LA GUERRA SEGRETA – Intervista a Kerry Cassidy del Project Camelot

Il Giornale Online
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di Lavinia Pallotta

Il 10 maggio 2009 ho potuto intervistare Kerry Cassidy, responsabile, con Bill Ryan, Project Camelot. L’intervista è stata pubblicata sul numero 8 di “X Times”. Essendo in attesa delle risposte di Bill, sulla rivista avevo omesso l’ultima domanda rivolta a Kerry, con la quale intendevo chiudere entrambi gli interventi. Per diversi motivi, la parte relativa a Bill Ryan è stata rimandata. Di seguito riporto dunque lo scambio con Kerry, integrato con la sua ultima risposta sulla “fine del mondo”…

Il primo rivelatore intervistato da Bill Ryan e Kerry Cassidy fu Mr. X che, nel 2005, raccontò di essere stato ingaggiato, in qualità di archivista, da una compagnia aerospaziale statunitense, e di aver catalogato documenti riguardanti gli UFO, la vita extraterrestre e il caso Roswell. Da quel giorno, con il Project Camelot, Bill e Kerry hanno raccolto e divulgato una quantità incredibile di informazioni, grazie alle testimonianze di insider dell’intelligence e persino dei gruppi di potere che, nell’ombra, governano il mondo. Bill, dotato del tipico humor britannico, si definisce lo “Scully” della coppia – ma sono in coppia solo professionalmente – perché più pragmatico e scientifico. Kerry è una donna di grande esperienza, intelligentissima e molto collaborativa. Lui vive in Inghilterra, lei negli Stati Uniti.

Lavinia Pallotta: Come e perché avete creato il Project Camelot?

Kerry Cassidy: «Dopo quasi diciannove anni di lavoro a Hollywood, in diversi settori dell’industria cinematografica, mi ero stancata dei muri che mi si paravano dinnanzi quando cercavo di passare dal livello dello sviluppo esecutivo a quello di produttore indipendente. Ero riuscita ad acquisire i diritti sulla storia dei Wingmakers, parlando con il creatore, James e il suo webmaster, Mark Hempel, ma avevo nel cassetto molti altri progetti, tra cui uno basato sui libri di “Montauk” di Peter Moon, e sceneggiature scritte da me, che stavo facendo girare nell’ambiente. Riuscii a presentare “Wingmakers” ai responsabili per lo sviluppo di Spielberg (per intermediazione di Kethleen Kennedy), James Cameron, Ridley Scott e Alejandro Gonzales Inarritu. Rifiutarono tutti. Avendo di Hollywood una certa esperienza, mi resi conto che il problema ero io, non il progetto.

Ero una sconosciuta e dovevo farmi un nome perché le mie proposte venissero prese in considerazione. Così, nel 2005 cominciai a frequentare convegni ufologici, per raccogliere informazioni che mi aiutassero nella stesura di alcune sceneggiature di fantascienza che stavo scrivendo. In seguito, comprai una videocamera per realizzare un documentario sugli UFO. Volevo far conoscere al pubblico la verità ma anche farmi un nome per diventare produttore/regista. Facevo progressi con le mie interviste in stile “prigioniero di guerra davanti all’obiettivo” e continuavo a frequentare convegni. Quando andai all’UFO Festival di Laughlin, avevo in programma un’intervista con Bill Ryan, all’epoca il webmaster del Project Serpo, e Bill Hamilton.

Dopo un’affascinante chiacchierata con Bill Hamilton, venne il turno di Ryan. Pensavo che, essendo solo il webmaster, non sapesse molto, ma mi sbagliavo. Il suo giudizio sul caso Serpo era estremamente equilibrato, obiettivo, e si dimostrò molto disponibile a rispondere alle mie domande, spesso pungenti. Era dotato di un raro senso dell’umorismo e un’altrettanto rara umiltà. Terminata l’intervistaciammo continuammo a parlare, e a microfoni spenti mi rivelò qualcosa in più su se stesso e sulle circostanze del suo coinvolgimento nel caso. La sera seguente cenammo insieme discorrendo per ore di UFO, cospirazioni e moltissimi altri argomenti. Era un conversatore brillante, ci divertimmo un sacco e decidemmo di restare in contatto, una volta tornati a casa.
Dopo essere stata in Egitto, per il tour del Solstizio del 2006, guidato da Jordan Maxwell e William Henry, feci una deviazione e andai a trovare Bill in Inghilterra, visitare Stonehenge e altri siti. Andammo a Tintagel, considerato una delle dimore di Re Artù, dove feci esperienza di una sorta di flash-back, o “visione” di una vita precedente. Provai la forte sensazione di unità con Bill, e di legame con quel posto. Quando ero piccola, uno dei mie libri preferiti era “Once and Future King”, che rileggevo continuamente. Forse ho un legame con quell’epoca, che avevo dimenticato.

