David Wilcock – La Scienza dell’Uno – cap. 5

Etere, Elettromagnetismo e Free Energy
davidwilcockfront5.1 Coscienza

Analizzando le teorie sull’etere, ci confrontiamo con un fatto spirituale diretto: come scritto nella Bibbia Cristiana, viviamo e ci muoviamo attraverso il corpo di Dio continuamente. Nel Capitolo Due abbiamo visto chiaramente che l’etere è direttamente connesso alla coscienza, attraverso scoperte come quelle dell’Effetto Backster, dell’effetto Maharishi e degli esperimenti telecinetici di Nina Kulagina e altri.

Nel Capitolo Tre abbiamo appreso del Prof.Shnoll e i suoi studi che provano una chiara relazione tra i movimenti planetari e i processi atomici e questo è esteso alla coscienza anche dai lavori di Cowan sull’effetto dei movimenti planetari sui mercati finanziari. Con la nuova informazione che abbiamo sulla natura della struttura atomica, le nostre visioni scientifiche convenzionali sembrano inadeguate.

L’unica scelta che ci rimane ora è sia resistere alla nuova informazione e rifiutare di riconoscerla o rivedere difficoltosamente i nostri preziosi paradigmi. Ora la nostra ignoranza scientifica viene ulteriormente esposta dai semplici ma completamente nuovi concetti dell’etere, della gravità, dell’inerzia e della forza centrifuga. Senza dubbio, l’esperimento del Dr.Bruce DePalma sullo “Spinning Ball Drop” non dovrebbe essere possibile a meno che l’oggetto non abbia potuto immagazzinare e rilasciare energia eterica/elettromagnetica nella sua struttura atomica e interagire con la forza dell’inerzia e della gravità mentre si muove nello spazio.

Lo spazio e la materia sono fondamentalmente identici; rappresentano semplicemente fasi differenti e intercambiabili di una fonte di energia vibrante e unificata. Con le nostre nuove realizzazioni sulla connessione tra questo etere e le forze di gravità ed inerzia, iniziamo veramente a vedere che non c’è modo per la scienza di dividere l’universo in un set di leggi impersonali. Infine, la forza di gravità è la tendenza dell’Essere Ultimo di cercare l’Unità in sè e la forza dell’inerzia è la resistenza naturale energetica che proviamo nel muoverci attraverso il corpo di questo Essere Ultimo.

Quando tutto diviene infine un Campo Unificato di Energia e questa energia è definitivamente conscia, allora siamo tutti parte di questa Unità vasta e interconnessa. L’Amore, invece di essere un concetto esoterico vago, diviene semplicemente la tendenza dell’etere a vibrare in grande armonia con l’Unità. Il nostro terzo volume, Divine Cosmos, esporrà largamente i problemi nel modello quantistico ed eliminerà l’idea per cui il nostro universo è composto da “particelle” impersonali.

Prima di entrare in queste discussioni, desideriamo descrivere l’esistenza dell’etere, in modo che il lettore venga educato sul suo comportamento e su come si colleghi alla scienza e alla tecnologia. Quindi, benchè la nostra piena trattazione sulla meccanica quantistica debba arrivare, introdurremo certi concetti che ci assisteranno nella discussione.

5.2 PARTICELLE VIRTUALI

Ogni fisico quantistico vi dirà che le “particelle virtuali” sono state scoperte per tutti i componenti dell’atomo, protoni, neutroni ed elettroni. “”Virtuale” significa che hanno concluso che benchè queste “particelle” sembrino essere i componenti atomici, non sono connesse ad alcun atomo, entrano ed escono dall’esistenza in periodi di tempo brevissimi!

Benchè questa sia una scoperta piuttosto inusuale, continuano a vedere questo semplicemente come una funzione delle particelle. Abbiamo un “Big Bang” in cui Nulla è esploso per divenire Qualcosa e ora abbiamo tutte queste particelle diffuse per formare l’Universo, che vanno lentamente verso l’estinzione della “morte-calda” attraverso la legge di entropia, che afferma che tutto deve morire: tutto l’ordine deve dissolversi nel disordine.

Comunque, quando introducete le particelle virtuali nel mix, abbiamo anche particelle che appaiono e scompaiono momento per momento! Dove esistono queste particelle quando non sono parte del nostro universo “tridimensionale”? Questo non è l’inversione dell’entropia?

Questa non è certo una domanda popolare da fare nel mondo scientifico ufficiale, che continua ad umanizzare l’Universo con le nostre stesse questioni. Da quando la distruzione della terra è divenuta ben visibile nell’ultimo secolo, è stato naturale per gli scienziati asserire che l’intero Universo stesse andando verso inesorabile decadimento.

Fondamentalmente è un modello senza un Essere Supremo di alcun tipo, noi siamo la polvere di stelle di una gigante esplosione. Quindi come si è stabilita l’idea delle particelle virtuali? Uno dei due modi in cui misuriamo il reame quantistico è con il “tracciamento magnetico delle particelle”. Si inserisce energia in una camera riempita con un medium come un fluido o fumo che viene illuminato e il medium nella camera permette ad un osservatore di vedere la traccia lasciata dall’energia mentre viaggia.

Introducendo un campo magnetico nell’area che viene misurata, l’energia viaggerà naturalmente in traiettoria curva dato che sappiamo da tempo che i campi magnetici ruotano sempre e interagiscono con le energie quantistiche. In base all’osservazione dei diversi tipi di traccia e e di come si comportino, una serie di regole sono state applicate che permettono di interpretare queste tracce spiraleggianti e vengono interpretate come “protoni”, “neutroni”, “elettroni”, “quark” ecc.

Studiando in dettaglio questi tipi di tracce, i fisici quantistici hanno realizzato che queste tracce non si muovevano semplicemente in linee curve, mostrano movimenti minori che portano queste tracce a saltare dentro e fuori. Quando hanno analizzato queste aree in cui avvengono i “salti”, hanno scoperto che questi “salti” seguono le stesse regole che hanno applicato alle “particelle”: protoni, neutroni, elettroni, ecc. Ora abbiamo un problema: questi “salti” avvengono solo per brevi momenti anche se avvengono costantemente.

Quindi, dato che il loro modello ha interpretato questi movimenti come il comportamento di “particelle”, ma i loro effetti erano solo visibili per brevissimi periodi di tempo, hanno concluso che queste fossero “particelle virtuali”. In altre parole, insistono ancora dicendo che dobbiamo avere particelle, solo che ora queste particelle appaiono e scompaiono dalla nostra esistenza costantemente!

Quindi nella mente del moderno fisico quantistico, potreste studiare lo “spazio vuoto” in cui un protone improvvisamente si mostra e in pochi nanosecondi sparisce ancora. Queste non sono stranezze casuali, parliamo di qualcosa che avviene costantemente, ovunque guardiamo, con grande intensità. Questo è strano e ha creato molti problemi per la fisica quantistica contemporanea, con i modelli che abbiamo ora. Se credete ancora che esistono “particelle” nell’Universo, allora come spiegate un mare di particelle che possono essere qua e sparire un momento dopo?

Se l’universo è composto semplicemente da spazio morto e “vuoto”, allora da dove vengono queste particelle? Il Dr.Hal Puthoff spiega che questo comportamento bizzarro è dovuto alla natura dell’etere o dello stesso “flusso di particelle virtuali”, le cosiddette “particelle” emergono dall'”energia nel vuoto”.

