza sarà per mio figlio, quando si sposerà; quella sarà per mia figlia; io e mia moglie prenderemo l’altra stanza, e al centro ci sarà il soggiorno.

Magnifico! Me lo daranno quest’appartamento? Devo trovare il modo per averlo; dovrei fare così…» Le persone sono molto attaccate a queste cose. Credete che così sia possibile calmare la mente? Ma poi ci sono altri che dicono: «Vivere nella società umana ordinaria è come stare qualche giorno in albergo; dopo un breve soggiorno, bisogna affrettarsi a partire». Ma certe persone si attaccano troppo a questo luogo, e dimenticano la loro vera casa. Nella vera coltivazione, uno deve coltivare il proprio cuore, deve coltivare all’interno di sé stesso, deve cercare dentro di sé e non fuori da sé. Alcune vie di coltivazione dicono che Budda si trova nel proprio cuore, e anche questo è abbastanza vero.

Ma ci sono persone che hanno mal compreso questa frase, e dicono che Budda è nel loro cuore, come se loro stessi fossero Budda; come se avessero veramente un Budda nel loro cuore. Questa è la loro comprensione, non è sbagliata? Come è possibile capirla in quel modo? L’idea è che dovete coltivare il vostro cuore, e che quello è l’unico modo per riuscire nella coltivazione. Non c’è alcun Budda nel vostro corpo. Se volete diventarlo, dovete coltivare. La ragione per cui non riuscite a calmare la vostra mente è che non è vuota, e il vostro livello non è abbastanza elevato.

È un processo che va dal superficiale al profondo, e che va di pari passo con il salire del vostro livello. Quando abbandonate i vostri attaccamenti, il vostro livello si eleva, e anche la capacità di rimanere concentrati cresce. Se cercate di calmare la mente, utilizzando tecniche e metodi, direi che voi state cercando all’esterno. E significa anche che nella vostra pratica siete andati fuori strada o avete imboccato un sentiero perverso, il che equivale a cercare all’esterno.

Nel Buddismo in particolare, si dice che cercare all’esterno significa percorrere un sentiero demoniaco. Nella vera coltivazione si deve coltivare il cuore. Solamente elevando la vostra xinxing potrete ottenere una mente tranquilla e pura, e uno stato di non-azione. Solamente migliorando la vostra xinxing potrete assimilarvi alla natura dell’universo, liberarvi da tutti i desideri umani, da tutti gli attaccamenti e da tutte le cose cattive; potrete svuotare il vostro corpo da ciò che non va e salire fino in cima. La natura dell’universo non vi limiterà più, e la vostra sostanza de potrà trasformarsi in gong. Non sono due cose complementari fra loro? Ecco come stanno le cose! Questa è la ragione, da parte vostra, per cui non riuscite a raggiungere la tranquillità e perché non siete in grado di conformarvi agli standard di un coltivatore.

Illuminazione

Che cos’è “l’Illuminazione”? “Illuminazione” è un termine d’origine religiosa. Nel Buddismo si riferisce alla comprensione della Fa di Budda da parte di un coltivatore che si è illuminato a verità differenti, e anche alla sua Illuminazione finale, e significa Illuminazione alla Saggezza. Tuttavia, al giorno d’oggi, questo termine viene usato dalla gente comune in riferimento, per esempio, a qualcuno che è intelligente, o che è capace di intuire il pensiero del suo capo, di capire al volo le sue intenzioni e di assecondarlo. La gente dirà che costui è capace di illuminarsi alle cose. La gente spesso la intende così.

Tuttavia, se andate oltre il livello della gente comune e salite a un livello leggermente più elevato, scoprirete che ciò che la gente comune considera giusto, sovente è sbagliato. Ma “l’illuminazione” di cui parliamo noi, non è assolutamente questa. Anzi, la capacità di illuminarsi di un uomo astuto è, a conti fatti, piuttosto scadente, perché, essendo troppo scaltro, tenderà a fare il minimo indispensabile per mettersi in buona luce nei confronti del suo capo o dei suoi superiori. Il vero lavoro non dovrà allora essere svolto dagli altri? È così sarà debitore nei loro confronti. Lui è scaltro ed è bravo a fare le cose che lo mettono in buona luce e, quindi, se la cava bene e gli altri devono lavorare al posto suo.

