George Adamsky

Il Giornale Online
George Adamsky nacque in Polonia nel 1891 ma visse tutta la sua vita negli Stati Uniti. Appassionato e astronomo dilettante, scrutava spesso il cielo con i suoi telescopi, ai quali collegava una macchina fotografica, risiedendo nei pressi dell'Osservatorio astronomico di Monte Palomar.
Il 20 novembre del 1952 nel deserto dell'Arizona il polacco-americano Adamsky incontrò un uomo proveniente da Venere. Alto, biondo, bellissimo quest'essere comunica con lui telepaticamente. Quell'incontro fu il primo di una lunga serie. Dopo un mese dal primo contatto, raccontò di aver avuto l'opportunità di viaggiare a bordo di un astronave extraterrestre. Nonostante le incessanti polemiche, Adamsky tenne un gran numero di conferenze, presenziate da numerose persone, e scrisse alcuni libri nei quali raccontò le sue esperienze con le creature extraterrestri (A bordo dei Dischi Volanti, I Dischi Volanti torneranno, I dischi volanti torneranno) . Nel 1954 parlò di una fascia di anelli radioattivi che, nel corso del suo viaggio spaziale, avrebbe visto ruotare attorno al nostro pianeta.

La scienza ufficiale ne scoprì l'esistenza solo nel 1958 grazie all'ausilio dell'apparecchiatura tecnica installata a bordo dell'Explorer I, il primo satellite lanciato in orbita dal governo americano. Quello delle cosiddette fasce di Van Allen (che presero il nome dal fisico che le studiò) non rimane però un caso isolato. Adamsky descrisse altri fenomeni celesti, a quell'epoca non ancora conosciuti, e girò un buon numero di foto e filmati a ricognitori telemetrici e ad astronavi madre sigariformi. Ripetute analisi non rilevarono nelle immagini, tracce di contraffazione e alcune delle fotografie da lui scattate furono autenticate dagli autorevoli esperti dell'americana Metro Goldwyn Meier e della Eastman Kodak. Nel corso di uno dei suoi contatti, Adamsky ricevette un importante messaggio da un anziano essere extraterrestre, che gli venne presentato come un Maestro il quale si dichiarava profondamente preoccupato per le sorti del nostro pianeta, costantemente compromesso dal pericolo di un olocausto nucleare e dalla grave situazione ecologica che minaccia la sopravvivenza di ogni forma di vita.
Adamsky muore nel 1965 e viene sepolto ad Arlington nel Cimitero degli Eroi.

Messaggio ricevuto da George Adamski durante uno dei suoi viaggi a bordo di astronavi extraterrestri.
“Figlio mio, lei è stato condotto qui ed ha potuto vedere ciò che si trova all'interno di uno dei nostri apparecchi più piccoli e della grande astronave-madre. Ha viaggiato a bordo dell'uno e dell'altra, solo per una breve distanza, e tuttavia a sufficienza per acquisire conoscenze importanti, da trasmettere ai suoi simili sulla Terra. Ha veduto lo spazio aperto, che è costantemente attivo, pieno di particelle in movimento, dalle quali si creano tutte le forme. Non esiste né un principio né una fine. Nell'immensità dello spazio vi sono innumerevoli corpi che voi della Terra chiamate pianeti. Sono molto diversi per dimensioni, come tutte le forme, ma sono peraltro molto simili al suo mondo ed ai nostri, e quasi tutti sono popolati e governati da esseri come voi terrestri e come noi. Mentre alcuni stanno soltanto adesso raggiungendo una fase tale da poter ospitare forme di vita come le nostre, altri non hanno ancora raggiunto tale stadio di sviluppo. Lei deve comprendere, infatti, che i mondi sono soltanto forme, e che attraversano il lungo periodo di sviluppo di tutte le forme, dalla più minuscola alla più grande.

Ogni pianeta si muove in coordinazione con un certo numero di altri pianeti attorno ad un Sole centrale, con un movimento perfetto, formando un'unità, che voi terrestri chiamate Sistema. In ciascun caso, a quanto abbiamo appreso nel corso dei nostri viaggi, vi sono dodici pianeti in ogni sistema. Inoltre, dodici di tali sistemi sono sempre riuniti attorno ad un nucleo centrale che può venire paragonato al nostro Sole. Questi gruppi formano ciò che i vostri scienziati chiamano “universo-isola”. Abbiamo motivo di ritenere che dodici”universi-isola” costituiscono un'immensa unità della casa del Padre, che come dice la Bibbia terrestre ha “molte dimore”…e così via, all'infinito.

