Quel frammento del “caso Wolf” – Intervista a Vincenzo Pinelli e Pasquale Galasso

Un frammento del dottor Wolf (Foto Pietro Ponzo), pressoché identico a quello testato da Daniele Gullà.

Un frammento del dottor Wolf (Foto © Pietro Ponzo), pressoché identico a quello testato da Daniele Gullà.

Si fa un gran parlare in queste ore di cosa sia accaduto alla mostra di Torino “Mistero – The Experience” in una sala della sezione “Alieni” dove è esposto un frammento che lo scienziato americano Michael Wolf fece pervenire a Maurizio Baiata, tramite la giornalista italoamericana Paola Harris e Adriano Forgione, nell’agosto del 1977.

L’annuncio appare sulla pagina Facebook il 19 gennaio:

Annuncio Facebook Mistero

primo Annuncio FB 19 gennaioIn realtà si tratta di un secondo annuncio rivisto e corretto, ma nella sostanza si cerca un visitatore della mostra che avrebbe attivato il frammento del Dott.Wolf “esercitando delle tecniche di meditazione e concentrazione che hanno portato l’oggetto ad illuminarsi di luce propria“.

La cosa può destare perplessità circa il fatto che nessuno dell’organizzazione avrebbe visto quanto riportato poi nell’annuncio, che non viene detto chi è stato testimone di questo avvenimento e che la redazione rimanda ad un articolo che pubblicherà su Mistero Magazine a febbraio.

Tuttavia fosse anche una trovata pubblicitaria per promuovere la mostra di Torino o la trasmissione televisiva ad essa legata, tutto questo non può screditare quanto già detto in passato su questo “caso Wolf” di cui anche il nostro Editore e Direttore di testata Pasquale Galasso e il nostro Direttore responsabile Vincenzo Pinelli si sono occupati da sempre e recentemente, nel 2014, parteciparono ad un incontro con Maurizio Baiata a Napoli  ed ebbero, come si vede dalle immagini, occasione di toccare il frammento in questione.

OGGETTO

Da sinistra: Maurizio Baiata, Pasquale Galasso, Vincenzo Pinelli. (Foto © Pasquale Galasso)

E proprio a questo proposito, abbiamo il privilegio di poter rivolgere loro alcune domande direttamente.

Prixi: Ciao Pasquale e Vincenzo, grazie per la vostra disponibilità a raccontare ai nostri lettori la vostra esperienza diretta.

Sappiamo che avete toccato con mano, è proprio il caso di dirlo, il frammento del dottor Michael Wolf, in che occasione e per quale motivo è stato consegnato a Maurizio Baiata?

paola michael wolf adriano

Michael Wolf, Paola Harris e Adriano Forgione. (Foto © Paola Harris).

Vincenzo Pinelli: Partiamo da molto lontano e precisamente da una quindicina di anni fa, quando il mio Amico e oggi direttore di Fenix, Adriano Forgione, e la mia Amica e collega Paola Harris volarono ad Hartford nel Connecticut invitati da Maurizio, dal compianto Michael Wolf, per un intervista. Lo ricordo molto bene perché in quel periodo frequentavo per qualche fine settimana la loro redazione di Roma come collaboratore di testata ma anche come loro assiduo frequentatore… perché lì erano presenti gli Amici di una vita i Forgione, Cristoforo Barbato, Maurizio e Claudio Baiata ed altri. Il frammento metallico siliceo fu dato a Maurizio come “Dono”. Michael Wolf riferì a Paola ed Adriano che l’oggetto era un piccolo frammento di un ufo-crash avvenuto nel lontano 1974 in America.

Frammenti Michael Wolf e Paola Harris

Michael Wolf e Paola Harris che ha in mano i frammenti. (Foto © Paola Harris)

Pasquale Galasso: Circa quindici anni fa, come ha già detto Vincenzo. Ho un legame molto forte con Maurizio e questo legame si allacciò un giorno quando ancora vedevo la TV, (ero su Rai 2 se non ricordo male), Maurizio stava commentando una -testimonianza in studio- di Pier Fortunato Zanfretta sul famoso ed omonimo caso ufologico. Quel momento fu particolare per me, guardavo Maurizio parlare e avevo la sensazione di riconoscerlo come un parente, un vecchio amico, un altro me stesso (In Lak’ech). Riconoscevo una persona con cui di certo avevo un legame.

Col tempo, date le tematiche comuni che trattiamo, le nostre strade si sono incrociate e, posso assicurare, che anche Maurizio (nel vedermi la prima volta) mi disse una cosa simile a quello che provai io nel caso su citato. Di lì diventammo grandi ed uniti amici e tante furono le occasioni per incontrarsi, alcune proprio a casa mia, dove Maurizio riposa serenamente e ricarica le batterie. Con lui ho conosciuto la sua luminosa compagna, Gaetana Bonasera, che proprio quel giorno si trovava appunto assieme a noi, sia alla Ubik che successivamente a casa mia.

