David Wilcock: Il Cambio d’Era – cap. 17

– Il calendario Maya di Chatelain

Il calendario Maya di ChatelainOra, passiamo a Maurice Chatelain. Questo capitolo si concentra sul lavoro di Chatelain per inserire l’unità di conteggio del Calendario Maya, il ciclo katun di 20 anni, nelle congiunzioni di Giove e Saturno.

Persino se possiamo dimostrare che Chatelain si sbagliava, la connessione matematica tra i cicli descritti dai Maya e le congiunzioni tra Giove e Saturno è innegabile. Questo da considerevole supporto all’idea che il periodo millenario sarà un grande “cancello” temporale mentre ci avviciniamo alla quarta dimensione planetaria.

Forse la cosa più interessante che incontreremo avvicinandoci alla comprensione di questo ciclo solare, è la triangolazione nel periodo prima e dopo l’anno 2000. Ci sono infiniti numeri di apparentemente valide profezie che puntano a questo discreto periodo di tempo come momento di grande cambiamento.

Le Letture di Cayce, si riferiscono allo stesso ciclo solare indicato da Ra e dal Calendario Maya, portando attenzione sul 1998. La domanda che dobbiamo farci è questa. Se il 2012 sarebbe l’anno giusto, allora perchè ci sono tante profezie che si concentrano su un periodo anteriore? Se guardiamo il Grande Ciclo strettamente dalla prospettiva delle macchie solari, allora dobbiamo assumere che l’interesse nel 2000 possa esserci per il fatto che il più piccolo ciclo di “macchie solari” è risaputo che opera per incrementi di 11 anni.

Sappiamo che questo ciclo di 11 anni ha un effetto, disturba le comunicazioni radio e aumenta l’emissione di particelle solari. I correnti calcoli piazzano il prossimo picco solare nel Maggio 2000. Solo questo fatto suggerisce fortemente che esiste una connessione, come molti sanno dell’allineamento planetario che avverrà il 5 Maggio 2000.

Questo è stato reso pubblico negli episodi di apertura dello show TV “Millennium”, così come in 5/5/2000: Ice, The Ultimate Disaster di Richard Noone. Inoltre, in una conversazione email del 1999 tra Wilcock e John Major Jenkins, l’autore di Maya Cosmogenesis 2012, Jenkins ha rivelato ciò che segue:

In Maya Cosmogenesis 2012, la mia posizione è che i Maya riferissero la loro data 13.0.0.0.0 (21 Dicembre 2012) al punto di allineamento del solstizio solare di Dicembre con la Via Lattea. Questo avviene ogni 13.000 anni. Il materiale egiziano Zep Tepi si riferisce all’ultima volta in cui è accaduto. A quel tempo, il solstizio solare di Dicembre si è allineato con la parte più sottile e diffusa della Via Lattea che attraversa Gemini. Questa è la direzione verso l’esterno della Galassia.

Ora, attorno al 2012, il solstizio solare di Dicembre si allinea con la parte opposta della Via Lattea, la parte che attraversa Sagittarius, dove si trova il Centro della Galassia. L’astronomia Vedica riassunta da Sri Yuketswar in The Holy Science, benchè scritta in modo oscuro, suggerisce che la dottrina Vedica Yuga ha riconosciuto l’allineamento solstizio-galassia come evento trasformativo nei cicli dell’evoluzione della coscienza umana..

Penso che l’intera zona di trasformazione sarà un processo orientato. Stai guardando nei dettagli e identificando i punti “grilletto”. La data di Maggio 2000 che hai menzionato è significativa per l’allineamento Sole-Pleiadi-Zenith sulla latitudine di Chichen Itza. Questa latitudine è di 19.5°, significativa per la Teoria della Griglia della Terra e dei solidi platonici.

Geograficamente, lo Yucatan è la coda del serpente; è dove la vibrazione dell’allineamento Sole-Pleiadi scende e si incarna. Dalla parte esattamente opposta del globo, alla stessa latitudine, troviamo la Bocca del Gange, la bocca o il canale di nascita di Ganga, la dea Vedica della Via Lattea. Credo che questo accentui il processo astronomico di 13000 anni, mappato sulla Terra.

La polarità coda-bocca si trova nella riconciliazione delle somologie Galattiche e dello Zenith proposte nel mio libro, una riconciliazione che culmina (parlando cosmologicamente) con l’allineamento Galattico dell’inizio del 21° secolo.

Al tempo dell’iniziale pubblicazione online di questo libro, ci troviamo a poche settimane da questa data non ci aspettiamo che accarà qualcosa di grosso. Potrebbero esserci terremoti, come nella congiunzione dell’11 Agosto 1999, quando è avvenuta una congiunzione a Grande Croce nel cielo, così come una eclisse solare totale alle 11:11 AM GMT e abbiamo vissuto un forte terremoto in Turchia solo 6 giorno dopo.

L’immagine scattata in Inghilterra alle 11:11 AM GMT, mostra il Sole in piena corona

Questo terremoto è avvenuto nell’esatto percorso seguito dall’eclisse sulla Terra e dunque sopra la Griglia della Terra.

Avevamo predetto che potevano avvenire Cambiamenti Terrestri per questo e così è stato.

