IL CERVELLO POLIFONICO

Il Giornale Online
Il 17 giugno era uscita una news riportata da yahoo notizie e di seguito il 7 luglio anche il New Scientist ne ha parlato.

A una parte di tale esperimento si riferisce il video in basso in cui è possibile vedere che le aree del cervello oscillano su frequenze diverse individuando per es. zone discordanti o “stonate” che in casi specifici possono indicare squilibri o patologie.

Insomma, il cervello “suona”. Dopo la risonanza magnetica (scansione cerebrale) che permette di vedere le aree cerebrali, la “sonorità” sembra essere un condizione ancora più profonda o basica di espressione di coerenza o incoerenza cerebrale. Proprio come uno strumento musicale accordato, da accordare, scordato…

Come testimoniano i ricercatori del Dipartimento di Scienze cliniche Luigi Sacco dell'Università degli Studi di Milano: “Un metodo diretto per ottenere informazioni sulla struttura di un sistema consiste nel perturbarlo direttamente, per poi esaminarne la vibrazione, la cosiddetta frequenza naturale. Per esempio, istintivamente – spiegano – battiamo con le nocche sulla superficie di un oggetto per capire se questo è cavo o pieno”.

Quindi anziché guardare solo la scansione da ora in poi si rende possibile ascoltare il cervello – sottolinea il New Scientist (e in seguito chissà anche gli organi, ndr) e questa può essere una vera e propria rivoluzione nel campo delle neuroscienze. Certo il fantomatico autore biblico che ha affermato: «E primo fu il Verbo», che altro non sembra che un suono coerente o splendidamente accordato, non troverebbe il fatto poi così rivoluzionario… ma la Scienza si sa, ha bisogno di scoprire laddove sembrerebbe più un “riscoprire”

Al Trinity College il cervello si ascolta per capire la schizofrenia e per la diagnosi dei disturbi psichici. Dan Loyd, infatti, filosofo del Trinity College, nel Connecticut, ha ideato un sistema ingegnoso (vedi video in basso) per ascoltare l'attività delle aree cerebrali.

“Il software – riporta Oggi Scienza ha delle analogie con i programmi di musica generativa che si basano sulle immagini – come il famoso Koan, utilizzato anche da Brian Eno – Il sistema di Loyd infatti traduce in suono le immagini fMRI (risonanza magnetica funzionale) del cervello: prima vengono identificate le regioni che si attivano in sincrono, poi viene assegnata una frequenza sonora a ciascuno di questi raggruppamenti. Il software successivamente crea della musica basandosi sulle aree attive, con un volume che corrisponde all'intensità di attivazione di ciascuna regione.

L'uso del suono (in alternativa alle immagini) per codificare l'attività cerebrale ha dei vantaggi: il nostro orecchio infatti è in grado di cogliere delle regolarità temporali che il nostro occhio non riesce a percepire – o percepisce in maniera diversa – e ci permette quindi di isolare delle componenti del segnale che restano altrimenti non osservabili”.

La “musica” o la sonorità che si sente non è affatto spiacevole, a voi che ve ne pare?
Qualcuno l'ha già messa nella sua playlist!

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Fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/il-cervello-polifonico.php

IL CERVELLO POLIFONICO ultima modifica: 2009-07-23T16:08:34+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)