Non avevo idea di dove, quella strana connessione, avrebbe portato me e Bill, ma fu allora che allora che decidemmo di creare il Project Camelot. Fu un’idea che ci venne quasi all’unisono. Scegliemmo il nome, e decidemmo di unire le nostre capacità professionali, lui di scrittore e webmaster, e io di regista e sceneggiatrice. Volevamo cercare dei rivelatori e fare pressione per un disclosure, e, ello stesso tempo, svolgevamo indagini sui misteri del nostro mondo, per aprire gli occhi delle persone su quanto sta davvero accadendo. Mentre gestiva il sito del caso Serpo, Bill era stato avvicinato da un potenziale rivelatore che viveva nella California meridionale, dove abitavo all’epoca. Fu così che realizzammo la prima intervista. Il testimone era Mr. X».

L.P.: Fra coloro che denunciano l’esistenza di un Nuovo Ordine Mondiale, NWO, sembra prevalere l’idea di un governo occulto che tiene il mondo sotto controllo. Sul vostro sito web, invece, avete scritto che secondo le vostre fonti, questi “controllori non hanno il controllo”. Cosa significa? Quali testimonianze ve lo fanno pensare?

K.C.: «Uno degli obiettivi che ci prefiggiamo, con queste interviste, è scoprire chi sono i controllori e che cosa li motivi. È un quadro complesso. Le risposte si possono trovare in alcune testimonianze, come in quella di Leo Zagami (foto in basso), un insider degli Illuminati, che si è fatto avanti per un breve periodo e ha raccontato cosa stia realmente accadendo dietro le quinte della politica mondiale, con il Vaticano, l’influenza extraterrestre sul Vaticano e gli Illuminati.

I membri delle facoltose linee di discendenza sono pesantemente coinvolti nell’occulto, e profondamente influenzati da ET negativi o “involuti”, come una parte dei grigi e dei rettiliani. Un altro aspetto delle società segrete è l’influenza dei Nazisti che dalla Germania, dopo la Seconda guerra mondiale si è spostata in America e in Sudamerica, in Tibet, e via dicendo. Le ricerche di Jim Marrs e del dr. Joseph Farrell sono esplicative a questo riguardo.

Credo che questa citazione di Farrell riassuma perfettamente la situazione. “Nel mio libro ‘Nazi International’, cerco di mettere in evidenza che i nazisti del dopoguerra non erano solo piccoli gruppi di criminali di guerra rannicchiati e impauriti, riuniti in piccole comunità nell’America latina e altrove. Al contrario, erano organizzatissimi, ben finanziati, disponevano di una loro intelligence e continuavano le ricerca avviate durante la guerra”. Farrell, Marrs come anche Richard Hoagland denunciano un’influenza nazista ancora molto attiva del nazismo dietro le scene, negli Stati Uniti e in altri governi…

La filosofia del Terzo Reich non è mai morta, è diventata sotterranea. Esercita una grande influenza sulla NASA, come dimostra la nostra intervista con Richard Hoagland e quella più recente con Joseph Farrell. I nazisti portati in salvo negli Stati Uniti con l’operazione Paperclip potrebbero essere in parte responsabili dell’inizio di quello che definiamo “Il Programma Spaziale segreto…”. La tecnologia nazista, come la “Campana”, possono aver influenzato il primo sviluppo della free energy, la bomba atomica e i viaggi nel tempo, prima con il Philadelphia Experiment e poi con il Montauk. Jake Simpson è stato uno dei primi rivelatori ad averci riferito che lo stato attuale della tecnologia classificata è circa diecimila anni avanti rispetto al settore pubblico, e procede a velocità impressionanti.