LA GRANDE CONGIUNZIONE 11:11

Il fatto che l’11 Agosto la congiunzione sia avvenuta alle 11:11AM non sembra un caso, è stato un numero che molte persone hanno osservato sugli orologi per anni senza sapere perchè. Revelations 11:11 parla direttamente di uno spostamento energetico, dicendo: “Dopo 3 giorni e 1/2…Dio è apparso su una nuvola è ha detto, “Salite qua” e sono stati portati nei cieli…”

Secondo il ricercatore Joe Mason, la metafora dei 3 giorni e 1/2 ha a che fare col salto dell’umanità dalla terza densità alla quarta. Ovviamente, non è accaduto nulla quel giorno. E’ certamente possibile che ognuna di queste congiunzioni rappresenti aumenti discreti di energia, come ha notato questo autore.

Comunque, se stiamo solo attendendo il “momento finale”, potremmo rimanere delusi e non notare tutte le altre cose importanti che ci stanno accadendo. Il periodo di Maggio 2000 sembra un simile caso. Elkins non ha fatto la domanda sulla data del 2000 nella serie della Legge dell’Uno, così dobbiamo scoprire da noi il perchè le Letture di Cayce la citino. Possiamo vedere come questo leghi con le nozioni Bibliche della Seconda Venuta di Cristo che ci avvisano di 1000 anni di pace.

Sembra ora che i padri della chiesa possano aver aggiustato la data di nascita di Gesù per farla coincidere con una data a cui loro davano molta forza, l’anno armonico 5760 nel calendario Ebraico. 576, chiaramente, è un altro numero da Gematria. Comunque, il proposito principale di questo capitolo è quello di illustrare un aspetto più profondo del Ciclo Solare che non è stato notato da altri oltre che dall’autore di questo libro.

Citeremo gli sforzi di un altro Maurice C., questa volta non Maurice Cotterell ma Maurice Chatelain, un ex scienziato NASA e astrofisico Francese. La sincronicità tra questi due nomi è un altro “suggerimento” sincronicistico di connessione in qualche senso superiore. Nel suo libro fuori stampa e ora raro del 1971 “Our Ancestors Came from Outer Space”, Chatelain evidenzia un apparente riscontro scientifico e matematico sulla corretta datazione del calendario Maya. Prima di spiegare, dobbiamo qualificare affermando che ora sappiamo che Chatelain si sbagliava, in un certo senso.

Maurice Chatelain ha riconfigurato il Calendario Maya basandosi su nuove informazioni da lui scoperte.

Nonostante le date riconfigurate fossero sbagliate, l’informazione stessa è importantissima per capire questo ciclo. Quello che apprendiamo come risultato del lavoro di Chatelain, è che per capire questo ciclo, dobbiamo guardare Giove e Saturno, specificamente quando vanno in congiunzione tra loro.

E’ per questa ragione che si associa grande interesse al Maggio 2000, in quanto Giove e Saturno entrano in congiunzione il 28 Maggio 2000. Questo si dimostrerà essere il “collegamento mancante” che cercavamo, permettendoci di “saltare” in un livello più alto di energia. Ricordatevi che Ra si riferisce alla “espansione esterna e coagulazione interna” di energia responsabile del nostro Ciclo Solare.

La citazione di Ra chiarisce che dobbiamo andare oltre allo studio del Sole, questa “energia pulsante” rappresenterebbe le forze armoniche che hanno organizzato l’intero Sistema Solare allo stesso modo in cui hanno organizzato la Griglia Globale. Quindi, abbiamo in effetti bisogno di considerare i cicli di TUTTI i pianeti per vedere come funzionano questi cicli. Dato che Giove e Saturno sono i pianeti più grandi, possiamo anche aspettarci che eserciteranno le forze maggiori su questo ciclo. Per questa ragione dobbiamo fare molta attenzione ad essi.

Il calendario Maya di Maurice Chatelain

Nel suo libro, che parla di diversi soggetti, Maurice Chatelain discute della guerra tra Francia e Germania, considerando l’ambiguità della data iniziale del Calendario Maya. Questo è avvenuto quando il calendario venne scoperto inizialmente e ne vennero in realtà scoperte due copie, che in effetti, non combaciavano precisamente tra loro. E’ servito molto lavoro per arrivare alla corretta data iniziale.

Dato tale sforzo per risolvere queste aree di conflitto nei dati, Chatelain credeva che il nostro odierno adattamento del set di date “vincenti” non sia stato necessariamente basato. Chatelain ha creato la sua data di inizio in modo che coincidesse con un massiccio evento astrologico che sembrava dare grande credibilità al suo sistema di datazione e al tempo non era consapevole dei cicli solari di larga scala coinvolti.

Così, relativamente a come viene visto, il Calendario Maya è uno strumento astrologico a più facce, in effetti piuttosto ingenuo e molto utile quando compreso. Il Calendario non riguarda un ciclo solo; viene misurato tramite cicli più piccoli che devono essere considerati. Il più piccolo è il katun, che dura approssimativamente 20 anni e 7.200 giorni. Un ciclo del Calendario Maya di approssimativamente 5200 anni, consiste il 260 katun.