Sul nostro pianeta, e su altri appartenenti al nostro sistema, la forma che voi chiamate “uomo” si è sviluppata ed è progredita intellettualmente e socialmente, passando attraverso vari stadi di evoluzione, sino ad un punto che apparirebbe per inconcepibile ai popoli della Terra. Questa evoluzione è stata realizzata soltanto mediante l'adesione a quelle che voi chiamate leggi di Natura. Nei nostri mondi, viene invece conosciuto come adeguamento alle leggi della Suprema Intelligenza che governa il tempo e lo spazio.

Come lei ha visto, noi viaggiamo nello spazio con la stessa facilità con cui si attraversa una stanza. Attraversare lo spazio non è difficile per coloro che hanno imparato a dominare le leggi in forza delle quali tutti i corpi vivono e si muovono: uomini e pianeti. Si comprende allora che la distanza tra due di tali corpi nello spazio, o la distanza tra due mondi, non è affatto da intendersi così come la concepite nel vostro mondo.
Ricordi che un tempo la distanza tra le masse di terra del suo pianeta, che voi chiamate continenti, era considerata molto grande, ed era necessario molto tempo per recarsi dall'una all'altra. Ora i vostri aerei hanno invece abbreviato tale distanza, riducendola ad una frazione del tempo che era richiesto nel passato: tuttavia le distanze sono rimaste immutate. Lo stesso avverrà quando potrete ampliare la vostra conoscenza e apprenderete le leggi che agiscono nello spazio infinito.

Un altro aspetto della realtà di cui ancora non vi rendete conto, è che il corpo di qualsiasi essere umano può trovarsi a suo agio su tutti i pianeti. Sebbene vi siano alcune differenze nelle condizioni atmosferiche, dovute alla grandezza e all'età del pianeta, in effetti sono di poco maggiori rispetto a quelle che si riscontrano sulla vostra Terra tra il livello del mare e una montagna alta alcune migliaia di metri. Alcune persone risentono più di altre di tali cambiamenti, ma con il tempo riescono ad acclimatarsi.

Il suo mondo non è nella fase più infima di sviluppo dell'Universo. E' il meno evoluto tra quelli del nostro Sistema, ma al di fuori di questo vi sono altri mondi sui quali i popoli non hanno ancora raggiunto il vostro livello, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista scientifico. Inoltre, vi sono mondi in cui l'evoluzione si è spinta molto avanti in campo scientifico, mentre è rimasta ad un basso livello nel campo della comprensione personale e sociale, anche se è stata realizzata la conquista dello spazio.

Nel nostro Sistema, i popoli di tutti i pianeti, ad eccezione di quelli della Terra, viaggiano liberamente nello spazio: alcuni solo per brevi distanze, mentre altri superano distanze assai maggiori e giungono fino ad altri sistemi.
La vostra comprensione della vita e dell'Universo è molto limitata. Di conseguenza, voi avete molte concezioni errate a proposito degli altri mondi e della composizione dell'Universo: e conoscete così poco voi stessi! Tuttavia è anche vero che da parte di molti abitanti della Terra si manifesta un crescente desiderio di ricercare sinceramente una maggiore comprensione. Noi, che abbiamo già percorso il cammino che ora voi state compiendo, siamo disposti ad aiutarvi e a dispensare la nostra conoscenza a tutti coloro che sono disposti ad accettarla.

Il primo fatto di cui la sua gente deve rendersi conto è che gli abitanti degli altri mondi non sono diversi, fondamentalmente, dagli uomini terrestri. Lo scopo della vita, sugli altri mondi, è in sostanza identico al vostro. In tutta l'umanità, per quanto possa essere sepolto in profondità, vi è il desiderio di elevarsi a qualcosa di più alto. Il vostro sistema scolastico, sulla Terra, in un certo senso è modellato sul progresso universale della vita. Infatti, nelle vostre scuole, voi progredite di classe in classe e di scuola in scuola, verso un'istruzione più elevata e più completa. Allo stesso modo l'uomo progredisce di pianeta in pianeta e di sistema in sistema, verso una comprensione sempre più grande, verso un'evoluzione nell'utilità universale.

