Il Centro Ufologico del Brasile intervista Maurizio Baiata

Il Giornale Online
Milton Dino Frank Junior, Presidente del Brazilian Ufology Center (CUB), ha intervistato Maurizio Baiata, direttore della rivista “Area 51”. Il sito del CUB riceve più di 250.000 visite al mese. Fra i ricercatori intervistati, James Carrion, Robert Rosamon, Stanton Friedman, Clas Svan, Harold Soevik, George Simpson, David Sereda e molti altri.
Da parte del CUB, questa è la prima intervista con un ufologo italiano.

Gli Alieni mi hanno Salvato la Vita

1) Perchè Lei ha cominciato a studiare e a fare ricerche di Ufologia? Ha mai visto un UFO? Se sì, come è stata la Sua esperienza?

Come per tanti di noi, l’Ufologia mi ha interessato sin da adolescente. Negli anni 70 ho collaborato con i più imporltanti magazines musical italiani pubblicando centinaia di articoli e dirigendo diversi music editorial departments. Dal 1980 mi sono trasferito a New York dove ho trascorso 7 anni. Negli USA ho imparato cosa vuol dire giornalismo investigativo e ne ho applicato i principi alle mie indagini sugli UFO e alla questione dei contatti ET.

– Primo avvistamento a Coba (Tulum, Mexico). Agosto 1985: luci provenienti dal cielo che scendevano ed entravano nella laguna di Coba, per poi uscirne e tornare in cielo (due altri testimoni oculari).

– Roma 1992: oggetto luminoso ad altissima velocità, che si ferma tre volte in cielo e si divide in tre parti (diversi altri testimoni oculari).

– Monterotondo (Roma), Giugno 2006. Avvistamento di una grande sfera luminosa sulla verticale della mia abitazione a circa 200 metri dal suolo (altro testimone oculare, mia madre)

2) Quali sono stati i casi di UFO più interessanti che Lei abbia studiato?

Indagini personali approfondite:
– “Caso Guardian” (Carp, Ontario, 1989-1990)
– “Incidente di Roswell” : ho dedicato circa 20 anni di ricerche a questo caso.
– “Caso Filiberto Caponi” (Pretare d’Arquata). Foto di presunta creatura anomala.
– “Caso Philip Corso”. Ho conosciuto molto bene il Colonnello, ho pubblicato in Italia il suo diario “Dawn of a New Age”. Ho condotto indagini sul periodo da lui trascorso in Italia (1943-1946) verificando l’attendibilità delle sue dichiarazioni e del suo curriculum militare.

3) Lei crede nei casi di rapimento da parte degli UFO? Ha già trattato qualche caso di persone che sono state rapite?

Assolutamente sì. Ho incontrato e intervistato più volte i maggiori ricercatori internazionali e ho studiato diversi casi di rapimento in Italia, come quelli di Pierfortunato Zanfretta e di Valerio Lonzi. Le più avanzate ricerche sulle abduction in Italia sono state realizzate dal dottor Corrado Malanga, al quale mi legano amicizia e stima, pur non condividendo la sua visione negativa del fenomeno. La mia posizione si ricollega ad una visione di “ibridazione cosmica” con finalità, comunque, ancora nella maggior parte sconosciute.

4) Secondo Lei, quali sono i principali casi di UFO in Italia? Perchè?
– Il flap UFO dell’Adriatico è probabilmente il più importante, perché nel 1978 interessò una grande fetta del paese lungo le zone costiere, con testimonianze inoppugnabili, fino a suscitare un interesse mediatico senza precedenti in Italia.

– Caso Maresciallo Aeronautica Militare Italiana, Luigi Russo, che nel 1975 presetava servzio in una base Nato nel Trentino. Un astronave discoidale (tipo Meier) staziona sulla base, sotto gli occhi di diversi militari. Caso insabbiato.

– Il caso della pineta La Roccaccia (Tarquinia, Viterbo), avvenuto nel Dicembre 1997. Una possibile interazione UFO con conseguente abbattimento di decine di alberi secolari in una vasta aerea boschiva. Secondo le indagini condotte all'epoca dai miei migliori collaboratori, in concomitanza con l'emanazione di un'enorme energia a distanza ravvicinata dal suolo, venne avvistato un UFO. Una piccola Tunguska italiana.

5) Secondo Lei, come deve essere condotta una ricerca ufologica? Quali qualità deve possedere un ricercatore di Ufologia?

Ci si deve basare sulla verifica delle testimonianze e sui dati ottenuti dall’inchiesta sul campo, con controlli incrociati.

Le qualità di un buon Ufologo? Coraggio, istinto, passione, indipendenza critica, capacità di analisi, massima attenzione alle strategie di cover-up sia delle Autorità, sia dei capi dei gruppi ufologici che si ritengono accreditati dallo Stato, ma non lo sono.