Prixi: Volete raccontarci il motivo del vostro incontro con Maurizio Baiata del 2014?

Vincenzo: Nel Marzo del 2014 mi sentii con Maurizio Baiata per presentare alla Ubik di Napoli una nuova edizione, per la Verdechiaro Edizioni, del libro di Michael Wolf, tradotto in Italiano: I Guardiani del Cielo (The Catchers of Heaven). (La prima edizione risale al 1999 “Afferrando il cielo”, Futuro Edizioni). Fu un fine settimana fantastico. Maurizio si fermò a Napoli con Gaetana, la sua compagna, per tre giorni. Fu ospite sia mio che di Pasquale Galasso  – mio Amico fraterno nonché Direttore Editoriale di Altrogiornale. Furono veramente giorni belli, intensi e particolari. Con Maurizio, a cui sono molto legato, e Pasquale abbiamo ricordato vecchie  storie ufologiche passate, ma ricordo che parlammo molto anche di musica rock ed progressive essendone Maurizio conoscitore.

Vi voglio ricordare, per la cronaca, che Maurizio è stato ed è uno dei migliori critici musicali Italiani.

Conferenza Napoli

Conferenza alla Ubik di Napoli. A sinistra Umberto Telarico, al centro Vincenzo Pinelli, a destra Maurizio Baiata. (Foto © Pasquale Galasso)

Pasquale: L’atmosfera alla Ubik fu particolare, la conferenza fu interamente da noi organizzata no profit. Maurizio come suo solito, forte delle sue grandi conoscenze in campo ufologico, andava a braccio; difficilmente prepara un discorso da dare in pasto al “poco attivo” pubblico, viceversa il pubblico percepisce di essere “1 a 1” con l’intervistato o relatore ed il tutto diventa magico. Magico è ascoltare Maurizio… ti rendi subito conto della sua onestà intellettuale, la sua spasmodica ricerca della verità a discapito del colpo di scena, come magico fu il momento dedicato al reperto.

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Maurizio Baiata durante la conferenza alla Ubik di Napoli . Alla sua sinistra Umberto Telarico. Nella diapo proiettata il Dott. Michael Wolf. (Foto © Pasquale Galasso)

Non è facile, nel corso della nostra vita, trovarsi in presenza di un oggetto “misterioso”, sono storie che si leggono sui giornalini di fantascienza o complementi di scena di films in tema; difficilmente, se non sei un vero e proprio esploratore di Misteri, te li ritrovi lì… nella tua mano.

Sapendo poi che questo reperto è stato prima nelle mani del grande Michael Wolf sulla cui vita Maurizio Baiata ha curato “I Guardiani del Cielo” la cosa diventava per me ancora più eccitante e particolare.

Il frammento siliceo esposto alla mostra “Mistero the Experience”. (Foto © Pasquale Galasso)

Il frammento siliceo esposto alla mostra “Mistero the Experience”. (Foto © Pasquale Galasso)

Prixi: Si dice che il frammento abbia la caratteristica di “sprigionare” energia, l’avete avvertita? E se sì, di che si tratta?

Vincenzo: Il piccolo oggetto siliceo era molto particolare. Mi ricordo un paio di episodi in quei giorni. In particolare, il giorno della presentazione a Napoli del libro era con noi in quel pomeriggio anche il nostro Amico Umberto Telarico. Incominciammo nel primo pomeriggio la presentazione, come al solito Maurizio, che è un animale anche da palcoscenico, mentre parlava di Michael Wolf tirò via dalla sua tasca una piccolo cofanetto dove era custodito il reperto. Apriti cielo, le tante persone presenti non potevano crederci, fu un regalo fatto ai suoi lettori ed Amici napoletani che restarono con tanto di occhi sbarrati; cineprese e macchine fotografiche immortalarono il momento mentre tutti volevano toccare e vedere da vicino l’oggetto misterioso.

Permettetemi di dire che l’oggetto aveva alcune peculiarità. Mentre passava di mano in mano Maurizio era solito dire che impressione facesse. Ebbene la maggior parte degli astanti disse che percepiva formicolii alle mani e piccoli giramenti di testa! Ricordo che l’atmosfera era veramente molto eccitata, bella e strana contemporaneamente. Noi in privato abbiamo avuto anche le nostre esperienze…! Quando ci vedemmo tutti compagne e moglie compresi  l’indomani poi a casa di Pasquale per cena, avemmo tutto il tempo per discutere del caso Wolf ma contemporaneamente sia io che Pasquale maneggiammo con curiosità il reperto. Ricordo che la mia impressione fu veramente strana! L’oggetto aveva la leggerezza come di un foglio di carta, poroso, molto luccicante e la cosa che più mi colpì, nel momento in cui stavo per riporlo nella sua custodia, è che ebbi una specie di fischio interno all’orecchio, non so come spiegarlo, ed avvertii un forte calore sulla mano! Strana ma particolare esperienza… non c’è che dire.

