The Day After Tomorrow – prima parte

The Day AfterL’intero sistema solare, non solo il nostro piccolo pianeta, sta attualmente affrontando profondi cambiamenti fisici, mai visti prima.

Questo articolo indirizza e documenta una larga varietà di esempi significativi, ricavati da una serie di fonti pubblicate ufficialmente.

Abbozzeremo anche un nuovo modello scientifico che, per la prima volta, spieghi coerentemente questi simultanei cambiamenti interplanetari per mezzo di una fondamentale “nuova Fisica”: una Fisica che predice che “anomalie ancor più grandi sono in arrivo”…

Ecco alcuni esempi:

  • Sole: Più attività dal 1940 ad oggi che in tutti i precedenti 1150 anni
  • Mercurio: Scoperta un’inaspettata calotta polare, insieme ad un campo magnetico intrinseco sorprendentemente forte… per un pianeta teoricamente “morto”
  • Venere: aumento del 2500% della luminosità delle aurore, e cambiamenti atmosferici globali indipendenti in meno di 30 anni
  • Marte: “Riscaldamento Globale”, tempeste immense, scomparsa delle calotte polari
  • Giove: Oltre il 200% di aumento di luminosità delle nuvole di plasma circostanti
  • Saturno: Importante diminuzione nella velocità delle correnti equatoriali in soli 20 anni circa, accompagnata da una sorprendente ondata di raggi X dall’equatore
  • Urano: “Cambiamenti molto, molto grandi” di luminosità, aumento della globale attività nuvolosa
  • Nettuno: aumento del 40% nella luminosità atmosferica
  • Plutone: aumento del 300% della pressione atmosferica, anche se Plutone si allontana dal Sole

Nessuna di queste statistiche proviene da scienziati di “frangia”; sono tutte molto, molto reali, e quello che avete appena letto è solo la proverbiale “punta dell’iceberg”.

I dati scientifici di questo Rapporto, provenienti da una varietà di istituzioni altamente autorevoli (compresa la stessa NASA), rivelano che stanno avvenendo fenomeni di “cambiamento climatico” sbalorditivi, non solo sulla Terra, ma, di fatto, nell’intero sistema solare. Questo materiale è stato pubblicamente disponibile in alcuni casi anche per una decina di anni, ma semplicemente non è stato mai assemblato nel quadro coerente di “una significativa transizione del Sistema”… fino a questo scritto.

Prima di entrare in dettaglio, lasciateci cominciare con una delle ragioni chiave del perché in questi tempi stiamo affrontando questo importante argomento…

La superstar internazionale dei talk show, Art Bell, col suo co-autore, Whitley Strieber1, ha scritto parecchi anni fa un profetico libro riguardo ad un cambiamento climatico catastrofico sulla Terra, intitolato “The Coming Global Superstorm” [=“La Supertempesta Globale In Arrivo”]. Ora, il loro libro è stato trasformato in un importante campione di incassi cinematografico estivo da 125 milioni di dollari, “The Day After Tomorrow”, in arrivo nelle sale di tutti gli Stati Uniti Venerdì 28 Maggio [2004]. Con Dennis Quaid per protagonista, il principale produttore del film è Roland Emmerich, ben conosciuto per i suoi precedenti campioni d’incassi: “Independence Day” e “Stargate”3.

Con esorbitanti progressi nella qualità degli effetti speciali di Computer Graphica, e con un immenso budget devoluto quasi interamente a rendere tali effetti in modo scientifico, “The Day After Tomorrow” rappresenterà forse con il realismo grafico migliore, se non perfetto, i “Cambiamenti della Terra” mai dipinti sul grande schermo. Proprio come “Deep Impact” e “Armageddon” hanno spinto il grande pubblico e i Congressi a monitorare minuziosamente gli asteroidi le cui orbite incrociano potenzialmente la rotta della Terra, “The Day After Tomorrow” molto probabilmente (vedere sotto) creerà un importante punto di svolta nella coscienza pubblica della realtà delle alterazioni climatiche terrestri che sono in corso.

La premessa fondamentale del film, in parallelo alla tesi scientificamente documentata abbozzata inizialmente nel libro di Art Bell e Strieber, è che la corrente oceanica del Golfo, che normalmente pompa calde acque tropicali dal Golfo del Messico attraverso l’Atlantico Settentrionale, improvvisamente collassa. Questo cambiamento cataclismatico manda rapidamente l’Emisfero Boreale in un inaspettato congelamento rapido… con risultati apocalittici.

Quando il libro di Art e Whiteley è stato pubblicato la prima volta nel 2000, il conduttore di Today Show Matt Lauer ha sottoposto entrambi gli autori all’oltraggio del ridicolo pubblico al suo livello più adolescenziale: e questo è solo uno dei molti esempi dell’aspra critica che hanno ricevuto nel tour iniziale del loro libro4. Tuttavia, nei quattro anni seguenti, la consapevolezza pubblica della realtà del cambiamento climatico è considerevolmente aumentata, e la gente adesso non ride più.