6) Secondo Lei, quale sarà il futuro dell'Ufologia?

Si verificherà una spaccatura sempre più netta tra l’Ufologia tradizionale (mainstream) e l’Esopolitica. Questo avverrà perché l’Ufologia tradizionale è arroccata sulle sue posizioni più antiche (nuts and bolts) e non riesce ad aprirsi ad altri orizzonti, quali soprattutto le esperienze di Contatto/Abduction. Un esempio da seguire, fra i ricercatori, dovrebbe essere quello dello psichiatra John Mack che, nonostante la sua scuola razionalista, si era orientato verso studi che prendevano in considerazione l’inidviduo e il genere umano della Terra, nel loro essere al centro di una trasformazione epocale, anche e soprattutto metafisica e cosmica.

7) Attualmente Lei fa parte di un gruppo di Ufologia? Potrebbe dirci qual è questo gruppo e quali attività svolge? Può dirci quali casi state studiando?

Attualmente non faccio parte di nessun gruppo di ricerca. Non credo che organizzazioni verticistiche, dominate da implicazioni che poco hanno a che fare con la libera ricerca e la divulgazione delle informazioni sul fenomeno UFO/ET, possano contribuire alla crescita di una nuova generazione di Ufologi.

8) Che cosa direbbe ad un giovane che desidera diventare un ricercatore di Ufologia?

Di pensare con la propria testa e di cercare di sviluppare una visione della vita che, pur rispettando il lavoro condotto per decenni da grandi studiosi, non abbia paura di esprimersi e di sentire dentro di sé il richiamo di altre intelligenze che sono fra noi certamente da sei decenni, ma probabilmente dall'alba dell'Uomo su questo pianeta.

9) Potrebbe raccontarci un po' come funziona l'Ufologia in Italia? Il governo la appoggia o la ostacola, nascondendo alla popolazione i fatti considerati
ufologici? Cosa ne pensa?

L’Ufologia in Italia funziona male. E’ frazionata, divisa e contrassegnata da invidie e veleni, una situazione che l’ha terribilmente indebolita di fronte all’opinione pubblica. E’ dunque rappresentata da vecchie associazioni che, nonostante il prezioso lavoro svolto dai loro collaboratori, si pongono soprattutto il problema del proprio presunto prestigio e di ottenere l’approvazione delle istituzioni. Questo è illusorio e sbagliato, ma è stato voluto e studiato – verso la fine degli anni Novanta – per favorire il mantenimento dello “status quo” e dell’ignoranza della gente rispetto alle questioni fondamentali e alle profonde implicazioni del fenomeno UFO/ET in chiave esopolitica. Le autorità, a livello politico, non fanno nulla pubblicamente, lasciando le patate bollenti nelle mani dell’intelligence (militare e civile), infiltrata ovunque nei luoghi di potere. Le autorità scientifiche sono totalmente bloccate dal peso del CICAP, omologo dello CSICOP americano, sempre presente sui media nazionali con le loro schiere di debunkers. Intelligence e debunking sono il male assoluto dell’Ufologia italiana. Un ruolo diverso lo svolge la Chiesa, in ritardo sui tempi, ma secondo me in possesso di grandi conoscenze su questi argomenti.

10) Per concludere, vorrei che lasciasse un messaggio per il Centro di Ufologia Brasiliano, che attualmente conta più di 41.300 membri. La ringrazio per l'intervista e Le ricordo che le porte del Centro di Ufologia Brasiliano saranno sempre aperte per Lei.

Come messaggio, mi riferisco ad una definizione del fenomeno UFO che a me piace molto: “Gli UFO sono il prodotto di intelligenze sconosciute, in possesso di motivazioni e poteri sconosciuti”. Purtroppo non ricordo chi lo abbia detto, ma sono assolutamente in linea con tale definizione, che schiude scenari chiari e netti per la comprensione del fenomeno. Un Ufologo non deve studiare le luci nel cielo, ma porsi innanzitutto il problema di quali energie ed intelligenze stiano dietro il manifestarsi degli UFO.

Sono io a ringraziare il Centro di Ufologia Brasiliano, per questa meravigliosa opportunità. Con molta gratitudine verso Rafael, per la sua eccellente traduzione in italiano delle domande.

Ricordo sempre con affetto la settimana trascorsa a Brasilia per il Primo Forum Mondiale di Ufologia. Fu un’esperienza umana e di conoscenza che non dimenticherò mai. Il Brasile è una Terra di Contatto.

Fonte: Dnamagazine.it


Il Centro Ufologico del Brasile intervista Maurizio Baiata ultima modifica: 2007-08-21T12:53:16+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)