Pasquale: Chiaramente in tutta onestà quel reperto, frutto di quanto scritto sopra, non mi ha lasciato indifferente mentre lo stringevo tra le mani. Le aspettative, il mistero, Michael Wolf etc, hanno causato questo? Può essere, di certo la sensazione era quella di trovarsi davanti a qualche cosa di particolare, un materiale non di questa terra, vivo. Cari lettori io non so dirvi se questo oggetto mi abbia o no trasmesso formicolii o cose simili, credo di no, ma il rispetto e l’attenzione da me donatagli furono spontanei, dovuti. Ringrazio Maurizio per questo.

L’energia vibrazionale emessa dal reperto in puro silicio ha, dai risultati delle analisi svolte dal Consulente Tecnico Ambientale Danile Gullà (analisi di cui riportiamo in download, in calce all’articolo, il documento completo), segnato un picco molto evidente e pulsante di 7,15 Hz, che è un dato molto elevato e quasi il doppio di un normale pezzo di silicio puro presente sulla Terra, ossia di 3,10 Hz.

Questa frequenza di 7,15 è in risonanza con i ritmi cerebrali corrispondenti allo stato Theta alto, uno stato che si può raggiunge anche mentre si effettua una seduta di meditazione. In pratica si potrebbe “entrare in contatto” con questo oggetto poiché, come da responso delle analisi del Gullà, questi sembra essere differente da un oggetto inanimato. 

Prixi: Rispetto ai risultati dei rilievi effettuati da Daniele Gullà, esposti nel marzo 2015, ed  alle conoscenze che come ricercatori avete acquisito negli anni, a titolo strettamente personale, ritenete  la ricerca esaustiva?

Vincenzo: Dopo le indagini che Maurizio fece fare all’epoca l’ingegner Luciano Pederzoli, direttore di Evanlab e Corrado Malanga in Italia, Barry Chamish in Israele e Michael Heisemann in Germania aventi lo stesso risultato e cioè: MATERIALE ESOGENO NON TERRESTRE, a parer personale credo, viste le ultime indagini fatte anche dal Gullà, si debba andare ancora più a fondo nello studio di questo Oggetto, il dibattito in termini scientifici è aperto!

Pasquale: Sì

Due frammenti del dottor Wolf (foto Pietro Ponzo)

Due frammenti del dottor Wolf (Foto © Pietro Ponzo)

Prixi: Su questo tipo di reperti, a vostro parere,  è possibile decodificare una tecnologia futura, o le nostre conoscenze scientifiche in merito non riescono ancora ad interpretarle?

Vincenzo: Penso che non siamo ancora spiritualmente preparati a conoscere questa nuova tecnologia. Quando l’essere umano capirà che siamo tutti connessi con Gea, Madre Natura, allora forse ci sarà uno spiraglio! Speriamo che tutto questo sia di qui a breve raggiungibile per il bene di questo Pianeta!

Pasquale: Patrizia non so rispondere a questa tua domanda, non ho tanto fiducia nell’uomo, non di tutti per carità, ma se devo dare un parere sull’uomo facendo di tutta l’erba un fascio, allo stesso modo di come si da un parere sugli orsi, sui coccodrilli o sulle galline, posso solo risponderti che siamo esseri alieni a questa terra, siamo quasi in perfetta contrapposizione alle altre creature viventi e, in modo specifico, all’Essere che è il nostro Pianeta. Cosa posso rispondere? Posso dirti che magari già lo stiamo facendo ma il tutto viene tenuto in segretezza per paura di smontare imperi economici, Vaticano et similia… oppure per ragioni belligeranti, per la continua sete di potere accesasi con la scoperta dell’agricoltura. Davvero non so proprio cosa rispondere. La sensazione è sempre la stessa: la gente deve essere all’oscuro di tutto così non sentirà il bisogno di liberarsi dalle invisibili catene.

Prixi: Grazie per le vostre interessanti considerazioni e per il tempo dedicatoci. Alla prossima.

Vincenzo: Ciao Prixi.

Pasquale: Sono io che ringrazio te, Patrizia. Anni fa, quando pensavo a realizzare ciò che Altrogiornale oggi è, da sognatore quale sono, ero certo che per strada si sarebbero uniti al Progetto AG persone valide e capaci  e sono arrivate Riccardo Viola, Vincenzo Pinelli, tu. Grazie.


Leggi online le analisi del Gullà “Gullà: rilievi silicio – caso Wolf” oppure scarica il file direttamente dal link sottostante:

Quel frammento del “caso Wolf” – Intervista a Vincenzo Pinelli e Pasquale Galasso ultima modifica: 2016-01-26T15:41:01+00:00 da prixi
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