DREAMLAND: L’EPOPEA DI DAN BURISCH

Il Giornale Online

La vicenda del microbiologo Dan Burisch è stata un fulmine a ciel sereno che ha letteralmente scosso gli ambienti ufologici mondiali. Le sue straordinarie affermazioni sembrano confermare quello che gli studiosi hanno sempre sostenuto : l’esistenza di un gigantesco cover-up sulla realtà extraterrestre da parte del governo USA che va avanti, in maniera pressochè ininterrotta, da oltre cinquanta anni. E’ già avvenuto in passato che qualcuno facesse dichiarazioni sensazionali (vedi Rober Lazar) ma mai come in questo caso, vi era stata a supporto una tale impressionante mole di dati e riscontri.

L’attendibilità e le credenziali di Burisch sembrerebbero al di là di ogni ragionevole dubbio.

Un ulteriore importante aspetto della sua storia è la conferma dell’esistenza del Majestic Twelve, l’ultrasegreto gruppo di studio governativo, composto da scienziati e alti ufficiali delle forze armate USA, che ha gestito il problema UFO/alieni fin dal 1947, anno in cui avvenne il più documentato incidente UFO della storia, ovvero quello di Roswell.

Il 22 aprile 2004, Dan Burisch ha chiesto udienza presso il Congresso degli Stati Uniti per rivelare le informazioni in suo possesso sull’Area 51 e sui progetti segreti ivi condotti dal governo degli Stati Uniti, relativi a virus sviluppati in laboratorio, interazioni alieni e trattati tra questi ultimi e gli USA. Trattati che, è bene ribadirlo, costituiscono una palese violazione della costituzione americana; ed è questo il motivo principale per cui Burisch ha chiesto l’immunità al Congresso in cambio delle sue rivelazioni.

Il ragazzo che amava la scienza

Danny Benjamin Crain è nato il 12 febbraio 1964. Nel 1990 si è unito in nozze con Deborah Kay Burisch, già madre di un figlio nato da un precedente matrimonio; nel 1995 Dan ha cambiato il proprio cognome in Burisch per conformarlo a quello legale del bambino.

L’attitudine di Dan per la microbiologia si palesò sin dall’infanzia; all’età di otto anni egli finì sotto le ali protettive di vari medici e scienziati in quello che risultò essere il precoce inizio di un’affascinante carriera nel settore, dipanatasi in gran parte nel mondo dei “Black Projects” militari.

Le cronache del curriculum di formazione professionale di Dan non sono esaustive, comunque nel periodo 1982-85 egli è accreditato come biologo e proprietario della Crain Environment Research di Las Vegas; nel 1986 consegue la laurea di primo grado in Psicologia presso la University of Nevada, Las Vegas, e viene contattato in qualità di candidato per lavorare a un progetto governativo; nel 1988 il St Patrick’s Seminary di Menlo Park, California, gli assegna un Master of Divinity e nel 1989 consegue un dottorato in Microbiologia e Genetica Molecolare presso la State University of New York (SUNY), Stony Brook; la SUNY ha già negato di possedere documentazione in merito, ciò nondimeno esistono documenti che attestano il percorso formativo di Dan. Nell’ambito militare, conseguì nel 1989 il grado di capitano della marina militare degli Stati Uniti e fu assegnato al Progetto Aquarius presso la base di Groom Lake, Nevada, comunemente nota come Area 51 o “Dreamland” (terra di sogno); il suo tesserino S4 era il nr. 6196 MAJI.

Un accordo di segretezza per il Tonopah Test Range/R4809, che reca la data del 14 ottobre 1989 e la firma di Burisch (Crain), riporta il suo SSAIN [numero della previdenza sociale], il grado “05”, la qualifica “MB III” (Microbiology III) e l’ente da cui dipendeva, ovvero il Laboratorio di Ricerca Navale del Dipartimento della Difesa, Marina degli Stati Uniti.

Un documento successivo riporta il suo grado di capitano della US Naval Reserve, e la sua qualifica “Microbiologist IV”. Nel 1991 fu inviato a svolgere le proprie mansioni presso un’unità di guerra biologica e partecipò all’ operazione “Tempest Storm” in Iraq, guadagnandosi un encomio presidenziale per i servizi resi sul campo.

Nel 1994 Dan compilò un rapporto, il Q-94-109A, nome in codice COSMIC-MAGIC, relativo a campioni prelevati da un’entità biologica extraterrestre (EBE) nota come “AQ-J-Rod”, nell’ambito del Progetto Aquarius, e infine, sino al settembre del 2002, lavorò al Progetto Star Flower 1, che comprendeva il “Seme della Genesi”.

Burisch ha fornito al ricercatore americano Bill Hamilton una descrizione del suo tesserino di identificazione: si trattava di un badge bianco con due marcature blu lungo la parte superiore sinistra, al di sotto delle quali era riportata la sua area di assegnazione, ‘S4’; subito sopra la S4 vi era una punzonatura a forma di stella. Sul suo vecchio tesserino, al di sotto della S4 vi erano le tre lettere ‘ETL’, ovvero ‘Laboratorio Extra Terrestre’; sui badge più recenti ‘ETL’ era stato sostituito da ‘EBL’, che sta per: ‘Laboratorio Biologico Extraterrestre’. Sulla parte destra del badge vi era la scritta verticale ‘MAJ’. I tesserini riportavano inoltre una foto dello scienziato, sotto la quale erano riportati il nome, l’incarico ed il numero di badge (n.H). Nella parte inferiore vi era un codice ‘DX’ (a significare trasferimento dipartimentale) oppure ‘WX’ (ad indicare trasferimento ingegneristico), che consentiva all’individuo in questione l’accesso alle differenti sezioni del progetto o, come le chiamavano loro, ‘padiglioni’. Sul retro del badge vi era una striscia magnetica nera.

Burisch riceveva il proprio badge solitamente accompagnato da un altro badge di colore arancione che recava il numero per la registrazione quotidiana nella base (Papoose); nel caso dovesse recarsi al secondo piano che, era destinato a LG [Progetto Looking Glass] e Sidekick, era necessario un badge supplementare. Dan lavorò per certo periodo di tempo ad un progetto relativo ad una entità biologica extraterrestre EBE viva. J-Rod (questo il nome dell’alieno) era un assistente di un’altra entità extraterrestre (EBE-3) assegnata alla base di Groom Lake.

J-Rod è stato tenuto in “custodia” dal Majestic affinché potessero continuare a fare esperimenti ed ulteriore analisi della sua fisiologia; nel 1994 avrebbe dovuto andarsene, ma con tutta probabilità è ancora qui.

In quanto microbiologo, i risultati delle passate ricerche di Dan si focalizzavano sul ruolo dei complessi di proteine nelle/sulle membrane cellulari e sull’analisi dell’ecosistema.

