“Tesla: lo scienziato contro” di Edoardo Segato – 6 di 8

Edoardo Segato– Parte sesta –

Fisica Unigravitazionale

Renato Palmieri, che oggi vive a Napoli coi suoi 91 anni di età, è uno studioso a 360°, uno scienziato naturale di formazione sia umanistica che matematica. Negli anni ’70 sviluppò una teoria, completa di rigorosissima formulazione matematica, grazie alla quale poté unificare tutte le forze conosciute con un’eleganza magistrale.

Chiamò questa unificazione Fisica Unigravitazionale.

Tramite la comprensione dell’etere universale mediato dal così detto fotone unigravitazionale (per lui equivalente ai neutrini, analogamente a Konstantin Meyl), egli poté includere tutti i fenomeni del macrocosmo e del microcosmo, comprese alcune funzioni biologiche finora mai spiegate,[67] in un quadro che prende le mosse proprio dalla geometria dei vortici, del moto spiraliforme e dalle loro combinazioni quadrimensionali. Tutte le abbondanti trattazioni empiriche e teoriche a lungo ignorate sulla possibile unificazione delle forze partendo dall’etere e dalla sequenza di Fibonacci, come quelle di Kozyrev, di Wilhelm Reich fondatore dell’Orgonomia, di Viktor Shauberger (la Fisica delle Implosioni)[68] e quelle di molti altri, rispecchiano tanto il lavoro di Renato Palmieri quanto la Teoria Dinamica della Gravità di Nikola Tesla.

Molte delle falle che perdurano oggi nel Modello Standard, vengono spiegate da questo modello di etere unigravitazionale. Ad oggi, assieme al suo assistente e “successore” Fulvio Cusani, Renato Palmieri ha realizzato un brillante sito web dove espone tutte le sue formulazioni matematiche, teoriche e geometriche delle passate opere sull’Unigravitazione, con una chiarezza ed una precisione senza precedenti, un programma di visualizzazione matematico-geometrica (Olopoiema) di realizzazione propria e splendidi disegni fatti a mano, squadra e righello.[69] Nella prima pagina del suo libro web Renato espone la geometria di propagazione del campo ondulatorio/gravitazionale, chiarendo che essa non è formata da onde sferiche che crescono in modo simmetricamente concentrico, bensì eccentrico, espandendosi e ruotando intorno ad un centro di “insufflazione”, che lui chiama fotone unigravitazionale.

“La coincidenza sferica di onde di due sorgenti gravitazionali è detta Composizione ondulatoria, poiché porta alla formazione di una terza propagazione, di ampiezza, frequenza e intensità diverse, detta Propagazione Figlia, in questo caso di tipo Concentrico, indipendente dalle due propagazioni genitrici, di ciascuna delle quali assorbe parte dell’impulso, secondo precise leggi di composizione (…). Se aggiungiamo i diametri delle circonferenze, notiamo che i loro estremi disegnano una Spirale Logaritmica, basata sulla Sezione Aurea; si dà qui la ragione matematica di tutte le strutture legate alla sezione aurea, di cui la scienza ufficiale ignora qualsiasi motivazione, sapendo solo dire che sono molto frequenti in natura (in biologia molecolare, cristallografia, fillotassi,ecc.). La geometria eccentrica del campo gravitazionale di base e le sue successive composizioni ci permettono di spiegare eziologicamente Tutte le forme dell’universo, governate da un’Unica, semplice equazione”.[70]

Fig 9 composta Fisica Unigravitazionale

Fig. 9 Geometria eccentrica del campo gravitazionale. L’ultima a destra è la relazione aurea presente nei moti dei fotoni unigravitazionali. Renato Palmieri.

Secondo Renato Palmieri inoltre il magnetismo e la gravità sono considerabili due aspetti della stessa cosa, due irradiazioni attrattive di quelli che a sua volta chiama etere. Continua infatti dimostrandone la presenza:

“Alla luce del secondo principio della Dinamica, F = m×a (Forza = massa per accelerazione), analizziamo i risultati di due esperimenti: nel primo esperimento, un paracadutista si lancia in caduta libera da un aereo, ossia col paracadute chiuso; nel secondo esperimento, in un acceleratore di particelle accelero queste ultime nel vuoto grazie ad un campo elettromagnetico. I due esperimenti, il primo nell’aria, il secondo nel vuoto, danno risultati perfettamente analoghi: il paracadutista (la massa m), attratto dalla forza di gravità (F), poiché cade nell’atmosfera, che resiste al moto, raggiunge una velocità massima costante mentre l’accelerazione si annulla (finché non apre il paracadute). Le particelle nel vuoto si comportano esattamente come il paracadutista nell’aria: raggiunta una velocità limite (che per le particelle più piccole, i fotoni, è nel vuoto di circa 300.000 Km al secondo), l’accelerazione si annulla. Esiste quindi anche nel vuoto, un mezzo, l’Etere, che oppone al moto dei corpi una resistenza analoga, anche se – come è ovvio- molto più debole, a quella che si manifesta in un mezzo materiale come l’aria dell’atmosfera: negando l’esistenza dell’etere nel secondo esperimento, è come se negassi l’esistenza dell’aria nel primo esperimento: allora per mantenere costante il prodotto m×a = F, devo ipotizzare (teoria della relatività) che la massa m del paracadutista aumenti, tendendo all’Infinito, quando “a“ (l’accelerazione) si annulla! Parallelamente l’applicazione dell’”aumento relativistico di massa”, applicato al fotone, attribuisce a quest’ultimo una cosiddetta “massa di riposo”, pari a zero, per evitare di fargli acquistare una massa infinita alla propria velocità normale: sono puri artifizi matematici, come se, nella misura di una entità fisica reale – sebbene piccolissima – lo zero contenga una minore difficoltà logica dell’infinito!”[71]

Lo spaziotempo è stato spesso descritto come un  superconduttore multicolore multistrato, o come un superfluido quantistico (fluido senza viscosità).[72] Brian Green della Columbia University descrive questo fluido come una melassa che esercita una specifica resistenza idrodinamica sulle particelle che cercano di accelerare attraverso di esso. Ma ancora, cos’è questa resistenza? Secondo Peter Higgs, il profeta del famoso bosone, più una particella è “appiccicosa”, più è influenzata dalla resistenza del campo di Higgs, che le dà un vero e proprio peso fisico, cioè una massa più o meno densa, il che equivale a dire che essa assume un’identità gravitazionale. Il vuoto interstellare è permeato da questo campo, che crea inerzia e attrito interagendo con le particelle. Ripulito di qualsiasi traccia di materia e radiazione, lo spazio tra le galassie sarebbe comunque misurabile nella sua “struttura”. Higgs infatti propose di riscrivere la definizione di nulla.

Una della cosa più importanti sostenute da Palmieri è che ad unificarsi non dev’essere la Scienza, ma la Visione dell’uomo che vi sta dietro, da cui nasce la Scienza. La Natura, che non è la Scienza, non ha bisogno di essere unificata, perché è già unificata. Ciò che deve tornare all’originale unità è la nostra percezione di essa, il modo in cui collochiamo ogni nuovo fenomeno che ci si manifesta, nei cassetti del nostro archivio. A causa dello squilibrio del nostro punto di vista gli sconvolgenti eventi di cui ci siamo resi conto negli scorsi secoli, dalla Superconduzione al DNA, dagli strani comportamenti sub-atomici agli eventi galattici nei nostri occhi telescopici, hanno portato ad interpretazioni frammentate e sconnesse del cosmo intero.[73]

Tesla oggi

A partire dal 2004 l’ingegnere nucleare iraniano Mehran Tavakoli Keshe della Fondazione Keshe[74] ha pubblicato un cospicuo apparato teorico unificato[75], che egli chiama MAGRAV (Magneto-Gravitazionale), che prende le mosse dalle scoperte di Nikola Tesla delle onde longitudinali, integrando anche un modello atomico comprensivo di antimateria e materia oscura. Secondo le trattazioni di Keshe, quando dei campi magnetici di simile intensità interagiscono, possono legarsi formando dei pacchetti sferici dinamici più grandi. Quando questi pacchetti dinamici rotanti interagiscono reciprocamente, generano a loro volta campi gravitazionali e magnetici. La Fondazione in verità lavora sin da prima del 2000 ad una nuova tecnologia basata sul plasma e sui campi gravitazionali, che secondo Keshe rivoluzionerebbe ogni campo della scienza e della fisica applicata. Il CEO della società accompagnato dai suoi soci viaggia in tutto il mondo, dimostrando e spiegando quelle che chiama onde di Tesla, facendo riferimento continuamente ai suoi brevetti e alle sue esposizioni. Non per niente il 23 dicembre 2013 Mehran Keshe venne intervistato presso l’Hotel Ambasciatori di Brescia, in Italia, dallo Spazio Tesla, associazione di ricerca.[76]