Quindi, perché i controllori non hanno il controllo? Come ci disse Henry Deacon, esistono fazioni all’interno degli “strati della cipolla” – “la menzogna è diversa per ogni livello”, una frase che Richard Hoagland ha usato per descrivere i livelli di segretezza, su una base di need to know. Queste fazioni si battono l’una contro l’altra, sono estremamente disorganizzate e, sostanzialmente, la destra non sa cosa fa la sinistra. In base a testimonianza come quella di Dan Burisch, un microbiologo membro del MJ-12 che ha lavorato nell’Area 51 con un extraterrestre, un P-52 Orion di nome Chi’el’ah, c’è la fazione dei Rothschild, negli Illuminati e la fazione dei Rockefeller.

A grandi linee corrispondono rispettivamente all’Europa vs gli Stati Uniti, ma sarebbe più appropriato fare una distinzione in base al culto di Satana di una parte, rispetto a quella che aderisce al cristianesimo. In un’intervista rilasciataci l’anno scorso, Leo Zagami ha parlato di divisioni nei ranghi e di lotte intestine. Lui stesso è stato un burattino nel loro gioco e quindi si è rifiutato di tornare con gli Illuminati. Secondo qualcuno, in realtà, non li avrebbe mai lasciati e ha simulato per seminare altro caos e disinformazione. Leo però ha ammesso di essere tormentato e ha riconosciuto di essere stato controllato.

La battaglia è ancora in corso persino ai più alti livelli tra chi detiene il controllo. Questo riguarda anche il MJ-12 o Commitee of the Majority, uno dei più alti livelli di potere nell’ambito del complesso militare industriale, presumibilmente creato da Truman per gestire la questione ET. Il Majestic si è ramificato fino a diventare il potere dietro al governo in America ed è costituito da entrambe le fazioni degli Illuminati.
Secondo Dan Burisch (a sx) questo potere si estende, addirittura, in tutto il mondo.

Il Looking Glass, la tecnologia di derivazione aliena usata per vedere il futuro o, per meglio dire, per prevedere i possibili futuri – si è dimostrato in errore molte volte quest’anno, quando eventi come la presidenza degli Stati Uniti, in cui Hillary Clinton doveva essere eletta, non si sono verificati. Il risultato è stato la comprensione e il riconoscimento, secondo Dan, che quanto detto in precedenza non ha più valore e che la linea temporale in cui pensavamo di trovarci, non è quella che si sta manifestando. Ci stiamo evolvendo e scriviamo il nostro futuro man mano, e a quanto pare nessuno ha il controllo sugli eventi dei prossimi anni.

Dietro a tutto questo c’è l’interferenza extraterrestre. Diverse razze hanno stipulato accordi con i governi, come ha spiegato dettagliatamente nella nostra intervista Luca Scantamburlo, un ricercatore italiano che conosce Cristoforo Barbato che, come molti italiani già sapranno, è stato contattato da un rivelatore del SIV (il servizio segreto vaticano) in merito all’imminente Pianeta X. Il gesuita, secondo Scantamburlo, ha rivelato anche che quando Eisenhower si incontrò con un gruppo di ET presso la Muroc Airfield, nel Febbraio 1954, James Francis McIntyre, ex arcivescovo di Los Angeles, che era presente, agì contro gli la volontà degli americani, andando in Italia per informare il papa. Vennero stretti dei patti, stipulati dei trattati con più di una specie ET.

Secondo Burisch, che ha partecipato ad alcuni di questi incontri in qualità di membro del Committee of the Majority, alcuni di trattati sono stati infranti, da ambo le parti. In alcuni di essi si permetteva un certo numero di abduction, che comportavano esperimenti di manipolazione genetica da parte degli alieni e forse, persino il sacrificio di esseri mani a questi esseri. Il puzzle, come ho detto, è complesso.

I controllori sono a loro volta minacciati dall’interno, come ha spiegato Benjamin Fulford (sopra), ex giornalista finanziario di Forbes Magazine, che vive in Giappone. Benjamin è stato il primo occidentale, in 500 anni, ad essere ammesso nelle società segrete asiatiche, che contano sei milioni di membri. In qualità di loro portavoce ha trasmesso un messaggio molto semplice agli Illuminati:

“Riconoscete che il vostro tempo è finito, ritiratevi senza combattere e permettete al mondo di svilupparsi come dovrebbe”. Se questo non dovesse accadere, ha detto Fulford, gli Illuminati dovranno vedersela con quasi 100.000 assassini professionisti affatto ben disposti nei confronti di queste élite auto-elette che governo il pianeta. Gli Illuminati creano il caos e governano tramite le guerre, facendo in modo che continui la fame nel mondo, creando virus genetici in laboratorio, scatenando guerre biologiche ai danni di determinate categorie etniche. Questo non è che un esempio della guerra tra le fazioni rivali in atto dietro le quinte e che ora si sta allargando alla sfera pubblica».