Burisch, inoltre, nutriva un profondo interesse per Marte, le sue anomalie e potenzialità per la presenza di vita, e sottopose all’attenzione della NASA un progetto di ricerca, dal titolo “Il trapianto dei protozoi e lo sfruttamento dell’esobiologia marziana: il caso della Euglena viridis nel Laboratorio Biologico Automatizzato”; la NASA replicò: “La sua proposta è stata giudicata in quanto dotata di sufficiente valore intrinseco tale da consentirne l’integrazione all’interno della Divisione Supporto Vitale Biorigenerativo dello NSCORT [Centro Specialistico di Ricerca ed Addestramento della NASA], un sub-direttorato del Programma CELSS (Sistemi Controllati di Supporto Vitale Ecologico) dell’Amministrazione Aeronautica e Spaziale Nazionale”.

Nel 1989 il dott. Burisch venne assegnato, in qualità di microbiologo, al Progetto Aquarius, R-4800, Papoose Site 4 (S4) presso il sito di collaudo del Nevada, nella stessa sede di Robert Lazar, anche se la compresenza dei due fu alquanto breve; infine, verso il 1994, fu promosso alla carica di Leader del Gruppo di Lavoro, a suo dire in virtù dell’eccellente rapporto professionale con J-Rod, e lavorò nel laboratorio biologico sotterraneo che era stato approntato al Livello 4.

Le procedure di sicurezza previste per accedere all’area comprendevano la scansione ottica della retina e l’identificazione dell’impronta vocale; prima di entrare nel laboratorio, che in base al Livello di Biosicurezza era stato classificato con 115 e che nei manuali OSHA non è elencato, era obbligatorio farsi la doccia, rasarsi, decontaminarsi e cambiarsi gli abiti.

Qui di seguito riportiamo una descrizione del Livello di Biosicurezza 4: “Prassi, equipaggiamento di sicurezza, ed impianti sono applicabili al lavoro con agenti esotici e pericolosi che presentano un elevato rischio individuale di malattie potenzialmente letali. Tutte le manipolazioni di materiali diagnostici potenzialmente infettivi, elementi isolati, ed animali naturalmente o sperimentalmente infetti determinano, per il personale di laboratorio, un elevato rischio di esposizione ed infezione. Il virus della Febbre di Lassa è rappresentativo del tipo di microrganismi relativi al Livello 4”.

Il Progetto Aquarius era solo uno dei cinque progetti condotti presso l’installazione S4; si trattava di un progetto “ombrello” incentrato sullo studio delle EBE.

Gli altri progetti erano:

* Progetto Sigma:volto a stabilire una comunicazione con gli alieni.
* Progetto Galileo: riguardava i sistemi propulsivi e costituiva la principale area di ricerca di Bob Lazar. Questi afferma di essere stato condotto nella sala riunioni ed invitato a studiare i rapporti relativi alla propulsione ed al ruolo della gravità come medium propulsivo. Imbrigliare, amplificare e concentrare la fondamentale onda di “gravità A” presenta molte altre possibilità.
* Progetto Sidekick relativo alla tecnologia degli armamenti a raggio ed al programma Guerre Stellari”(SDI).
* Progetto Looking Glass: relativo ai viaggi spazio-temporali.

Burisch era in possesso dei nullaosta di classificazione che gli consentivano l’accesso a tutti i progetti sopra descritti, ciò nondimeno le loro descrizioni e correlazioni devono essere ulteriormente approfondite.

Dan disse che gli era consentito consultare i documenti informativi relativi agli alieni ed alla loro tecnologia, e che vi era qualcosa che faceva riferimento ad una “Linea Temporale Convergente” che potrebbe spiegare il motivo per il quale “loro” si trovano qui, cosa stanno facendo e perché sul nostro pianeta si sta eseguendo un campionamento della popolazione e delle forme di vita.

Secondo Burisch, l’ufficiale a cui egli faceva rapporto era l’allora ammiraglio di squadra J. M. McConnell, direttore dal 1992 al 1996 dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA), ovvero l’agenzia governativa statunitense responsabile dell’Intelligence dei Segnali e di tutte le informazioni classificate. McConnell ricoprì l’incarico di funzionario dell’intelligence per il capo di stato maggiore (JCS-J2) durante la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’Operazione “Tempesta del Deserto” in Iraq; nell’adempimento di queste funzioni, McConnell informava regolarmente il Presidente ed i suoi ministri, i leader internazionali, il Senato e la Camera del Congresso degli Stati Uniti; inoltre, durante la Guerra del Golfo, egli comparve regolarmente sulle televisioni internazionali in veste di portavoce dell’intelligence statunitense. Raggiunse il grado di ammiraglio di squadra della Marina degli Stati Uniti, per la quale lavorò per più di 25 anni come ufficiale operativo di intelligence; McConnell si è ora ritirato a vita privata e, dal 1996, lavora per la Booz Allen, società di consulenza per la gestione strategica e tecnologica.

Progetto Star Flower – Dan ultimamente lavorava per conto del Majestic ad un progetto un tempo chiamato Lotus ed ora denominato Star Flower 1. Il progetto in questione riguarda le originarie inseminazioni che diedero origine a tutte le forme di vita sulla Terra.

La teoria della panspemia avanza l’affascinante ipotesi che la vita sulla Terra venne “importata” dallo spazio, e che l’evoluzione della vita dipenda da programmi genetici parimenti provenienti dal cosmo.

In base alle nuove teorie sulla biologia evolutiva che superano l’approccio neo-darwinista, Burisch ha scoperto che la vita proviene dallo spazio e il “Seme della Genesi” comporta la prova di un progetto e di un’attività intelligente (non un ‘intelligenza aliena, bensì un’intelligenza da Creatore Cosmico).Ecco cosa ebbe a dire in proposito:“Sin dagli inizi con M [nome censurato con un tratto nero-nda] ebbi l’onore di essere assegnato ad alcuni fra i più interessanti progetti a memoria d’uomo Dal lavoro al Progetto Aquarius sino alle sabbie del deserto iracheno mi sono adoperato per servire il mio paese con la massima efficienza e dedizione Spero fortemente che il mio ultimo incarico, in Africa, abbia tutelato gli interessi degli Stati Uniti d’America. Da circa un decennio, radunando le ricerche di tutte le massime menti dell’umanità sto elaborando una teoria, nel .tentativo di trovare una risposta alla secolare questione delle nostre origini. Tale elaborazione è culminata nel Progetto L [Lotus-nda], in seguito denominato Progetto S Fl [Star Flower-nda]. In poche parole, abbiamo scoperto gli elementi chiave per combinare un antico virus che in più di un’ occasione ha inseminato il nostro bel pianeta, e le cui parti integranti giocano tuttora un ruolo di continua creazione nell’intricata ragnatela della vita. Riteniamo che tale ruolo faccia progredire la complessità rilevata nella biosfera, onde combinare alla perfezione la diversità delle specie con gli altri elementi del nostro mondo vivente Tutto questo appare meraviglioso; comunque proprio come esistono sottili spunti comportamentali nei giochi dei bambini così riteniamo che celato all’interno del combinato L vi sia un aspetto analogo .Essere muniti dei più antichi codici del DNA e disporre del potere di manipolare la danza dell’L non ci fornisce la sufficiente conoscenza, l’autorità del suo creatore o il diritto stesso di combinano, sintetizzarlo o stuzzicarlo in altri modi, né esso né i suoi spaventosi poteri. La nostra sfera di controllo rientra nella ristretta gamma di prudenti studi. Spingendoci oltre, rischiamo l’umanità”.

