Tra scienza e magia


da [link=http://www.maran-ata.it/]maran-ata.it[/link] di Luigi Caratelli

L'attore Massimo Troisi nel film Ricomincio da tre parodiava uno spassoso personaggio che, nato con scarsa propensione per i lavori manuali, compensava la sua carenza ricorrendo a presunti poteri psichici. Una scena, inframmezzando l'intero racconto, vedeva il Troisi stancamente seduto davanti ad un secchio che tentava di spostare con la forza del pensiero: “Vieni, che ti costa?”. Ma il secchio è rimasto fermo al suo posto fino alla fine del film.

Chi invece è fermamente convinto che con il pensiero si possano produrre spostamenti, addirittura cosmici, sono i paragnosti che col problema non solo non scherzano, ma lo prendono talmente sul serio da proporlo alla stregua di un dato scientifico. Le prospettive future sembrano riservare al dibattito ben più che un canovaccio satirico se è vero che persino i servizi segreti di molte superpotenze hanno tentato esperimenti di sfruttamento delle capacità paranormali di soggetti dotati da utilizzare per scopi bellici. L'ipotesi non è improbabile. Non almeno per il colonnello John Alexander, veterano delle Special Forces al lavoro nella penisola indocinese e autore di uno studio sulla telepatia e sulle possibilità di interferire con scariche elettriche nell'attività del cervello (1).

Le prestazioni dei “fenomeni” della parapsicologia sono molto richieste anche dai “maghi” dell'intrattenimento. Rai e Fininvest cavalcano l'onda e sfornano profeti, indovini e cartomanti al posto di attori, conduttori e ballerine. D'altronde, ci si chiede, perché mai privare di tale piatto prelibato il comune telespettatore, quando il vizietto del consulto è ormai corredo usuale del cerimoniale di corti reali, di palazzi governativi, di gabinetti ministeriali e di studi notarili? Per quale motivo Mario Rossi sarebbe un troglodita se si affida alle cure di una guaritrice, mentre Clinton e Carlo d'Inghilterra (2) restano persone stimabili pur ricevendo visite dai trapassati? Si è scoperto che persino aziende dal nome illustre si sono affidate ai paragnosti per assumere personale; un notissimo “mago” italiano conferma: “Quando vogliono assumere o licenziare qualcuno, mi mandano tutti i dati del dipendente e io gli restituisco il prospetto astrologico completo”. E affinché il consulto risulti di “origine controllata”, i paragnosti professionisti hanno fondato l'UAODI (Unione Astrologi e Occultisti d'Italia) per distinguersi da ciarlatani azzeccagarbugli e per ricevere il riconoscimento giuridico della categoria.

Fronti opposti

Tanta convinzione, però, non poteva non irritare gli scienziati ortodossi, i quali hanno marcatamente sottolineato le differenze che li caratterizzano rispetto ai loro colleghi affascinati dalla parapsicologia. I primi, fedeli al loro giuramento, rivendicano l'assoluta affidabilità dei metodi tradizionali in opposizione alle ipotesi parapsichiche; i secondi ribattono rimproverando alla “scienza ufficiale” cospicue dosi di ottusità e di materialismo.

Dai due schieramenti, sin da tempi lontani, sono partite reciproche diffide, ingiurie e sospetti. Lo scontro si è rinnovato in giorni a noi più vicini, grazie all'attività del giornalista Piero Angela il quale, dapprima con una serie televisiva, poi con un libro, ha tentato di smontare e denunciare il paranormale quale montatura di abili frodatori: “Penso che questo materiale – dice Angela – possa essere utile a tutti: a coloro che credono e a coloro che non credono. Perché c'è indubbiamente un'esigenza. quella di non cadere nell'ingenuità, e soprattutto di non farsi prendere in giro. Questo libro, quindi, non intende vendere storie meravigliose. Vuole piuttosto essere una guida ai trabocchetti”(3).