Dato che è scaltro, starà bene attento a non farsi sfuggire nulla, e difficilmente perderà qualcosa, così altre persone dovranno subire delle perdite. Più quei vantaggi, banali ma immediati, diventeranno per lui importanti, più diventerà calcolatore e meschino, e più si convincerà che gli interessi materiali della gente comune sono qualcosa a cui non deve rinunciare. In breve, penserà di essere un uomo pratico e concreto, che nella vita non si fa imbrogliare. E sapete, c’è persino qualcuno che invidia gente del genere! Ma sentite cosa vi dico: non invidiateli!

Voi non immaginate quanto la loro vita sia faticosa – non riescono a godere del cibo che mangiano, dormono male: perfino nei sogni sono ossessionate dal timore di perdere i loro vantaggi. Quando è in gioco il loro interesse personale, si arrovellano anche per le cose più banali. Vedete quanto è faticoso? Loro non vivono che per questo. Quando c’è un conflitto, noi diciamo che, facendo un passo indietro, si vedono le cose sotto una luce completamente diversa. Tuttavia, persone di questo genere non arretrano mai di un passo, e conducono una vita veramente stressante; quindi, non seguitene l’esempio.

Nella comunità dei praticanti, si dice che queste persone sono le più perse. Si sono completamente perse tra la gente comune, a causa dei loro interessi materiali. Se chiedete a uno di loro di preservare il de, buona fortuna! Se gli proponete di coltivare, immediatamente vi risponderà: «Coltivare? Voi praticanti non rispondete quando vi attaccano, non reagite quando vi insultano. Gli altri vi trattano come degli zerbini e voi pensate di non dover serbare loro rancore, come fanno gli altri. Anzi, tornate a ringraziarli. Voi siete tutti Ah Q! A voi manca qualche rotella». Le persone di questo genere non hanno modo di comprendere la coltivazione.

Al contrario, diranno che voi siete stupidi. Non trovate che sia proprio difficile salvarle? L’illuminazione di cui parliamo non è quella. Anzi, ciò che intendiamo per illuminazione è esattamente ciò che la gente chiama stupidità, quando sono in gioco i propri interessi personali. Questa è l’illuminazione di cui parliamo noi. Ovviamente, non si tratta d’essere veramente degli sciocchi. È solo che noi non diamo troppo peso alle cose che hanno a che fare con il nostro interesse personale, mentre in altri campi siamo molto capaci. Quando lavoriamo su progetti scientifici di ricerca siamo estremamente lucidi, siamo molto efficienti nei compiti e nelle responsabilità che ci vengono assegnate e facciamo veramente un buon lavoro.

Ma, quando si tratta di quei meschini interessi personali, di tensioni e disaccordi con gli altri, in quei casi, noi assumiamo un atteggiamento disinteressato. Chi potrà dire che siamo degli sciocchi? Nessuno, ve lo garantisco. Parliamo allora di qualcuno che è veramente un ritardato mentale. La verità in questo caso si rovescia completamente ai livelli elevati. È meno probabile che un ritardato mentale possa commettere dei gravi misfatti. Non ha possibilità di combattere e di competere per i propri interessi. Non è alla ricerca della notorietà e non perde il suo de. Ma gli altri gli danno de; picchiandolo e insultandolo, gli danno de, che è una sostanza veramente preziosa.

Nel nostro universo c’è questo principio: “Chi non perde, non guadagna e, per guadagnare, bisogna perdere”. Quando gli altri vedono questo ritardato, lo mettono sotto: «Tu pezzo di deficiente!» Non appena aprono bocca per insultarlo, una certa quantità di de se ne va su di lui. Quando maltrattate qualcuno, siete la parte che ci ha guadagnato qualcosa e allora dovete perdere qualcosa. Magari qualcuno gli affibbia un calcione: «Tu pezzo di deficiente!» Ecco, allora, che un altro bel pezzo di de se ne vola nella sua direzione.