Questo numero 260 è provato essere il numero più sacro in tutta la scienza e il misticismo Maya. Esploreremo la nuova informazione che suggerisce il perchè era così importante. Questo numero era così cruciale e sacro per la loro comprensione dell’universo che gli hanno assegnato un nome, chiamandolo tzolkin. Per rompere il Calendario in pezzi più maneggevoli, hanno anche raggruppato i katun di 20 anni assieme, in gruppi di 20. Ogni gruppo di 20 katun è lungo circa 400 anni o 144000 giorni e il nome creato per loro è baktun.

(Chiaramente, stiamo vedendo la stessa armonica di Cathie per la Velocità della Luce emergere nuovamente, questa volta in un ciclo che misura il tempo.) Dato che ci sono 260 katun in tutto in un Ciclo del Calendario, ci servono 13 gruppi di 20 per sommare tutto. Così, per ogni Ciclo del Calendario, abbiamo 13 baktun assieme. Come abbiamo affermato, il numero tzolkin 260 è il numero sacro dei Maya; è la radice del loro intero sistema matematico e il numero di giorni nel loro Anno Sacro.

Il loro calendario consisteva sempre di due cicli di datazione, il convenzionale anno solare di 365 giorni con l’Anno Sacro di 260 giorni allo stesso tempo. Ogni data del calendario era una combinazione di queste due variabili e ovviamente i punti dove si intersecano saranno in cambiamento costante. Tutto questo è ben discusso in Mayan Prophecies di Chatelain e Gilbert.

ARMONICHE DEL NUMERO 13

Come vedremo, le profonde sincronicità attorno al numero 260 sono piuttosto impressionanti. Come nel nostro primo esempio, Cotterell ha indicato che questi gas turbinanti all’equatore del Sole compiono una completa rotazione ogni 26 giorni Terrestri. Questo è un punto importante e possiamo vederlo come avente una possibile controparte armonica in vibrazione. Per vedre come possa essere, ricordiamoci che l’intera serie armonica di numeri è costruita sulle “vibrazioni” delle cifre minori, mentre si moltiplicano in figure sempre maggiori.

Questo è un punto chiave che diverrà più ovvio mentre studiamo le orbite planetarie. Tutti i numeri da uno a otto hanno speicifici significati nell’Ottava e nove, dieci, undici e dodici sono molto fondamentali per diverse ragioni. 13 sembra essere l’ultimo numero che porta una unica vibrazione prima che le proprietà vibratorie si duplichino ancora.

Ci viene ricordato che molte culture antiche che includono i Sumeri, userebbero la base 12 come sistema di conto e in questo sistema le vibrazioni del numero 13 rappresenterebbero una ottava, la prima unità di conto nel “livello” seguente, come 10 è il “livello” seguente nel sistema a base 10. Le vibrazioni del numero 13 come ottava, possono essere viste in un piano convenzionale se suonate la scala “cromatica”, dove andate da C a C suonando assieme i tasti bianchi e neri. Ogni scala avrà 12 note prima di arrivare all’Ottava sul tredicesimo.

Ancora quindi, possiamo vedere che il 26 è un numero armonico di per sè, solo sembra che i Maya fossero più consapevoli di questo rispetto ai Sumeri. Secondo Ra, erano in contatto con diversi gruppi extraterrestri e questo potrebbe ben spiegare perchè ogni gruppo abbia ricevuto pezzi diversi del puzzle.

Ancora, l’equatore del Sole ruota in 26 giorni Terrestri. Cotterell dimostra anche che dieci di queste rotazioni, o 260 giorni, sono perni per tutti i cicli Solari di alto livello. Quindi, l’Anno Sacro Maya di 260 giorni sarebbe un modo preciso per tenere traccia dell’attività solare. La domanda che dobbiamo immediatamente farci è questa: senza il suggerimento di Ra sull’intervento extraterrestre e/o l’eredità Atlantidea, come poteva una tale società apparentemente non tecnica sapere come contarlo?

Non ci sono sicuramente evidenze a suggerire la loro conoscenza della tecnologia satellitare che è servita a noi per riscoprire tutto questo. Quando espandiamo il nostro numero tzolkin 260, (costruito dal numero vibrazionale 13), alle sue armoniche superiori, abbiamo 260 katuns nel Ciclo del Calendario di circa 20 giorni l’uno. Abbiamo anche 260 giorni nell’Anno Sacro.

L’incredibile scoperta fatta da Chatelain è che il katun stesso non è solo una frazione morta del Grande Ciclo; è un ciclo funzionale di per sè.

Chatelain ha indicato nel suo libro che gli scienziati sapevano che la lunghezza del katun doveva essere circa di 19.75 anni, ma nessuno ha mai spiegato cosa misurasse veramente. Hanno provato cose come dividere la lunghezza delle orbite di vari pianeti in anni, ma nulla sembrava funzionare. Miracolosamente e forse assurdamente, nessuno ha pensato di controllare le congiunzioni tra i pianeti.