In un modello molto semplificato dell’etere come un fluido, le particelle virtuali potrebbero essere viste come create da un medium simile ad un fluido come l’acqua.

Elettrone, protone e neutrone possono essere visti come un “vortice” stabile, sferico e a forma di ciambella in questo flusso del medium, come nel nostro precedente esempio nel Capitolo Uno, una particella virtuale rappresenterebbe semplicemente un vortice che appare e scompare rapidamente, come i movimenti sulla superficie di un oceano. Quindi l’esistenza delle particelle virtuali hanno fatto nascere il concetto di un “calderone ribollente” o “mare agitato” di energia.

5.3 La Forza di Casimir

La scoperta di un “flusso di particelle virtuali” ci aiuta a spiegare le particolarità dell'”Effetto Casimir”. Questo effetto viene dimostrato col seguente esperimento. Primo, attiviamo la gabbia di Faraday, un’area schermata da tutti i campi convenzionali di energia e creiamo un vuoto completo all’interno. Quindi, dentro questa area mettiamo due piastre metalliche e le avviciniamo moltissimo. Cosa pensate che accada? Nulla? Questo esperimento non dovrebbe avere alcun esito, abbiamo esempi di superfici piatte che si toccano tra loro ovunque attorno a noi.

Perchè dovrebbe essere diverso se le superfici sono piatte a livello microscopico e si trovano in uno spazio senza aria senza campi di forza convenzionali in esso? In questo problema l’intuizione non ci aiuta, anche se invece avviene un potente effetto. In questa circostanza, quando due piastre vengono avvicinate, si attrarranno con una forza tremenda! Questo è conosciuto come “Forza di Casimir”, col nome di chi l’ha scoperta.

Questo effetto sperimentale ha anche rivelato che se permettete alle piastre di unirsi completamente, la forza che le unisce è così potente che si distruggeranno. Pensateci un minuto: come si spiega una forza che può causare una cosa simile? Cosa accadrebbe se ogni volta che usate l’auto, le vostre scarpe si unissero ai pedali? Guidare sarebbe molto pericoloso, soprattutto se usate un cambio normale.

Questa è una grezza analogia con quello che avviene in questo esperimento, eccetto che nell’auto non c’è il vuoto totale di aria ed energia e le superfici delle vostre scarpe e dei pedali non sono abbastanza piatte. Qualcosa di così semplice avrebbe dovuto attrarre molta più attenzione e non rimanere nell’oscurità. Forse non è popolare perchè è un’anomalia molto difficile da capire o spiegare con i nostri modelli scientifici correnti. Per capire veramente cosa avviene, prenderemo una simile analogia citata da Ross Tessien che ci chiede di visualizzare una ventosa.

Fatevi questa domanda: Cosa permette alla ventosa di attaccarsi alla superficie? Molte persone risponderebbero dicendo che la ventosa si attacca ad una superficie piatta perchè “succhia” il materiale e si attacca come colla. Sembra buono vero? Invece è l’opposto! La pressione superiore e non la suzione, è la causa. Quando mettete una ventosa su una superficie piatta, i bordi sigilleranno perfettamente e questo non permette all’aria di passare sotto.

Quando il sigillo è stabilito, avete ancora dieci libbre per pollice quadrato di pressione d’aria che preme giu dall’esterno. Quindi in realtà è la pressione che preme giù la ventosa, in quanto non c’è aria all’interno che prema contro la ventosa in direzione opposta. Nella teoria dell’energia di punto zero, ora si pensa che la forza di Casimir funzioni allo stesso modo. Questa forza si crea quando la distanza tra le piastre diviene cosi breve da non permettere la presenza all’interno di “particelle virtuali” o energia eterica.

Quindi non avviene “aspirazione”, infatti è l’assenza di energia tra le piastre, eterica o altra. Quindi si crea una forma di “vuoto eterico” tra le piastre, dove non può fluire etere all’interno. A questo punto il “flusso di particelle virtuali” o pressione eterica spinge le piastre assieme dall’esterno!

Nel modello del Dr.Puthoff, questa pressione si crede causata dalle stesse “particelle virtuali”, in quanto emergeranno continuamente dall’energia di punto zero per esercitare una forza costante sulle piastre, spingendole assieme. In altro modo, torniamo ad un modello eterico e nessun altro modello sembra poter spiegare questo effetto Casimir.

Tenendo questo in mente, continuiamo a vedere come lo sfondo di energia eteria giochi un ruolo nel mondo che possiamo osservare. L’effetto Casimir ci rivela esattamente quanta pressione l’etere eserciti su di noi. Dato che il Dr.Puthoff e molti altri teorici credono che questa si “cancelli” allo zero, noi non possiamo rilevare grossi cambiamenti nel mondo attorno a noi. Come i pesci nell’acqua, finiamo per dire “Acqua? Quale acqua?”. Pensate a questo: avete mai considerato il fatto che l’atmosfera mette dieci libbre di pressione su ogni centimetro quadrato del vostro corpo continuamente?

Le pressioni dell’etere sarebbero molto più forti, ma parlando semplicemente, non sono rilevabili. La forza dell’inerzia è solo una vaga idea di quanta pressione esista, quando consideriamo la quantità di attività energetica che avviene a livello quantistico. Quindi dove troviamo tutta questa tremenda pressione eterica, se davvero esiste? Ci serve giocare con piastre metalliche e particelle subatomiche per vederla o abbiamo esempi piu semplici? Continuando a guardare gli aspetti della scienza eterica, il magnetismo diviene una delle proprietà più interessanti.

Nella teoria contemporanea è unito alla forza elettrostatica che crea elettricità, ma possiamo dimostrare che è qualcosa di diverso e nel Capitolo 18 ne spiegheremo l’aspetto geometrico avanzato. Ora parleremo delle proprietà del magnetismo, molto importanti per capire la realtà dell’etere conscio e di come funzioni nel nostro universo. Se vogliamo capire questo Essere Definitivo, dobbiamo guardare cosa ci dicono le nostre scoperte scientifiche e assimilare questa nuova informazione. Per noi è semplice sentire certi termini definiti scientificamente e separarli automaticamente da ogni concettualizzazione di Dio, ma se Dio veramente esiste, allora tutti gli aspetti del nostro Universo devono essere parte di questo Essere.

5.4 Magnetismo ed Elettricità

(Nota: Questo diagramma e altri vengono dal sito web della Reliance Electric (Rockwell International) )

Nota: Questo diagramma e altri vengono dal sito web della Reliance Electric (Rockwell International)

Tutte le nostre teorie convenzionali sul magnetismo e l’elettricità hanno loro origine nei modelli eterici, dato che molta della ricerca venne fatta nel 1800 quando questi modelli erano in voga. Le “linee di flusso” formate dalla forza prodotta da un magnete, che discuteremo, una volta si pensava che rappresentassero una sostanza fisica che poteva essere “tagliata” e controllata.

Benchè i modelli eterici possano suggerire che i magneti catturino energia dallo stesso etere, i fisici credevano ancora che la forza creata da un magnete esistesse nello stesso magnete, non come forza concentrata dall’energia circostante dello “spazio vuoto”. Questo punto di vista non è cambiato da quando è stato formulato, comunque suggeriremo che possa essere in errore e il modello eterico ci fornisce una perfetta alternativa.