Quando qualcuno lo tiranneggia o lo prende a calci, lui non fa una piega e se la ride: «Continuate pure; che importa se mi state regalando de. State pur certi che non ve lo renderò!» Allora, se ci basiamo sulle verità più elevate, riflettete: chi è intelligente? Non è forse lui? È lui il più intelligente; lui non perde il suo de. Quando voi glielo gettate addosso, non lo respinge affatto, anzi lo raccoglie tutto e lo accetta con un sorriso. È un ritardato in questa vita, ma non lo sarà nella prossima; il suo spirito principale non è ritardato. In alcune religioni si dice che, se una persona ha molto de, nella prossima vita sarà un dirigente di alto rango o farà fortuna.

Scambierà il suo de con queste cose. Noi crediamo che il de possa essere trasformato direttamente in gong. Il livello che raggiungerete con la coltivazione non sarà determinato dal vostro de? Può essere trasformato direttamente in gong. Non è il gong che determina il livello raggiungibile, e la potenza del gong non si genera da questo materiale? Non lo definireste prezioso? Può essere portato con sé alla nascita e portato con sé alla morte. Nel Buddismo si dice che il livello raggiunto nella vostra coltivazione sarà il Frutto di Realizzazione. Tanto metterete dentro, tanto tirerete fuori: questo è il principio.

In alcune religioni si dice che con più de, una persona, nella prossima vita, potrà diventare un personaggio di alto rango o guadagnare molto denaro. Mentre, uno con poco de non riuscirà a ottenere nulla, nemmeno mendicando qualcosa da mangiare, perché non avrà abbastanza de da dare in cambio – nessuna perdita, nessun guadagno, giusto?! E se a qualcuno non è rimasto nemmeno un briciolo di de, sia il suo corpo che il suo spirito periranno: egli morirà realmente.

C’era un maestro di qigong il cui livello era piuttosto elevato quando cominciò a diffondere la sua pratica in pubblico. In seguito, si lasciò del tutto prendere dalla celebrità e dal denaro e, così, il suo maestro lo abbandonò, portando con sé la sua coscienza secondaria, perché costui era una di quelle persone in cui era la coscienza secondaria a coltivare. Quando la sua coscienza secondaria era ancora con lui, era la sua coscienza secondaria che indicava i giusti comportamenti da tenere. Un giorno, per esempio, la sua unità di lavoro stava assegnando un alloggio a un impiegato prescelto. La direzione comunicò che tutti coloro che avevano bisogno di un appartamento dovevano venire a esporre la loro situazione e a spiegare perché ne avevano bisogno.

Tutti si misero a sostenere a gran voce le loro ragioni, ma lui rimase in silenzio. Alla fine, la direzione decise che era lui ad averne più bisogno e che questo appartamento dovesse essere assegnato proprio a lui. Ma, gli altri protestarono: «Assolutamente no, non potete darlo a lui. Dovreste darlo a me. Lasciate che vi spieghi quanto ne ho bisogno». Allora lui disse: «Va bene, prendilo pure». Agli occhi della gente comune questo tipo era uno sciocco. Alcuni sapevano che era un coltivatore e così gli chiesero: «Voi coltivatori non volete nulla. Allora, cosa volete in fin dei conti?». Lui rispose: «Tutto ciò che gli altri non vogliono, ecco ciò che voglio».

La realtà è che lui non era affatto un idiota, anzi era piuttosto intelligente. Semplicemente, quando qualcosa di suo era in gioco, lui si comportava in quel modo e lasciava che le cose avvenissero naturalmente. Allora gli altri proseguirono: «Che cos’è che le persone al giorno d’oggi non vogliono?» Lui rispose: «Questi sassolini per terra che rotolano sotto i piedi, nessuno li vuole. Quindi, li prenderò io». La gente comune trova tutto ciò incomprensibile. Una persona comune non può comprendere un coltivatore. Non ha modo per capirlo, il suo livello di consapevolezza è troppo lontano, i livelli sono troppo distanti.