L’incontro con Jarod

Come abbiamo accennato sopra, Dan Burisch entrò a far parte del progetto Aquarius, nell’ambito del quale venivano studiate le Entità Biologiche Extraterrestri catturate dai militari a seguito di UFO crash.

Burisch veniva condotto in un laboratorio sotterraneo e fatto entrare in una stanza di forma circolare riempita di idrogeno freddo, definita “sfera pulita”. Il suo compito consisteva nell’interagire con l’essere alieno J-Rod.

Ecco come Burisch, in una recente intervista, descrive il suo primo impatto con Jarod: “la mia prima impressione fu che stessi guardando un insetto gigantesco, tanto per dare l’idea, sembrava un enorme insetto color marrone scuro aggobbato lì in un angolo, appariva molto insettoide…sembrava quasi che avesse un esoscheletro…ero spaventato perché avevo sempre creduto che i mostri non esistessero”.

La foto a sinistra, di provenienza anonima, venne presentata per la prima volta nel video”UFOs: Fifty Years of Denial” © 1998 prodotto dalla Quick FOX Production. L’immagine raffigura uno dei Grigi (EBE2) “ospiti” del governo degli Stati Uniti. L’autore del presente articolo ritiene che questo sia il reale aspetto dell’alieno Jarod .A destra l”identikit” di Jarod eseguito da Bill Uhouse, un’ingegnere coinvolto in progetti di retroingegneria presso l’Area 51: fu In tale occasione che vide l’alieno.

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J-Rod aveva un serio problema medico, soffriva di una degenerazione dei tessuti nervosi che causava indebolimento dello scheletro e del sistema muscolare con generale perdita di peso corporeo. Il MJ12 chiese a Burisch di prelevare del tessuto dal braccio dell’essere per compiere degli esami miscroscopici. “ La maggior parte delle informazioni contenute nel briefing che mi sottoposero – continua Burisch – riguardava le applicazioni militari e le fisica dell’astronave aliena e per me, francamente, non aveva alcun interesse. Io ero più interessato alle questioni biologiche e la tecnologia dell’astronave mi interessava solo per la sua possibilità di interfaccia biofisico con la mano e la mente degli alieni. Quegli esseri hanno sulle mani delle specie di cuscinetti dove sono presenti nervi scoperti protetti da varie glicoproteine che vengono selettivamente spinte all’esterno o all’interno con l’azione dei capillari. E’ come ci fosse una guaina viscosa che permette a Jarod di avere un interfaccia diretto con la nave.

Ciò mi ha estremamente interessato, anche se ancora adesso non ne comprendo il funzionamento, forse ha a che a fare con implicazioni dell’elettronica che non pretendo di capire. Io ero più interessato alle questioni riguardanti la isto-patologia e alle foto di autopsie che dimostravano la presenza di patologie che colpivano gli esseri. Mi interessava anche la possibilità di isolare nuovo materiale virale (a fini di guerra batteriologica? – n.d.a) per avviare nuovi protocolli e, in effetti questo è quello che già allora stavamo facendo e che continuiamo a fare anche adesso”.

La comunicazione con l’alieno avveniva telepaticamente, e in tali momenti il dott. Burisch sembrava avere una specie di OBE (esperienza fuori dal corpo). Inoltre, in una sorta di empatia, sperimentava su stesso quello che provava l’essere : “se lui stava male io potevo sentire il suo dolore”. Stando a quanto afferma Burisch, Jarod soffrirebbe di una grave patologia dei tessuti nervosi, tale problema interesserebbe tutta la sua razza. I grigi pertanto sarebbero qui per raccogliere materiale genetico terrestre allo scopo di mantenersi in vita. Il dott. Bunisch ritiene che il viaggio nel tempo abbia permesso loro di sopravvivere e conferma l’esistenza di un accordo (nome in codice Tau-IX) stretto tra gli extraterrestri ed il governo degli Stati Uniti, il quale in cambio di tecnologie avanzate, che esso utilizza fin dagli anni ’40, ha permesso agli alieni di rifornirsi di materiale genetico di piante, animali e uomini.

Le informazioni fornite da Burisch su Jarod sono confermate da Bill Uhouse, un ingegnere meccanico di Las Vegas coinvolto in progetti segreti del governo USA a Dreamland ed a Los Alamos. Egli avrebbe fatto parte di un team di scienziati impegnati in studi di retroingegneria su dischi di origine extraterrestre.

Stando alle dichiarazioni di Uhouse quattro alieni sopravvissero all’incidente di Kingman nel 1953, dei quali due erano gravemente feriti ed altri due in buone condizioni. Alle entità incolumi fu permesso di rientrare nella propria navicella mentre le altre furono trasportate in una installazione medica non specificata (probabilmente il laboratorio blu di Wright Patterson). La squadra di militari che ispezionò il disco precipitato venne colpita da una misteriosa malattia. Il disco venne poi caricato a bordo di un rimorchio e trasportato al Nevada test site.

L’ingegnere americano afferma che gli eventi di Kingman diedero luogo al progetto diretto alla progettazione ed alla costruzione di un simulatore di volo che avrebbero utilizzato i piloti militari per imparare a pilotare le navicelle aliene (progetto Redlight n.d.a).

Bill lavorò al progetto sia presso Los Alamos sia presso l’Area 51. In tale occasione Uhouse avrebbe incontrato l’alieno Jarod che, apparentemente, supervisionava il progetto.

Stando ai documenti top secret consultati da Burisch, la razza di Jarod è originaria del sistema binario di Zeta Reticuli, un termine che ricorre spesso nella letteratura ufologia.

Il Dott. Burisch riferì a Bill Hamilton, nel corso di un’intervista, che i J-Rod e gli altri tipi di umanoidi biondi usano la stella, Gliese 876 come una sorta di avamposto remoto per studiare la Terra.