Dal 2012 Keshe ha chiesto più volte di incontrare gli ambasciatori di alcuni stati dei cinque continenti, per consegnare loro delle chiavi USB, dichiarando che il programma di pace della Fondazione fosse quello di donare la scoperta tecnologica più importante del secolo ai governi, così che ognuno potesse deciderne le modalità applicative nei rispettivi paesi. Il governo italiano ha ricevuto la documentazione della tecnologia MAGRAV della Fondazione Keshe il 26 ottobre 2012 presso la Cancelleria Diplomatica dell’Ambasciata Italiana a Bruxelles, Belgio. Il 22 Gennaio 2013, nella Camera dei Deputati italiana, l’On. Fabio Meroni di Lega Nord Padania intervenne per la seconda volta, dopo l’interrogazione parlamentare del 5 Novembre 2012 (C.4/18389), rivolgendosi all’allora presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini e al sottosegretario Marta Dassù, Viceministro degli Affari Esteri, chiedendo quale fosse la posizione ufficiale definitiva del governo italiano nei confronti della Tecnologia Keshe e chi stesse analizzando i dati presenti nel dispositivo USB.[77] In realtà il 5 dicembre precedente la risposta era già stata formulata: lo Stato Italiano sembra proprio non essere interessato.[78] Dopo aver dichiarato più volte che l’obiettivo principale della compagnia è l’esplorazione spaziale, la Fondazione Keshe ha deciso di aprire il suo primo Istituto Spaziale in Italia, inaugurato a Bari il 21 aprile 2015 in collaborazione con l’Università Mediterranea School of Management Lum Jean Monnet.[79]

Fig 10 composta

Fig 10 Logo della Fondazione Keshe e dello Spaceship Institute di Bari. Mehran Tavakoli Keshe, 2015.

Una Teoria per Tesla

Il colonnello statunitense Thomas E. Bearden, fisico e ingegnere nucleare, è uno dei tanti ricercatori che ha dedicato la sua vita allo studio del lavoro e dell’eredità incompresa di Nikola Tesla. Fu l’unico però che riuscì a proporre una struttura matematica stabile per la Teoria Dinamica della Gravità di Tesla. Per trent’anni lavorò alla sua edificazione, cercando di non tralasciare nessuna delle testimonianze dello scienziato circa le sue esperienze.

Quando finalmente raggiunse l’obiettivo, si trovò con un edificio matematico vasto e complesso, che d’altro canto descriveva perfettamente sia gli effetti che il funzionamento di tutti gli esperimenti di Tesla, in accordo con le equazioni di Maxwell e con una nuova definizione di gravità. Le implicazioni derivanti da questo modello rispondono infatti anche a molti dei dilemmi della fisica moderna. Bearden sostiene che la componente base dell’onda elettromagnetica sia scalare. Quella che per anni è stata erroneamente chiamata onda scalare è l’onda che rimane quando due campi opposti elettromagnetici interferiscono, annullando la componente elettrica e quella magnetica come descrivono Tesla, Palmieri, Meyl e Keshe. Il risultato è un’onda longitudinale che vibra nella stessa direzione in cui viaggia. Tale teoria differisce in più di 24 punti con la fisica moderna -fisica, ricordiamo, ancora incapace di offrire una visione unitaria dell’universo. Le Teorie di Bearden e di Palmieri spiegano invece anche le innumerevoli questioni irrisolte della Scienza, spesso rivedendo la definizione esatta persino di concetti come l’induzione, l’induttanza, la carica, analogamente a molti altri ricercatori, come Eric Dollard o Robert Distinti.[80]

Michio Kaku in una specie di messaggio d’istruzioni per gli aspiranti propositori di teorie unificate, consiglia di costruire la propria su quelle preesistenti, evitando di partire con affermazioni del tipo, «Einstein si sbagliava»[81]. Nessuno dice che la teoria della relatività sia completamente sbagliata, ma come affermava lo stesso Einstein, essa è incompleta[82]. La perfezione con cui la relatività e la teoria dei quanti descrivono alcuni fenomeni è tale perché altri vengono trascurati. I due sistemi non interferiscono solamente grazie a soluzioni matematiche utili ma fantasiose, con pochi legami con la realtà. Vanno inoltre assolutamente valutate le circostanze storiche, politiche ed economiche per cui le cose siano andate in un certo modo. Finora infatti Bearden, come molti prima e dopo di lui ha fallito in ogni suo tentativo di presentare i risultati alla comunità scientifica. Questo perché contemporaneamente egli sviluppa una forte protesta sociale sull’occultamento costante di queste importanti scoperte. Oggi effettivamente, rifiutandosi di accettare esperimenti già comprovati, l’accademismo tradizionale sta paradossalmente impedendo il progresso scientifico pratico, preferendo spendere miliardi di euro in progetti colossali di rilevazione di particelle teoriche con metodi antecedenti agli anni ’60. Una comunità scientifica che ancora rifiuta ogni variazione alle previsioni standard, proprio come si rifiutò qualche secolo fa di guardare nel telescopio di Galileo Galilei che offriva invece una semplice dimostrazione per le sue asserzioni: guardare.