Dal fronte opposto, anch'essa pungente, anch'essa affidata alle pagine di un libro, giungeva la replica dei parapsicologi, nella persona di Massimo Inardi: “Questo libro. nacque nell'aprile del 1973, quando fu messa in onda sulla prima rete Rai-Tv una serie di trasmissioni che il giornalista Piero Angela aveva realizzato sull'argomento della parapsicologia. Fu quello un programma interessante, ma letteralmente sconfortante e partigiano. Esso era di una realtà troppo ingiusta e umiliante, di una faziosità senza precedenti ed in esso si svillaneggiava e si irrideva alla parapsicologia in maniera degna di miglior causa” (4).

Da allora, le cartucce nei rispettivi obici non sono mai mancate.
Potenzialità nascoste

La tenace resistenza degli scienziati ortodossi ad accogliere la sorellastra parapsicologia, è motivata dalle ricerche e dai controlli effettuati proprio sui soggetti cosiddetti 'dotati'. Quando questi sono stati sottoposti ad accurate indagini di laboratorio, non sono mai riusciti a produrre un soddisfacente fenomeno paranormale. Ma c'è di più. Sembra che alla parapsicologia non si possa dare crediti per il fatto che il cervello, presunta sede delle potenzialità psichiche, non produrrebbe altro che un differenziale di potenziale elettrico dell'ordine dei microvolt. Poca cosa, insomma, e non certo utile a spedire il pensiero nell'etere o a sollevare pesanti tavolini.

Per nulla scoraggiati, i cultori dell'ESP ribattono che i fenomeni sono genuini, e che, per di più, non si attivano a comando, e si chiedono: “Come mai tanto accanimento contro i parapsicologi, ai quali si richiede di dimostrare ciò che non si richiede neppure ai credenti in Dio? Eppure ci sono scienziati credenti! Chiederemmo a loro le prove di laboratorio della loro fede ?”.

Ma il cervello, più concreto di Dio, non appare costruito per soddisfare la fede dei paragnosti. Già, il cervello! Chi può affermare di conoscerne tutte le potenzialità? Non certo, e sono i primi ad ammetterlo, gli scienziati 'ortodossi'. Anzi, è proprio dagli ambiti dell'ufficiale psicologia che ci giungono conferme sulla incomparabile vastità della realtà cerebrale: ci dicono che del complicato organo noi sfruttiamo appena il 10% delle potenzialità. Ma allora, non è proprio possibile trovare un posticino per le onde ESP nello sconfinato restante 90%?. Gli scienziati rispondono che:

E' vero che noi usiamo solo una parte delle nostre possibilità cerebrali, ma non ha senso dire che si utilizza solo il 10%, per la semplice ragione che non sappiamo qual è, in realtà, il 100%.Quando gli scienziati dicono che esiste un grado di potenziale non utilizzato nel cervello si riferiscono a qualcosa di completamente diverso. Per fare un esempio: un uomo vissuto in isolamento, senza contatti culturali, senza istruzione, ha utilizzato molto meno le sue potenzialità cerebrali di qualcun altro che è vissuto in un ambiente stimolante, culturalmente vivo, ricco di strumenti educativi ecc. Quindi, quando si dice: 'E' ben noto che noi utilizziamo solo il 10% delle nostre capacità cerebrali', ciò non ha nulla a che vedere con il paranormale: vuol solo dire che c'è ancora una lunga strada da percorrere nello sviluppo mentale (5).

Insomma, è come dire che un uomo vissuto ai primordi della storia e un professore universitario, hanno utilizzato in percentuali diverse il loro potenziale mentale; ma non per questo il professore risulterà in grado di comunicare con gli spiriti, o di spostare i tavolini col pensiero.

Forse gli scienziati avversi alla parapsicologia si riferiscono alle teorie di Sir Adrian Dobbs, il quale parlava di un tempo a due dimensioni, di cui una diritta e una ondulata, e ipotizzava l'esistenza di particelle nuove, gli psitroni, in grado di favorire la trasmissione del pensiero. Alla stregua dei fotoni, tali presunti psitroni avrebbero la facoltà di superare qualsiasi distanza con una velocità superiore a quella della luce, e sarebbero, quindi, all'origine dei fenomeni di precognizione e di telepatia.