Ovviamente, lui non se ne andava davvero in giro a raccogliere i sassolini. Ma aveva indicato un principio che la gente comune non è in grado di afferrare: «Io non corro dietro alle cose ordinarie». Prendiamo pure i sassolini come esempio. Voi sapete che nei sutra buddisti è scritto che nel Paradiso dell’Estrema Beatitudine gli alberi sono d’oro, così come la terra, gli uccelli, i fiori e le case e perfino il corpo del Budda è d’oro scintillante. In quel luogo non si riesce a trovare neanche un sassolino; si dice allora che là usino i sassi come denaro. È molto improbabile che quel tipo si portasse dietro un sasso per andare lì, ma rivelò, comunque, una verità che una persona comune non può comprendere.

Oltre ogni dubbio, un coltivatore crede che: «La gente comune persegue le cose ordinarie, ma noi non le cerchiamo. Le cose che la gente comune ha, a noi non interessano. Ma le persone comuni non potranno mai avere ciò che noi possediamo, nemmeno se lo volessero». In realtà, l’illuminazione di cui abbiamo appena parlato è ancora quel tipo d’illuminazione che si verifica durante il processo di coltivazione, ed è esattamente l’opposto dell’illuminazione che è propria della gente comune. La vera illuminazione, alla quale ci riferiamo, ha a che fare con l’arrivare a comprendere che siamo dei coltivatori, quando, nel corso della coltivazione, incontriamo delle difficoltà. Ha a che fare con il comprendere e accettare la Fa insegnata dal maestro o il Tao insegnato da un maestro taoista e con il riuscire ad agire, nel corso della coltivazione, in linea con questa Fa.

Alcuni non credono a queste cose, comunque gliele spieghiate, e le cose della gente comune sembreranno loro ancora molto reali. Ci sono poi persone che non desiderano altro che guarire dalle loro malattie; quando dico che il qigong non è fatto per curare le malattie, smettono di ascoltare e non credono più a nulla di ciò che verrà detto. Ci sono persone la cui comprensione non migliora mai. Alcuni si mettono a fare ogni sorta di segni sul mio libro. Quelli tra noi che hanno il terzo occhio aperto possono vedere che questo libro è pieno di colori smaglianti e scintillanti d’oro; ogni parola porta l’immagine del mio Fashen.

Se non dicessi la verità, vorrebbe dire che vi sto ingannando, quindi, vi dico che i vostri segni sono così scuri e voi osate tracciarli con tanta disinvoltura? Sapete cosa stiamo facendo qui? Non stiamo, forse, guidandovi a coltivare verso i livelli elevati? Dovreste fermarvi a riflettere su alcune cose. Questo libro può guidare la vostra coltivazione, non pensate, allora, che sia prezioso? Voi venerate Budda, può aiutarvi, questo, nella vera coltivazione? Voi siete molto pii e maneggiate la statua di Budda tanto delicatamente e bruciate incenso tutti i giorni, eppure, vi permettete di manomettere questa Dafa, che può realmente guidare la vostra coltivazione.

Parlando della comprensione di una persona, ci riferiamo alla profondità di comprensione di certe cose che si verificano a differenti livelli nel corso della coltivazione, o a certe Fa insegnate dal vostro maestro. Ma non si tratta ancora di ciò che noi intendiamo con “Illuminazione Fondamentale”. L’Illuminazione Fondamentale, di cui stiamo parlando, si riferisce al fatto che, nel corso della vita, dall’inizio della coltivazione in avanti, uno si eleva incessantemente di livello, abbandonando i propri attaccamenti e tutti i desideri, e anche il suo gong cresce costantemente fino a raggiungere, a un certo punto, l’ultimo stadio della coltivazione.