Voi sulla Terra siete vincolati da ciò che chiamate “tempo”. Ma anche secondo le vostre valutazioni del tempo, quando conquisterete il volo spaziale rimarrete sbalorditi della rapidità con cui potrete raggiungere altri pianeti. Per questa avventura, voi dovete trovare nuove parole. Voi dite che i nostri apparecchi, che chiamate Dischi, volano: e questa è una definizione che vale per il funzionamento dei vostri aeroplani. Ma in realtà noi non “voliamo” nel senso che intendete voi. Noi annulliamo l'atmosfera per mezzo di un procedimento meccanico, che voi indicate come “sospensione della gravità”. In tal modo, noi non siamo ostacolati dalla resistenza o dall'interferenza dell'atmosfera. Ecco perché i nostri apparecchi sono in grado di effettuare bruschi cambiamenti di direzione e di muoversi a velocità che hanno tanto sbalordito i vostri aviatori ed i vostri scienziati.

Potremmo dirvi molte cose per quanto riguarda il controllo della gravità: si tratta di una conoscenza che è necessaria, sia per lasciare un pianeta che per ritornarvi senza pericoli. Saremmo felici di trasmettervi questa conoscenza che ci è tanto utile, ma voi non avete ancora imparato a vivere in pace e in uno spirito di fratellanza, per il bene di tutti gli uomini, come abbiamo invece imparato noi sugli altri mondi. Se rivelassimo questo segreto a lei o a qualunque altro uomo della Terra e divenisse di pubblico dominio, alcuni dei vostri popoli si affretterebbero a costruire navi per viaggiare nello spazio, le armerebbero di cannoni, e partirebbero per tentare di conquistare e di sottomettere altri mondi.

Lei sa bene che, nel suo mondo, vi sono certi gruppi che hanno già rivendicato diritti di proprietà sulla Luna, con lo scopo di trasformarla in una base militare. Molti scienziati terrestri sperano, in un futuro non troppo lontano, di riuscire a costruire astronavi come le nostre, per viaggiare nello spazio. E' perfettamente possibile che questo avvenga. Ma agli uomini terrestri non sarà permesso di avventurarsi nello spazio in gran numero, né di rimanervi, fino a quando non avranno imparato ad abbracciare la vita universale vissuta dai popoli di altri mondi, anziché l'egoistica vita personale quale è conosciuta sulla Terra. E' inoltre dovrete imparare molte cose sullo spazio, poiché è appunto nello spazio che dovrete muovervi.

Come le è stato detto, noi viaggiamo nello spazio allo scopo di imparare. A bordo delle nostre navi vi sono molti strumenti, alcuni dei quali sono già stati mostrati, e molti altri che non ha ancora veduto. Per quanto voi terrestri abbiate incluso tutti i nostri apparecchi nella categoria dei Dischi Volanti, abbiamo veicoli spaziali di molti tipi e di grandezze diverse, con diverse funzioni. I più grandi non si sono mai accostati all'atmosfera del vostro mondo: anzi, non si sono mai avvicinati a meno di parecchi milioni di chilometri dalla Terra. Non possiamo mettere a repentaglio le vite delle migliaia di persone che viaggiano a bordo di quelle astronavi gigantesche, perché se accadesse qualcosa che imponesse un atterraggio forzato sulla Terra prima che vostri popoli abbiano raggiunto una maggiore comprensione, i nostri correrebbero un grave pericolo.

Figlio mio, lo scopo principale che ci ha portati vicino alla Terra in questo periodo è avvertirvi del grave pericolo che oggi minaccia i terrestri. Poiché sappiamo molto di più di quanto tutti voi possiate immaginare, riteniamo sia nostro dovere illuminarvi, se possiamo. I vostri popoli possono accettare la conoscenza che speriamo di trasmettere per vostro mezzo o per mezzo di altri, oppure rifiutarsi di ascoltare e autodistruggersi. La scelta spetta gli abitanti della Terra: noi non possiamo imporre nulla.