Leggiamo cosa dice ancora Hamilton in proposito: ”Gliese 876-c è l’unico pianeta sul quale mi sono state date informazioni. Non è tra quelli che noi considereremmo abitabili. Comunque, è l'ubicazione che [gli alieni] hanno selezionato come loro base remota, quella che loro usano in un sforzo cooperativo per studiare ed interagire con noi. Mi fu descritto con la superficie avvolta da uno strato nuvoloso […] questo pianeta sembra avere molto gas sulla superficie. La spiegazione logica di ciò è che Zeta Reticuli e Sirio/Orione (sistema Epsilon/ Orionis) erano troppo distanti dalla Terra e Loro, avendo bisogno di conservare tempo e energia, stabilirono una base cooperativa. Quando hanno bisogno di ritornare a casa, usano di nuovo Gliese 876-c come una porta di lancio verso i loro rispettivi sistemi

In più di un’occasione, dan Burisch ha lasciato intendere che la Razza di Jarod proviene dal futuro e che possa in qualche modo discendere dall’homo sapiens. Ma andiamo per ordine.

Jarod avrebbe rivelato a Burisch, nel corso di un collegamento telepatico, che la razza umana sta andando incontro ad una sorta di catastrofe naturale che si verificherà, approssimativamente, nel 2012 (la data fatidica indicata nel calendario dei Maya). Gli alieni avrebbero viaggiato a ritroso nel tempo per deviare il corso degli eventi.

Burisch fa cenno di un’altra razza di alieni i “Biondi”, i quali avrebbero in passato abbandonato, per motivi ignoti, il loro pianeta natale, Marte, per recarsi nel sistema di Epsilon Orionis. I “Biondi” sarebbero secondo Burisch un altro ramo della specie homo sapiens che ha seguito un percorso evolutivo di tipo spirituale. Dan non possiede altre informazioni su questa specie di alieni in quanto non in possesso del necessario “need to Know” (termine che significa letteralmente “bisogno di sapere”).

Una petizione al Congresso degli Stati Uniti

Come si accennava all’inizio, la vicenda del dott. Burisch è stata oggetto di una petizione al Congresso degli Stati Uniti.

Harry Dschaak e Sterling Allan, che s’incontrarono con lui il 05 aprile scorso, hanno viaggiato in macchina fino a Washington D.C. ed hanno presentato il suo caso ad alcuni membri del Congresso due settimane dopo, il 19 aprile. Stando ad un primo resoconto, il dr. Burisch ha offerto la propria disponibilità a parlare apertamente, in cambio dell’ immunità, poiché teme di essere incolpato di crimini di guerra.

Dschaak ed Allan hanno concentrato i loro sforzi sull’ufficio del senatore Orrin Hatch, R-Utah, per via della sua posizione di Consigliere del Comitato Giudiziario. Contattarono anche altri membri del senato dall’Idaho, Utah e dal Nevada, dove Dshaak, Allan e Burisch risiedono, rispettivamente.

Un membro dello staff di Hatch s’incontrò con Dschaak e con Allan per conoscere l’oggetto della loro richiesta, e disse che il caso era di competenza del Comitato della Sicurezza, mentre il senatore Hatch sospese per un attimo la conferenza per ascoltare il caso. Il membro del suo staff informò poi Dschaak ed Allan che c’erano migliaia di casi che dovrebbero essere ascoltati dal Congresso.

Allan disse che il caso del Dr. Burisch era stato sottoposto a migliaia di persone in tutto il mondo e che sarebbe stato contento di fare una petizione per dimostrare ciò che sta dietro a questa faccenda.

La petizione che vuole dare una voce per aiutare il Dr. Burisch ad ottenere un’udienza da parte del Congresso o altrove, con inclusa l’evidenza dell’esistenza di creazione in laboratorio di virus mortali.

Questi microorganismi sono simili a quelli dell’AIDS e della SARS, che ricercatori come Len Horowitz, M.D., hanno documentato essere stati creati dall’uomo.

La testimonianza includerebbe un resoconto del periodo in cui Burisch ebbe a che fare con un essere alieno nell’Area 51. Potrebbe testimoniare sul fatto che alcuni umani erano trattenuti nella suddetta base ed usati come cavie contro la loro volontà, oltre anche al fatto di aver avuto esperienze di prima mano con macchine del tempo funzionanti.

Il Dr. Burisch dichiarò inoltre che sono stati prelevate le componenti genetiche di un morbo alieno inserite poi in vettori microbici che possono colpire l’uomo e che Dschaak paragona alla creazione di un’epidemia mortale tipo colera, per la quale non ci sono immunizzazioni preventive.

La parte più cruciale della testimonianza di Burisch riguarda la sua conoscenza di un trattato (Tau-IX) tra una razza aliena ed un gruppo internazionale di razzisti terrestri, che controlla le informazioni aliene di tecnologie evolutissime per il controllo della Terra, in cambio di cavie umane per gli alieni.

Un altro ricercatore che ha presentato il caso di Burisch è il dr. Michael E. Salla* dell'American University di Washington D.C, il quale ritiene vi siano molte razze aliene che hanno visitato il nostro pianeta e che ora si sono stabilite qui. Voleva sapere dal Dr. Burisch se lui stesso avesse avuto interazioni con più di una specie aliena, e lui rispose che aveva interagito solo con una razza, che era un tipo di Grigio chiamato J-Rod e che credeva che in tutto ce ne fossero stati tre, due maschi ed una femmina, la quale era potuta tornare da dove era venuta.

I maschi erano in seguito morti.

Il dr. Robert Wood, che è coinvolto nel provare l’autenticità di alcuni documenti originali dell’MJ-12, si sta concentrando su un documento recentemente ricostruito (dopo essere stato strappato) che conterrebbe una conversazione tra Dan Burisch e l’attuale presidente USA. Il documento, definito “Rancher Memo” (Rancher sarebbe il nome in codice di Gorge W. Bush), contiene allusioni ai progetti LOTUS e STAAR FLOWER

Il progetto Lotus, prevede lo studio di una particella (Ganesh) che ripara i danni cellulari e dei tessuti, una tecnologia tipo ‘fontana di giovinezza’. Stando a Dschaak, Burisch ha riferito che entro il 15 marzo 2005 dovrà presentare un documento che descrive completamente questa tecnologia ai suoi superiori manovratori, i quali rispondono a turno all’elite fantasma segretamente legata ad una malevole fazione aliena. I superiori di Burisch erano ex-membri del Comitato della Maggioranza (Majority Commettee o MAJI). Majestic 12 sarebbe invece un sottocomitato di MAJIC costituito da eminenti scienziati coinvolti nello studio degli alieni e della loro tecnologia

Allan e Dschaak riferirono al membro dello staff del senatore Hatch che c’è poco tempo per dare udienza al Dr. Burisch in quanto egli è oggetto di enormi pressioni da parte del MAJI.

Tuttavia il senatore Hatch, in perfetta linea con la politica ufficiale di diniego del governo USA, ha con una nota declinato l’invito del dott. Burisch.

