Ottobre 1995, Marsiglia, 4° congresso internazionale sugli UFO e le Abductions

[youtube=420,336]k6XHvgrH4yDna6IM3d&related=0

Tradotto da M.degournay per Altrogiornale.org

Nell’ottobre del 1995 a Marsiglia, in Francia, si è tenuto il quarto congresso internazionale sugli UFO.
Budd Hopkins viene presentato come pittore e scultore di Manhattan che, dopo essere stato testimone di un avvistamento ufo, ha deciso d’indagare sull’apparizione di alcuni umanoidi nelle vicinanze di new york, quindi ha trovato testimoni convergenti. Successivamente si è accorto che bisognava coinvolgere persone influenti per aiutare gli ufologi che lavorano nell’ombra. Grazie a lui la comunità degli psicologi e psichiatri ha cominciato ad interessarsi al fenomeno dei rapimenti.

Uno psichiatra gli disse una volta che mai nessuno dei suoi pazienti raccontava storie del genere. Hanno dunque deciso di indagare allo scopo di verificare se ci fossero condizioni psicologiche comuni agli addotti convocando un certo numero di persone colpite da rapimento o anche soltanto missing time (termine collaudato da Hopkins, che evita una collocazione patologica come episodio di amnesia). Queste persone sono stati esaminate a scopo di valutazione da una psicologa, Elisabeth Slater, che non era al corrente delle esperienze di rapimento dei soggetti. Sono risultati soggetti piuttosto più intelligenti della media, piuttosto sensibili e assolutamente normali.
Uno dei libri che ha scritto Hopkins, su casi reali da lui seguiti, ha dato origine ad una mini serie in Francia presentata come fantascienza!

Inizia l’intervento vero e proprio di Budd Hopkins a proposito della realità fisica dei rapimenti – esame di un’evidenza –
In Svizzera, ad una conferenza, uno dei suoi amici fece un’interessante osservazione:

Paragonò la nuova frontiera da esplorare che era l’America di 4 o 500 anni fa, con la nuova frontiera che si presenta a noi oggi (1995). Allora come oggi ci sono coloro che non vogliono scoprire, che preferiscono rimanere a casa, che non desiderano niente perché pensano di avere già tutto, che hanno anche paura. Poi ci sono degli esseri strani che sono mossi dalla curiosità, ma anche dal denaro, dal fanatismo: sono sempre loro i pionieri.

E fa vedere le foto dei nuovi esploratori, i non timidi:

(descrizione delle immagini)

-Strada con luci in una notte di smog
– una grande aeronave.
-California, foto analizzata da scienziato che lavora per la nasa.
-Danimarca, foto celebre, con nuvola intorno che si forma per nasconderlo. Si distinguono zone scure, forse oblò.
– Foto polaroid in Florida (senza negativo), sovraesposta per vedrne i particolari.
– Il risultato, analizzata dal dipartimento della Marina.

Ovviamente possiamo vedere delle cose dove non ci sono, mentre le foto sono una prova. Spesso chi fa queste foto non crede che possano esistere degli alieni. Spesso pensano a prototipi segreti. Il sistema di credenza non corrisponde a ciò che si riprende nell’obiettivo. Vedono ciò che credono, ed è normale, il contrario sarebbe strano, incoerente, come un giovane musulmano che dicesse di adorare la Madonna.

-Un’altra prova: quando gli oggetti producono eco radar: questo è realtà oggettiva.
Questo è un piccolo oggetto descritto spesso nei casi di rapimento, luci da una parte e l’altra della porta, situata in basso, luce sulla sommità, misure: da 8 a 12 piedi
Quest’altro è stato disegnato da una donna rapita negli Stati Uniti, anche questo ha i 4 piedi-sostegni, la porta sulla parte bassa, e la luce sulla sua sommità
Questo è il vascello dove è stata rapita Cathy Davis, stesse caratteristiche; le dimensioni sono tutte simili e si può notare che non assomigliano assolutamente alle descrizioni di oggetti alieni nella fantascienza comune.

