Scie chimiche: aspetti olografici

Se viceversa, continuò Tweedledee, così fosse, potrebbe essere e se così non fosse, non sarebbe; ma dato che non è, non si dà.
(L. Carrol)

Alcuni testimoni e ricercatori del fenomeno “scie chimiche” si sono trovati di fronte a manifestazioni sconcertanti e misteriose da cui è scaturita una ridda di ipotesi su un possibile aspetto olografico dell'operazione. Sono stati, infatti, visti strani velivoli privi di ali, oggetti simili a missili e sfere, tutti mentre rilasciavano le ormai tristemente note scie tossiche.

La questione deve, a mio parere, essere sviscerata con grande prudenza per evitare di formulare congetture avventate. In primo luogo, occorre ricordare che cos'è l'olografia. Si tratta di una tecnica che consente di generare un'immagine fotografica tridimensionale, usando la riflessione di radiazioni monocromatiche coerenti (per esempio, il laser) per formare un fronte di onde interferenti ottenuto, dirigendo il fascio di radiazioni contemporaneamente verso l'oggetto e la sua immagine riverberata in uno specchio. L'ologramma così creato possiede una reale e non illusoria tridimensionalità, a differenza di quanto avviene con le immagini dei videogiochi: infatti, se nella fotografia olografica si trova un oggetto che ne nasconde un altro che gli sta dietro, si può spostare la testa per vedere l'oggetto coperto, come si farebbe nella realtà. Tecniche particolari permettono di realizzare ologrammi anche con la luce bianca, meglio se irradiata da una sorgente puntiforme.

Sono forse ologrammi alcuni degli ordigni avvistati ? Ad un esame delle foto e dei filmati che li ritraggono, si deduce che tali aerei appaiono privi di ali in quanto queste parti sono spesso colorate di celeste o di grigio. Sono colori che tendono a mescolarsi con lo sfondo del firmamento. Inoltre bisogna ricordare il fenomeno dell'inazzurrarsi delle tinte: quanto più un oggetto è lontano, tanto più esso tende ad assumere una sfumatura azzurrognola, a causa dell'atmosfera. Si aggiunga che la nebbia chimica, risultato di irrorazioni pressoché quotidiane, crea una grisaille in cui tutto sfuma e diviene indistinto: ecco allora che di un aereo non si distinguono alcune parti (ali, alettoni, impennaggi) a tal punto da sembrare, essendo visibile solo la carlinga, un missile. Questa è una strategia di mimetismo piuttosto efficace, soprattutto quando i testimoni dei voli sono persone inconsapevoli, non in grado di distinguere tra una contrail ed una chemtrail.(1)

L'atmosfera poi non è un medium trasparente: di un velivolo a duemila-quattromila metri di quota non si discernono facilmente tutti i particolari.

Sono state notate ed immortalate pure delle sfere da cui fuoriuscivano scie: dubito si tratti degli stessi oggetti velocissimi che talora evoluiscono attorno agli aerei o li incrociano, quasi in rotta di collisione. Si può constatare una somiglianza formale tra le sfere irroranti e quelle che sono, invece, presumibilmente non terrestri. Le prime, però, sono piuttosto lente ed hanno un movimento alquanto uniforme e regolare, senza quelle repentine e formidabili accelerazioni, senza il moto ora a foglia morta ora zigzagante ora mulinante tipico delle sfere aliene.

Inoltre il rombo degli apparecchi, facilmente udibile a causa delle loro basse quote di volo, tradisce la loro natura oggettiva, a meno che non si tratti di immagini tridimensionali sonore.(2) Ciò mi pare improbabile.

