Una Pasqua di duemila anni fa

pier_tulip_2Stabilire l’anno in cui i Vangeli collocano l’arresto, la crocifissione e la risurrezione di Gesù non è facile. Diverse considerazioni, che tralascerò di riportare perché non essenziali allo scopo di questo articolo, suggeriscono che questa data sia il 36 E.V.

Gesù ha 42-43 anni perché è nato prima della morte di Erode il Grande nel 4 a.C. e nei Vangeli non c’è accordo nel giorno: per i sinottici l’ultima cena e il giorno dell’arresto avvengono la sera della festa degli Azzimi, e la morte avviene il mattino successivo parasceve; secondo Giovanni invece la cena non è pasquale e la morte avviene il giorno prima di Pasqua, ma comunque anche per Giovanni la morte e la deposizione avvengono il venerdì parasceve. Non si riescono a conciliare le date perché, se secondo Marco la cena avviene nel primo giorno della Festa degli Azzimi, cioè la sera in cui inizia il 15 Nisan, Gesù sarebbe stato crocifisso al mattino successivo e quindi un giorno dopo Pasqua, e due giorni dopo le indicazioni di Giovanni. Per far conciliare le discrepanze si può supporre che Marco e Giovanni seguano due calendari diversi.

Gesù può essere stato arrestato dagli stessi ebrei tramite Giuda come riportano le Toledoth Yeshu (Sepher toldos jescht):
“Se voi mi obbedite” disse loro Giuda, “io vi consegnerò questo impuro domani a quest’ora!” “Sei dunque al corrente dei suoi movimenti?” “Sì ” disse Giuda “egli si recherà domani a quest’ora al Tempio per adempiere i sacrifici della Pasqua. Io ho giurato per i dieci comandamenti di non consegnarvelo. Lo accompagneranno duemila uomini tutti vestiti alla stessa maniera. Siate pronti domani a quest’ora. L’uomo davanti al quale io mi inchinerò e prosternerò, sarà l’impuro. Comportatevi da prodi guerrieri di fronte alla sua truppa e impadronitevi di lui”

Seguendo le indicazioni di Giovanni, adottate poi dalla Chiesa Cattolica, nel 36 il giorno di inizio Pasqua, il 14 Nisan, è caduto proprio di Venerdì il 30 Marzo e quindi l’ultima cena e l’arresto possono essere avvenuti Giovedì sera 13 Nisan, 29 Marzo. Quest’anno (2013) la Pasqua ebraica comincia la sera del 23 marzo, mentre quella cristiana si festeggia domenica 31 marzo.

Prima dell’arresto di Gesù avviene l’ultima cena e Gesù si preoccupa di trovare un posto per l’occasione. In Mc 14,13-14 troviamo: “Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli”.

Il termine pasqua significa passare, scavalcare, salvare ed è simbolo di salvezza per l’ebraismo, ma gli ebrei l’hanno importata dall’Egitto perché la celebrazione nasce dalla Festa del vascello di Iside che veniva celebrata dagli Egizi ogni anno, con la luna piena dopo l’equinozio di primavera, perché voleva essere un auspicio per il nuovo anno di navigazione e di commercio che iniziava in quel giorno quando cioè la luce sopravanza le tenebre, finisce l’inverno e avviene la rinascita della natura. Sopra la bianca vela della navicella erano impressi i voti per cominciare una felice navigazione. Era anche un modo per ricordare il mitologico viaggio fatto da Iside per recuperare i pezzi dispersi di Osiride (Sole) per farlo risorgere.

La Pasqua ebraica, come quella egizia festeggiata con la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera, era anche un punto fermo nel calendario ebraico perché il calendario cambiava ogni anno dovendo ricorrere la Pasqua sempre il 14 Nisan, il quattordicesimo giorno del ciclo lunare del primo mese dell’anno.

Gli ebrei però non associavano più la pasqua ai rituali egizi ma al passaggio del Mar Rosso e alla salvezza dalla schiavitù. I Cristiani la sposteranno poi alla domenica successiva per mettere in risalto la risurrezione rispetto alla morte. L’inizio della primavera è stato festeggiato da tutti i popoli in tutti i tempi, non solo dagli egizi e dagli ebrei ma anche dai Greci, dai Romani (carrus navalis), dai popoli nord europei. Nel IV secolo la festa cristiana fu scissa in due, la parte dei festeggiamenti sfrenati fu anticipata di quaranta giorni e nacque il carnevale.

L’uomo con la brocca d’acqua, nel passo di Marco, è l’Acquario, il passaggio alla prossima Era. Il sacrificio di Gesù nell’era dei Pesci, nella sua crocifissione a Pasqua, permetterà il passaggio alla vita eterna nel tempo che verrà, il passaggio dal mondo delle tenebre al mondo della luce (esseno), dalla morte alla risurrezione (egiziano), dalla dannazione alla salvazione (cristiano). Luce-tenebre, bene-male, vita-morte sono tutte dicotomie associate a giorno-notte e estate-inverno che cadenzano il ritmo della vita. Fra di esse, una sola è una trasformazione irreversibile: vita-morte, e da sempre tutte le religioni hanno cercato di renderla reversibile: morte-risurrezione.
Il tema della risurrezione è un tema antichissimo e non sto qui a ricordare quanti personaggi della mitologia sono risorti.

E’ quindi chiaro il significato simbolico del sacrificio di Gesù a Pasqua quale agnello sacrificale ed è già sufficiente questa semplice constatazione per considerare la crocifissione come una rappresentazione allegorica ed un evento mai avvenuto. Mentre gli ebrei nel giorno di Pasqua rendevano l’altare un mattatoio su cui venivano sgozzati migliaia di animali generando un fiume di sangue, i cristiani reputarono che, similmente a quanto aveva fatto Mitra col toro, Gesù poteva essere sacrificato simbolicamente per l’avvento di una nuova era di prosperità, di benessere e di salvezza.

Pier Tulip

Estratto da KRST 


Pier Tulip si è laureato in Fisica a Napoli e ha insegnato questa materia nelle scuole superiori. Da diverso tempo si occupa di ricerche su argomenti di tipo esoterico. Dopo aver pubblicato il libro RUM MOLH, una biografia romanzata del Principe napoletano alchimista e massone Raimondo de’ Sangro, ha rivolto la sua attenzione alla genesi del Cristianesimo, con il libro KRST, perché risultati ottenuti nella precedente ricerca indicavano una possibile commistione del cristianesimo con la religione egizia. Per contattare Pier Tulip: pier.tulip@gmail.com

Una Pasqua di duemila anni fa ultima modifica: 2013-03-20T23:18:18+00:00 da Pier Tulip
About the Author
Pier Tulip

Pur di formazione scientifica, negli anni recenti ho voluto cimentarmi nella scrittura di saggi per trattare alcune tematiche fuori dal mio orizzonte di studio considerando che fossero state sempre influenzate da elementi estranei alla scientificità, quali emotività o tecnicismi esegetici o linguistici. Quando a Napoli, nel trecentenario della nascita, si discuteva del complesso personaggio Raimondo de' Sangro si è aperta ai miei occhi una notevole e complessa prospettiva di indagine che mi ha portato su strade molto diverse da quelle che ero abituato a percorrere. Questa indagine, prima su argomenti massonici e alchemici, poi mitologici e teologici, ha avuto dei risultati che in parte presentano delle novità rispetto alle conoscenze canoniche e ho ritenuto che si prestassero ad essere pubblicate per metterle al vaglio degli interessati. Glli articoli pubblicati su Altrogiornale sono estratti e adattamenti di alcuni risultati della mia ricerca.