Negli esperimenti con la psicocinesi del Capitolo Due, sia l’elettricità che il magnetismo possono essere creati e controllati dalla concentrazione della coscienza e se la coscienza di altri nella stanza era negativa in modo predominante, l’effetto era piu dispendioso per il soggetto. Inoltre l’energia attorno al corpo di Nina Kulagina poteva perdere metà della sua forza nell’eseguire tali prove, suggerendo che lei attingesse in qualche modo dall’energia attorno ed usasse il suo corpo per inviare e trasferirla all’oggetto. Quindi se l’energia del magnetismo può essere creata dal solo pensiero, sarebbe difficile riferirlo ad una forza che esiste semplicemente nello stesso magnete.

Il magnetismo può essere creato come gravità ed elettricità, direttamente dalla coscienza di questo stesso Essere Definitivo e nel caso della Kulagina, avviene spontaneamete attorno all’oggetto in questione, senza linee di forza misurabili che connettano l’oggetto alla persona che induce l’attività. Si eleva letteralmente “dall’etere” nel punto in cui è necessario.

5.4.1 Campo-E e Campo-B

Il magnetismo e l’elettricità sono considerati due componenti della stessa forza, chiamata elettromagnetismo. Il magnetismo viene chiamato “campo-B” e l’elettricità “Campo-E” e vengono disegnati come un’onda unificata dove il Campo-E è nel piano orizzontale e il Campo-B è il piano verticale, con 90° di rotazione dalla sua controparte.

Questo è basato su misurazioni delle proprietà di questi stessi campi ed è consideratto un fatto contemporaneo. L’immagine sotto ci mostra un “diagramma convenzionale di una forma d’onda (elettromagnetica)..” ristampata da Enterprise Mission con il permesso da Ultra High Frequency Radio Engineering di WL emory, The Macmillian Company.

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Questo diagramma ci permette di vedere chiaramente il gioco osservato tra le due forze. Guardando l’immagine, possiamo vedere che i due campi sono in costante relazione di 90° tra loro. Questa è chiamata relazione “ortogonale” e diverrà molto importante quando guarderemo le teorie sulle “dimensioni” superiori nello spazio. Dato che l’onda elettromagnetica forma la base del nostro Universo, tutti i teorici che studiano i concetti sulle dimensioni superiori credono che ogni dimensione superiore debba essere in qualche modo localizzata ad altri 90° dai tre principali assi di lunghezza, larghezza e altezza che ora vediamo! Se questo vi confonde o vi sembra impossibile, allora avete ragione!

Non importa dove curviate di 90°, finirete sempre in quello che chiamiamo “spazio tridimensionale”. Questa conclusione complicata sull’esistenza di “dimensioni superiori” viene dalla matematica della “palla di cristallo”. Certe equazioni dimostrano che deve esserci un modo perchè l’energia abbia “più stanze” dove viaggiare oltre a quelle che vediamo nel nostro spazio tridimensionale. Questo non facilita la visualizzazione. La matematica può essere usata spesso per proporre soluzioni ai problemi senza fornirci un modello visuale su cui lavorare.

Iniziando ad analizzare il modello di Rod Johnson nel nostro prossimo volume, vedremo che ci sono ragioni molto buone per questa forma d’onda, rivela una geometria nascosta in sè e questa geometria è stata scoperta indipendentemente da James Clerk Maxwell nel 19mo secolo e ancora da Buckminster Fuller, che lo ha annunciato al mondo nel 1969. Johnson non aveva familiarità con queste precedenti scoperte quando ha determinato indipendentemente che la stessa forma geometrica era stata descritta con l’onda elettromagnetica. Questa struttura geometrica nascosta si rivelerà una parte cruciale per comprendere veramente come la coscienza di questo Essere Definitivo formi tutta la realtà che conosciamo dal suo stesso “corpo”.

5.4.2 Forza dinamica, Energia statica

Non dimentichiamoci quanto sia realmente importante quest’onda, è il mezzo primario attraverso il quale l’energia dell’universo si esprime. Altro aspetto importante ed enigmatico del comportamento di questa forma d’onda è che i due componenti non si muovono allo stesso modo. Michael Faraday è stato il primo a determinare che i campi magnetici ruotavano continuamente e in termini scientifici questo significa che il magnetismo è un campo dinamico. Egli ha anche scoperto che:

I campi elettrici non si muovono per nulla: richiedono il movimento dinamico dell’onda magnetica per spingersi avanti. Il termine scientifico scelto per descrivere qualcosa che non si muove è “statico”, così il campo elettrico è stato chiamato campo elettrostatico. Questo può essere visualizzato in modo molto semplice. Se pensate ad un oggetto che fluttua sulla superficie dell’oceano, è solo il movimento del vento e dell’acqua che lo farebbe muovere in avanti e il comportamento del campo elettrico è molto simile. Se guardate solo la parte elettrica di questa forma d’onda, non ci sarebbe movimento direzionale in essa.

Se chiedete ad u n ingegnere come mai il campo magnetico è dinamico e il campo elettrico è statico, probabilmente avrete la risposta “Questo è semplicemente ciò che è”. Questo ancora è di ovvia importanza, in quanto la forma d’onda elettromagnetica è il mezzo primario con cui l’energia viaggia nel nostro universo. Dato che Nina Kulagina e altri possono creare queste forze con la concentrazione della coscienza e nei test di Psicocinesi con Alla Vinogradova questi campi oscillerebbero in sintonia col suo corpo, sappiamo che abbiamo a che fare con qualcosa di molto più interessante di quanto ci sia mai stato fatto credere.

Questa è una forza vivente attiva, il mezzo primario con cui questo Essere Definitivo forma sè stesso continuamente. Questo punto non può essere sottovalutato. Einstein e molti altri credevano fermamente che una volta scoperto il Campo Unificato, avrebbe provato che tutto l’Universo è composto di campi elettromagnetici, non “particelle”. I termini più importanti che ci ancora ci servono sono “forza” ed “energia”. Abbiamo già affermato che al magnetismo è stato affiancato il termine “dinamico” perchè si muove consistentemente e all’elettricità è stato dato il termine “statico” perchè è senza movimento. Dato che il magnetismo è stato osservato nel ruotare e muoversi in un set di direzioni, serviva un nome per questo comportamento ed è stato chiamato forza. La parola “dinamico” è una parola descrittiva, mentre “forza” è una parola attiva, come quando discutiamo di una forza che vi servirebbe per spingere un oggetto pesante. Quindi, il magnetismo è una forza dinamica, un campo in movimento.

Ora, nel caso del campo elettrico, Faraday ha scoperto che era essenzialmente immobile, come abbiamo sottolineato nel nostro esempio su un materiale che galleggia sulla superficie dell’oceano. Questo comunque non significa che il campo non ha energia. Quello che abbiamo è un campo che irradia energia. Se quindi usate la nostra analogia di un oggetto che galleggia sulla superficie di un oceano, possiamo vedere che nel viaggiare, irradia energia del calore dal Sole. Se mettete la vostra mano vicina ad un oggetto potete sentire l’energia statica irradiante da esso, ma servirebbe ancora la forza dinamica del vento e dell’acqua perchè si muova. Ecco come l’elettricità riesce a dare energia alle nostre macchine.

Quindi dove la forza era una parola attiva perchè il campo si muove in una data direzione, la parola “energia” è stata scelta come parola per rappresentare qualcosa che irradia mentre rimane senza movimento. Quindi, Faraday chiamò il campo elettrico, “energia elettrostatica”. Alcuni lettori possono arrabbiarsi ora perchè siamo entrati in questi dettagli e non vorrebbero studiare e ricordare questa informazione, sembra non avere rilevanza per la loro vita di tutti i giorni.