In un articolo sul The Independent, l’esperto di cambiamenti climatici Michael Molitor, consulente nel film di Emmerich, afferma che ha “attratto l’interesse dei media più per la sua collaborazione con il film “The Day After Tomorrow”. che per il lavoro svolto in vent’anni sulla scienza e la politica del surriscaldamento globale… La quantità di commenti dei climatologi su questo film è stata incredibile e trovo tutto questo quasi comico”, ha detto il dott. Molitor al The Independent. “Questo film in realtà potrebbe fare molto di più nell’aiutarci a muovere nella giusta direzione che non tutto il lavoro scientifico e tutte le testimonianze nei congressi USA messe insieme”5.

Secondo Molitor, “Dove il film si discosta dalla nostra conoscenza è quando i cambiamenti nella storia avvengono su una scala temporale che probabilmente è più veloce di quanto ci aspettiamo”. L’articolo del The Indipendent continuava dicendo, “The New York Times ha rivelato che i climatologi della NASA, l’Amministrazione Nazionale dell’Aeronautica e dello Spazio degli Stati Uniti, ha ricevuto un ordine ufficiale di non commentare il film per paura di disturbare la Casa Bianca, che è notoriamente scettica sui cambiamenti climatici”.

Se la scala temporale accelerata del film stesse semplicemente creando un inutile panico, allora il Quartier Generale della NASA e la Casa Bianca sarebbero stati nel giusto nel cercare di ridurre tali effetti. Tuttavia, una nota segreta del Pentagono, venuta alla luce all’inizio di quest’anno su una storia coperta da diritti d’autore del The Observer di Londra, predice eventi praticamente identici a quelli descritti in “The Day After Tomorrow”: con il collasso della Corrente del Golfo come spiegazione scientifica primaria … esattamente come suggerisce il film (nonché il libro di Bell Strieber). L’unica differenza tra il libro di Art, il film, e il rapporto del Pentagono, è la tempistica.

Nel film, gli eventi avvengono in un periodo di cinque giorni, mentre il rapporto del Pentagono ci dà circa 15 anni… o meno. Secondo “il più roseo scenario” dipinto dal Pentagono, la Gran Bretagna si troverà in un clima “Siberiano” entro il 2020, e “conflitti nucleari, mega-siccità, carestia ed estese sommosse irromperanno in tutto il mondo” 6.

Lo studio del Pentagono prosegue raccomandando alla Casa Bianca che “il cambiamento climatico venga elevato oltre il dibattito scientifico ad una questione di sicurezza nazionale”. Uno scienziato, sulla parallela copertura di questo allarmante rapporto segreto del Pentagono da parte della BBC, ha detto: “E’ una minaccia alla sicurezza nazionale che è unica perché non c’è nessun nemico contro cui puntare le pistole e non abbiamo nessun controllo su questa minaccia”7.

Il Pentagono non è il solo tra chi fa politica ad esserne toccato.

In un relativo articolo del BBC News del Febbraio 2004, il prof. John Schellnhuber, un importante climatologo Britannico, ha detto: “Abbiamo parlato con il comitato scientifico del Congresso, e la mia impressione è che in linea di principio l’80% delle persone che a Washington sono realmente informate pensano che il drammatico cambiamento climatico sia una minaccia importante. L’amministrazione [Bush] è prigioniera della sua stessa determinazione a non fare niente che possa influire sullo stile di vita dei cittadini americani. Forse, come per il suo impegno in Iraq, ha scelto una certa posizione e ora non la cambia per paura di perdere la faccia”.

Il prof. Schellenhuber continuava dicendo: “Non penso che il pubblico ed i politici americani saranno contenti di andare avanti con un approccio di tipo “business-as-usual” per i prossimi cinque anni… Da vent’anni stiamo dicendo ai politici che il cambiamento climatico potrebbe essere una minaccia molto peggiore del terrorismo. Sfortunatamente, i nostri accertamenti scientifici indicano che la finestra dell’opportunità per un intervento di protezione del clima si sta rapidamente chiudendo”8.

Dovendo affrontare la questione della rielezione, l’ultima cosa che l’amministrazione Bush voleva che succedesse era che “uno scandalo sul cambiamento climatico” irrompesse sulla scena… nello stesso momento in cui la situazione irachena si sta rapidamente mettendo al peggio agli occhi del mondo, con un numero sempre maggiore di incidenti e le immagini grafiche di prigionieri iracheni che vengono torturati dagli americani.

Nonostante questo però, il nuovo film non può essere soppresso, così l’ultima opzione rimanente è stata di tentare di sopprimere la sua validità scientifica agli occhi del pubblico. Sembra che sia avvenuto un attacco da due fronti: in parte attraverso il Quartiere Generale della NASA, ed in parte attraverso i politici del partito repubblicano.

