Stop alla coltivazione di mais geneticamente modificato MON810

Il Giornale Online
Roma, 12 lug. (Adnkronos) РI tre ministri dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo, della Salute Beatrice Lorenzin e dell'Ambiente Andrea Orlando hanno firmato il decreto interministeriale che vieta in modo esclusivo la coltivazione di mais geneticamente modificato appartenente alla varietà MON810 sul territorio italiano. A dare la notizia è il ministro De Girolamo.

Il divieto √® cos√¨ in vigore fino all'adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178 del 2002 e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi. Il provvedimento sar√† immediatamente notificato alla Commissione europea e agli altri 27 Stati membri dell'Unione europea.”Con i ministri Lorenzin e Orlando avevamo preso un impegno preciso sugli Ogm, considerate anche le posizioni unitarie del Parlamento e delle Regioni. Con il decreto che abbiamo firmato oggi vietiamo la sola coltivazione del mais Mon810 in Italia, colmando un vuoto normativo dovuto alle recenti sentenze della Corte di Giustizia europea” spiega De Girolamo in un comunicato. “E' un provvedimento che tutela la nostra specificit√†, che salvaguarda l'Italia dall'omologazione – sostiene il ministro -la nostra agricoltura si basa sulla biodiversit√†, sulla qualit√† e su queste dobbiamo continuare a puntare, senza avventure che anche dal punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi. Il decreto di oggi √® solo il primo elemento, quello pi√Ļ urgente, di una serie di ulteriori iniziative, con le quali definiremo un nuovo assetto nella materia della coltivazione di Ogm nel nostro Paese”.

Il divieto di coltivazione del Mais MON810 è motivato dalla preoccupazione sollevata da uno studio del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, consolidata da un recentissimo approfondimento tecnico scientifico dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ne evidenzia l'impatto negativo sulla biodiversità, non escludendo rischi su organismi acquatici, peraltro già evidenziati da un parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare reso nel dicembre 2011. Il decreto giunge a conclusione della procedura di emergenza attivata dal nostro Governo nell'aprile 2013, Рsi legge nel comunicato del Mipaaf Рed è giuridicamente sostenuto anche dal precedente provvedimento di divieto di coltivazione di Organismi geneticamente modificati, fondato su analoghe motivazioni, adottato il 16 marzo 2012 dal Governo francese e tuttora in vigore.
Le sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea, cui l'Italia si conforma, ribadiscono la legittimit√† di misure di coesistenza che salvaguardino le colture tradizionali e biologiche, e che dovranno essere adottate dalle Regioni conformemente alla sentenza n. 116 del 2006 della Corte costituzionale, nel quadro di una organica e condivisa disciplina statale che definir√† principi comuni al fine di garantire il rispetto della libera concorrenza e della libert√† di iniziativa economica, a parit√† di condizioni sull'intero territorio nazionale. “E' un provvedimento importante perch√© offre una prima copertura giuridica a difesa della nostra agrobiodiversit√†”. Cos√¨ il ministro all'Ambiente, Andrea Orlando. Il ministro sottolinea per√≤ come la decisione presa oggi in Consiglio dei ministri rappresenti “solo la prima parte di un percorso nel quale il sistema Italia nel suo complesso deve offrire una convinta prova di unit√† e compattezza”.

Le Regioni “devono innanzitutto dare il loro immediato contributo per la costruzione di un quadro di misure idonee a garantire la salvaguardia delle nostre coltivazioni tradizionali e biologiche”, aggiunge il ministro all'Ambiente, mentre a livello comunitario, “parallelamente, c'√® bisogno che il nostro Paese si renda protagonista in Europa di una seria discussione sul tema dell'autonomia dei singoli Stati sull'ammissibilit√† degli Ogm”. “Tutelare le nostre specificit√† non √® una battaglia di retroguardia, tutt'altro”, sottolinea Andrea Orlando in conclusione. “La biodiversit√† √® la grande infrastruttura economica del nostro Paese ed √® anche lavorando su questo terreno che l'Italia potr√† uscire dalla difficile situazione in cui si trova”.

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