Phobos-Grunt, due detriti alla deriva in prossimità della sonda Russa

Il Giornale Online NEWS SPAZIO :– Le autorità Russe hanno dichiarato ieri che continueranno nei tentativi per contattare la sonda Phobos-Grunt, rimasta bloccata nell'orbita di parcheggio subito dopo il lancio avvenuto lo scorso 8 Dicembre. Il propulsore dell'ultimo stadio del lanciatore non si è accesso e non ha impresso alla sonda la spinta per lasciare l'orbita Terrestre ed intraprendere il viaggio verso il sistema Marziano. Nelle scorse settimane tante notizie si sono rincorse, ma la realtà è che dopo alcuni brevi contatti con le stazioni di terra Perth (ESA) e di Baikonur (Roscosmos) avvenuti il 22 ed il 23 Novembre scorsi Phobos-Grunt non ha più dato nessun segno di sé.

Le notizie sembrano però peggiorare. Secondo lo US Space Surveillance Network (parte dello United States Strategic Command o USSTRATCOM) sono stati identificati e catalogati due oggetti correlati a Phobos-Grunt. Non si tratterebbe del veicolo di lancio né di altri quattro oggetti che sono stati identificati come detriti del veicolo di lancio stesso.

Quest due nuovi “detriti” stati individuati tra il 28 ed il 29 Novembre. La prima ipotesi è che si tratti di due oggetti che si siano separati dalla sonda Russa. Secondo i dati di USSTRATCOM/NORAD Data, entrambi questi oggetti (denominati G ed H) stanno rapidamente perdendo altitudine. L'oggetto G sembra che sia già rientrato nell'atmosfera, mentre H è prossimo al rientro.

Immagine: credit -Roscosmos
Fonte: http://newsspazio.blogspot.com/2011/12/phobos-grunt-due-detriti-alla-deriva-in.html#more http://www.russianspaceweb.com/phobos_grunt_launch.html#12_3 http://www.spaceflight101.com/phobos-grunt-mission-updates.html

Phobos-Grunt, due detriti alla deriva in prossimità della sonda Russa ultima modifica: 2011-12-07T16:42:42+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)