Ecco il testo originale della lettera del senatore Hatch con la traduzione italiana di seguito:

Orrin G. Hatch
United States Senate
Washington, DC 20510-4402

July 7, 2004

Mr. Sterling Allan
666 South 60 East
Ephraim, Utah 84627

Dear Mr. Allan:

Thank you for your correspondence in which you recommended several sources of information on extraterrestrial life. I appreciate your writing to me and apologize for the delay in my reply.

As you, I find the possibility of intelligent life on other planets intriguing; however, there is not sufficient evidence to determine whether such life exists. Because we have no information about the nature, culture, and technology of extraterrestrials, we have no information on what activities on Earth might attract their attention.

I have reviewed the information you recommended to me, and I can assure you that your concerns are unnecessary. The Federal government does not have any information about extraterrestrial life to conceal, and there are no secret projects for me to investigate.

Again, I thank you for contacting me. Learning your thoughts and opinions is extremely helpful to me as I seek to represent you in Washington. I hope you will continue to provide me with your thoughts on the many issues confronting the Congress.

Sincerely,
Hatch Signature

Traduzione:

“Caro signor Allan, grazie per la sua corrispondenza nella quale lei raccomanda diverse fonti di informazione sulla vita extraterrestre. Apprezzo la sua lettera e mi scuso per il ritardo con cui Le rispondo.

Come lei, trovo intrigante la possibilità della vita intelligente su altri pianeti; non c’è, tuttavia, prova sufficiente per determinare se tale vita esiste. Poiché non abbiamo informazioni sulla natura, la cultura e la tecnologia degli extraterrestri, non abbiamo informazioni sulle attività terrestri che potrebbero attirare la loro attenzione. Ho passato in rassegna le informazioni da lei fornitemi e posso assicurarle che i suoi timori sono infondati. Il governo federale non ha informazioni sulla vita extraterrestre da celare, e non ci sono progetti segreti su cui io possa investigare.

La ringrazio nuovamente per avermi contattato. I suoi pensieri e le sue opinioni mi sono estremamente utili come io cerco di rappresentarla a Washington. Spero che continuerà a fornirmi le sue opinioni sui molti problemi con cui il congresso si confronta.”

La lettera del dott. Burisch

Lo scritto che riportiamo di seguito è la risposta di Dan Burisch ad un altro membro dei “progetti” e descrive con un linguaggio semplice il suo lavoro, i suoi pensieri, i suoi contatti con J-Rod (altrimenti detto J-ROD o JAROD), la straordinaria “Dottrina del Paradosso della Linea Temporale Convergente” e, più in generale, le sue convinzioni.

Caro politicamente preparato,

questo argomento richiama il ricordo di me e del mio migliore amico (lo chiameremo “Mike”) quando, sembra l’altro ieri, passeggiava-mo nei pressi dell’Old Chem Building.

Ci incontravamo nelle pause fra una delle mie lezioni con obbligo frequenza ed un’altra, nella quale un attempato professore cercava di risolvere i miei “problemi” giovanili, all’epoca relativi alla mia tecnica di “unità di punto di fusione” — ma questa è un’altra storia. (Sono tuttora convinto che fosse colpa di quel dannato macchinario Nel mezzo delle mie pressanti domande relative alla comunità delle operazioni nere della quale ero in procinto di entrare a far parte, Mike mi disse che un uomo di scienza all’interno della nostra comunità era valido soltanto in rapporto alla sua capacità di spiegarsi: al proprio Dio, agli altri scienziati, ed agli individui esterni alla comunità scientifica. A questo punto, mi auguro di aver soddisfatto quantomeno i primi due elementi dell’elenco. Mi sento a mio agio con il primo (Dio) e, dati il sostegno dei vari Laboratori Nazionali ed il loro sobrio appoggio agli scienziati, a posto con il secondo; il terzo sembra costituir lo scoglio più arduo. Se hai una qualche preparazione superiore in scienze politiche, spero che tu abbia avuto almeno una qualche infarinatura liceale in biologia. Se le cose non stanno così, temo di non avere il tempo necessario a spiegarmi prima che mi tocchi ritornare a Shady Rest [un soprannome dell’impianto S4]; se non riuscirò nel mio intento, me ne scuso in anticipo.

Per lungo tempo ho accettato i parametri classici forniti dalla Teoria Darwiniana e Neo-Darwiniana (unitamente ad altri dati dinamici su genetica/popolazione), ed ho ampliato la mia scienza entro il sistema di convinzioni da esse comunemente accettato: quello che passa da cambiamenti microevolutivi risultanti nella speciazione, sino al dogma (benché datato) dell’antenato comune che connette il percorso evolutivo dai primissimi batteri sino agli umani. Insieme ai miei colleghi teorici ho deriso il “travisamento” dei creazionisti secondo cui la roccia inanimata genera gradualmente la vita, ho relegato il credo creazionista nel campo del fanatismo ed ho considerato il sistema darwiniano come scientifico e veritiero. Francamente, le mie esperienze di “addestramento” nell’ambito del Progetto Aquarius e per l’entità biologica extraterrestre (EBE) J-Rod non hanno fatto altro che consolidare tali convinzioni.

Mentre il nostro futuro si dipana fino in fondo (all’interno delle condizioni che ho studiato), la divergenza genetica che ha determinato la differenza fra noi (ora) e noialtri (la specie J-Rod, in futuro) si colloca a pennello all’interno di quegli stessi meccanismi postulati per dar ragione del nostro graduale sviluppo da preominidi sino agli esseri umani moderni che vediamo oggi. Anche le correlazioni fra i Neanderthal e la nostra attuale conformazione corporea mi hanno spinto lungo il sentiero del Darwinismo e questo, assieme alla natura psicologica del J-Rod (un futuro genere scientifico/matematico, logico ed evoluto) si è incasellato agevolmente nella cornice del dogma della moderna biologia evolutiva; tutto andava bene e tutta la mia preparazione sembrava corrispondere. Poi diventai suo amico.