Certamente sembra confondere il fatto che questi due campi viaggino assieme ma abbiano tali differenze. Se siete confusi sul perchè l’energia si comporti così, siete in buona compagnia, fino ad ora gli scienziati non hanno veri mezzi per spiegarlo. Nel Capitolo 18 vedremo che il modello di Rod Johnson lo spiega molto chiaramente, con un progetto geometrico semplice. Benchè possa suonare pazzesco ora, questo movimento tra i campi magnetici ed elettromagnetici dimostra in realtà uno scambio di energia tra due universi paralleli, entrambi definiti ed interconnessi con semplice geometria!

Questo è il perchè una descrizione del nostro mondo come “tridimensionale” è incorretta, esiste uno scambio di forza ed energia tra almeno due “dimensioni” o aree di spazio “virtuale”, che forma la nostra realtà. Ora quindi possiamo vedere che questo comportamento della forma d’onda elettromagnetica è molto importante: contiene la chiave segreta per svelare i misteri della Scacchiera Cosmica, in modo che possiamo vedere veramente la “tavola” e tutti i “pezzi” che sono in gioco. Per ora, continueremo ad investigare il comportamento dell’onda elettromagnetica e come si relazioni alle teorie eteriche e alla tecnologia.

5.5 La Legge di Lenz, Motori e Generatori

Per quei lettori che non hanno familiarità con la fisica, può sorprendere il capire che il magnetismo e l’elettricità, che certamente sembrano usati come due forze separate nella nostra tecnologia, viaggiano sempre assieme in questa relazione fissa di 90° dove il magnetismoè dinamico e l’elettricità è statica. Sappiamo che non abbiamo elettricità senza magnetismo e viceversa e che i due campi esisteranno sempre in questa disposizione geometrica precisa. La nostra prossima importante realizzazione è questa:

Facendo passare semplicemente un filo sul polo nord o sud di un magnete, si genera una corrente elettrica in esso.

Chiunque abbia studiato l’elettronica di base sa che muovere un filo sopra un magnete darà questo risultato, ma solitamente non si chiedono perchè. Questa semplice proprietà, conosciuta come Legge di Lenz, ha permesso la creazione del motore elettrico e del generatore e spiegheremo entrambe queste invenzioni in modo da capire cosa avviene. Il motore elettrico sfrutta questa connessione di base tra magnetismo ed elettricità per alimentarsi. Il primo e più semplice punto che dovremmo realizzare è che quando fate passare la corrente attraverso un filo, questo filo diverrà magnetico. Se ricordiamo la forma dell’onda elettromagnetica, la forza dinamica e magnetica rotante viaggerà sempre con un angolo di 90° rispetto all’energia elettrostatica. Quando prendete molto filo e lo avvolgete attorno a qualcosa come un chiodo, formerete una bobina.

Quindi inviando elettricità attraverso la bobina, si genererà molta forza magnetica attorno ad essa, più di quanta vedrete mai da un singolo filo, la forza magnetica si moltiplicherà con il crescere della dimensione della bobina. Quando vengono costruiti elettromagneti industriali in modo personalizzato, possono costare molto per la quantità di tempo e di sforzo che servono ad avvolgere le bobine di filo in modo specifico.

Una volta che il progetto diviene comune, la bobina elettromagnetica può essere fatta a macchina e questo abbasserà il costo di produzione. Questa difficoltà nel progettare in modo personalizzato gli elettromagneti è una delle ragioni per cui molti ricercatori nel campo free-energy e anti-gravità hanno problemi finanziari nel provare a costruire modelli funzionanti delle loro idee. Quindi se vogliamo costruire un motore elettrico dobbiamo iniziare a realizzare che sono coinvolti due pezzi, uno statore e un rotore. Il rotore è generalmente una disposizione cilindrica di elettromagneti, spesso formata da bobine di filo di rame. Questo cilindro ha un asse che passa dal centro e viene chiamato “rotore” perchè l’asse permette una rotazione una volta costruito il motore. Quando la corrente elettrica viene fatta passare attraverso il filo avvolto nel rotore, l’intero rotore diviene magnetico ed ecco come potreste creare un elettro-magnete.

Se vi fermate a questo punto scoprireste che quando fate passare della corrente attraverso il rotore, potreste attirare oggetti metallici, ma appena esclusa la corrente, gli oggetti cadrebbero. Questo è il comportamento standard di un elettromagnete.

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Diagramma della Reliance Electric di un motore AC, che mostra lo “statore” e il “rotore”

Per costruire un motore, il rotore deve essere circondato da un set di magneti permanenti. Questo set di magneti viene chiamato “statore”, in quanto rimane statico o senza movimento. (Nota: il diagramma di sopra viene da un motore AC, progetto più complesso di quello che ci serve per discutere, in cui gli elettromagneti vengono anche usati attorno ai magneti permanenti nello statore.)

Tipicamente il rotore è di forma cilindrica e i magneti dello statore saranno tagliati perchè stiano vicini al rotore, ma non dovranno toccarlo direttamente o non sarebbe in grado di ruotare liberamente. Ora arriviamo alla parte divertente, il processo con cui il rotore viene fatto ruotare. Quando la corrente elettrica passa attraverso il filo di rame nel rotore, questo diviene magnetizzato e la forza magnetica rotante dai magneti dello statore spingerà contro il rotore nella direzione opposta, facendolo così muovere. (Vedere l’immagine seguente)

Questa repulsione magnetica rotante porta il motore a ruotare e più corrente elettrica fate passare attraverso le bobine centrali di filo e più velocemente ruoterà il rotore sul suo asse, alimentando il vostro dispositivo, come una ventola elettrica. Per capire veramente come avviene questa rotazione, ci serve spiegare la situazione in modo più preciso. Se guardiamo il diagramma del campo E e B, possiamo vedere chiaramente che il magnetismo viaggia naturalmente spostato di 90°. Questo flusso si muove dal polo nord al polo sud di un magnete. Come abbiamo detto prima, Michael Faraday ha scoperto che tutti i campi magnetici ruotano nel muoversi attraverso lo spazio. Per questo movimento a spirale da nord a sud, potete impostare continuamente un campo magnetico rotante tra i due magneti dello statore, dato che un magnete dello statore sarà il polo nord e l’altro il polo sud.

Con questa continua rotazione tra essi, il rotore può essere bilanciato in modo che venga continuamente “calciato” da entrambe le parti col movimento rotazionale tra i due magneti dello statore. Nel diagramma di sotto, questo viene spiegato mostrando come un “flusso di corrente indotto”, semplicemente un termine per descrivere l’elettricità inviata attraverso gli elettromagneti nel rotore, lavora contro il flusso spiraleggiante, rotazionale che avviene tra i magneti dello statore.

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5.6 I Generatori operano in modo molto simile

Un generatore lavora sullo stesso principio, ma in modo inverso. In questo caso avreste una fonte di energia meccanica, come una ruota fatta girare col flusso di energia che deriva dall’acqua di un fiume, che farebbe ruotare il rotore dall’esterno senza corrente elettrica. Ora, grazie alla Legge di Lenz, i fili di rame conduttore dentro il rotore cattureranno il magnetismo dai magneti dello statore e lo trasformerebbero in elettricità.