La sostanza de si sarà interamente trasformata in gong, il percorso di coltivazione, programmato dal maestro, si sarà interamente compiuto e, in quel preciso istante, “boom!” con un’improvvisa esplosione, tutti i blocchi salteranno via. Il terzo occhio raggiungerà il punto più alto del livello al quale lui si trova, e lui potrà vedere la realtà di tutte le dimensioni appartenenti a quel livello, le forme d’esistenza dei diversi esseri nei differenti spazio-tempi e le forme d’esistenza della materia in ogni spazio-tempo e vedrà la verità del nostro universo. I suoi poteri divini si manifesteranno in tutta la loro grandezza. A quel punto non sarà un Grande Illuminato? Una persona che si è illuminata mediante la coltivazione? Nella lingua dell’India antica, quello è un “Budda”.

L’illuminazione di cui stiamo parlando, questo tipo d’Illuminazione Fondamentale è una forma d’“Illuminazione Improvvisa”. Quando parliamo d’Illuminazione Improvvisa significa che quella persona rimane bloccata durante tutto il suo percorso di coltivazione, e non conosce le forme del gong che ha coltivato, non può percepire nulla e persino le cellule del suo corpo sono bloccate, tutto il gong che ha coltivato è bloccato e rimane in quello stato fino a che non avrà coltivato fino all’ultimo stadio; a quel punto avverrà lo sblocco. Solamente le persone dotate d’una grande attitudine spirituale possono riuscirci, perché si tratta di un processo di coltivazione veramente duro.

In effetti, egli parte con l’essere una brava persona; con perseveranza migliora la propria xinxing, con perseveranza sopporta le avversità e coltiva verso l’alto, e persevera nel richiedere a sé stesso di migliorare la sua xinxing. Ma non vede il suo gong. Questa coltivazione è la più difficile e chi la intraprende deve essere una persona di grande attitudine spirituale. Coltiverà per molti anni senza sapere che cosa sta succedendo. C’è un’altra forma di illuminazione, chiamata “Illuminazione Graduale”. Molte persone sono in grado di sentire la rotazione del Falun fin dall’inizio, e io, a mia volta, apro loro il Terzo Occhio.

Per varie ragioni, alcuni, all’inizio, non sono in grado di vedere nulla con il Terzo Occhio, ma poi, a un certo punto, ci riescono; all’inizio non vedono molto bene, poi sempre più chiaramente, oppure all’inizio non sanno come usarlo, poi ci riescono bene, mentre i loro livelli si elevano gradualmente. Con l’elevazione della xinxing e l’abbandono dei vari attaccamenti, potranno manifestarsi vari poteri. Tutti i cambiamenti, durante tutto il processo di coltivazione, così come il processo di trasformazione del corpo, avvengono nella condizione in cui potete vederli e sentirli.

Procederete così fino allo stadio finale; a quel punto avrete compreso pienamente la verità dell’universo e il vostro livello avrà raggiunto il punto culminante della coltivazione che dovevate raggiungere. La trasformazione del benti, così come il rafforzamento dei poteri, saranno arrivati a un certo livello che voi avrete gradualmente raggiunto. Quella è l’“Illuminazione Graduale”. Nemmeno la coltivazione tramite l’Illuminazione Graduale è facile; una volta ottenuti i poteri, alcuni non riusciranno ad abbandonare i loro attaccamenti, vorranno mettersi in mostra o commetteranno delle cattive azioni.

In tal modo il gong decadrà, la loro coltivazione non sarà servita a nulla, e finiranno in rovina. Alcune persone sono in grado di vedere varie cose ed esseri d’ogni tipo ai differenti livelli. Magari questi esseri cercheranno di farvi fare questo o quello, o cercheranno di farvi coltivare le loro cose o di prendervi come loro discepoli. Tuttavia, non possono aiutarvi a ottenere il Giusto Frutto, poiché loro stessi non l’hanno ottenuto.

Inoltre, tutti gli esseri nelle dimensioni più elevate sono esseri divini, che possono diventare colossali e mostrare maestosamente i loro poteri divini. Se i vostri pensieri non sono retti, potrete non seguirli? Nel momento in cui li seguiterete, la vostra coltivazione andrà in pezzi. Perfino se fossero dei veri Budda o dei veri Tao, voi dovreste comunque ricominciare la coltivazione da zero. Gli esseri ai vari livelli, non sono forse tutti Esseri Celesti? Solamente quando si raggiungerà un livello veramente elevato, e quando si arriverà al termine della coltivazione, ci si potrà liberare completamente.