Benchè nessuno lo avesse considerato, Chatelain ha realizzato che aggiungendo 54 giorni extra alla lunghezza armonica standard del katun di 7200 giorni, è arrivato magicamente e improvvisamente alla precisa lunghezza di tempo tra ogni congiunzione Giove-Saturno. Questa congiunzione è stata la vera essenza di quello che ha fatto tintinnare l’orologio. In una conversazione email con questo autore, Jenkins ha rivelato ulteriori informazioni su questa connessione armonica con la congiunzione Giove-Saturno:

Uno scolaro Maya, Robert Hall, suggerisce che (la congiunzione Giove-Saturno è stata usata) nel primo sviluppo del Lungo Computo. 7200 giorni è 19 anni più 260 giorni esatti. Questo solo fatto suggerisce ulteriori punti di studio dei cicli armonici, ma per la nostra discussione è solo l’inizio. Chatelain ha mostrato che il katun non solo funzionava per Giove e Saturno, ma quando preso come unità, si inserisce nelle orbite di molti altri pianeti.

Questo lavoro si mostra anche tramite il grande stock trader Bradley Cowan, che ha usato questi cicli armonici per accurate previsioni sui mercati azionari e ha associato chiaramente le congiunzioni Giove-Saturno con movimenti come il quarto di ciclo dell’orbita di Urano. Per ora, vediamo la spiegazione di Chatelain:

Per i Maya il katun di 7254 giorni non era solo una misura di tempo, ma anche una unità astronomica per esprimere i periodi sinodici della rivoluzione dei pianeti o il conto dei giorni necessari perchè ogni pianeta si riallineasse col Sole e la Terra. Per esempio, 5 katun erano uguali a 313 rivoluzioni di Mercurio, 13 katun erano uguali a 121 rivoluzioni di Marte, 27 katun erano uguali a 7 ritorni della cometa di Halley.

Così, possiamo facilmente vedere usando semplicemente il conto dei katun, che sarebbe piuttosto possibile impostare tutti i maggiori movimenti planetari con semplice matematica. Il lavoro di Cowan ci mostra la stessa cosa e col tempo vedremo che questa è una proprietà vibrazionale fondamentale delle orbite planetarie.

Il tipico sistema numerico riconosciuto per la struttura del Calendario Maya è molto semplificato e arrotondato; 20, 260, 360, 7200 e 144000.

Ognuno di questi si riferisce a un numero di giorni, chiamato uinal, tzolkin, tun, katun e baktun.

Non possiamo ignorare quanto siano realmente armonici questi numeri che definiscono cicli di tempo e questo ci porta a considerare a fondo quando realizziamo che la struttura del tempo per come la conosciamo, si forma da questo. Per esempio, 36 e 36 fanno 72, 72 e 72 fanno 144, la frequenza della Luce.

Quindi, possiamo speculare che tutti questi diversi cicli di tempo sono relazionati alle armoniche stesse della Luce e come Ra e altre fonti come i fisici Nordberg e Larson credono, il tempo viene misurato dalla velocità della luce. Così, i cicli di tempo che vediamo nell’universo sono tutte armoniche di questa vibrazione fondamentale.

Ancora, le teorie di Chatelain hanno portato attenzione alla connessione quasi vicina al 100% tra il katun e la congiunzione Giove-Saturno. Possiamo iniziare a capire la possibile connessione fisica all’uso dei katun come sistema di conto. Se le orbite erano anche solo poco differenti, sarebbero state perfetto come lo era una volta l’orbita della Terra di 360 giorni e l’orbita di Marte di 666 giorni.

Chatelain continua mostrandoci il principale Ciclo Maya di 5200 anni e che può essere perfettamente rotto in precise misurazioni armoniche per diverse congiunzioni planetarie, specialmente quella di Giove e Saturno, come abbiamo detto. Ecco come spiega Chatelain:

Nel frattempo, i Maya hanno anche scoperto il ciclo (del Calendario Maya) di 1886040 giorni che rappresenta esattamente 260 congiunzioni di Giove e Saturno, 2310 di Marte e Giove, 2418 della Terra e Marte e 3230 della Terra e Venere.

Questo particolare ciclo era la chiave per il mistero del calendario Maya. Era basato sulle congiunzioni di Giove e Saturno, qualcosa che nessuno ha considerato…nessuno ha provato la congiunzione tra i pianeti.

(Fino ad ora, non lo avevano fatto, fino a quando Cotterell ha notato un ciclo che legava il Calendario Maya con la lunghezza dell’anno di Venere, come discusso nel suo libro)

Il periodo di congiunzione di Giove e Saturno è in realtà do 7253445 giorni, ma il valore Maya arrotondato a 7254 giorni è valido perchè non usavano le parti decimali e contavano solo giorni interi. Così il Grande Ciclo (del Calendario) delle 260 congiunzioni Maya era di 1886040 giorni o 5163.8 dei nostri anni.

Quindi, abbiamo la spiegazione di Chatelain di come siamo arrivati a quella che lui considerava essere la vera lunghezza del Calendario Maya, di 5163.8 anni e a come è stata misurata. La misurazione è avvenuta tramite le congiunzioni planetarie, le fondamenta dell’astrologia e un prodotto della meccanica celeste. Possiamo anche vedere dai suoi scritti che un gran numero di diverse congiunzioni planetarie rientrano nel Ciclo del Calendario come un gigante puzzle. Notate, che questo sistema di calcoli planetari rientra per il suo numero per il Calendario Maya, di 1886040 giorni di lunghezza e non per il numero regolare di 1872000 giorni.