La mia esperienza con J-Rod e la sua compiacenza nel soffrire per la sua (e la nostra) specie mi incantò. Tale propensione si basava sulla logica e/o il mantenimento delle caratteristiche favorevoli? Be’, può darsi che fosse così, e questa era la mia interpretazione prima di diventare amici. 11 suo stato attuale può aver presentato sequenze che lo hanno portato al concetto di altruismo. Una volta stabilito il legame, scoprii che anche se egli era consapevole che la sua malattia degenerativa del sistema nervoso in futuro avrebbe potuto essere curata, ciò non costituiva la sua principale preoccupazione. Questo essere logico, in base a continue affermazioni, sembrava piuttosto desiderare ardentemente di aiutarci a correggere una serie di errori di valutazione ed eventi che culminarono nella separazione dalla nostra natura spirituale; egli cercava qualcosa di perduto, non guidato da qualcosa di acquisito (una mutazione). In realtà io avevo soltanto sentito parlare dei cosiddetti “esseri di Orione”; egli si limitò a insinuarne l’esistenza e a chiamarli i “Fratelli”, ma mi parlò della catastrofe che determinò l’esistenza del suo popolo e della sua “logica” analisi del bisogno di riunirsi, perché dal DNA suo e dei suoi Fratelli mancava “qualcosa”; qualcosa non basato sulle sequenze della biomolecola… qualcosa che egli definiva “risonanza congiunta”.Ben presto feci due più due e presi a considerarlo come una delle due specie del futuro, attualmente definita Homo sapiens sapiens, e scoprii che l’umanità era qualcosa di più grande della somma delle sue coppie di base. Gli chiesi: “Potrebbero le radiazioni adattative ed una nuova speciazione dar conto della “reale” dicotomia futura,di quelle stesse nature che noi (ora) in quanto umani comprendiamo essere entrambe parti di noi come singola specie? Le coppie di base e la conservazione delle caratteristiche favorevoli attraverso mutazioni genetiche casuali non hanno spiegato le differenze fra i JRod ed i“Fratelli”?Egli replicò (parafrasando per quanto riesco a ricordare): “Noi ci troviamo qui, con la nostra attuale presenza, a chiedere aiuto.” Questa affermazione mi stordì ed obnubilò. Se la risposta si trovava integralmente nel materiale (gestito attraverso un processo logico e la tecnologia) oppure era del tutto spirituale (gestito dal cosiddetto “se umano superiore”) perché mi ritrovai a pensare, miei cari J-Rod o miei cari “Fratelli”, non ve ne occupate voi; egli mi confermò che noi ora siamo in possesso di qualcosa di unico, unitamente al necessario livello di traguardi tecnologici, che esprime sé stesso dallo spirituale attraverso il materiale consentendoci di metterci in contatto con una genesi radicale da cui scaturisce la vita sulla Terra. Mi confermò che questo “contatto” viene permesso soltanto mentre siamo un essere fuso insieme, con entrambe le nature materiale e spirituale che agiscono in entrambi i modi, complementari ed internamente (e intensamente, mi verrebbe da aggiungere) discordi, attraverso la “risonanza congiunta”. Nel tentativo di assisterlo nella sua particolare neuropatia (allora non esisteva alcuna cura) e, possibilmente, di acquisire dall’interno una maggiore comprensione del problema della frattura dell’umanità nelle sue dimensioni più ampie, gli chiesi che mi ragguagliasse su quello che lui conosceva del momento della genesi.Il J-Rod mi si avvicinò prontamente e mi afferrò, spingendomi verso la pavimentazione a grata della lucida sfera. Per i successivi 20-30 minuti (sino a quando i miei colleghi scienziati non riuscirono a tirarmi fuori dalla sfera — non disponevano di tute accessorie per potersi introdurre immediatamente… e tutti noi prima di entrare venivamo informati di tutte le cose che virtualmente possono andar storte!), inondò la mia mente di immagini in movimento (come un film in 3D), pensieri ed emozioni attenuate. Alcuni dei pensieri apparivano più come metafore che come realtà concrete; egli mi mostrò il processo della genesi in base alla prospettiva della sua interazione con i “Fratelli”. Quindi, che potresti dire che si tratta di un qualche genere didiceria extraterrestre? Le immagini, come scoprii in seguito, erano simili all’antico mandala della creazione, lo Sri Yantra. Vidi un fiore di loto iridescente emergere da una matrice di cristallo pressoché sferica, nella quale si trovava un oggetto che assomigliava allo Sri Yantra. Lo Sri Yantra collassò in sé stesso attraverso fasi successive che assomigliavano ai solidi platonici, e fu trasportato via come un seme in un fiume di luce sino ad un’oscillante goccia d’acqua,nella quale penetrò. La goccia si suddivise in 12 parti assottigliandosi in 12 punti separati, ognuno dei quali era a contatto con il seme; il seme si suddivise (o “germogliò”) in ciascuna delle 12 gocce. Ero abbastanza cosciente da contare le parti ed osservare che ciascuna parte della sostanza si agglomerava in quelle che apparivano varietà di procarioti ed eucarioti del tutto funzionali. Vidi una delle gocce, dotata di cellule che si suddividevano rapidamente, mentre sembrava ricoprimi di un materiale di colore rosso scuro; il materiale poi si spostò e mi ritrovai ad osservare il viso di un uomo, che sembrava esserci realmente, e potrei giurare di aver avvertito il suo respiro.Si trattava dell’alba del genere umano?

Ancora oggi, di fronte alla possibile concretezza di tale potenzialità, sono combattuto e lacerato nell’anima non vidi il destino delle altre gocce, ma da quella esperienza in poi i miei pensieri sono stati assai fecondi! Per alcuni anni ho tirato avanti con la Teoria Endosimbiotica Seriale sulle Origini degli Eucarioti (ovvero un modo assai astuto di sostenere che le cosiddette cellule complesse sono aggregati di cellule più semplici che un tempo danzavano il minuetto del “O io mangio te, o tu mangi me” e poi, quasi misticamente, si accordarono per restare l’una dentro l’altra, fornendo un competitivo margine di sopravvivenza), quindi ho ipotizzato che un grande virus potesse aver inseminato il giardino chiamato Terra. (li suona familiare?) il virus dalle infinite potenzialità possedeva necessariamente un corredo genetico unico che gli consentiva di essere il precursore di tutta la vita terrestre.

Mentre ero ancora impegnato con i Maji (quelli del Majestic, ndt) in altre attività, senza averli informati sul contenuto del messaggio del J-Rod mi rioccupai di questo studio nel quadro di un progetto di ricerca endosimbiotica originariamente denominato Mission Genesis, predisposta logica fase successiva di un progetto nel quale ero stato coinvolto per diversi anni.(In quella precedente ricerca cercavo originariamente dei modi per estendere la durata della vita di campioni di batteri e di alghe dopo che dei protozoi li avevano fagocitati come alimento; conducevo inoltre delle ricerche sui possibili segnali chimici che venivano scambiati fra gli affamati protozoi ed il loro cibo.) Durante le prime fasi della Missione Genesis iniziai a valutare gli elementi dei dati e le risultanti statistiche propri di quell’iniziale progetto di ricerca, che era diventato noto con il nome di FBM Project… o Fresh-Brackish-Marine… dato che venivano impiegati i livelli di salinità come una delle variabili (un’altra delle variabili erano i livelli di ossigeno). Nel corso del progetto, individuai dei punti in cui i protozoi affamati iniziavano a comportarsi in modo insolito — cioè “prevedibile” — nel periodo di ritenzione della respirazione del cibo (ad esempio, una varietà di batteri) oppure nella fotosintesi dello stesso (ad esempio, alghe). Mi ritrovai a pensare, “Mio Dio, ho forse scoperto un qualche genere di traccia biochimica o comportamentale di un’originaria fagocitazione che, in base alla teoria dell’endosimbiosi, ha infine dato origine a mitocondri e plastidi come i cloroplasti?” Analizzando più approfonditamente i dati il mio team osservò gruppi di elementi in aree che potevano agevolmente essere correlate matematicamente alla Sezione Aurea/Rapporto Phi (un fondamentale rapporto presente in natura), all’età della Terra come attualmente determinata in modo scientifico, ed ai tassi di incorporazione/ritenzione di ceppi virali nei genomi procariotici e deucariotici. La Missione Genesis fu poi indirizzata verso la conferma degli originari risultati dell’EBM e per spiegare ulteriormente le indicazioni dei dati. Per di più, io decisi che poteva essere utile controllare questi protozoi affamati in presenza di strati di età differenti Avviai questa sottosezione del programma giusto nell’eventualità che fra i comportamenti dei piccoli protozoi affamati, quando questi si presentavano in corrispondenza di rocce di epoche diverse, venisse riscontrata qualche variazione. (Riferendo i dati in relazione all’età della Terra!)