Non può essere immaginazione.

-Ora, ecco delle teste di alieni, prima della divulgazione di massa dei raccconti. La prima nel disegno è di Kathy Davis, l’altro è di un'altra donna rapita in America del Sud, sono simili a tal punto che vedendo il disegno della prima, la seconda pensava che fosse il suo rapitore, addirittura riconobbe il proprio disegno! Scioccata, vomitò.

-Scultura di Kathy Davis. Alla domanda del perché la testa fosse rivolta verso l’alto lei rispose : perché è così che mi guardava, dal basso verso l’alto.
-Un altro disegno: notate la fragilità del collo.
-Disegno di un altro rapito.
-Alcuni alieni somigliano molto a insetti.
-Ecco la testa girata verso di noi. Una testimone descrisse un’apparizione in camera sua di un essere somigliante ad una mantide che affermava di essere sua madre! Spesso i rapitori spiegano ai rapiti che sono i loro veri genitori.

-Su questo disegno si vede benissimo la sproporzione che esiste tra la testa e il corpo. Tutti i rapiti fanno questa descrizione.
-Questo disegno sarebbe uscito da uno studio dopo un crash alieno. Potrebbe trattarsi di Roswell. E’ una probabilità.
-Un' altra mano senza pollice.
-Un altro esempio con dita lunghe senza pollice.

-Un altro caso ancora. Notate come le mani sono strette.
-In questo caso, gli occhi sono completamente tondi, non è stato sempre così. Le dita finiscono con qualcosa di largo. La sagoma è rossa.
-Mano con il pollice, con le estremità stranamente grosse. Hopkins ha indagato personalmente su circa 500 casi, durante circa 20 anni. Fra i addotti che ha incontrato ci sono alcuni scienziati della nasa, psichiatri, medici, membro dell’esercito, poliziotti.

-Interessante come si ritrova in altre razze la presenza di dita simili a quelle terrestre. In alcuni casi sono descritte soltanto tre dita. Vedendo questi disegni e se l’autopsia di Roswell è reale, lascerebbe ad intendere che siamo visitati da razze diverse. Non possiamo saperlo.
-Quindi la domanda fondamentale è: questi fenomeni sono di ordine psicologico oppure c’è qualche cosa di reale e oggettivo in questi avvenimenti? Nel caso di Cathy Davis questa foto rappresenta la presunta traccia dell’ufo lasciata sul terreno. Il terreno è come cotto, diventando quasi pietra.
-Delle analisi hanno confermato che non c’è traccia di nessuna sostanza. E’ soltanto cotto. Successivamente, sei mesi dopo, si è potuto notare come, durante le nevicate, la neve si sciogleva prima in quel punto.

-Un anno dopo la vegetazione non era cresciuta e il suolo era sempre duro. L’immaginazione non può creare modifiche al terreno.
-Due anni dopo, l’erba comincia a crescere,
-Tre anni dopo, l’erba assume un colore.
-Ci sono delle costanti in questi fenomeni, come le marche fisiche sul corpo, la memoria schermo (screen memory): ricordi di visione di uccelli giganteschi. Siccome spesso c’è più di un testimone, pare che siano immagini impiantate nel cervello. Oltre alle cicatrici e ai falsi ricordi, Hopkins ha scoperto che i rapimenti si verificavano spesso all’interno di una stessa famiglia. Cathy Davis ha dei segni sulla sua gamba e questa (foto) è la gamba di sua madre.

-Ecco la cicatrice, nello stesso punto per madre e figlia.
-Appaiono già guarite, come fossero vecchie ferite.
-A volte sono piccole e tonde (bambino)
-Una donna in Australia, ha le cicatrici sin da piccola. Qualcuno può non presentare alcuna cicatrice. Ciò significa che quando le persone sono rapite ripetutamente non c'è più bisogno di prendere molti campioni.