Il lavoro di Cotterell ci da molti parti cruciali del puzzle, ma è stata la scoperta di Chatelain che ha legato il Calendario Maya alle congiunzioni astrologiche che portano alla sua scoperta dell’importanza di Giove e Saturno. Per le congiunzioni Giove-Saturno che i Maya hanno usato come sistema di conteggio, Chatelain ha dovuto modificare le date tipicamente usate.

Mentre guardiamo i numeri, dobbiamo chiederci se fosse possibile che i Maya fossero consapevoli sia della versione del calendario di Chatelain, che di quella convenzionale.

Sembra certamente che i due cicli siano permanentemente e inestricabilmente legati tra loro. La lunghezza del katun è troppo vicina alla lunghezza della congiunzione Giove-Saturno per essere una coincidenza. Dagli estratti citati prima, ora sappiamo che Chatelain sta indicandoci che la lunghezza della sua versione del Ciclo del Calendario Maya è di 1886040 giorni e quindi un baktun, che è 1/13 dell’intero ciclo, sarebbe di 145080 giorni.

Le figure armoniche standard portano il baktun a 144000 giorni e ricordiamo ancora che questa è l’armonica della Velocità della Luce, cos’ come il numero delle persone che Ascenderebbero secondo la Bibbia. Se moltiplichiamo il baktun tradizionale di 144000 per 13, otteniamo 1872000, il numero dei giorni per il comunce ciclo del Calendario Maya. Quindi tra la lunghezza di Chatelain di 1886040 e la lunghezza comune di 1872000, possiamo vedere una discrepanza; il Calendario Maya basato sull’astrologia di Chatelain è leggermente superiore in durata.

Ricordate ora che Cotterell ha scoperto indipendentemente un ciclo di macchie solari che ha causato lo spostamento del campo magnetico solare, prima di aver visto qualsiasi informazione matematica che legasse questo ai Maya. I suoi numeri sono venuti fuori strettamente dall’interpretazione dei dati satellitari pertinenti al flusso delle macchie solari.

Questo principale ciclo di macchie solari che Cotterell ha calcolato viene fornito nelle Profezie Maya come di1366040 giorni. I Maya facevano molto lavoro per monitorare questi cicli, in quanto erano direttamente connessi con cataclismi di piccola scala e spostamenti energetici sulla Terra. Ricordate che questo è un ciclo più piccolo e frequente che influisce quando i poli del Sole si spostano, non lo stesso Grande Ciclo di 25920 giorni. Come abbiamo affermato prima, questo ciclo di spostamento dei poli del sole deve avvenire esattamente 7 volte per raggiungere il Grande Ciclo.

Guardando ancora Cotterell, vediamo che il suo ciclo di macchie di 1366040 giorni era molto vicino al 1366560 di giorni, il “Super Numero” Maya nel Codice Dresda. Sono distanziati tra loro di 520 giorni esatti, o 2×260, il numero tzolkin e l’Anno Sacro, costruito dalle vibrazioni armoniche del numero 13. Questo dovrebbe togliere ogni dubbio sul fatto che i Maya fossero consapevoli dei cicli solari di cui discutiamo.

I 520 giorni aggiuntivi agiscono come “operatore di spostamento differenziale” per Cotterell, introducendo uno schema extra nell’equazione che ci permette di espandere questi cicli in schemi più grandi nell’attività del Sole. Questo “numero di spostamento” tzolkin ovviamente ha un largo range di usi nell’universo, in quanto è un’altra proprietà vibrazionale di base del mare di energia vivente e intelligente che crea la nostra esistenza momento per momento.

Ricordate che Cotterell ha calcolato il suo numero di spostamento dei poli del Sole, senza aver mai visto l’informazione dei Maya. Quando entrate veramente nelle informazioni di Cotterell, scoprite che il “Super Numero” Maya di 1366560 di giorni, era basato sull’uso dei cicli di Venere per calcolare lo spostamento dei poli del Sole. Non entreremo in dettaglio per questo, in quanto è estremamente complicato, rilegato alle appendici dietro al libro Mayan Prophecies. E’ un punto interessante, vedere che Venere è così legato al ciclo delle macchie solari, tutto si unisce come un puzzle.

Così, aggiungiamo 520 giorni o due dei “differenziali” di Cotterell e improvvisamente il fatto si unisce alla finzione: un moderno e scientifico ciclo Solare si armonizza perfettamente con un antico numero Maya. La Scienza viene ancora sorpresa da questioni apparentemente insolvibili, quando un pugno di “selvaggi” hanno avuto chiaramente accesso a dati davvero significativi. Però, dato che “loro” non potevano sapere cose del genere, viene semplicemente ignorato. Non ci piace ciò che non comprendiamo.

Il legame tra il numero basato astrologicamente di Chatelain di 1866040 giorni per il Calendario Maya e il 1366040 di giorni di Cotterell per il ciclo di spostamento delle macchie solari si dovrebbe notare. La differenza è, miracolosamente, un numero intero, in quanto entrambi i numeri finiscono per 6040; quindi, sottratti tra loro, le ultime quattro cifre divengono 0000.

