La rivelazione della Sfinge: l’Apocalisse

Apocalisse Perchè oggi possiamo sapere tanto? Questo è il tempo della rivelazione, cioè letteralmente della “Apocalisse”. La Sfinge, simbolo di silenzio, non è più muta. Gli antichi sapienti sapevano che l’uomo il quale non sappia comprendere la verità al di fuori del proprio Io,inevitabilmente la travisa e crea una verità soggettiva, rimanendo legato ad essa e così autolimitandosi, Che cos’è la verità? E’ la visione reale del tutto, nel quale sparisce ogni senso di separatività ed ogni soggettivismo. Allora gli antichi sapienti, per prevenire questa naturale tendenza dell’uomo, crearono dei monumenti alla verità, i quali sono muti per il profano e sono invece eloquenti in modo inequivocabile per chi sa intenderli. La Sfinge è uno di questi monumenti.

Le religioni custodiscono molti di questi antichi monumenti pur senza comprenderli: essi sono universali e, per questo, contrari ad ogni divisione religiosa. Oggi i tempi sono maturi. I tempi corrono parallelamente a quanto si esprime nelle parole di fuoco dell’Apocalisse. I sigilli cadono uno ad uno. Le chiese sorgono e tramontano seguendo il piano divino che Giovanni, il veggente dell’Apocalisse, vide e trascrisse. Che cosa possiamo comprendere oggi dell’Apocalisse.

Essa non è profezia degli eventi cronologici umani, ma è la storia della lotta tra lo Spirito e la materia, tra la carità e l’egoismo, tra la scienza e l’ignoranza. Le sette chiese, i sette sigilli, i sette angeli, le sette trombe, i sette candelieri, le sette coppe, le sette teste della Bestia, simbolizzano tutte le sette età attraverso le quali passa la chiesa universale, la quale è cosa ben diversa da qualsiasi chiesa. Che cosa possiamo sapere oggi? L’opera del Cristo non sta scritta in nessun libro, e i libri non sono più letti. Il Cristo vive in ciascuno di noi come principio e trionfa ogni volta che trionfano amore, altruismo e carità. Dice la Sapienza: vince la forza, ma l’intelligenza vince la forza e lo Spirito vince l’intelligenza. Di questa storia ha scritto Giovanni: la storia del’animo umano. Le sette chiese sono le sette età dell’animo umano attraverso le quali passa l’umanità .per la quale il Cristo è venuto– prima
dell’iniziazione generale.

La prima chiesa è dei tempi apostolici, insegna l’età delle grandi fatiche, biasimata da Giovanni per non aver saputo mantenere il primo ardore di carità; la seconda chiesa età delle persecuzioni e dei martiri, non temete è detto: voi avrete dieci giorni di tribolazione – le dieci persecuzioni sotto gli imperatori romani – ma avrete la corona di vita; la terza età, il cristianesimo si consolida sotto l’impero di Costantino, biasimata perchè tollera la dottrina di Baalam: Baalam sacerdote del dio Baal si vendè ad un sovrano per benedire e maledire a suo piacimento, questo significa che anche la chiesa cominciava ad arricchirsi ed a corrompersi; la quarta età è dei grandi dottori e dei grandi santi e della decadenza che culminava nella successiva, la quinta età: quella delle barbarie; la sesta età comincia con il rinascimento, la chiesa è mediocre in virtù, ma i tempi segnano intelligenza e progresso: qualcosa di nuovo è preannunciato.

Dice la leggenda che la spiegazione dell’Apocalisse è un segno dell’avvicinarsi degli ultimi tempi.

Possiamo noi essere degni di questa rivelazione. Il libro della verità si apre succesivamente. Man mano che cade un sigillo (cioè trascorre un’età) si ha una nuova luce (appare una stella), è proclamata una nuova verità (la tromba), è instaurata una nuova chiesa (il candeliere), è suscitata una nuova speranza (l’angelo), avvengono guerre e flagelli (la coppa ricolma di sangue).

Noi viviamo la fine della sesta età. Qualcosa è annunciato. Dice il verbo:”Io scriverò il nome della nuova Gerusalemme accanto al nome del vincitore e ad esso insegnerò il mio nuovo nome”. Si tratta quindi di una nuova rivelazione. NOI la stiamo vivendo. Principio della settima età, tempo di riposo per la chiesa, essa ha finito la sua parte: non sarà a capo del movimento di rinnovazione, ma condannandolo, condannerà sè stessa : essa dirà di non mancare di nulla ed invece sarà, spoglia e miserabile e cieca e sorda. Dopo queste sette età, il redentore, busserà alla porta di ognuno e chi risponderà sarà Uno con Lui. Vieni con la Luce e ti sarà data la Chiave, e farà conoscere a te “anziano”, l’”Anziano degli anziani”, l’”Inconoscibile”: se è giusta, è la tua vittoria e piano sarà il tuo sentiero e di divini attributi e forza, saranno in te. Questa è la Legge dal principio fino alla Fine. Di poi il grande riposo, il riposo che si estende a tutto il creato, il riposo dell’Uomo/Redentore. Questa è la rivelazione, cioè letteralmente l’Apocalisse, il libro della scienza dei simboli. La Sfinge non è più muta. Ma chi ascolta?

Tratto dal libro “l’uomo zero” di Pietro Cimatti

La rivelazione della Sfinge: l’Apocalisse ultima modifica: 2008-07-08T07:48:42+00:00 da brig.zero
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