Ipotesi suggestiva, ma che non soddisfa il prof. Antonio Borsellino(6) che, da me intervistato sulle ipotesi di Dobbs, ha così risposto:

Lei mi chiede se si possono fare operazioni eludendo le leggi fisiche, e al di fuori delle leggi della ricerca scientifica. Le onde emesse dal nostro cervello sono dell'ordine dei microvolt; quindi, la speranza, la possibilità, che tali onde siano una base per la trasmissione di segnali a distanza è assolutamente da escludere. Se poi uno dice: “Ma ci saranno chissà quali onde!”. Allora io rispondo che l'onere della prova sta in chi afferma. Chi dice che ci sono queste particolari trasmissioni di onde, deve esibire delle prove.

Solo Ipotesi?

E' interessante seguire le tracce del ragionamento del prof. Borsellino.

Se è il cervello a produrre i fenomeni paranormali, allora si dovrebbero rilevare le attività elettriche che sono alla base della telepatia, della precognizione ecc. Sappiamo che esiste un fenomeno elettrochimico che interessa l'intera superficie del corpo umano, quindi, anche la testa. Tale fenomeno produce delle differenze di potenziale e, di conseguenza, una certa corrente elettrica misurabile per potenza ed efficacia.

Chi si è interessato alla misurazione di tale potenziale è il prof. Kaufman, dell'Università di New York. Per un suo esperimento ha fatto sedere un uomo tenendolo perfettamente immobilizzato, e sul cui capo ha posto un grande thermos contenente dell'Elio liquido, ad una temperatura vicina allo zero assoluto. All'interno del recipiente ha poi collocato delle parti elettroniche che, a quella temperatura così bassa, non presentano resistenza al flusso di corrente elettrica e possono rilevare l'attività elettrica del cervello. Il commento del prof. Kaufman al termine dell'esperimento è stato il seguente:

Si tratta di campi magnetici estremamente deboli, che si possono captare solo quando si è vicinissimi alla testa, a circa un centimetro, utilizzando dei rilevatori sensibilissimi. Siccome l'intensità del segnale diminuisce col quadrato della distanza, se ci si mette a tre centimetri il segnale diminuisce già di nove volte. E' quindi praticamente impossibile con qualsiasi mezzo rilevare il segnale ad una distanza apprezzabile, anche perché.esistono moltissime altre interferenze di vario tipo. il metrò. gli ascensori del palazzo, le torsioni delle strutture metalliche ecc. I nostri stessi campi magnetici. sono tutti 'rumori di fondo' che in pratica cancellano un segnale così debole (7).

Della stessa opinione è il dott. Paganini, neurologo dell'Università di Firenze. “Tali differenze di potenziale – egli afferma – sono estremamente piccole. Noi siamo costantemente immersi in campi elettrici molto più potenti. quindi il fatto che ci sia, in mezzo a tale rumore di fondo, un piccolissimo segnale aggiuntivo, credo che sia poco significativo”.

Il prof. Kaufman preferisce parlare di 'campi magnetici', anziché di onde vere e proprie. “Il cervello genera frequenze di pochi Hertz, per poter trasmettere con queste frequenze bisognerebbe che gli uomini avessero sulla testa un'antenna alta cinque kilometri. (oppure si potrebbe) rendere gli uomini superconduttori. Per esempio mettendoli a bagno nell'elio liquido, a 260 gradi sotto zero. Ma molto rapidamente la gente si cristallizzerebbe e non avrebbe più niente da trasmettere.(8).

Questo non sarebbe il solo problema. Derrick Fender, specialista del cervello al California Institute of Technology, ne ha individuato uno ancora più spinoso in relazione alla presunta possibilità di trasmissione telepatica:

Supponiamo infatti -ci dice Fender – che la telepatia sia, come molti affermano, un fenomeno di tipo fisico, e che esista un canale di comunicazione tra due cervelli, un canale nuovo, non ancora conosciuto. Ebbene bisognerebbe pur in qualche modo, che questo messaggio telepatico.venga non soltanto inviato, ma venga poi anche interpretato dall'altro cervello che lo riceve. Ed è proprio qui che incominciano le vere difficoltà.un esempio per chiarire il problema. le immagini di quegli stadi cinesi in cui migliaia di scolari, alzando la bandierina di diversi colori fanno apparire un mosaico umano.oppure una scritta, oppure altre immagini e disegni. basta che ognuno esegua i movimenti in una certa sequenza. Ma sarebbe possibile trasferire questa formula in un'altro stadio, dove gli stessi individui sono andati a disporsi diversamente? Certamente no. Perché in tal modo non si potrebbe replicare il disegno originale: probabilmente ne uscirebbe un'immagine del tutto diversa, incomprensibile. Sarebbe come scrivere a macchina su una tastiera che ha tutte le lettere spostate. Lo stesso problema si pone per la trasmissione di un'immagine tra due cervelli.