Con queste osservazioni, non voglio certo escludere la possibilità che si stiano sperimentando sistemi per la proiezione di ologrammi: d'altronde il chimico Michael Castle, impegnato da anni sul fronte dell'improba ma doverosa battaglia contro le irrorazioni velenose, riferisce che l'esercito statunitense sta già usando tecnologie per la produzione di immagini virtuali che richiedono di disseminare l'atmosfera con particolati metallici, tra cui bario, alluminio e rame. La dichiarazione del dottor Castle, che ha letto ed esaminato una mole imponente di documenti declassificati, suffraga quella che ormai è molto più di una semplice ipotesi: è possibile, con le attuali tecnologie, creare degli enormi ologrammi o qualcosa del genere.

In siffatto contesto, l'operazione di avvelenamento della biosfera potrebbe essere anche uno stratagemma per occultare attività (ai satelliti nemici) ancora più nefande ed inimmaginabili, così come la costruzione o l'ampliamento (Vicenza docet) di basi militari sub divo nasconde spesso la realizzazione di installazioni segrete nelle viscere della terra e addirittura sotto i fondali marini. La congettura olografica, per ora, è sostenuta da alcuni labili indizi, ma, in futuro, si potrebbe rinvenire qualche altro elemento per provarla con un buon margine di plausibilità.

Il sito www.orbwar.com mostra numerose fotografie di chemtrails, di U.F.O. e di sfere volanti.(3) L'autore degli studi propone la teoria dell'aviogetto olografico. Certi velivoli, dai cui erogatori provengono le scie, assumerebbero forme differenti: ora quella di un aereo ora quella di un globo. Se questa teoria fosse confermata, ci dovremmo poi domandare quale sia l'intento di tale tattica metamorfica: forse instillare il dubbio (o la convinzione ?) negli osservatori che a diffondere i veleni nell'atmosfera siano le stesse star nations che, con le loro presunte sonde sferiche, sembrano talora interferire, anche se quasi sempre in modo molto blando, con le operazioni di aerosol ? Il quadro è assai misterioso, inquietante e controverso: inoltre chiama in causa aspetti tecnologici avveniristici, percettivi e forse paranormali, su cui, in questa ricerca non indugio, per evitare di mettere troppa carne al fuoco.

Si potrebbe concludere, lasciando, però, aperta la possibilità di formulare altre supposizioni anche divergenti, opinando che lo scopo non sia quello di “dipingere” aerei o sfere nel cielo, (anche le scie allora sarebbero olografiche ?), ma quello di saturare l'atmosfera di sostanze atte a creare le condizioni fisico-chimiche per la proiezione di sequenze “cinematografiche” molto realistiche, come paventato, ad esempio, da David Icke. Forse tale proiezione potrà assumere caratteri del tutto verosimili, allorché la risonanza Schumann avrà toccato i 12 hz al secondo. Allora, secondo gli scienziati, sarà impossibile per le persone, stabilire la differenza tra “realtà” e finzione. Allora, se prima non accadrà un miracolo, saremo perduti.

(1) Si badi che il criterio della non persistenza = scia di condensazione vs persistenza = scia chimica, è forviante, essendo appurato che molte strisce velenose sono effimere. Infine, come vedremo in un prossimo articolo, alcune irrorazioni non sono visibili.

(2) Tra l'altro, il rumore permette di stabilire con una buona approssimazione la distanza dei velivoli dall'osservatore.

(3) Il termine orbs per denotare le sfere è improprio: per orb s'intende un fenomeno diverso. Tuttavia l'autore dei testi del portale succitato lo usa per indicare i globi di cui stiamo trattando.

Data articolo: luglio 2007
Fonti:
Cieliazzurri, Orbwar, 2007
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005 s.v. olografia
D. Icke, Il segreto più nascosto, Diegaro di Cesena, 2001, p. 598
R. Zamperini, La cellula madre e l’energia del tempo, Diegaro di Cesena, 2006, p. 126
Pubblicato da www.sciechimiche-zret.blogspot.com

Testo di zret

Fonte: http://www.ecplanet.com/canale/ecologia-6/scie_chimiche-144/1/0/32185/it/ecplanet.rxdf

Scie chimiche: aspetti olografici ultima modifica: 2007-10-04T20:41:32+00:00 da zret
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