Primo: Sabato 24 Aprile 2004, l’influente sito internet Drudge Report ha ricevuto una nota segreta che è stata passata a tutti gli scienziati della NASA dal Quartiere Generale di Washington il 1° Aprile. Sulla nota si leggeva, in parte, “Nessuno della NASA deve rilasciare interviste o qualsiasi altro tipo di commento su qualsiasi cosa abbia a che fare con…” il film “The Day After Tomorrow”9. La conseguenza politica della “uscita” di questa nota ha portato presto ad una imbarazzante smentita pubblica della NASA, che affermava che era stata scritta perché i produttori del film non avevano voluto firmare un “accordo di cooperazione”, e che gli scienziati della NASA erano liberi di dire quello che volevano”10.

La nota della NASA era stata scritta il 1° Aprile 2004 (una data piuttosto curiosa per una direttiva pubblica seria, da un’importante Agenzia governativa americana…)

Più o meno nello stesso momento, ora sappiamo, una nota simile è stata passata alle costituenti Repubblicane direttamente dalla Casa Bianca. In questo caso, la storia è uscita molto più velocemente, comparendo sul britannico The Observer il 4 Aprile… una nota interna della Casa Bianca, intitolata “From Medi-Scare to Air-Scare” (un gioco di parole: invece di CARE=Cura si usa SCARE=paura. n.d.t.) . Essa in parte diceva: “stiamo combattendo di fatto una battaglia contro le fiction sull’ambiente: i Repubblicani non possono sottolineare abbastanza che gli estremisti stanno urlando al Giorno del Giudizio quando invece l’ambiente sta vivendo un nuovo e migliore giorno”11.

Ovviamente, nessun riferimento è stato fatto alla sorprendentemente candida “nota climatica del Pentagono”, che certamente non predice affatto un “nuovo e migliore giorno” per l’ambiente, o per ognuno di noi, anche se nei mesi precedenti, quella storia era già stata portata all’attenzione dei media ufficiali di tutto il mondo.

L’articolo del The Observer che ha pubblicato la nota della Casa Bianca, ha gettato luce anche sulle motivazioni che stanno dietro alla consistente fiducia dell’Amministrazione nel fatto che l’intera idea di un “cambiamento climatico” possa essere ancora tranquillamente liquidata come “non scientifica”. Probabilmente la più influente voce dietro la nota, attuale della Casa Bianca, è Frank Luntz, uno stratega del partito repubblicano. In una precedente nota sfuggita nel 2002, Luntz diceva: “Il dibattito scientifico si sta chiudendo [contro di noi] ma non è ancora chiuso. C’è ancora una finestra d’opportunità per sfidare la scienza”. Luntz è stato largamente criticato in Europa. Lo scorso mese, il principale consigliere scientifico di Tony Blair, Sir David King, lo ha attaccato perché troppo vicino alla Exxon”12.

Un recente articolo sul sito web di Strieber cita Peter Schurman, di Moveon.org, che dice: “Avere la produzione di un film da parte di un importante casa cinematografica che affronta un argomento serio rappresenta per gli americani una enorme opportunità per cominciare a discutere della realtà del problema, di cosa si può fare a riguardo e dell’enorme minaccia che il presidente Bush non sta affrontando”. Moveon.org terrà un raduno pubblico all’esterno del Museo Americano di Storia Naturale di New York (la location iniziale dove è ambientato il film “The Day After Tomorrow”) la sera della scintillante Prima Visione a New York del 24 Maggio. Strieber continua: “l’ex vice-presidente Al-Gore, che sarà presente al raduno, dice “Milioni di persone verranno fuori dai teatri nel week-end del Memorial Day chiedendosi “Può tutto questo succedere davvero?” e io penso che dobbiamo rispondere a questa domanda”” 13.

Il nostro Rapporto non conferma né nega direttamente lo scenario della Corrente del Golfo presentato nel libro di Art e Whiteley, o in “The Day After Tomorrow”. Piuttosto, reca supporto alla premessa sottostante del film, portando ad una drammatica nuova idea che riscrive l’intero argomento del “cambiamento climatico”, come parte di un effetto che sta ora misteriosamente verificandosi in modo simultaneo in tutto il sistema solare.

Come molti altri, sentiamo che per il mondo è giunto il momento di conoscere la verità. Questo è il nostro sistema solare, e sta visibilmente cambiando intorno a noi. Se ci sono soluzioni che possano ridurre enormemente le difficoltà che ci sono in questa trasformazione, ora è il momento per una aperta e onesta rivelazione e discussione su queste nuove scienze “iperdimensionali”, sviluppate da entrambi gli autori di questo Rapporto e da molti altri.

Richard C. Hoagland & David Wilcock
Copyright © 2004
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The Day After Tomorrow – prima parte ultima modifica: 2008-10-02T22:00:00+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)