-Questa è una piccolissima cicatrice sul ginocchio di una donna. Tipica degli addotti. Non si conosce lo scopo di queste operazioni.
-Un’altra cicatrice, più seria. La storia di questa persona è interessante. Quest’uomo, a dieci anni, stava giocando in un parco e ad un tratto si è ritrovato in uno strano ambiente bianco. Non ha capito nulla di cosa gli stava succedendo e non ricorda altro. Tornando a casa, in una stato un pò particolare, in ritardo di un’ora per la cena, sua madre notò la sua maglietta con qualche traccia di sangue. Invece la ferita era notevole, ma già in fase di guarigione. La foto è stata scattata 30 anni dopo l’accaduto. La mamma, quando vide la cicatrice, si spaventò e gli chiese che cosa fosse successo e lui rispose che si era tagliato cadendo dalla bici, ma nello stesso tempo pensò che non era caduto dalla bici, come fosse un’idea impiantatagli nel cervello. Se fosse vera la storia della bicicletta, rimane il problema che la maglietta era intatta. Nessuna traccia di terreno, di ecchimosi.

-Questa persona è francese. Non sono segni tradizionali ma sono associati senza dubbio a un rapimento. Al solito le ferite sono dritte, rettilinee.
-Tutte queste ferite hanno una storia. Questa donna si è alzata nella notte per bere, si ricorda di mani che l’hanno spinta. Si è svegliata a terra in cucina, urlando, nella stanza accanto, il cane da guardia non si è mosso. Una vicina (50 metri) non ha sentito le sue urla. È tornata strisciando nel suo letto. L’indomani nessuno si spiegava tutti questi segni. Nessuna traccia di sangue, né sui vestiti, né a terra, né sulla sua pelle. L’indomani un medico la visita e le dice si trattava di un intervento di chirurgia.

E’ stata rapita più volte. Il cane è rimasto molto assonnato per un paio di settimane. I detrattori hanno affermato che queste ferite erano dovute ad un’infezione. Nella loro logica se una donna parla di un rapimento deve essere necessariamente una bugiarda ed essersi procurata le ferite da sola.
-Questo è un altro tipo di segni. Alcuni segni scompaiono, non sono permanenti. Qui è sopra la natica di una donna, In Costa Rica. Fu il marito ad accorgersi del segno mentre la donna faceva la doccia. Un detrattore disse a Hopkins che quelli erano piccoli segni dovuti a colpi che si può procurare una persona quotidianamente.

-Questo non si vede bene: è un ovale più scuro al centro, nella parte alta del braccio, ma la foto è stata scattata mentre il segno cominciava a scomparire.
-L’altro braccio ha la stessa marca. Entrambe apparse dopo che lei si è ricordata di essere stata rapita. I casi di rapimenti si verificano spesso coinvolgendo più persone insieme. In un caso di tre persone rapite contemporaneamente, una di loro si ricorda di essersi ritrovata in un ampio locale con centinaia di gente! Questa donna si ricorda anche di aver parlato con una sua conoscente. Erano nudi tutti. Sotto ipnosi le è stato chiesto se ricordava di aver notato qualche segno particolare sul corpo dell’altra donna. Rispose di si, aveva una grande cicatrice all’altezza del bikini, sul fianco. Infatti era così! Le descrizioni dell'ufo erano coerenti.

-Un altro tipo di segni che sembrano ecchimosi provocate da mani molto forti che avrebbero stretto il braccio lasciando l’impronta delle dita. Questa persona era andata al letto senza segni e al mattino si è svegliata con il ricordo del rapimento e questi segni. E’ un quadro piuttosto diffuso.
-La foto è al contrario, comunque è un brutto segno sulla coscia di una donna.
-Segni che si riscontrano dopo esami di tipo ginecologico. Alla fine scompaiono. La cosa interessante è che il segno non provoca dolore, è insensibile.