L.P.: Mi ha incuriosito particolarmente la storia di “Jake Simpson”, il rivelatore che avete incontrato in Thailandia. Jake ha detto di far parte dei “berretti bianchi”, una sorta di quinta colonna che si starebbe battendo per un mondo migliore. Cosa sappiamo di loro?

K.C.: «Dan Burisch e Marcia McDowell, ex membri del Majestic, fanno sicuramente parte dei cosiddetti “berretti bianchi”. Li conosciamo bene, abbiamo passato molto tempo in loro compagnia e sono nostri buoni amici. Possiamo affermare, inequivocabilmente, che sono mossi dalle migliori intenzioni, indipendentemente dal fatto che ci si trovi d’accordo con la loro filosofia o la loro politica. Si battono per l’umanità. Mike McConnell(foto in basso), ex Direttore della National Intelligence, è un altro berretto bianco. In un certo senso è il padre adottivo di Dan (Burisch, ndr). È una lunga storia.

Dimostrò coraggio nel Gennaio 2008, quando rilasciò il “National Intelligence Estimate” (NIE), indebolendo la rabbiosa determinazione dell’amministrazione Bush nell’attaccare l’Iran. Il NIE provò che l’Iran non era coinvolto nella fabbricazione di armi di distruzione di massa. E probabilmente ha contribuito ad ostacolare i piani di attacco dell’amministrazione di allora.

Un altro caso di berretti bianchi all’opera riguarda un episodio verificatosi alla Minot Air Force base, dove verremo fatte partire 6 testate nucleari. Dal North Dakota dovevano sorvolare il Pacifico, ma tornarono indietro a metà del volo a causa di un ordine impartito da qualcuno, che non sappiamo chi sia… L’incidente sembra presentare uno svolgimento simile a quello dagli assassini programmati. Secondo Jack Carter (pseudonimo) un aviatore della Minot intervistato nel Novembre 2008, i militari in due basi aeronautiche si comportarono in modo contraddittorio rispetto all’addestramento di sicurezza ricevuto e le procedure che devono essere messe in atto per prevenire proprio una simile evenienza.

Jake Simpson è un altro berretto bianco. In un certo senso qualsiasi rivelatore, in virtù del suo farsi avanti, indipendentemente dal suo passato, diventa un “berretto bianco” per definizione, perché decide di raccontare la verità, per come la conosce. Gran parte della testimonianza di Jake convalida la testimonianza di Henry Deacon, un altro rivelatore intervistato dal Project Camelot, e molti altri, sulle basi sotterranee, il gioco ad alto livello in atto dietro le quinte e i piani di riduzione della popolazione perseguiti dai poteri in essere con qualsiasi mezzo. Se le informazioni che abbiamo raccolto sono vere, molti eventi che avrebbero potuto essere distruttivi quanto la tragedia dell’ 11 Settembre 2001, e magari di più, sono stati sventati da queste persone coraggiose.

Se il Project Camelot ha potuto continuare sino ad oggi, in parte è dovuto al fatto che ci considerano un elemento importante dei loro tentativi di disclosure, per far conoscere al pubblico la vera guerra in atto. Alcuni insider, cinclusi Jake Simpson e Henry Deacon, ci hanno riferito che il Project Camelot è seguito con molta attenzione da entrambe le fazioni, e che abbiamo fan appassionati all’interno del contingente dei berretti bianchi di varie agenzie quali la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration, ndr) e la CIA. È in atto una guerra occulta per i cuori e le menti, se non addirittura per l’anima dell’umanità».

L.P.: Credi che Barack Obama faccia parte dei “berretti bianchi”, o è solo un’altra pedina del Nuovo Ordine Mondiale, e quindi non cambierà nulla, come sospettano molti “teorici della cospirazione”?

K.C.: «È presto per dirlo. Finora si è mosso secondo le loro regole ed è rimasto allineato. Non ho visto nulla che faccia pensare che stia deviando dal programma degli Illuminati. Tuttavia, c’è la possibilità che cambi rotta, opponendosi persino contro i controllori. Se lo facesse, probabilmente pagherebbe questo gesto con la vita e forse è proprio questo il piano».