Quando il nostro cervello 'pensa', le numerosissime cellule che ne compongono il tessuto si associano in maniera da evocare immagini, emozioni, pensieri ecc. Come nello stadio di cui parlava Fender, le cellule del nostro cervello “alzando o no la bandierina” ( atto fisico-chimico dello scaricare), formano dei tracciati che sono il frutto del lungo e paziente apprendimento personale. Ma ogni cervello organizza e struttura questi tracciati, queste esperienze, in maniera del tutto individuale. Cosicché il tracciato che nel mio cervello equivale all'immagine di un albero, in un altro cervello può non evocare la stessa immagine: la supposta 'onda' che dovrebbe trasmettere un'immagine da un primo cervello, non provocherebbe la stessa immagine nel secondo, ma andrebbe, nella migliore delle ipotesi, a stimolare altri tracciati, che richiamano altre immagini diverse, oppure nulla, perché l'informazione che è necessaria per formare e costruire dei pensieri è elaborata, all'interno di ogni cervello in maniera del tutto personale. “Insomma – aggiunge Fender- , sarebbe come voler circolare a Parigi con una mappa stradale di Roma. In entrambe le città ci sono case, alberi, palazzi, automobili, giardini, monumenti, ma sono disposti e organizzati in modo del tutto diverso. Con una pianta di Roma (non si troverebbe mai).un indirizzo a Parigi. Per la trasmissione del pensiero ( ci si ) troverebbe di fronte a un problema analogo”.

Nuove dimensioni

Quanto detto sin qui ridimensiona di molto le rosee aspettative dei cultori dell'ESP. Ma i parapsicologi non sentono neppure il bisogno di parare il colpo poiché, ci spiegano, tali poteri non sono rilevabili con gli strumenti tradizionali. Il Prof. Servadio, famoso psicanalista e parapsicologo, sosteneva una soluzione di tipo 'spiritualista' affermando: ” I fenomeni parapsicologici non possono essere riconducibili a semplici fenomeni fisici i quali possono essere studiati e rilevati con il metodo scientifico. Tali fenomeni non sono riferibili alle leggi naturali, ma a fenomeni che travalicano le leggi della natura. Per questo motivo i risultati sul piano della ricerca scientifica. sono soltanto parziali”(9). In questo senso i fenomeni non sarebbero più soltanto dovuti ad un “allargamento delle capacità umane” (Targ), ma potrebbero figurare come testimonianza di una dimensione, o qualità, la quale “pur essendo diversa è in grado di interagire con la parte fisica “(Rao).

Di conseguenza, non essendo ancora stato possibile capire come avviene l'interazione tra la parte fisica dell'uomo e questa 'nuova qualità' spirituale, non è neppure possibile poter riprodurre in laboratorio, con metodo e continuità, la fenomenologia ESP. E con questa 'parata' i parapsicologi rinviano la sfera nel campo avverso.

Ma l'elegante slalom non trae in inganno gli osservatori scientifici che 'stoppano' tempestivamente. Il prof. Morrison, insegnante al Massachussetts Institute of Technology, è dell'avviso che.

.alcuni di questi aspetti strani della fisica moderna in realtà sono soltanto costruzioni teoriche, per ora.”, e ricorda che “.noi non siamo atomi, ma combinazioni di atomi, ed è quindi a questi livelli che avvengono i nostri rapporti. Certo, dobbiamo essere aperti a tutte le possibilità, a una nuova comprensione della natura, del mondo, delle cose che ci circondano e che ancora non conosciamo.Ma utilizzare queste cose per immaginare nuove connessioni che ingenuamente permettano di controllare il mondo fisico con la mente (che permettano, ad esempio, di alzare le piramidi col pensiero e di piegare cucchiai ), ebbene. non è in questa direzione che potremo progredire nella conoscenza (10).