Durante il suo primo incontro con il nostro fratello qui presente, egli le ha fatto comprendere che le esplosioni delle bombe nucleari sulla Terra destano il nostro interesse. Eccone la ragione. Benché la potenza e le radiazioni delle esplosioni sperimentali non abbiano ancora varcato la sfera d'influenza della Terra, tali radiazioni mettono in pericolo la vita dei terrestri. Avrà inizio una decomposizione che, con l'andare del tempo, saturerà la vostra atmosfera degli elementi letali che i vostri scienziati e i vostri militari hanno racchiuso in quelle che voi chiamate bombe.
Le radiazioni liberate da tali bombe fino ad ora non sono pervenute molto lontano, poiché sono più leggere della vostra atmosfera e più pesanti dello spazio. Tuttavia, se l'umanità della Terra dovesse scatenare questa potenza in una guerra totale, una parte molto grande della popolazione terrestre verrebbe annientata, il suolo diverrebbe sterile, le acque avvelenate rimarrebbero prive di vita ancora per molti anni.
E' possibile addirittura che il corpo stesso del vostro pianeta rimanesse mutilato al punto di distruggere il suo equilibrio nella nostra galassia.
Questi sarebbero gli effetti che riguarderebbero direttamente il vostro mondo. Per noi, viaggiare nello spazio potrebbe divenire difficile e pericoloso per un lungo periodo di tempo, poiché le energie liberate da tali esplosioni multiple penetrerebbero oltre la vostra atmosfera fin nello spazio aperto.

Come sa, poiché conosciamo l'uso e il controllo di energie assai più potenti di quelle che i nostri fratelli terrestri hanno imparato ad adoperare, noi potremmo, se lo volessimo, annullare la vostra potenza con una potenza ancora più grande. Ma si ricordi ciò che le è stato detto. Noi non uccidiamo i nostri simili, neppure per autodifesa. Noi cerchiamo, e continueremo a cercare, di impedire una guerra del genere, portando ai terrestri la conoscenza delle conseguenze della loro azione. Infatti, nessuno scatena una guerra se non per ignoranza.

E non c'è uomo al mondo che non abbia sognato, almeno una volta nella sua vita, ciò che voi chiamate utopia, il mondo quasi perfetto. Non vi è nulla che l'uomo ha immaginato che non sia realtà in qualche altro luogo. Perciò, non vi è nulla di impossibile da realizzare. Anche per voi terrestri questo è possibile. Per noi degli altri pianeti della nostra galassia, tutto questo è oggi realtà. Sulla Terra, vi sono alcuni che hanno esclamato:”Ma quanto deve essere monotona la perfezione!”. Invece non è affatto così, figlio mio, perché vi sono diversi gradi di perfezione come vi sono gradi diversi in tutte le cose. Sui nostri mondi noi siamo felici, ma non ristagnamo. E' come quando un uomo raggiunge la cima di una collina vista dal basso e gli si presenta allo sguardo un'altra collina: lo stesso avviene sempre con il progresso. La valle che si estende nel mezzo deve venire attraversata, prima che sia possibile scalare un'altra vetta.

Comprendere le leggi universali, conduce in alto, ma nello stesso tempo impone certe restrizioni. Ciò che oggi è per noi, potrebbe essere anche per voi terrestri. Innalzati dalla vostra conoscenza, voi verrete impediti dalla vostra stessa conoscenza di agire animati dalla violenza nei confronti dei vostri fratelli. Voi vi renderete conto allora che la stessa convinzione, innata in ogni essere individuale, che lo spinge a sentire di avere il divino privilegio di decidere la propria vita e di dar forma al proprio destino, anche se attraverso tentativi ed errori, è valida anche per ogni gruppo, per ogni nazione e per ogni razza dell'umanità.

Così come esistono molti sentieri che conducono in basso, lontano da ogni progresso, ve ne sono molti che conducono verso l'alto. Anche se un uomo può sceglierne uno, ed un secondo può sceglierne un altro, ciò non deve dividerli, poiché sono fratelli. In verità, l'uno può imparare molto dall'altro, se lo vuole. Infatti, nell'immensità della creazione infinita, non esiste una via che sia l'unica.
Sulla Terra abbiamo udito ripetere molte volte la frase: “La strada della felicità”. E' una bella frase, perché il progresso è felicità, e si incontra lungo tutta la via che porta in alto, fin dall'inizio. E la felicità affratella gli uomini nella tolleranza verso gli sforzi altrui, anche se questi sforzi possono essere di natura diversa.