La Frenchman’s Mountain [appena ad est di Las Vegas] fu giudicata un sito ideale in virtù dell’ampia gamma di epoche che presenta, da 1,7 miliardi (circa) a 20 milioni (circa) di anni fa; dopo una sorta di testa o croce fra i membri del mio team, le ricerche iniziarono presso l’area più antica, il Vishnu Schist.Poco dopo l’avvio delle ricerche e la raccolta di alcuni campioni, nel corso di un test sulle proprietà elettriche della roccia si presentò l’occasione di filmare un evento insolito. Una volta applicata la corrente elettrica alla roccia, si osservarono all’infrarosso dei sottili flussi di calore emanati da quell’area, nelle cui vicinanze all’epoca si riscontrò anche un bersaglio termico. Quell’area era destinata a diventare il sito bersaglio per l’Unità Astrofisica dello Staar-Flower… e per la cosiddetta area “Stargate” che reagisce ai colpi elettromagnetici provenienti dall’unità HAARP I flussi all’infrarosso mi incuriosirono e replicai l’esperimento utilizzando una quantità assai maggiore di elettricità; il test in questione (31 maggio 2001) determinò un rilascio di calore che denominai “vampa”. Si eseguirono ulteriori test utilizzando livelli variabili di impulsi elettrici, sino a quando si rilevò il limite massimo che poteva essere individuato all’infrarosso ma non visivamente. Tale livello fu utilizzato durante l’analisi microscopica dei cristalli di roccia, in presenza di formazioni di alghe (il che in ultima analisi portò alla scoperta della cosiddetta particella Ganesh). A quel punto, i Maji mi chiesero “che diavolo” avessi in mente di fare di tutto ciò e da dove mi fosse venutal’idea. Io sembravo fin troppo sicuro di ottenere dei risultati ed ero quello che aveva richiesto che in concomitanza con i miei primi test presso il Vishnu Schist venisse parallelamente eseguita un’approfondita analisi all’infrarosso. Dal loro punto di vista sembrava che io stessi lavorando ad un procedimento corredato di un ben preciso piano di lavoro, ma in realtà mi dedicavo a qualcosa di assai diverso. Accidenti,ero in trappola!