Possibile che i parapsicologi abbiano da produrre solo supposizioni teoriche a sostegno della loro fede? Mentono tutti? Anche quelli di provata serietà e dal comportamento integerrimo? O, forse, gli scienziati peccano di presunzione, dal momento che potrebbero ammettere di non avere a disposizione strumenti e risposte definitive, o quanto mai soddisfacenti, sui fenomeni ESP ?.

I limiti della scienza

Gli scienziati accusano i parapsicologi di peccare di ingenuità. Questi ultimi, dal canto loro, pur riconoscendo alla scienza ufficiale il privilegio e il diritto a numerosi allori meritatamente conquistati, assommano a tanta stima una uguale dose di scetticismo. Si chiedono infatti: “scienziati dalla mente ottusa e 'ottocentesca', che rinnegano ogni tipo di realtà non sperimentabile in laboratorio e non osservabile al microscopio, hanno ancora il diritto di giudicare serenamente e in maniera imparziale qualcosa che già a priori, per impostazione mentale, non accettano?”. A dire il vero, non solo in ambito parapsicologico si sospetta di certe affermazioni di alcuni scienziati. Nelle fila degli stessi uomini di scienza non sono pochi coloro che ritengono la conoscenza un dato non semplicemente raggiungibile ed esprimibile dalla sola ricerca di laboratorio. Se è vero che le vedute di molti scienziati si sono arenate alle posizioni di Virchow (11), coloro che sono accusati di vedere l'invisibile trovano terreno fertile per rinfacciare ai nemici abbondante miopia. Non si è mai sentito che i discepoli di Virchow abbiano trovato tra i solchi dei loro bisturi il senso dell'amicizia, dell'amore, della libertà; l'anelito religioso, il desiderio di immortalità.eppure a queste esperienze non si sono potuti sottrarre neanche loro. La minuziosa e scientifica dissezione degli organi del corpo umano non è ancora riuscita a trovare traccia della sete del divino o del trascendente in genere, del bisogno di speranza che muove gli uomini da sempre; del profondo, viscerale, desiderio di eterno e di valori spirituali, impalpabili forse, ma non meno concreti e 'sperimentabili' di un fenomeno d'ordine fisico.

Se i parapsicologi sono accusati di materializzare fantasmi e mostri in ogni angolo, certi scienziati sono invitati a considerare quanti e quali mostri hanno partorito con l'ausilio della sola ragione. Qualcuno ha detto: “L'aberrazione dello scienziato, come del filosofo, consiste nel considerare la realtà concreta e quotidiana come una specie di brutta copia, la cui elaborazione razionale darebbe la copia corretta. Dopo di che, la brutta copia, dimenticata e deprezzata, viene buttata via, e si abbandona la realtà umana. Ma ciò facendo si corre il rischio di abbandonare la preda per rincorrere l'ombra”(12). Ciò significa che: “Per l'uomo di scienza vi è una grande tentazione: desideroso di spingere sempre più avanti i limiti del proprio sapere, giunge a chiudere volontariamente gli occhi su taluni aspetti della realtà che sfuggono al suo controllo”(13).

Lo scienziato, rapito nell'estasi scientifica rinuncia ad una fede, ritenuta limitante, per cadere poi nelle spire di una credenza non meno soffocante. Consolato dal pensiero che prima o poi ogni fenomeno oscuro avrà spiegazione logica grazie alla ricerca scientifica, ” si rifiuta di credere, ma, al tempo stesso, si concede una fede sostitutiva: quella dell'avvenire del proprio sapere”(14). Però, come mi confermava il prof. Giuseppe Sermonti, dagli ambienti scientifici non partono soltanto sentenze di sapore settario e giudizi preconcetti; molti uomini di scienza sono consci dei limiti della loro ricerca, e il loro spirito lungi dall'essere intossicato dai veleni della presunzione arrogante, si scioglie sovente in una libera e matura affermazione di umiltà. “Lo scienziato non sa tutto, anzi per usare le stesse parole di uno di loro, 'non sa neanche con assoluta sicurezza ciò che sa'. E questo, lo scienziato lo ammette.con umiltà tanto più reale quanto più egli è uomo di scienza”(15).