I flussi di tempo o vortici di etere di Kozyrev e Tesla, queste chimeriche onde sonore elettriche vengono chiamate da Tom Bearden “iper-vettori” o “vettori ombra” e anche nella teorizzazione formale di Bearden sono originate dal vuoto senza massa ma dotato di carica. Sul suo sito sconfinato egli riporta un elenco di tutte le persone da lui intercettate che già lavorano con dispositivi di loro costruzione che estraggono energia dal vuoto.

«Il filone di ricerca oggi conosciuto come Zero Point Energy (ZPE) o Vacuum Energy (…) è oggetto di indagine scientifica da parte di innumerevoli istituti di ricerca; in merito è interessante consultare gli articoli scientifici scaricabili dal sito del Calphysics Institute[83] e del Infinite Energy Institute[84]. La “Union of Concerned Scientists” (fondata nel 1969 presso il MIT e che unisce oggi oltre 100.000 fra scienziati e ricercatori) ha denunciato ripetutamente il fatto che queste scoperte vengono oggi sistematicamente distorte e contrastate in modo da difendere gli interessi corporativi delle industrie del petrolio(…).»[85]

[67] Renato Palmieri – Cap.3.9 La strutturazione gravitazionale; Cap.3.10 Le strutture biologiche
[68] Viktor Schauberger; vedi anche: Viktor Schauberger Books
[69] Renato Palmieri e il sistema unigravitazionale
[70] Ibidem.
[71] Ibidem.
[72] le scienze.it; Premio Nobel Frank Wilczeck, “la leggerezza dell’essere, la massa, l’etere e l’unificazione delle forze
[73] Renato Palmieri – Cap.3.12 Il genoma.
[74] keshe foundation.org
[75] keshe foundation.org new-horizons teachings
[76] Spazio Tesla – Intervista Documentario all’Ing. Mehran Keshe
[77] Onorevole Fabio Meroni chiede in parlamento della tecnologia Keshe
[78] Interrogazione a Risposta scritta, Atto Camera, 4/18389, presentata il 05/11/2012, Fabio Meroni, Lega Nord Padania.
[79] space ship institute.org
[80] Eric Dollard, Representations of Electric Induction, Eric Dollard, Borderland Research, P0 Box 429 Garberville, CA 95440-0429 ; vedi anche: Representations of Electric InductionEthereal Mechanics Introduction
[81] Michio Kaku – What to Do If You Have a Proposal for the Unified Field Theory?
[82] Albert Einstein, lettera in risposta a Phyllis Wright, chiedendo se gli scienziati pregano e, se sì, che cosa pregano, 24 Gennaio 1936, pp. 92-93.
[83] calphysics.org
[84] infinite-energy.com
[85] Syntropy, Antonella Vannini, Marzo 2006, pag. 27-40, Capitolo 2: La duplice soluzione dell’energia e la supercausalità.


copertina libro            Edoardo Segato

                   Tesla
        Lo scienziato contro

Hoepli

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11885324_993906997299123_342900139766678794_nEdoardo Segato studia Musica e Nuove Tecnologie al Conservatorio G. Verdi di Milano. Fa parte di Officine Tesla, società che intraprende percorsi di ricerca, sviluppo e produzione in vari settori culturali e tecnologici. Con i colleghi La Gare e La Belvert ha realizzato concerti in Europa, Israele, Bosnia e Inghilterra, una colonna sonora teatrale a Milano, uno spettacolo di letture e musiche inedite sul Novecento storico italiano e molte altre attività che spaziano dal sound design alla semiotica alla mitologia. Nel 2015 ha pubblicato il suo primo libro con Hoepli, “Tesla, lo scienziato contro“.

“Tesla: lo scienziato contro” di Edoardo Segato – 6 di 8 ultima modifica: 2016-01-21T15:53:29+00:00 da prixi
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