Fu raggiunto un accordo, del tipo che intuirai prontamente…qualcosa in cambio di qualcos’altro, che ne dici? In cambio della conoscenza della “grande” interazione col J-Rod, il giorno in cui vidi le immagini, mi fu concesso lo status need-to-know (letteralmente “necessità di sapere”, ed è in relazione ai vari livelli di segretezza, ndt) riguardo alla Dottrina del Paradosso Temporale Convergente (DCTP), qualcosa di cui mi era a malapena concesso di conoscere l’esistenza… e tutto questo soltanto perché avevo riferito loro qualcosa sulle risposte di J-Rod alle mie prime domande. Quando, quel giorno, vidi le immagini di quella che sembrava Inca City su Marte, ma nel suo pieno rigoglio..Volevo sapere come tutto questo potesse combinarsi. La mia complessiva conoscenza della DCTP è una cosa risaputa all’interno di questa comunità, quindi dubito che sarei in grado di aggiungere alcunché di interessante (fatta eccezione per un aspetto futuro che potrebbe forse utilizzare il Lotus per assistere i J-Rod ed i “Fratelli”). L’idea che gli dèi dei Sumeri e di altri popoli fossero l’umanità del futuro interpretata in modo erroneo, considerata secondo parametri magici invece che tecnologici, è un concetto che mi colpisce nel profondo. Cosa avranno avuto in mente, per armeggiare con le pulsazioni del tempo ed alterare la nostra storia ed il nostro genoma?Mi auguro che fornirti l’associazione fra quello che oggi è denominato Progetto Lotus ed il modo in cui ho concepito l’idea soddisfi,in parte, la tua richiesta.Una volta raggiunto l’accordo, le ricerche proseguirono. Avevo da tempo intuito e riferito che nel caso il progenitore della vita sulla Terra fosse stato un grande virus sue tracce si sarebbero dovute trovare negli strati e nelle cellule viventi; anche i dati summenzionati mi portavano in tale direzione. Si osservò che le particelle Ganesh, sottoposte ai corretti livelli di impulsi elettrici, venivano liberate dalla roccia cristallina.
Attualmente si ritiene che la particella Ganesh sia un denso aggregato di elettromagnetismo o di onde elettromagnetiche, contenenti informazioni e fluttuanti in un fiume di elettromagnetismo di minore densità Quando ogni particella (denso aggregato) passa nelle vicinanze di un essere vivente, sembra che l’immagine della forma di quest’ ultimo si curvi sulla ed oltre la particella, dando la falsa sensazione che la particella sia effettivamente quel banale oggetto; quando si avvicina alla propria destinazione (il metodo di determinazione di un particolare bersaglio non è ancora noto), la particella si libra sopra la cellula bersaglio e quindi comunica chimicamente con essa spruzzando sulla sua superficie quelle che sembrano essere delle sostanze chimiche. Poi si posa ed inizia immediatamente un processo di rapida divisione che, infine, produce un ponte di cellule che collega la cellula bersaglio ad un’altra ad essa contigua. Le cellule del ponte interrompono le loro sequenze vitali in punti specifici, offrendo una sorta di biblioteca congelata da cui le cellule bersaglio delle alghe potrebbero desumere le necessarie informazioni per modificarsi e agevolarle. Un tubicino, dotato di un’estremità penetrante a forma di ago, penetra nel nucleo della cellula bersaglio e di quella all’altra estremità del ponte. Questo tubicino (denominato per scopi pratici lo Shiva Linga) si insinua lungo tutto il ponte fra le due cellule (la cellula bersaglio e quella posta all’altra estremità del ponte). Si può osservare il tubicino che penetra nel nucleo di tutte le cellule del ponte comprese fra le due sopraccitate. Dopo alcuni minuti, il ponte si stacca e si dissolve. La biochimica del medium circostante non ha rivelato alcuna traccia della sostanza che ha creato il ponte; è possibile che i ponti siano composti da qualche genere di elettromagnetismo condensato, che assume la forma di cellule. Le cellule danneggiate venivano esposte alle particelle. L’azione delle particelle Ganesh ha avuto come esito un ripristino, parziale o totale, della normale funzione cellulare. Si è di recente stabilito che le particelle Ganesh si attaccano alle cellule comuni, utilizzano l’ago del tubicino per penetrarne i nuclei ma non formano ponti verso altre cellule. Gli esiti della comunicazione fra le particelle Ganesh e le comuni cellule restano ignoti; le cellule dei ponti di collegamento sono inconsistenti e fragili come nuvole.
Si sta studiando la capacità di ripristino attribuita a queste particelle come possibile cura della neuropatia dei J-Rod, nei quali a tutt’oggi le particelle Ganesh non sono state usate in vivo. I teorici stanno anche lavorando al possibile uso del Lotus (componente dell’emissione della roccia + particella Ganesh + componente dell’interazione cellulare) per molte cose, dalla bonifica ecologica al modo in cui un suo uso potrebbe ripristinare alcuni aspetti all’interno del DCTP. Io resto contrario a qualsiasi applicazione sino a quando non se ne saprà assai di più in merito.
Il punto di origine di queste particelle è stato individuato; è il quarzo, cioè il vibrante cristallo di quarzo. Ho ordini precisi secondo cui “attualmente non ho facoltà di rendere pubblica la forma del quarzo né come il cristallo possa favorire il rilascio delle particelle Ganesh”; gli ordini in questione valgono anche per noti cambiamenti nel genoma delle cellule bersagliate dalle particelle Ganesh. Vi sono implicite tematiche relative ad armamenti che in questa sede non possono essere toccate; nondimeno sono sicuro che il presente scritto verrà integralmente sottoposto ad un qualche genere di classificazione! Le coppie base, decodificate dall’individuazione, a livello mondiale, di emissioni a frequenza ultra-bassa pari a 1,618033 Hz, sembrano corrispondere a determinate stringhe di base riscontrate nelle cellule bersaglio (malate) mentre queste vengono ripristinate tramite l’attività delle cellule del ponte create dalla particella Ganesh. Le stringhe, operando di concerto con i componenti virali interni al genoma (ciò che definirò la parte Vishnu del Lotus) sembrano avviare un rapido profluvio di alternanze genetiche di attivazione e disattivazione che favoriscono la riparazione cellulare; al momento non mi è concesso approfondire tale argomento. A proposito, se siete della Sweetness, oppure lavorate o cooperate con essa, non vi aiuterà comunque. In quasi ogni documento che ho compilato riguardo al Lotus, ho sottolineato che la particella Ganesh (che io ritengo potrebbe essere il seme della vita) è qualcosa con cui non bisogna scherzare e, in oltre, che può avere un ruolo nello schema superiore (l’Albero della Vita ed il Frutto dell’Albero della Vita), descritto dettagliatamente nella letteratura sacra propria di molte culture. In alcuni casi i miei avvertimenti si sono apparentemente dimostrati fondati. Alcuni tentativi di utilizzare questo progetto secondo modalità che avrebbero immediatamente portato ad una tecnologia applicata hanno avuti dei pessimi esiti su coloro che li hanno eseguiti. Mi sono stati riferiti nel dettaglio rapporti su esseri angelici, descritti in un modo assai simile a quello in cui si dice appaia un Kerubim[sic]. Un caso celebre verificatosi presso la Shady Rest ha avuto come esito lesioni fisiche per alcuni membri del personale ed ingenti danni materiali Altri rapporti, inerenti al team dello Staar Flower (che inizialmente chiamavo Star Flower…immagino che preferiscano di gran lunga la loro definizione!) presso la Frenchman’s Mountain, hanno riferito di gravi danni fisici e psichici al personale, unitamente alla perdita di alcuni suoi elementi. I presunti esseri hanno occhi rossi come la brace, facce multiple (quattro), e sono pericolosi per coloro che non tengono conto degli avvertimenti di tenersi a distanza.

Non si sa ancora se gli esseri della Frenchman fossero correlati a Lotus o alla presunta stargate. Gli esseri che, secondo quanto riportato, hanno provocato danni alla Shady Rest sono stati descritti in un modo che potrebbe indurre qualcuno a credere che siano Kerubim e, a quanto si dice, questi esseri hanno direttamente annunciato che Lotus è correlato al Seme ed al Frutto dell’Albero della Vita. State attenti! Questo è tutto ciò che vi posso dire. Io sto cercando di essere prudente e rispettoso.

Ci siamo avvalsi dell’assistenza di un osservatore a distanza assai professionale, che sta cercando di aiutarci ad aprire un sentiero sacro che non irriti coloro che apparentemente hanno la responsabilità spirituale di questo fenomeno. I risultati delle sessioni di osservazione a distanza ci sono stati di aiuto nel considerare il fenomeno da una prospettiva filosofica, spirituale e di geometria sacra. Alcuni potrebbero trarre la conclusione che una simile applicazione (anche in tale veste di consulenza) non è scienza. Mi sta bene. Continueremo ad usarla e ad inserirne i risultati nella corretta cornice di riferimento. Come ho dichiarato in precedenza in altri scritti: il Cosmo, la Vita, hanno preceduto lo strumento del capriccio umano, denominato metodo scientifico.

In conclusione, desidero ringraziarti della tua richiesta e dire che spero di averla in qualche misura soddisfatta. Suppongo che quando saremo arrivati al nostro comune destino, sapremo se questo progetto ha presentato qualche vantaggio. Perseguo un futuro privo della paranoia di progetti quali il Ram Dancer e, la sua inutile introduzione di un agente alla somma dell’umanità. In questo stato d’animo, e con gli aspetti di questo progetto di cui sono stato da poco (nelle ultime ore) informato e che, tristemente, non mi è concesso rivelare: Vedo un futuro riempito dal “Frutto di Luce dell’Amorevole benevolenza” e dal “Risanamento attraverso l’Unione”.

Distinti saluti,

DanBurisch

* Il Dr. Salla tiene conferenze accademiche nella School of International Service, American University, di Washington
D.C. (1996-2001), e nel Department of Political Science, Australian National University, di Canberra, Australia (1994-96). Ora è Ricercatore nella Residence in the Center for Global Peace, presso l'American University (2001-2004). E’ stato recentemente censurato e minacciato di licenziamento come ricercatore interno per le sue indagini sulla presenza aliena sulla Terra.

Di Giacomo Casale

fonte: usac.it/articoli/casale_dreamland.htm

DREAMLAND: L’EPOPEA DI DAN BURISCH ultima modifica: 2007-09-03T09:28:48+00:00 da Richard
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Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)