Parapsicologia: giù la maschera!

E' vero: gli scienziati non possono darci una parola chiave per definire l'essenza e la fenomenologia parapsichica. D'altronde, non si può dimenticare che sono stati proprio alcuni di essi a coniare il termine 'parapsicologia' quando, increduli e spiazzati di fronte agli stupefacenti fenomeni dello spiritismo ottocentesco, hanno voluto dar credito alla fenomenologia senza accertarne la vera derivazione. Per quegli scienziati ortodossi (16) era troppo duro, e troppo poco scientifico, ammettere che i medium del secolo scorso parlassero realmente con degli spiriti e che alla loro invisibile azione fossero da ricondurre i fenomeni inspiegabili. Fu Rhine a sentenziare senza ripensamenti: “Poiché gli esperimenti erano stati condotti in maniera corretta e poiché la valutazione statistica era esatta, non esisteva alcuna alternativa: una nuova capacità psichica, l'ESP, era stata dimostrata aldilà di ogni ragionevole dubbio”. L'alternativa, invece, esisteva. Ragionevolmente, molti hanno dubitato; afferma il Sudre:

I fatti che la scienza moderna classifica nel capitolo 'metapsichica', o come si dice oggi 'parapsicologia', appartengono alla categoria del meraviglioso. Risalgono ad una lontana antichità. Fin da tempi immemorabili si ha notizia di racconti di fenomeni di divinazione, di levitazione, di apparizioni, di ossessioni, di possessioni, di guarigioni miracolose. Si ha concordanza tra le antiche tradizioni e le osservazioni moderne suffragate dalla sperimentazione (17).

Dello stesso avviso è Fernando Chaij:

Per ora, tutto quello che essa (la parapsicologia, ndr) fa, è continuare ad esplorare i fenomeni paranormali con rigore scientifico per comprovare la loro indubitabile esistenza, e per dare ad essi nuova denominazione, al fine di non confondersi con lo spiritismo. La parapsicologia si sforza di elaborare una probabile interpretazione scientifica. E' interessante osservare che questa presunta interpretazione altro non è che un gioco di parole che non aggiunge nessuna luce alla comprensione dell'origine di questi fenomeni tanto straordinari (18).

La parapsicologia, dunque, è soltanto l'antico spiritismo che ha cambiato abiti?

Massimo Inardi scriveva che:

La parapsicologia non è un'invenzione dei parapsicologi.(l'uomo) per saturare le proprie istanze o 'valenze' esistenziali, per conoscere il mondo che lo circondava, per tentare anche di dominarlo.si è rivolto alla magia, per passare poi, attraverso il tempo, alla stregoneria, all'alchimia, all'occultismo, all'esoterismo. Proprio il mago viene ad essere il primo 'personaggio paranormale' vero della storia. Accanto ad esso lo sciamano delle culture asiatiche brillerà per identica nomina. I soggetti che sono dotati di potere sciamanico appaiono come i precursori dei moderni medium e i prototipi del più perfetto e completo ideale di uomo raggiunto da qualsiasi civiltà.(19).

Se, dunque, il moderno parapsicologo è equiparato ad antichi personaggi quali il medium e lo sciamano, allora i poteri di cui fa uso il 'paragnosta' possono avere la stessa origine di quelli degli spiritisti. Non solo; la fenomenologia ESP potrebbe essere prodotta dalle stesse entità che muovono i tavolini degli spiritisti. Forse ciò che non hanno avuto il coraggio di dire i ricercatori scientifici del XIX° secolo, è che la parapsicologia non esiste perché i fenomeni, gli ambiti, i soggetti dotati che ostinatamente si classificano come parapsicologici, sono stati e sono ancora dominio e pertinenza dell'ambito medianico?