Questa “energia elettromagnetica raccolta” crea una corrente attraverso il filo e genera elettricità. Questo semplice principio è responsabile per l’operazione di un impianto idroelettrico, dove un grande fiume o una cascata forniscono la potenza meccanica per fare girare una ruota che fa ruotare direttamente il rotore all’interno. Gli scienziati convenzionali non si preoccupano di chiedersi perchè l’elettricità possa essere creata muovendo un filo conduttore attraverso un campo magnetico, viene considerato un principio semplice dell’elettromagnetismo, gli viene assegnata una equazione matematica e lasciato così.

La semplice legge di conservazione dell’energia affermerebbe che l’energia non può essere creata o distrutta. Se è vero, allora il magnete non può creare energia da sè, l’energia deve arrivare da qualche parte. Un magnete permanente ha una durata incredibile e continuerà ad emettere magnetismo per oltre 1000 anni senza significative perdite. Potete ancora generare quanta energia volete, ma molte generazioni passeranno prima che possa dare un segno di indebolimento. Nessuno si preoccuperà di rimpiazzare gli statori in un motore elettromagnetico.

Altra proprietà interessante dei magneti è che potete sfregarli su un pezzo di metallo non magnetico, sempre nella stessa direzione e mai indietro e questo magnetizzerà l’oggetto. Questo viene fatto tipicamente con i cacciaviti in modo che attraggano le viti, così da non perderle quando vengono inserite o rimosse.

La teoria corrente sul come si magnetizzi il metallo dice che l’energia magnetica, teoricamente immagazzinata nel magnete dalla sua creazione, viene semplicemente trasferita al metallo. Lo stesso magnete però non è più debole di prima dopo tale processo! Potete magnetizzare quanti oggetti desiderate e il magnete non sembra esserne influenzato. Quindi in senso reale, la nostra fisica corrente tratta i magneti come una impossibilità: una fonte di energia perpetua che quasi non ha fine. Se l’energia è “immagazzinata nel” magnete stesso, allora da dove viene esattamente e perchè non si dissipa?

5.7 Il mito del taglio di flusso

Quando un magnete viene tenuto sotto un pezzo di carta e viene lasciata su di esso polvere di metallo, vedrete una serie di linee circolari concentriche che vanno dal polo nord al polo sud. Queste vengono chiamate “linee del flusso magnetico” e forniscono una rappresentazione grafica dei campi a spirale attorno al magnete. La teoria corrente dice che quando fate passare un filo o un conduttore sopra un magnete, un processo conosciuto come “taglio della linea di flusso” genera l’elettricità. In altre parole, le linee di flusso vengono viste come “tagliate” dal filo mentre passa attraverso esse e l’energia che fluirebbe normalmente attraverso le linee di flusso entrano nel filo.

Questo viene considerato così assiomatico che nessuno si preoccuperebbe di pensare che potrebbe essere un modello fallato. Nonostante i fisici quantistici assumano che gli atomi sono composti di particelle, nessuno ha mai cambiato le equazioni per l’elettromagnetismo, che lo trattano come un campo (sì, eterico) di onde di energia che può essere “tagliato” in questo modo. La porzione di etere fluente della teoria è corretta, ma il “taglio” non lo è, come vedremo.

Ora ricordate che perchè avvenga il taglio della linea di flusso nella teoria convenzionale, devono esserci due velocità di movimento diverse, una per il filo (o conduttore) e una per il magnete. Potete avere sia il magnete stazionario e il conduttore in movimento o il conduttore stazionario e il magnete in movimento. In entrambi i casi, il movimento relativo tra il conduttore e il magnete si suppone che “tagli” le linee di flusso creando corrente elettrica. Se muovete il conduttore e il magnete allo stesso tempo, allora non potreste “tagliare” le linee di flusso e non ci sarebbe modo di ottenere elettricità attraverso il conduttore.

Sarebbe come la proverbiale carota che dondola davanti alla scimmia, non importa quanto la scimmia cerchi di correre velocemente per arrivare alla carota, i suoi denti non riusciranno mai a tagliarla, perchè sia la scimmia che la carota si muovno alla stessa velocità!

5.7.1 Il Generatore a singolo pezzo di Faraday

Ora, che ci piaccia o meno, esiste nuova informazione che ci forza a lanciare l’intero modello del “taglio di flusso” e movimento relativo tra conduttore e magnete, fuori dalla finestra o almeno a modificarlo sostanzialmente. Il Dr. Bruce DePalma del MIT ci ricorda che la corrente elettrica si può generare con il conduttore e il magnete che si muovono alla stessa velocità, eliminando ogni possibilità del “taglio” delle linee di flusso.

Se il magnete si muove, le linee di flusso dovrebbero automaticamente muoversi con esso nella teoria convenzionale. Questo mezzo bizzarro e interessante per generare corrente elettrica è stato scoperto dal famoso fisico Michael Faraday il 26 Dicembre 1831, ma fino all’arrivo di DePalma nessuno ci aveva posto attenzione.

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L’idea di DePalma è semplice da provare e lo ha fatto diverse volte. Per generare elettricità senza “taglio di linea di flusso” non vi serve altro che un pezzo che ruota, non serve “magnete statore”. Questo fermerebbe molti ingegneri. Si crede che dobbiate avere sempre almeno due pezzi in un generatore, il magnete stazionario o magneti e il rotore avvolto nel filo. Nel progetto di Faraday, che vedete sopra, ha preso un magnete cilindrico con la forma di una candela e le estremità piatte e vi ha attaccato un pezzo di carta in quella superiore.

Sulla carta ha attaccato un disco piatto di rame diverse volte più largo del cilindro. Nella sua natura, il rame condurrebbe elettricità, se ci fosse una elettricità da condurre. Una volta connessi assieme, i due pezzi non hanno scelta, devono ruotare alla stessa frequenza e così non può avvenire “taglio di flusso”.

Per la meraviglia di Faraday, quando ha fatto ruotare questo oggetto ha potuto estrarre corrente elettrica da esso, anche se era solo un rotore e non c’erano altre parti in movimento! Era un magnete a forma di cilindro e un conduttore a forma di moneta e si muovevano alla stessa velocità. Tutto quello che ha dovuto fare è stato attaccare una “spazzola” di rame al bordo esterno del disco conduttore e un’altra all’asse metallico che toccava il centro del disco.

Queste “spazzole” sono quello che sembrano, pezzi di filo di rame sottile che possono toccare un oggetto con sufficiente forza da condurre elettricità, ma leggere abbastanza da permettergli di muoversi. Le due “spazzole” venivano quindi collegate ad un galvanometro per misurare la corrente elettrica e in effetti è stata rilevata! (Un galvanometro usa un ago che si muove quando l’elettricità passa attraverso di esso come vedete nel diagramma).