Ma, quando questi esseri divini si mostrano davanti agli occhi di una persona comune, possono sembrare effettivamente enormi e provvisti di grandi poteri. Eppure, forse essi non hanno raggiunto il Giusto Frutto. Potrete restare impassibili dentro di voi di fronte all’interferenza di messaggi diversi e alla seduzione d’immagini di ogni sorta? Per questo diciamo che, anche con il terzo occhio aperto è difficile coltivare; ed è ancora più difficile proteggere la propria xinxing. Ma non preoccupatevi troppo, molti praticanti avranno l’opportunità di vedersi liberare i poteri a metà percorso, per poi entrare nello stato d’Illuminazione Graduale.

Noi apriamo il terzo occhio a tutti, ma ad alcuni poteri non è permesso manifestarsi. Tuttavia, quando avrete elevato un poco alla volta la xinxing, fino a un determinato livello, e sarete stabili mentalmente, noi, in un colpo solo, li libereremo con un’esplosione. Quindi, quando raggiungerete un certo livello, potrete entrare in uno stato d’illuminazione graduale, poiché a quel punto sarà più facile per voi controllare voi stessi e si manifesteranno poteri di diverso genere; voi continuerete a salire, coltivandovi fino a che tutto si libererà completamente.

Vi è concesso che questo succeda a metà della vostra coltivazione. Molti di noi appartengono a questa categoria, per cui non dovete essere impazienti di vedere cose. Può darsi che abbiate sentito dire che, anche nel Buddismo Zen, c’è una distinzione tra l’Illuminazione Istantanea e l’Illuminazione Graduale. Huineng, sesto patriarca del Buddismo Zen, credeva nell’Illuminazione Istantanea, mentre Shenxiu della scuola Zen del Nord, parlava d’Illuminazione Graduale. Nella storia del Buddismo, la disputa tra i due è durata a lungo, con gente che argomentava e argomentava.

Ma io dico che non ha senso. E perché dico questo? Perché ciò su cui discutevano riguardava soltanto la comprensione di una verità nel processo di coltivazione. Alcuni riuscivano ad afferrare questa verità istantaneamente, mentre altri s’illuminavano o l’afferravano un po’ più lentamente. Allora qual è la differenza? Tanto meglio se si comprende in un colpo solo, ma va bene anche se ci si illumina a poco a poco. In entrambi i casi la persona si illuminerà a quella verità, vero? Sì, entrambi i sistemi d’illuminazione funzionano, quindi nessuno dei due è sbagliato.

NOTE
Il testo integrale “Zhuan Falun
Il maestro Li Hongzhi è il fondatore di “Falun Dafa”

Glossario:
Ah Q – personaggio
Dafa – la “Grande Via”, o la “Grande Legge”; abbreviazione del nome completo del metodo del Falun Dafa, “La Grande Via (di Coltivazione) della Ruota della Legge”.
dan – nell’alchimia interna, è una nube di energia che si forma nel corpo di alcuni coltivatori; nell’alchimia esterna, viene indicato come “Elisir di Immortalità”.
dantian – “campo del dan”, un campo situato nell’area del basso ventre.
de — virtù, una sostanza bianca preziosa.
Fa – la “Via”, la “Legge”, i “Principi”.
qigong – un termine generico per alcuni metodi che coltivano il corpo umano. Negli ultimi decenni, gli esercizi di Qigong sono stati molto popolari in Cina.
Tao (detto anche Dao) – “la Via”.
Xinxing – Natura mentale, spirituale, qualità morale
Zhen-Shan-Ren – “Verità, Compassione, Tolleranza”.

Qigong, La Parola, La Mente, il Pensiero, Illuminazione ultima modifica: 2011-08-01T15:40:10+00:00 da Pasquale Galasso
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Pasquale Galasso

Pasquale Galasso, editore di Altrogiornale.org - Conoscere non è avere l'informazione.