-Arriviamo agli impianti. La prima cosa da sottolineare è che gli impianti non sono metallici. Alcune volte lo sono e si possono vedere sulle radiografie. La persona prende appuntamento per l’intervento di rimozione dell’oggetto, ma viene rapita e quando arriva il giorno dell’intervento non se ne trova più traccia. Questa foto mostra la radiografia del cranio di una bambina di 5 anni. (Nei pochi casi dove si riscontra un impianto metallico visibile con la radiografia) . Questa bambina diceva alla madre che vedeva apparire in camera sua un mostro con occhi enormi e aveva paura di dormire. La mamma stessa era vittima di rapimenti e sapeva benissimo di che cosa si trattava. Il padre occupava un posto nell’esercito in Germania e sono partiti per un viaggio in Italia. La bambina ebbe un incidente, cadendo e le è stata fatta una radiografia di controllo ed ecco cosa si è scoperto. Il rapporto del medico in Italia dice che è stato trovato un oggetto metallico all’interno del cranio.

-Un’altra radiografia della bambina: l’oggetto si trova sotto l’occhio. La buona notizia è che la bambina non riscontrava nessun tipo di frattura. Tornati in Germania, hanno portato la bambina all’ospedale militare. E’ stata effettuata una nuova radiografia: l’oggetto metallico era scomparso. Come se il fatto di fare una radiografia facesse scattare un allarme! Nel caso di Linda Cortile, di cui Hopkins si occupa e sulla storia della quale sta scrivendo un libro, la ragazza è stata rapita all’età di 18 anni e ha notato una leggerissima protuberanza sul naso. Si è spaventata e ha pensato che potesse trattarsi di un tumore. Non avendo nessun ricordo di quanto le era successo se non un missing time (amnesia temporanea), 14 anni dopo ha ricominciato a preoccuparsi per questa protuberanza e si fece fare una radiografia.

-Foto della radiografia del naso. Si vede una specie di ago (ricurvo?). Altri due addotti ricordano dell’introduzione di piccoli aghi e di uncinetti che si aprono per ancorarsi. Si suppone che queste forme siano destinate a mantenere l’oggetto. Due settimane dopo, Linda ha avuto un’altra esperienza. Si è svegliata con il naso che sanguinava, fatta una nuova radiografia, l’oggetto era scomparso lasciando la cartilagine rigonfia nel punto dove si trovava precedentemente. Il segnale ha funzionato di nuovo! Tutto questo è verificabile con le cartelle mediche.

-Grazie a scienziati di sua conoscenza Hopkins ha potuto esaminare alcuni impianti con il microscopio elettronico. Questo oggetto è uscito dal naso di un uomo, spontaneamente. È stato tagliato per esaminarlo. Si vede una linea retta.
-Con un ingrandimento di x500 si vedono come delle ciglia fuoriuscire dagli impianti. Non si sa cosa siano.
-Altre ciglia, sugli impianti.
-Ingrandimento a x3000, si vedono meglio le escrescenze che forse servono a mantenere l’impianto. Niente di metallico, solo alcune tracce di alluminio, l’oggetto è composto principalmente di silicio e carbonio. A causa di questa debole percentuale di metallo, l’oggetto non si vede bene sulla radiografia.

-È una caratteristica di questi impianti.
-Questo è un altro oggetto, non si conosce assolutamente l’uso di questi impianti. Le teorie sono tre o quattro. La prima è che questi impianti servono per localizzare le persone che li portano. Oppure servirebbero a modificare e manipolare coloro che li portano. Vicino al nervo ottico potrebbero servire agli alieni per vedere attraverso gli occhi dei portatori. Un’altra teoria ancora ipotizza che questi impianti potrebbero servire a fare entrare informazioni nella testa per uno scopo a noi ignoto. Immaginiamo una tribù primitiva che scoprisse il corpo di un occidentale contenente un pace maker, come potrebbero capire il funzionamento e lo scopo di tale impianti. Per noi è la stessa cosa. Questo “verme” è uscito spontaneamente dal naso di una donna.