Nessuno nel mondo scientifico ufficiale crederà che questo possa funzionare se cercate di spiegarglielo, perchè viola le “leggi” dell’energia elettromagnetica. Questo ha affascinato molto Faraday, ma non aveva mezzi per spiegarlo e quindi non ha continuato. Suggeriremo che la stessa energia magnetica è come un fluido e “spruzzando” il fluido fuori dal bordo di un disco conduttore attraverso la rotazione, si genera una corrente. Essenzialmente, l’energia eterica viene attirata nel centro del disco e viene irradiata all’esterno. Se potreste vedere il campo magnetico mentre accade, vedreste come una sfera a forma di ciambella con l’asse centrale condiviso con l’asse che attraversa il disco. L’energia eterica irradiata potrebbe essere visualizzata in modo simile all’acqua emessa da un cane bagnato mentre si scuote o come l’acqua rilasciata da un innaffiatore rotante.

dpfaradayNel caso di DePalma, ha scoperto che avere un conduttore e un magnete separati non era necessario per produrre questo effetto. Tutto quello che serviva era una striscia di materiale piatto e magnetizzato che potesse anche condurre elettricità. Questa striscia è stata sagomata in una spirale piatta a forma di disco, in modo che una estremità terminasse nell’asse rotante e l’altra terminasse nel bordo esterno del disco. (Guardate l’immagine di sopra) Un polo del magnete verrebbe avvolto nel centro e l’altro polo del magnete sarebbe nel bordo esterno della spirale. Facendo semplicemente ruotare questo singolo pezzo di conduttore magnetico, si può ottenere corrente elettrica.

Quindi ancora, stiamo facendo l’impossibile, facciamo ruotare un disco conduttore magnetizzato e ne ricaviamo energia. Ecco dove troviamo il problema per gli scienziati: volta dopo volta, DePalma è riuscito a mostrare questi generatori “monopolari” ad unico pezzo e che sono superiore in performance rispetto al tipico modello a due pezzi, con statore e rotore discusso sopra. Infatti, questi generatori erano molto più che superiori, sembravano impossibili in quanto creavano più energia di quella usata per farli funzionare. Da questo semplice e incredibile principio DePalma ha creato il suo dispositivo “free energy” conosciuto come N-Machine.

5.7.2 Il successo della N-Machine

Ora l’unico modo per spiegare il generatore di DePalma è avere un campo come l’etere da cui possiamo ottenere energia, quindi esistente. Senza energia eterica avremmo un sistema chiuso a “movimento perpetuo” che sarebbe impossibile, in quanto non potrebbe sostenersi senza ottenere energia da qualche parte, la teoria convenzionale indica che perderebbe continuamente energia dalla frizione con l’aria e dal movimento delle parti all’interno.

Nel caso di DePalma si è riferito all’energia eterica chiamandola “Campo di Energia Primordiale”. Da questo principi, DePalma ha costruito il generatore “Sunburst” a singolo polo chiamato “N-Machine” a Santa Barbara, in California ne 1978, un miglioramento ulteriore dall’idea di usare un disco conduttore magnetico rotante. DePalma ha ottenuto il test di “Sunburst” nel 1985 dal Dr.Robert Kincheloe, Professore Emerito di Ingegneria Elettrica alla Stanford University. Nell’abstract del suo rapporto finale, Kincheloe dice:

Conosciuto da 150 anni, il generatore omopolare di Faraday è stato dichiarato in grado di fornire una base per la generazione chiamata “free energy”…Durante il 1985 sono stato invitato a provare una tale macchina. Mentre non ha avuto la performance dichiarata, dati ripetibili hanno mostrato risultati anomali che non sembrano conformarsi alla teoria tradizionale…

Dopo le critiche rigorose e l’analisi di tutti i dati nel rapporto, Kincheloe conclude:

DePalma può avere ragione descrivendo una situazione in cui l’energia viene ottenuta da una fonte precedentemente sconosciuta e non spiegata.

Questa è una conclusione che molti scienziati e ingegneri rigetterebbero come violazione delle leggi accettate della fisica e se vero avrebbe implicazioni incredibili. Quindi, con questo in mente, è chiaro che DePalma stesse catturando energia dalla fonte di Punto Zero che chiamiamo “etere”. Quindi cos’è esattamente il magnetismo nelle nuove teorie eteriche e perchè si comporta così?

Non ci possono bastare le vecchie definizioni quando possiamo essere sicuri che qualcosa di strano avviene. Due scoperte aggiuntive aiuteranno a provare ulteriormente il punto, ovvero che l’energia in un magnete non viene generata dal magnete stesso, ma da una forza esterna che fluisce nel magnete.

5.8 L’Effetto Aspden

La prima scoperta che menzioneremo per provare il flusso di una forza eterica esterna attraverso un magnete è conosciuta come “effetto Aspden”, dal Dr.Harold Aspden dell’Università di Cambridge. E’ stato presentato su New Energy News dell’Istituto per la Nuova Energia, vol.2, n.10, Feb. 1995. L’esperimento del Dr.Aspden sembrava semplice e nessuno si aspetterebbe che avvenga qualcosa di inusuale.

Ha preso semplicemente un rotore magnetizzato e lo ha portato ad una certa velocità e improvvisamente lo ha fermato e ha misurato quanta energia servisse per portarlo a quella velocità con i suoi strumenti. Quindi in meno di un minuto, lo ha riportato alla stessa velocità e ha misurato quanta energia è servita la volta dopo. Ogni persona razionale ora non si aspetterebbe cambiamenti significativi. Stiamo solo prendendo lo stesso rotore magnetizzato, lo facciamo ruotare ad una certa velocità e misuriamo quanta energia serva per farlo in diverse circostanze, la prima volta da un punto di fermo totale e l’altra dopo una recente rotazione.

Quasi tutti si aspetterebbero che l’energia necessaria rimanga la stessa. Non dovrebbero esserci ragioni perchè rimanga un residuo di energia nel magnete dopo una rotazione, dovrebbe servire la stessa energia per farlo ruotare la seconda volta. Come avete già intuito non è avvenuto questo:

Dopo aver fatto ruotare un magnete e averlo fermato, è servito circa un decimo dell’energia per riportarlo alla stessa velocità….impiegando così meno di 60 secondi. Si, è vero! Potreste voler rileggere la frase, la sua importanza potrebbe andare persa se leggete rapidamente, quasi tutti possono vedere che questo viola tutte le leggi conosciute della fisica. Per essere più precisi, la quantità di energia in calore che serve per far ruotare il magnete è misurata in joules e normalmente in questo esperimento servirebbero 1000 joules per far ruotare il rotore.

Se però lo fermate e lo rifate girare in meno di 60 secondi serivranno solo 100 joules per avere lo stesso effetto! In altre parole è dieci volte più semplice far ruotare il magnete una volta che ha già ruotato. Come può accadere? Se ricordiamo che è l’energia eterica che crea la materia fisica momento per momento da un movimento di rotazione, possiamo vedere ciò che segue:

L’energia nello stesso magnete continuerà a “ruotare” anche quando il magnete non si muove.

Se pargoniamo il magnete ad un bicchiere, allora diviene più semplice. Un bicchiere, chiaramente, è un oggetto che può contenere una certa quantità di liquido. Se vediamo il magnete come un contenitore per un “fluido” eterico non fisico, diviene molto semplice. Se mescolate un bicchiere di acqua e rimuovete il cucchiaio, servirà meno energia per far ruotare nuovamente l’acqua se attendete meno di un minuto prima di provare.

Benchè il bicchiere non si sia mosso, l’acqua continuerebbe a ruotare. Quindi da questo esperimento possiamo vedere che sembra come se l’energia nel magnete si comporti come un fuido in movimento, piuttosto diverso da come siamo abituati a visualizzare. Questo non lascerebbe dubbi sul punto che non abbiamo ancora scoperto i misteri del campo elettromagnetico. Come il sangue fluisce nel corpo, così l’energia conscia della Vita esibisce movimento fluido, supportando e mantenedo il corpo di questo Essere Ultimo momento per momento.