Non vi è nulla di irrimediabile, per quanto riguarda la vostra Terra ed i suoi abitanti: manca soltanto la comprensione del fatto che essi sono solo bambini nella vita universale dell'Essere Supremo. Le è stato detto che, nei nostri mondi, noi viviamo secondo le leggi del Creatore, mentre sulla Terra voi vi limitate tuttora a parlarne. Se voi viveste veramente già secondo i precetti che conoscete, i popoli della Terra non si massacrerebbero l'un l'altro. Lavorerebbero, invece, gruppo per gruppo, nazione per nazione, per conseguire il bene e la felicità nella parte del mondo in cui sono nati e che chiamano “patria”.

Io credo che i popoli della Terra rimarrebbero sbalorditi nello scoprire con quanta rapidità un cambiamento può verificarsi in tutto il pianeta. Ora che disponete dei mezzi per comunicare con tutto il mondo, messaggi che esortassero all'amore e alla tolleranza, anziché al sospetto e alla critica, troverebbero cuori disposti ad ascoltarli. Infatti, gran parte della popolazione della Terra è stanca di lotte e di dolori. Noi sappiamo che, come non mai, molti provano la sete di conoscenza che assicuri loro la liberazione. Sappiamo che nelle loro menti vi sono paura e confusione, perché hanno visto e subito i risultati di due grandi guerre che sono servite esclusivamente a gettare i semi di un'altra guerra.
Perciò non è troppo tardi, dacché vi sono dovunque, sul vostro pianeta, menti e cuori ricettivi. Ma c'è poco tempo, figlio mio! Perciò vada, con la benedizione del Padre Infinito, a svolgere la sua missione, e aggiunga la sua voce a quella di coloro che diffondono il messaggio di speranza.

Nell'immensità dell'Infinito vi sono molte forme. Ha potuto vederlo nel corso delle due visite alle nostre astronavi, al di là dei confini dell'atmosfera del suo pianeta. Tali forme di vita variano in grandezza, dalle particelle di polvere infinitamente piccole, invisibili agli occhi umani, fino ai pianeti ed ai soli più grandi, che sono innumerevoli. Tutti sono immersi nell'oceano di un'Unica Potenza, alimentati da un'Unica Vita.

Sul vostro mondo, voi avete assegnato nomi alle molte forme che vi avete visto: uomo, animale, pianta, e così via. I nomi servono soltanto per la percezione dell'uomo, mentre nell'oceano infinito sono inutili e insignificanti, nelle forme in cui li conoscete. L'Intelligenza Infinita non può darsi un nome, perché è completa e perfetta. E tutte le forme hanno sempre dimorato, e dimoreranno sempre nella Totalità.

Tra le molte forme, quella che voi chiamate “uomo” afferma di possedere l'unica vera intelligenza, sulla vostra Terra. Tuttavia, questo non è vero. Nel vostro mondo e dovunque nell'Universo sconfinato, non vi sono manifestazioni che non esprimano l'intelligenza, in cuna certa misura. Infatti, il Divino Creatore di tutte le forme si esprime attraverso la Creazione: è la sua manifestazione, un'espressione-pensiero della sua intelligenza.
In quanto uomo, lei non è niente più e niente meno di questo. Infatti la vita stessa da cui è alimentata ogni forma, e l'intelligenza che si esprime per suo mezzo, è un'espressione divina.

Nella stragrande maggioranza, gli uomini della Terra non sanno questa verità, e trovano molte pecche in tutto ciò che sta al di fuori del loro io personale, perché non si rendono conto che ogni forma esprime il proprio scopo e rende il servizio per il quale è stata creata.
Non esiste una forma che sia in grado di giudicarne un'altra, poiché tutte le forme sono soltanto i servitori dell'Unico Supremo. Nessuno sa tutto ciò che vi è da sapere, perché nessuno conosce tutto ciò che è: e questo è noto solo all'Onnisciente. Ma tutte le forme, servendo umilmente e con zelo, acquistano una maggiore comprensione della fonte da cui ricevono la loro saggezza: la stessa forza vitale grazie alla quale esistono.

Nella concezione completa, tutte le manifestazioni di tutte le forme sono come fiori bellissimi in un immenso giardino, in cui sbocciano molte specie di molti colori, in un'armonia generale. Ogni fiore sente se stesso attraverso la manifestazione di un altro. Ciò che sta in alto abbassa lo sguardo verso ciò che sta in basso. I colori svariati costituiscono una delizia per tutti. I modi dello sviluppo destano il loro interesse e intensificano il desiderio della realizzazione. Osservando la bellezza che dorme e che gradualmente, in un giorno o in un secolo, si dispiega, si scopre gradualmente la concezione generale, nel colore e nella fragranza dolcissima. Ogni fiore si gloria della propria funzione, del servizio reso agli altri; e a sua volta riceve da tutti gli altri. Tutti, in questo immenso panorama di bellezza, donano e ricevono, e sono i canali attraverso i quali fluisce una melodia che proviene dall'Altissimo.

