Terra Piatta. Il vero nome del mondo

[N.d.R.] Carissimi lettori di Altrogiornale.org il testo che segue è un interessante estratto di un documentario realizzato e scritto da tommix TViVO2 – Tommaso Minniti – con la collaborazione di Dharma, Mario Quaranta, Leonardo Garritano, di cui consigliamo la visione per rispondere a le tante domande che fin da bambini ci siamo poste e che, solo a causa di un indottrinamento culturale univoco e dogmatico, abbiamo dimenticato insieme alla nostra purezza e meraviglia.

Questo Documentario, frutto di accuratezza nel dettaglio e visione coraggiosa del mondo, parte da una premessa filosofica, continua con la presa di coscienza della truffa astronomica, per affondare nei dettagli scientifici e poi riemergere in un’analisi politica che prepari il campo a una nuova consapevolezza: il modello si può sovvertire.


[36:46] Si chiama Terra piatta. E’ un modello già descritto nell’antichità Babilonese, Egizia, Maya, Inca, Navajo, Norvegese, Indù, del Buddhismo, del Corano, della Bibbia, ecc.

E’ la Terra così come possiamo vederla fidandoci dei nostri occhi, piatta e stazionaria. Con un Polo magnetico al Nord che punta sempre la stella Polare; un equatore lungo la linea mediana e una cintura di ghiacci perenni chiamata Antartide, oltre alla quale si pensa possano esserci altre terre o abbia inizio la cosiddetta cupola del Firmamento: il nostro Universo. Questa è la volta su cui ruotano le luci siderali in modo concentrico attorno alla stella Polare.

Entro questa cupola il Sole e la Luna, entrambi con un diametro, si ipotizza, di 50 km circa, descrivono un moto circolare in cui si alternano i giorni e le stagioni. Più calde al nord con il restringersi del moto verso il Polo, o al sud allargandosi il moto verso l’esterno.

Se il Sole gira sopra e attorno alla Terra ogni 24 ore, spostandosi regolarmente da tropico a tropico ogni 6 mesi, ne consegue che le regioni centrali e settentrionali ricevono annualmente molto più calore e luce solare delle regioni meridionali lungo la circonferenza. Dal momento che il Sole si sposta più rapidamente sopra la regione meridionale, nelle stesse 24 ore deve passare sopra la regione settentrionale, più piccola, e il suo passaggio sarà in proporzione necessariamente più lento. Questo spiega perfettamente le differenze delle temperature fra Artico (-30°circa) e Antartico (- 60° di media), le differenze di stagioni, di durata della luce diurna. La spiegazione delle stagioni così formulata, pare assai più convincente di quella del modello sferico.

In esso infatti le differenze stagionali sono causate dalle inclinazioni dell’asse terrestre, rispetto ai raggi del Sole. Teoria che porta agli esiti paradossali di avere nell’emisfero Boreale, il nostro, più freddo proprio mentre la Terra è nel punto più vicino al Sole e più caldo quando la Terra si trova nel punto da esso più lontano. Come può una piccola differenza di inclinazione influire così tanto là dove una differenza di 5 milioni di Km. di distanza influisce così poco. Questa incomprensibilità ricorda perfettamente di non averla mai risolta il bambino ormai grande, fino a che Obama non gli ha parlato di Terra piatta.

Il moto concepito nel modello piatto, sana anche le incongruenze ormai insostenibili sulla Luna.

La versione comunemente accettata ci racconta che la luna ruota attorno alla terra con un orbita di 28 giorni. Il modello sferico, però, presenta vari ordini di problemi:

1° – Ci indica una luna molto più piccola del Sole mentre la percezione della realtà mostra due corpi solidi di pari grandezza.
2° – Per giustificare il fatto che vediamo sempre una sola faccia della Luna il modello è costretto alla forzatura, assai improbabile, di un moto perfettamente sincronico con la Terra, grazie a periodi di rotazione e rivoluzione lunare identici ma, se così fosse, non si capisce da cosa mai siano stati provocati i crateri nella faccia visibile della Luna dato che da sempre è rivolta solo a noi.
3° – In un moto così concepito sarebbe impossibile vedere la luna piena di giorno, eppure è ciò che può capitarci di osservare nella realtà.
4° – Alcune eclissi lunari sono incompatibili con la teoria. Ecco spiegata l’eclissi nel modello sferico. La Luna entra nel cono d’ombra della Terra che ne interrompe l’illuminazione da parte del Sole, guardiamo:
all’alba, negli Stati Uniti, l’ombra della Luna dovrà essere verso il basso, necessariamente.

Non è così nella realtà. Qui siamo nel New Mexico, durante l’eclissi lunare del 10 dicembre 2011. E’ l’alba. La luce del giorno aumenta ma il cono d’ombra della luna è in alto mentre invece dovrebbe essere in basso. Stesso fenomeno osservato con incredulità nell’Illinois alle 06:30 del mattino:

mi aspettavo che l’ombra salisse dal basso, visto che la luna scende, ma sta succedendo il contrario“.

Anche in questo caso dobbiamo scegliere: o diamo retta alla scienza e facciamo finta che la realtà non esista, o osserviamo la realtà e diamo un calcio definitivo al modello sferico. [42:29]

Buona visione:

Terra Piatta. Il vero nome del mondo ultima modifica: 2019-02-10T15:59:20+02:00 da prixi
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Redattore & Responsabile Canale Video di Altrogiornale.org