Quando ripensiamo alla luce, al suono e alla geometria come componenti della vibrazione che abbiamo discusso nel Capitolo Quattro, non dovrebbe sorprendere quando visualizzeremo le firme di queste vibrazioni in molte aree di studio, inclusa la fisica quantistica, la gravità e l’astrofisica.

5.9 Donald Roth e la “Memoria Magnetica”

La seconda scoperta per provare che il magnetismo è un movimento di energia esterna al magnete è stata fatta da Donald Roth e presentata dall’Institute for New Energy alla Prima Conferenza Eterica il 19-20 Luglio 1997. La presentazione è stata poi riportata su New Energy News, vol.5, n.4, Agosto 1997, come segue:

Leggendo l’articolo, ricordate che la “trave di torsione magnetica” descritto è semplicemente simile ad una barra magnetica bloccata su una corda.

In un altro esperimento, una trave di torsione magnetica è stata sospesa e bilanciata nel suo centro. Un forte magnete è stato piazzato su un tavolo con un polo esteso verso essa. Dopo molte oscillazioni, la trave verrebbe attratta verso il polo opposto del magnete sul tavolo. Donald Roth riporta che dopo cinque giorni il magnete può essere rimosso a distanza considerevole dalla trave di torsione bilanciata, ma essa sarà ancora attratta come se il magnete fosse ancora lì.

Quindi sembra che se un magnete rimane per molto tempo in un posto, può portare l’etere che fluisce attraverso gli oggetti a muoversi in una certa direzione anisotropica (non uniforme) invece che in una isotropica (uniforme o “uguale in ogni direzione”). La semplice presenza del magnete a distanza fornisce energia extra necessaria per mantenere il flusso. Questo è simile all’idea di un “sifone”. Se aspirate acqua attraverso un tubo e mettete il fondo del tubo ad un livello più basso rispetto a quello dell’acqua, allora l’acqua continuerà ad uscire dal tubo finchè non finisce.

Questo si spiega col fatto che c’è molta più pressione atmosferica in libbre per pollice quadrato, che preme sulla superficie dell’acqua, rispetto alla pressione inferiore che agisce sull’acqua che emerge dall’estremo del tubo. Nel caso dell’esperimento di Donald Roth, se il magnetismo è un “flusso” nell’etere, sembra che quando lo “fate scorrere” attraverso un’area locale di spazio, questo possa continuare con la stessa forza anche allontanando molto il magnete dal punto di azione. Come se si creasse una temporanea corrente eterica nello stesso tessuto dello spazio-tempo, certamente non una “tipica” proprietà del magnetismo per definizione di qualcuno. Quando apprendiamo questi nuovi concetti sul magnetismo, dovremmo pensare a vari modi di controllo possibili per propositi tecnologici. Siamo gia consapevoli che gli psichici negli studi Sovietici erano in grado di farlo col solo pensiero!

5.10 Spiegazione convenzionale per le alternative magnetiche ed eteriche

A questo punto dovremmo divenire più curiosi sul funzionamento del magnete in questo modello eterico. Come attrae certi metalli a sè? Sappiamo che una forma di energia sembra fluire attraverso il polo nord e uscire dal polo sud, formando una corrente magnetica che crea una forza dinamica e rotante. Abbiamo anche postulato che non esiste nulla nell’Universo oltre allo stesso etere conscio, il sangue dell’Essere Definitivo, quindi non stiamo studiando qualcosa di insignificante, ma apprendendo le specifiche su come questa Unità abbia scelto di esistere. Ecco la chiave che spiega il magnetismo al pensatore convenzionale:

In un pezzo di materiale magnetizzato, la maggioranza delle molecole sono orientate nella stessa direzione nord-sud.

Indicandoci che con il giusto metallo avrete una forza magnetica quando l’allineamento nord-sud è impostato. Nella teoria atomica convenzionale, che discuteremo nella Parte Due, si assume che gli atomi abbiano vari “gusci” in cui gli “elettroni” orbitano. Queste assunzioni ci hanno permesso di studiare il livello atomico e di interpretare i nostri dati, ma non sono fatti provati come vedremo.

In questo processo di pensiero convenzionale, ogni metallo ha un certo numero di elettroni nei suoi gusci esterni e alcuni di questi elettroni “vorranno” solo ruotare in una direzione. In altri metalli come il ferro, gli elettroni esterni possono ruotare in molte direzioni diverse e la presenza fluttuante di un campo magnetico li può organizzare in modo che ruotino assieme. A questo punto ogni atomo diviene un magnete in miniatura. Ora pensateci in termini di flusso eterico. Se ogni atomo di ogni molecola si forma da un vortice nell’etere, allora deve esserci una direzione di rotazione per questo vortice. Molti dei composti sulla Terra sono materiali non magnetici e “dielettrici” non conduttivi, ovvero che non conducono facilmente elettricità e che le loro molecole non sono allineate nella stessa direzione.

In questo caso, in quanto sono creati continuamente dall’etere, l’energia simile ad un fluido fluirà in essi da tutte le direzioni in modo uguale o per dirlo in modo più tecnico, il flusso dell’etere è isotropico, “lo stesso in ogni direzione”. Nel caso di un materiale magnetico, sembra che il flusso dell’etere sia anisotropico, ovvero non lo stesso in tutte le direzioni, il flusso ha uno specifico orientamento, quindi:

La forza magnetica rotante di un magnete non è altro che il flusso stesso dell’etere che crea il magnete momento per momento.

Dato che le molecole del magnete sono allineate in una certa direzione e sono buoni “conduttori”, l’etere fluirà solo in una certa direzione, come l’acqua che fluisce in un tubo. L’orientamento nord-sud delle “orbite dell’elettrone” nelle molecole del magnete, lo porta ad aspirare quasi tutto l’etere che lo forma dal polo nord e a farlo uscire dal polo sud, creando un ciclo.

Il magnete non è creato come ogni altro oggetto nella nostra realtà fisica, esiste una direzione definita nell’energia che lo fluisce in esso. E’ questo flusso direzionale di energia eterica che crea ciò che chiamiamo magnetismo. A questo punto è naturale essere più specifici sul come un magnete possa attrarre altri metalli a sè che non sono già magnetizzati. I fisici contemporanei considerano un fatto che certi metalli abbiano i propri elettroni esterni orbitanti in modo che possano ruotare in diverse direzioni, ma non tutti i metalli hanno proprie configurazioni elettroniche che permettano questo.

Come abbiamo detto, in molti metalli come il ferro, si crede che gli elettroni esterni possano riallinearsi con la direzione di un flusso magnetico e quindi ogni atomo nel metallo diviene polarizzato in direzione nord-sud trasformandosi in un magnete in miniatura mentre si trova in un campo magnetico più grande. In questo modo il metallo è in grado di essere “riorientato” dal campo magnetico in modo che l’energia eterica fluisca attraverso di esso in modo anisotropico o “direzionale”. Quindi dobbiamo chiederci come questo si relazioni direttamente alla teoria eterica. Infatti, non è molto differente dal caso in cui un oggetto galleggiante cade nella corrente del fiume e viene spinto via da essa.