Perciò, alcuni servono ai piedi del trono, mentre altri servono al di sopra del trono e attorno ad esso. Ciascuno si fonde con tutti gli altri, ed esprime esclusivamente gioia, perché ha il grande privilegio di servire.
Lo stesso si può dire dell'espressione umana: lei sa bene che l'uomo avrebbe dovuto imparare a vivere in conformità con questa legge, fin dall'inizio della sua presenza sul vostro mondo. Ma non riuscì ad imparare questa lezione: se l'avesse imparata, la vostra Terra sarebbe stata un giardino di gioia: il giardino di un eterno desiderio di servire. Ma l'uomo, nella sua assenza di comprensione, ha distrutto l'armonia della sua presenza sulla Terra. Vive nell'inimicizia verso il suo simile, e la sua mente è divisa, in preda alla confusione. Non ha mai conosciuto la pace, non ha mai visto la vera bellezza. Per quanto si glori delle sue conquiste materiali, vive tutt'ora come un'anima perduta.

E chi è l'uomo che vive in queste tenebre? E' il mortale che non ha saputo servire l'Immortale! E' colui che parla della “Via”, ma non la ricerca. E' colui che teme tutte le cose che stanno al di là della comprensione della sua mente incatenata. E' colui che ha rinnegato il desiderio del suo spirito.
L'uomo è diventato, lentamente, paura: una paura che sta costantemente in guardia contro tutte le forme di vita, contro tutte le cose. Infatti, se questa paura si allontanasse dalla propria ombra, cesserebbe di esistere. E' questo che fa dell'uomo un prigioniero, fino al termine della sua esistenza mortale.

In verità, l'uomo oggi vive desolato sulla Terra, oppresso dalla paura e dal timore di ciò che chiama morte, la fine della sua vita mortale, solo nel deserto delle sue tenebre personali. Eppure è stato l'uomo stesso a causare la desolazione che ora deplora con tanta amarezza, perché non ha voluto servire come servono tutte le forme più umili che lo circondano. Invece, l'uomo continua a distruggere le manifestazioni di altre forme di vita, con il solo scopo di sopravvivere. Non è riuscito a comprendere la ricchezza che esse avrebbero potuto donargli, se avesse permesso loro di servire come erano destinate a fare.

Ahimè! Il campicello dell'uomo, sulla Terra, è veramente sterile. I semi che getta nella sua limitata comprensione portano soltanto frutti amari. Ma egli continua a rimanere incatenato alla sua ignoranza, ripete i suoi errori nel corso dei secoli, e spera ancora di trovare ciò che il suo cuore desidera, ciò che tutta la sua anima invoca. L'uomo teme di allontanarsi dalle fondamenta della Terra, gettate da lui stesso, per timore che vengano occupate da qualcun altro, e alla fine non avrà nulla. Perciò sta in guardia contro ciò che non è eterno ma che, per il momento, si trova in un processo di cambiamento e di decadenza: i suoi occhi sono ciechi a ciò che accade.

Ha imprigionato in se stesso la luce che avrebbe potuto guidarlo sulla via dell'Unità Eterna: una gioia raggiunta da tutti coloro che hanno saputo percorrere quella via. Costoro sono i servi, i figli e le figlie dell'Unico Padre, in tutti i mondi: il Padre, creatore di quel campo bellissimo dalle molte forme, dai molti colori, dalle molte sfumature, dalle molte altezze e dalle molte profondità, dalle molte delizie che esprimono, giorno e notte, un canto corale di armonia celestiale, al quale tutti possono partecipare.
Figlio mio, non deve scoraggiarsi se sulla sua Terra deve affrontare il ridicolo e l'incredulità. Con la comprensione che noi le abbiamo donato, adesso comprenderà perché non può essere altrimenti. Dica ai suoi fratelli e alle sue sorelle ciò che ha imparato. Vi sono molti che hanno cuori e menti aperte, ed il loro numero continuerà ad aumentare.

Fonte: associazionesaras.it

George Adamsky ultima modifica: 2008-01-17T17:42:25+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)