Questo arrotondamento indica chiaramente che la natura combaciante dei numeri non è un caso. La loro differenza è esattamente e precisamente di 520000 giorni.

Questa è indubbiamente una delle più fantastiche correlazioni tra i due cicli, in quanto mostra un altro “strato” dell’armonica, delle proprietà di spostamento nell’Ottava del numero 13! Se ricordiamo dai primi capitoli, Bruce Cathie indica che gli Antichi aggiungevano o sottraevano degli zero ai numeri, sapendo che i numeri rimanevano armonicamente identici.

Questo ha a che fare che l’innata proprietà del sistema a base 10, che può certamente frustrare i matematici che vogliono equivalenti tutte le basi dei numeri. Quindi, 520000 armonicamente si riduce a 520, che è l’esatto numero che abbiamo appena visto sopra quando Cotterell ha ottenuto lo “spostamento polare” del Sole combaciante al “Super Numero” Maya. Ancora, lo ha fatto semplicemente aggiungendo due tzolkin o Anni Sacri ai 260 giorni.

Dobbiamo ammettere che esiste una fondamentale similarità tra le figure modificate di Chatelain del Calendario Maya, basato sulle congiunzioni Giove-Saturno e il numero di Cotterell per lo spostamento polare del sole. Finchè non vediamo le armoniche del 13 al lavoro, è difficile capire come possa essere possibile, in quanto il libro di Chatelain è uscito in vendita nel 1971, molto prima del calcolo di Cotterell del ciclo di spostamento delle macchie solari.

In aggiunta, Cotterell ha fatto questi calcoli delle macchie solari senza apparente conoscneza del lavoro di Chatelain. Quindi per riassumere, le armoniche del 13, espanse nel “numero tzolkin” di 260, sembrano di importanza enorme per capire tutti i nostri cicli correlati, incluso il Grande Ciclo di 25920 anni, in più modi.

Lo tzolkin è l’ancora dell’intero sistema, dalla rotazione di 26 giorni dell’equatore del Sole all'”Anno Sacro” dei Maya al numero di katun nel Calendario Maya. Lo tzolkin è anche il collegamento tra il ciclo di spostamento delle macchie solari e il “Super Numero”, permettendolgi di espandersi nel Grande Ciclo Solare. Ora, abbiamo mostrato come questo dimostri il collegamento armonico tra le congiunzioni Giove-Saturno e il ciclo delle macchie solari.

CONGIUNZIONI GIOVE-SATURNO ED ESTREMI DISTURBI RADIO

E’ interessante notare che lo “scienziato di frontiera” Richard Hoagland e il suo team hanno scritto un recente articolo sulla fisica iperdimensionale su www.enterprisemission.com che dimostra l’importanza iperdimensionale della congiunzione Giove-Saturno in questo sistema armonico integrato. In questo caso, mostra che il potere della congiunzione Giove-Saturno sorpassa il potere emesso dal ciclo solare standard di 11 anni. Questo è stato misurato studiando il livello relativo di interferenza radio causato dai picchi del ciclo delle macchie solari e quindi comparandolo al livello di interferenza causato dalle congiunzioni Giove-Saturno.

Le congiunzioni Giove-Saturno hanno causato grande interferenza, maggiore a quella del ciclo di macchie solari di 11 anni e lui ha ristampato gli articoli originali che lo provano. Hoagland menziona anche il ciclo di 25920 anni nello stesso articolo, solo che ha mancato le cause reali dietro a questo ciclo, che discutiamo qua. Nel suo articolo sul sito, ha speculato che l’orbita di un grande e distante pianeta possa causare questo ciclo. Ora sappiamo dai nostri estratti di Edgar Cayce, della Serie della Legge dell’Uno e da altre fonti, che questo ciclo di 25920 anni non viene causato da un pianeta, è un effetto Solare.

Sappiamo anche che fa più che influenzare il clima, le inversioni dei poli magnetici e la salita e discesa delle civiltà, controlla anche olograficamente le frequenze dimensionali che arrivano dal Centro Galattico e risuonano nell’intero Sistema Solare.

Abbiamo mostrato che per le proprietà delle vibrazioni eteriche, ogni pianeta è un corpo multidimensionale, che si assembla in geometrie e forme cristalline. Queste forme cristalline non sono altro che proiezioni olografiche dell’Uno; essenzialmente, forme di energia conscia. Sono tutte interconnesse in una vasta rete energetica e il Sole controlla la frequenza risonante di questa rete attraverso il Grande Ciclo o il “Respiro del Divino”.

– Gesù e il periodo di test di 40 anni

Come abbiamo precedentemente alluso, quello che vediamo è un “ingranaggio” in sviluppo, dove l’energia di dimensione superiore aumenta ad un picco in ogni congiunzione Giove-Saturno. Quindi, anche se il Calendario Maya usato da Cotterell è chiaramente al lavoro, abbiamo ancora bisogno di guardare Giove e Saturno per osservare gli “ingranaggi” di questo ciclo.

E’ interessante che Edgar Cayce abbia elencato il periodo “58-98” come “valutazione” per i cambiamenti planetari. Entrambe queste date sono antecedenti esattamente di due anni alla congiunzione Giove-Saturno.