La corrente dell’etere che fluisce attraverso il magnete è in costante stato di movimento e quando i campi elettromagnetici di certi metalli si allineano con questa forza, il metallo viene catturato da questo flusso e spinto verso il magnete, che diviene come un lavandino eterico, succhiandolo nell’etere attorno ad esso con grande forza. La corrente fluirà sempre dal negativo al positivo, portando i poli opposti ad attrarsi e gli atomi nel metallo adotteranno semplicemente questa stessa polarità quando sono soggetti al campo magnetico.

5.11 L’importanza della vibrazione

Se determiniamo che l’effetto Aspden e altre scoperte sul magnetismo ci stanno mostrando veramente che l’etere si comporta come un fluido, allora sappiamo anche che il fluido deve poter vibrare, per definizione. Quindi ci possiamo aspettare che dovremmo vedere tutti i segni della vibrazione, luce, suono e geometria, nell’Universo, dal livello quantistico a quello Galattico. Quando consideriamo tutti questi punti assieme, il magnetismo diviene un “gioco” nuovo come si potrebbe dire. Le implicazioni sono profonde, in quanto provano che sia possibile per noi controllare una fonte illimitata di questa “free energy” fondamentalmente conscia senza doverci preoccupare di scarsità o inquinamento.

L’unica cosa che resta sulla via ora sono i “poteri” che sono pronti a bloccare chiunque provi a costruire e brevettare e produrre in massa dei dispositivi di questo tipo. Però se infine molte più persone divengono in grado di fare cose come quelle di Nina Kulagina e di affinare tali capacità, allora diverremmo tutti in grado di alimentare i nostri disposiviti semplicemente con la telecinesi! (Wilcock ha due amici ingegneri che hanno usato la loro energia psi per alimentare le batterie dei loro orologi, rimaste cariche per dieci anni)

Nel prossimo capitolo daremo i dettagli di ciò che avviene quando mettete assieme la combinazione magica, magnetismo e rotazione, per produrre macchine antigravitazionali. L’idea della propulsione antigravitazionale non sarà più impossibile una volta presentati i fatti.

5.12 Sommario

Quindi, con la nuova informazione, le proprietà elusive del magnetismo appaiono diverse:

5.1 Prima di tutto un campo magnetico può essere creato con niente altro che la concentrazione della coscienza di un individuo e questa forza deriva dal flusso eterico spontaneo, senza connessione misurabile con la persona.

5.2 Le “Particelle Virtuali” sono state scoperte, si suppone, per ogni componente principale dell’atomo. Benchè discuteremo della loro vera natura in questo libro, il fatto resta che questo mostra che viviamo in un universo di forze invisibili.

5.3 L'”Effetto Casimir” dice che quando due piastre piatte vengono messe assieme in un vuoto senz’aria e schermato da tutte le onde elettromagnetiche, una forza potente le porterà a spingersi l’una contro l’altra. Questo è un altro mezzo per provare che un campo di energia del punto zero o “etere” esiste veramente.

5.4 Nel nuovo modello, il magnetismo è causato dal movimento dell’etere attraverso un oggetto e può essere creato dalla sola coscienza come nel caso di Kulagina, Vinogradova e altri.

5.4.1 Quando studiamo l’onda elettromagnetica, il magnetismo viene chiamato “Campo-B” e l’elettrostatica diviene “Campo-E”. Per ragioni non spiegate, i due viaggiano con un angolo di 90° tra loro. Sia Buckminster Fuller che Rod Johnson hanno scoperto indipendentemente una geometria nascosta in questo movimento, di cui discuteremo.

5.4.2 Vediamo che l’energia statica del campo elettrico è essenzialmente immobile e richiede la forza dinamica del campo magnetico per spingersi avanti. Abbiamo suggerito che l’onda elettromagnetica sia il risultato del flusso di energia e forza tra due universi paralleli, per mancanza di miglior termine e approfondiremo nel Capitolo 18.

5.5 La Legge di Lenz afferma che facendo passare un filo sul polo nord o sud di un magnete, si genera una corrente elettrica nel filo. Questo principio può essere usato per costruire motori elettromagnetici dato che il campo magnetico ruota naturalmente.

5.6 Lo stesso principio a rovescio può essere usato per costruire generatori e la Legge di Lenz afferma che fili conduttori possono catturare magnetismo da un magnete e trasformarlo in elettricità.

5.7 Benchè i fisici quantistici assumano che gli atomi siano composti da particelle, nessuno nel mondo ufficiale ha mai cambiato le equazioni dell’elettromagnetismo, che lo trattano come un campo fluente (si, eterico) di onde energetiche che possono essere “tagliate”. Questo viene chiamato “taglio di flusso” e perchè avvenga nella teoria convenzionale, devono esserci due diverse velocità di movimento, una per la fonte dell’energia magnetica e una per il conduttore di energia.

5.7.1 Il lavoro di Michael Faraday nel 1869 ha provato che la corrente elettrica può essere generata con il conduttore e il magnete che si muovno alla stessa velocità, eliminando ogni possibilità che le linee di flusso possano essere “tagliate”.
Gli esperimenti col “generatore omopolare” di Faraday e DePalma ci mostrano che quando un magnete è ruotato come disco, l’energia magnetica può essere espulsa come l’acqua da un innaffiatoio rotante e questa energia può essere controllata per creare elettricità. Inoltre il volume di energia creato dalla rotazione è maggiore di quella necessaria per la rotazione!

5.7.2 DePalma ha costruito la “N-Machine Sunburst” su questi principi del “generatore omopolare”, come legittima macchina free-energy. E’ stata testata nel 1985 dal Dr.Robert Kincheloe, Professore Emerito in Ingegneria Elettrica della Stanford University, che ha concluso “DePalma può avere ragione descrivendo una situazione in cui l’energia viene ottenuta da una fonte precedentemente sconosciuta e non spiegata”.

5.8 L’energia che arriva dal magnete sembra comportarsi come un fluido piuttosto che come una forza. Quando un magnete viene fatto ruotare e poi fermato rapidamente, l’effetto Aspden rivela che l’energia ruota ancora dentro di esso.
Un magnete rotante che necessita di 1000 joules di energia per essere portato ad una certa velocità di rotazione, può essere fermato improvvisamente e se fatto ripartire ancora in 60 secondi e richiederà solo 100 joules per raggiungere la stessa velocità. Questo suggerisce che l’energia magnetica si muova ancora come l’acqua in un bicchiere, anche se il magnete non si muove.

5.9 Gli esperimenti di Donald Roth hanno dimostrato una forma di “memoria magnetica”. Il flusso eterico conosciuto come “magnetismo” può essere stabilito in un’area localizzata se il magnete viene tenuto sul posto per molto tempo e quindi se il magnete viene spostato lontano, il campo di forza stabilito può continuare a fluire. Questo prova definitivamente che l’energia nel magnete si trova all’esterno dello stesso.

5.10 La spiegazione convenzionale per un campo magnetico dice che viene causato dall’allineamento nord-sud delle molecole di un metallo. Nella teoria eterica questo allineamento forza l’energia eterica che crea l’oggetto, a fluire attraverso esso come un tubo, invece che fluire dentro e fuori da esso in modo uguale in tutte le direzioni. Questa è la vera definizione del magnetismo.

5.11 Le qualità simil fluido dell’energia magnetica suggeriscono che la vibrazione giocherà una parte importante nel comportamento dell’energia “eterica”.

Traduzione a cura di Richard
divinecosmos.com

David Wilcock – La Scienza dell’Uno – cap. 5 ultima modifica: 2009-11-28T12:35:48+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)