Paragonare il moderno parapsicologo all'antico sciamano rivela, inoltre, come fittizia ogni distinzione e classificazione scientifica dei fenomeni ESP. Lo sciamano delle antiche culture, in realtà, poteva esercitare le sue arti e dispiegare i suoi poteri, non tanto per una potenzialità connaturata alla sua struttura cerebrale, quanto per un 'dono' degli spiriti che lo eleggevano a loro rappresentante presso la tribù.

In conclusione si delinea un paradosso di questo genere: ai medium del secolo scorso è stato affibbiato, erroneamente, il termine parapsicologi; mentre i moderni parapsicologi, in realtà non sono altro che gli antichi medium sotto mentite spoglie.

Parapsicologia e magia

La parapsicologia è l'antica magia? I paragnosti sono gli antichi medium? Posta così la domanda rischia di creare più confusione che delucidazioni. Sarebbe necessario, infatti, aprire un capitolo per ogni voce menzionata, poiché gli ambiti della magia, dello sciamanesimo e dello spiritismo sono contigui ma pur sempre distinti. Purtuttavia un'analisi delle diverse opzioni non può prescindere da un fenomeno accomunante: il bisogno magico.

Chi pensa che magico sia sinonimo di arcaico o superstizioso, non ha ancora gettato uno sguardo attento agli avvenimenti del nostro tempo. Se lo facesse scoprirebbe che proprio la nostra era tecnologica e computerizzata ha fatto della magia un modus vivendi.

Grandi personaggi della filosofia, della sociologia, dell'antropologia, della letteratura hanno dedicato alla voce magia interi volumi; non soltanto per criticarla, raccontarla o denigrarla, ma addirittura per celebrarla. Scuole di etnologia si sono contrapposte nel tentativo di delineare contorni, competenze e ambiti nei quali il fenomeno magico nasce e si esprime. Frazer, autore della monumentale opera “Il ramo d'oro”, definisce la magia come “la sorella bastarda della scienza”; e Lehmann pensa ad essa come ad una “messa in pratica delle superstizioni”; Durkeim la carica di significati antireligiosi quando la definisce “eversione.dell'ordine cristiano, come rapporto di forze oscure e peccaminose”. Pareri autorevoli, senz'altro, ma alla magia non servono abiti culturali per potersi affermare: sballottata tra sacro e profano, tra scienza e superstizione, rimbalza su ogni sponda, dove fermandosi, dove fuggendone, ma sempre lasciando una traccia più o meno vistosa della sua potenza ammaliatrice. Gli stessi parapsicologi sembrano disposti a concederle uno spazio e un'importanza fondamentali per quanto attiene alle origini della fede parapsichica:

.a metà strada tra religione e scienza, (la magia). è stata l'unica tecnologia valida, la quale, pur essendo forse più vicina alla pratica religiosa, ha dato però origine ad osservazioni a scoperte e a metodologie che in ultima analisi hanno sempre aperto e spianato la via alle scienze future, scienze che ancora oggi, nel loro divenire, nel loro linguaggio, nel loro operare e nel loro realizzarsi seguono delle vie, tutto sommato, abbastanza vicine alla magia”,così Inardi (20).

Marcel Mauss, etnologo, sembra andare nella stessa direzione. “E' certo che una parte delle scienze, soprattutto nelle società primitive, furono elaborate dai maghi.questo tesoro di idee accumulato dalla magia è stato lungamente il capitale usato dalle scienze. La magia ha nutrito la scienza e i maghi ne sono stati i sapienti”(21). Proprio Mauss affermava che per quanto lontani si pensi di essere oggi dalla magia, noi ce ne siamo ancora mal disimpegnati.

Ecco la magia!

Il fenomeno magico, lungi dall'essere un ricordo rimosso, è invece oggetto di attenzione particolare:

E' quasi inspiegabile – afferma Alexandrian – che, alla fine del XX secolo, nonostante i progressi della fisica nucleare, della medicina, dell'astrofisica e della psicoanalisi, esistano ancora lettori appassionati di opere sulla magia e sulla stregoneria e che le riviste, sempre più numerose, le conferenze e gli studi su tali argomenti assumano l'importanza di un fenomeno sociologico. Si può ragionevolmente presumere che, nel corso del XXI secolo, e oltre, vi saranno ancora cultori appassionati della filosofia occulta. (22).