Basandoci su quello che abbiamo visto fino a qua, dobbiamo concludere che questo è ciò a cui le Letture di Cayce si riferiscono. Stiamo cercando altre osservazioni fisiche che possano combaciare meglio di questa. Perchè le Letture di Cayce avrebbero anticipato ogni congiunzione di queste, di due anni rispetto al “periodo di test”? Dobbiamo concludere che l’approccio della congiunzione Giove-Saturno possa causare forti cambiamenti in anticipo.

Questo si applica all’astrologia, dove gli effetti di una importante congiunzione si rafforzano all’avvicinarsi di questa. Si tratta dello stesso principio, su larga scala. La lunghezza di tempo tra ’58 e ’98 è di 40 anni e vediamo ancora il simbolismo Biblico che esce da ogni punto. L’inondazione Biblica che ha coinvolto l’Arca di Noè, è avvenuta esattamente per “quaranta giorni e quaranta notti”. L’esodo di Israele, guidato da Mosè, è durato 40 giorni nel deserto. Il periodo di tentazione di Gesù con Satana nel deserto è durato 40 giorni e 40 notti. In tutti e tre i casi si è trattato di “periodi di test”.

Ricordate l’evidenza che connette la storia di Gesù ai moderni racconti di visite extraterrestri. Questa include la concezione immacolata, la luce gigante che ha sorvolato Betlemme, l’apparizione degli “angeli del Lord” e ovviamente le fantastiche abilità di Gesù. Abbiamo anche numerosi ufficiali governativi top-secret che si sono fatti avanti dicendo che per i visitatori extraterrestri questa non è mitologia; è un’affermazione del fatto di quello che accadrà a noi.

Gesù ovviamente sarebbe l’esempio maggiore di un essere fisico con abilità di quarta densità, reso visibile prima del vero cambiamento. E’ chiaro che ha “preparato la via”, mostrandoci una futura visione di noi. Nel grande disegno, una volta che realizziamo che abbiamo a che fare con cicli lunghi circa 26000 anni, possiamo vedere che il suo arrivo è stato essenzialmente molto vicino al ciclo più recente. Questo spiegherebbe la citazione in Giovanni 14, “Come io faccio queste cose, così faranno loro e anche cose maggiori”.

– Maldek e la discrepanza di 54 giorni

Tornando al punto di questo capitolo, dobbiamo ricordare che nessun altro ricercatore ha legato il Calendario Maya alle congiunzioni planetarie, eccetto Chatelain. Se le congiunzioni Giove-Saturno sono così vicine al katun Maya, perchè la discrepanza di 54 giorni? Le stesse letture di Wilcock spiegano infine questo in modo sensato, validando il Materiale di Ra.

Ricordiamo che Ra ha detto che una volta esisteva un pianeta dove si trova ora la Cintura di Asteroidi, spesso chiamato Maldek. Ra ci dice che questo pianeta è stato fatto esplodere per una guerra avvenuta tra i suoi abitanti 500000 anni fa.

Sappiamo anche che Thomas Van Flandern, un astrofisico rinomato, sta supportando scientificamente che questo era un pianeta esploso nel recente passato. Tutte le comete nel Sistema Solare possono essere tracciate nel passato fino alla loro origine, per esempio. Dato che le comete sono in gran parte acqua ghiacciata, sono i pezzi di vuoto-ghiacciato di quello che una volta era un oceano fertile. Quindi, anche se non è ancora “mainstream”, in un futuro non lontano la perdita di Maldek per una guerra nucleare non sarà più considerata materia di fiction, ma semplicemente traccia di una tragica storia umana.

L’unica cosa che ci ferma dal poter accettare la verità, è la limitatezza della nostra immaginazione e il nostro desiderio disperato di mantenere le nostre “convinzioni”, che spesso sono una serie di pregiudizi. Eliminiamo semplicemente le informazioni che non ci piacciono e tutto va “bene”. Dato che abbiamo solo iniziato ad accettare l’idea della vita extraterrestre, la nozione di una “balzo planetario” sicuramente necessita di tempo. Però i fatti come la Faccia Gigante di Marte certamente ci danno indizi in questa direzione.

(come nota interessante, la mattina dopo aver scritto questo, il 23-1-99, Wilcock ha fatto un sogno interessante e dettagliato su Maldek apparentemente. Era ricco e dettagliato e ha preso in prestito l’idea del nuovo episodio in arrivo di Star War. A metà di una frase mentre Wilcock parlava a una cameriera in un bizzarro “ristorante”, la prospettiva è cambiata improvvisamente nello spazio esterno dove ha visto un enorme flash di luce. Era lui! Allora, era in un cinema e tutti sono rimasti sorpresi dal finale. Avevano tutti una copia del libro Mayan Prophecies di Gilbert e Cotterell. Wilcock stava pensando che il pianeta esploso mostrato da Star Wars fosse una sorta di “memoria genetica” che arrivava tramite George Lucas, che potrebbe essere uno del 50% di quelli che hanno vissuto l’esperienza.