-Sembrano fili elettrici.
-Ed ecco come finisce uno di questi fili.
-Altra foto dell’estremità di un “filo”. Quest’impianto non si vede sulle radiografie. È composto di carbonio, silicio e pochissime tracce metalliche.
(Luce. Cinepresa puntata su hopkins).

Durante 20 anni di lavoro con quasi un migliaia di persone, non posso dire di avere alcuna prova del fatto che siano qui nello scopo di farci del male, ma non ho le prove che siano qui per aiutarci. È molto difficile per noi sfuggire da questa dicotomia religiosa, le cose devono essere buone oppure cattive. Alcune nostre tendenze religiose ci inducono a pensare che essi siano esseri benefici e le nostre tendenze paranoiche ci inducono a credere che siano nemici pronti ad invaderci.

Quindi non ci sono prove che siano qui né per farci del male né per aiutarci. È molto difficile vivere nell’incertezza e ammettere che probabilmente hanno un piano che non siamo in grado di comprendere. Sfortunatamente non abbiamo scelta ed è così che dovremo vivere, con questa incertezza.

Domanda:
-Le è capitato di vedere macchie sulla pelle delle persone rapite, simili a pigmenti, ma che formano triangoli?

Risposta:
-Il problema è che dal momento che una persona presenta tre macchie, automaticamente il nostro sguardo organizzerà queste tre macchie in una forma triangolare, però alcune macchie sono doppie.
Hopkins fa anche lui una domanda: si chiede perchè fa così caldo!

Domanda:
-Si è mai pensato di usare l’ecografia invece delle radiografie?

Riposta:
-Si, si usano molto le immagini con la risonanza magnetica, in questo modo si sono visti tanti impianti.

Domanda:
-Gli impianti potrebbero essere a scopo di comunicazione telepatica con gli alieni?

Risposta:
-Si, è possibile.

Domanda:
-Nel caso della bambina alla quale i presunti alieni hanno ritirato l’impianto dopo la radiografia, potrebbe significare che l’impianto stesso reagisce a certi raggi?

Risposta:
-Possibile, anche noi abbiamo dei detectors dappertutto. Chiesi al medico: come l’hanno tolto, ha risposto: come l’hanno messo! In molto casi, gli alieni fanno errori grossolani! Una donna che era andata a dormire vestita con una bella camicia da notte bianca è stata rapita durante la notte e si è svegliata la mattina con addosso una bruttissima maglietta da uomo verde!

(la traduttrice specifica che altri ricercatori come Hopkins hanno constatato questo tipo di “errori”.)

-Ci si può chiedere con che cosa era vestito l’uomo dalla maglietta verde quando si è svegliato! Un altro caso di una donna rapita mentre guida e poi si ritrova in una macchina mentre sta sorpassando e si accorge che non è la sua! Sull’autostrada, un tizio si ritrova nella macchina della donna, sono rapiti entrambi un’altra volta e si ritrovano nelle proprie macchine! Questi casi sono talmente frequenti che ci si può chiedere se sono veramente degli errori.

Domanda:
-Ho sentito parlare di milioni di rapimenti, com’è possibile quantificare questa cifra, su quale basi è stata stabilita? Questi fenomeni sono stati quantificati nel mondo in modo da poter dedurre una generalizzazione mondiale, oppure soltanto negli Stati Uniti.

Risposta:
-Si pensa che la cifra sia di diversi milioni e probabilmente c’è qualche addotto anche tra i qui presenti. È molto diffuso, molto di più di quello che si crede.

Vedi: http://www.edicolaweb.net/ufost10a.htm, http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.3315

Ottobre 1995, Marsiglia, 4° congresso internazionale sugli UFO e le Abductions ultima modifica: 2008-08-30T23:42:07+00:00 da Richard
About the Author
Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)