Stessa analisi e stesse conclusioni per Fiona Diwan: “Se le ideologie positivistiche e ottocentesche hanno liquidato il magico e l'arcano, come una mala erba che presto il progresso avrebbe estirpato, oggi tuttavia la magia sembra rispuntare, prepotentemente, o come moda o come autentico interesse culturale. Scacciata dalla porta, col neopositivismo, l'ideologia dell'incantesimo rientra dalla finestra scortata dai filosofi del cosiddetto pensiero 'negativo'”(23).

Probabilmente, anche per ciò che riguarda la parapsicologia, sono cadute le infrastrutture semantiche e le impalcature linguistiche ottocentesche. Essa è nuda; come un re turlupinato e per troppo tempo tenuto all'oscuro della sua vera natura; come un figlio prodigo che ritorna all'alveo primigenio. Passata la moda scientista, la parapsicologia riceve l'abbraccio dei suoi antichi e legittimi padroni. Nulla di nuovo sotto il sole: e la parapsicologia ritorna magia.

Se la scienza, e la stessa 'tesi parapsicologica', non hanno saputo dirci nulla di definitivo riguardo ai fenomeni paranormali; se da più ambiti si attua un revisionismo delle tesi positivistiche dell'ESP equiparandone le espressioni tangibili ai frutti della magia e dello Spiritismo, allora è in quest'ultimo ambito che è doveroso fare una ricerca.

Abbandonando la pista parapsichica , in attesa di nuove scoperte e delucidazioni, tenteremo di seguire ora la pista spiritica

Note:

1-Roberto Pesenti: in “Il Messaggero”, 5.1.1993.
2-Molti capi di stato e uomini politici, oltre ad un gran numero di uomini e donne di spettacolo hanno rapporti, spesso profondi, con gli operatori dell'occulto. Per l'uso di paragnosti da parte dei vari servizi segreti, vedi anche “Nexus” numeri 9,10 del 1997; numero 14 del 1998, e numero 21 del 1999
3-Angela Piero: “Viaggio nel mondo del paranormale”, Garzanti, Milano, 1979
4-Inardi-Iannuzzo: ” Parapsicologia realtà contestata”, Sugarco, Milano,1981
5-Angela Piero: op. cit. pp. 368,369
6-Antonio Borsellino è stato Direttore dell'Istituto di Biofisica e Cibernetica al CNR di Camogli. Ha fatto parte del Comitato per il controllo sui fenomeni paranormali, insieme a decine di altri scienziati.
7-Angela: op. cit. p. 8
8-Idem: Inardi-Iannuzzo : op. cit. pp. 15,16
1 -Angela: op. cit. p. 30
11-Virchow, fisiologo russo, è famoso per aver detto: “L'anima? Non l'ho mai incontrata sotto il mio bisturi!”.
12-Ray Maurice: “L'Occultismo alla luce del Cristo” , Ed. “Uomini Nuovi”, Marchirolo, 1980, p.7
13-Idem: p.7
14-Idem
15-Idem: p.10
16-Nell'800, numerosi scienziati sottoposero i medium a sperimentazione. Da quelle osservazioni nacque la disciplina parapsicologica. Tra gli uomini di scienza figuravano personalità quali William James, il fisico John Lubbock, William Croockes, Charles Richet, Charles Tart, Richrad Hodgson ecc.
17-Chaij Fernando: “Fuerzas Superiores que actuan en la vida humana”, ed. Safeliz, Madrid, 1983, p. 15
18-Idem: p. 129
19-Inardi-Iannuzzo: op. cit. p. 33
20-Idem: p. 30
21-Marcel Mauss: “Teoria generale della magia”, Newton-Compton, Roma, 1975, p. 141
22-Alexandrian: “Storia della filosofia occulta”, Mondadori, Milano, 1984, p. 9
23-Diwan Fiona: “Rifugio Magico”, in Panorama, 11.10.1982, p. 164

Fonte: http://www.maran-ata.it/esoterismo/htm/parapsicologia_tra_scienza_magia.htm


Tra scienza e magia ultima modifica: 2010-08-06T19:45:51+00:00 da Quantico
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