L.P.: Stiamo attraversando una gravissima crisi finanziaria. Avete intervistato alcune persone “in the loop”, come George Green, ex banchiere. Puoi parlarci delle informazioni da voi ottenute su questo argomento?

K.C.: «George Green (a sx) è stato nel giro della finanza per un po’ di tempo. Previde la fine del dollaro, l’attuale recessione e i pignoramenti. Nelle interviste che gli abbiamo fatto, sia audio che video, parla di una reale possibilità di quella che chiama una “banking holiday”, in cui dopo un dato weekend di tre giorni, la banca non apre… Dove non ci sarà cibo nei supermercati perché i camion non consegneranno più e verranno lasciate in attesa che tutto riprenda. Secondo Green, dopo un weekend cominceranno a rubare il cibo e dopo di questo, arriveranno persino ad uccidere.

In questo scenario il dollaro sarà svalutato, nulla avrà più valore, cadranno i mercati e gli Stati Uniti si rifiuteranno di onorare il loro debito nazionale. Attualmente la Cina sta cercando di sostenere il dollaro con investimenti collaterali tangibili, come l’oro, i metalli, e varie industrie in Asia slegate dal dollaro. I cinesi sono preoccupati perché hanno investito molto nel dollaro. Fondamentalmente, l’economia statunitense è collegata a livello globale. Questo fa parte dello scenario del Nuovo Ordine Mondiale progettato per creare caos, diffondere virus che indeboliscano la popolazione per imporre, in fine, uno stato di polizia che eserciti un controllo ancora più rigido di quello attualmente in vigore. A George Green venne chiesto di costruire un campo di concentramento in Nevada – ma rifiutò – e partecipò a riunioni venivano discusse e pianificate in cui queste cose».

L.P.: Che idea ti sei fatta della situazione del nostro pianeta? Mi riferisco all’interferenza ET, all’evoluzione spirituale, ad un possibile “armageddon”, alla speranza di cambiare, se ne abbiamo…

K.C.: «Il nostro pianeta si avvicina velocemente ad un tempo in cui passeremo dalla terza dimensione passeremo in una quarta e poi in una quinta, a dell’evoluzione personale. Un numero sempre maggiore di persone sta cominciando a comprendere che viviamo in un universo multidimensionale. Chi non lo comprende, continuerà a vivere nella terza dimensione. Sulla Terra si manifesteranno dei cambiamenti, ma non penso si tratterà di un vero e proprio cataclisma. Potrebbero crearsi due mondi contemporaneamente. In quello passato nella quinta dimensione, sembrerà di essere andati avanti nel tempo. Alcuni la chiamano “ascensione”, ma è un termine controverso. Nemmeno i nostri rivelatori hanno una prospettiva esatta di ciò che sta accadendo. Non esiste un regolamento scritto. È qualcosa che è in atto e noi ne siamo co-creatori.

Faremo esperienza di ciò che vorremo, a livello animico. I nostri corpi fisici potrebbero opporsi al cambiamento. Alcuni vivranno mutamenti nel corpo, altri lasceranno il corpo per reincarnarsi in un livello superiore. Pochissimi si troveranno su più livelli contemporaneamente. Tutto questo avverrà, a quanto ho capito, tra il 2012 e il 2017. Credo che i Wingmakers, le informazioni di “RA” e di Ash’a’yana Deane (Anne Hayes) siano esposte dettagliatamente nella serie televisiva “Voyager”.

Molta conoscenza, a questo riguardo, è nascosta. Mentre evolvi, il tuo DNA cambia. Puoi accedere alla conoscenza indipendentemente da chi ascolti o da cosa leggi. È un’evoluzione spirituale in cui potrai abbracciare il tuo sé superiore. Siamo stati aiutati da diverse razze extraterrestri, ma la responsabilità per il cambiamento è di noi tutti. Il tipo di transizione che vivremo, e il modo in cui la Terra gestirà la transizione, dipenderà da noi. Alcuni di noi, forse tutti, sono dei viaggiatori temporali che hanno il compito di aiutare questo risveglio e credo che io e Bill siamo tra questi».

Fonte: http://ilblogdilaviniapallotta.myblog.it/archive/2009/08/30/la-guerra-segreta.html

LA GUERRA SEGRETA – Intervista a Kerry Cassidy del Project Camelot ultima modifica: 2009-09-01T06:31:56+00:00 da Richard
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Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)