E’ interessane per Wilcock, quanto il “ristorante” di Maldek ricordasse una scena di Star Wars. Tutti i personaggi erano umani, molto simili. Teoricamente, chiunque dovrebbe poter accedere a questa informazione e sognarla. Forse Lucas l’ha trasformata in un film per questa sua abilità. Quindi, finchè non possiamo provare che Maldek è esploso, dobbiamo usare l’immaginazione. Chiaramente la forza e l’impatto di un intero pianeta che esplode dovrebbe lasciare qualcosa. Infatti, parte della ricerca di Van Flandern riguarda gli enormi impatti esplosivi visibili sui vicini corpi planetari e lunari vicini alla Cintura di Asteroidi.

Molti di loro sembrano aver subito maggior danneggiamento su una parte piuttosto che l’altra, incluso Marte, che ora sembra essere stato una delle lune del pianeta esplose. Con la forza di una esplosione planetaria e tutti i detriti conseguenti, avremmo un problema nelle mani. Infatti, qualcosa del genere potrebbe accadere alla Terra se disturbata a sufficienza da una grande guerra nucleare. Quindi, quando Maldek è esploso, si sono creati effetti dannosi all’intera struttura armonica del Sistema Solare, danneggiando la precisione armonica naturale delle orbite planetarie.

Nel modello Newtoniano convenzionale, i pianeti vengono tenuti sul posto dalla sola gravità del Sole. Quindi, se abbiamo una serie di corpi liberamente galleggianti e improvvisamente colpiti dall’impatto di una tale tremenda esplosione, sarebbe come giocare su un tavolo da biliardo. Possiamo facilmente vedere che gli altri pianeti sarebbero stato spostati di posizione. Dato che Giove e Saturno sono entrambi oltre la Cintura d’Asteroidi, l’esplosione li avrebbe allontanati molto dal Sole. Basterebbe che uno o entrambi fossero stati vicini a Maldek nella loro orbita, per spiegre i 54 giorni extra.

Quindi, dobbiamo realizzare che una volta, il Sistema Solare funzionava in modo perfetto e Divino, con elegante armonia matematica. Tra molte altre cose, questa matematica permetteva alla congiunzione di Giove e Saturno, di essere esattamente lunga 7200 giorni, corrispondendo precisamene ai numeri relativi al Ciclo delle macchie solari. Comunque, dopo l’esplosione di Maldek, i pianeti sono stati portati fuori posto, creando un periodo accettabile di 54 giorni extra tra ogni congiunzione. Benchè sono stati spostati leggermente, i loro effetti come guide del Ciclo Solare non possono essere contestati; erano i due pianeti più grandi del Sistema Solare.

E’ interessante pensare che se questa esplosione non avesse disturbato il nostro sistema, avremmo scoperto prima i sistemi armonici. Dato che E’ AVVENUTO (ndt. come diceva anche Eugenio Siragusa e come sembra raccontare Boriska) le forze extraterrestri a cui si riferisce Ra, hanno dovuto tenere conto di entrambi i sistemi di misurazione.

Il Calendario Maya “convenzionale” veniva usato per tenere traccia perfetta dei cicli armonici ideali del Sole, che non sono stati influenzati significativamente dall’esplosione di Maldek, data la massa gigante del Sole. Questo numeri rimangono perfettamente splendidamente semplici ed eleganti, rappresentando il vero progetto Divino della creazione.

Quindi, anche se Giove e Saturno sono usciti di posizione, sono arrivati in una posizione perfettamente armonizzata al ciclo nel Sole col “numero di spostamento” di 2×260 o 520. Questo ci mostra quanto sia adattabile il sistema armonico, anche dopo una tale esplosione, le nuove posizioni che assumono i pianeti hanno ancora qualità vibrazionali armoniche. Quindi, Giove e Saturno hanno ancora un effetto definito, anche se non figurano precisamente nel Calendario Maya convenzionale.

Possiamo ora vedere esattamente quanto sia il “periodo di spostamento” del Maggio 2000, in quanto non è solo l’ultimo picco di ciclo delle macchie solari prima della fine del Ciclo, è anche l’ultima volta che le masse di Giove e Saturno si allineeranno prima della fine del ciclo. Dobbiamo concludere che per questa ragione le forze nelle letture di Edgar Cayce hanno puntato il periodo 1998-2001, quando hanno parlato del Ciclo Solare e del corrispondente spostamento dei poli.

Nel prossimo capitolo, investigheremo le ulteriori ramificazioni di questa antica tecnologia dei cicli, scoprendo un maggiore ciclo uguale a quello descritto dal contingente Atlantideo/Extraterrestre, fornito ai Maya e agli Egiziani. Maurice Chatelain ha anche scoperto questo ciclo e lo ha chiamato la Costante Nineveh. E’ vitale per noi esplorare quanto precise e sfaccettate siano le armoniche dei cicli planetari, mentre concluderemo che ogni orbita nell’intero Universo funziona in questo modo.

La precisione dei calcoi dietro a questo ciclo mostrerà inequivocabilmente che queste antiche culture sono state in contatto con una influenza di alto livello di qualche tipo, in quanto questo antico numero armonico di 6000 anni, permette precisi calcoli per i pianeti fino a Plutone.

Tradotto da Richard per Altrogiornale.org
divinecosmos.com

David Wilcock: Il Cambio d’Era – cap. 17 ultima modifica: 2008-11-28T00:54:20+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)