Una nuova era di raggi cosmici? Astronauti, fate attenzione!

a cura di Vincenzo Zappalà

Sappiamo ormai, e ne abbiamo già parlato in queste pagine, che il Sistema Solare sta catturando atomi neutri molto energetici da una specie di striscia ai suoi confini che potrebbe indicare il confine tra la Nube Locale e la cosiddetta Cavità Locale (Local Bubble). Una nuova teoria porrebbe quest’ultima molto più vicina di quanto si pensasse prima.

Sembra che il Sole insieme al suo corteo planetario stia per entrare in una nube molecolare molto più calda di quella in cui è immerso attualmente. Un gruppo di ricerca polacco ha infatti avanzato una nuova ipotesi sull’origine degli atomi neutri individuati dal satellite IBEX della NASA. Per i suddetti ricercatori quella “striscia” di particelle sarebbe frutto di un effetto geometrico dovuto all’ormai imminente avvicinamento del sistema solare alla Cavità Locale, una nube molecolare caldissima (milioni di gradi). Se avessero ragione, il Sole starebbe già catturando materia proveniente da una nuova nube e non da quella in cui è immerso da qualche decina di migliaia di anni (con una temperatura di “solo” 6000 gradi).

Gli atomi neutri ad alta energia (ENA) sono nati da protoni lanciati verso di noi dalla Cavità Locale che hanno catturato elettroni che stavano evaporando dalla Nube Locale più fredda. Diventando neutri non sono più stati impensieriti nel loro viaggio dal campo magnetico solare e sono potuti giungere fino a noi. La Cavità Locale è probabilmente il residuo dell’esplosione di diverse supernove avvenuta qualche milione di anni fa (che spettacolo ci siamo persi!), da cui l’elevata temperatura e la ionizzazione degli atomi. La nube è anche ovviamente molto agitata e turbolenta.

In questo modello la nube non si troverebbe ad una distanza di anni luce dal Sole, ma soltanto a qualche migliaia di unità astronomiche. Una vera inezia! Il Sistema Solare penetrerebbe dentro la nuova nube tra circa un secolo.
Comunque, nessuna preoccupazione! Queste nubi sono estremamente rarefatte e potrebbe al massimo far aumentare lievemente il livello dei raggi cosmici. Probabilmente la nuova generazione dovrà costruire strumentazione spaziale un po’ più “resistente” di quella odierna… Anche i futuri o futuribili viaggi umani al di fuori dell’atmosfera dovranno tenerne conto…


Il Sole sta attraversando in questo momento una nube molecolare a bassa temperatura (circa 6000 gradi), la Local Interstellar Cloud. Tuttavia questa “piccola” nube è immersa dentro una ben più grande, la cosiddetta Cavità Locale (Local Bubble). L’interazione tra queste due nubi genera una striscia (Ribbon) di atomi neutri (ENA) che penetrano facilmente all’interno del sistema solare e raggiungono il satellite IBEX della NASA che riesce a individuarli. La forma a “striscia” deriva probabilmente da effetti geometrici causati dall’estrema vicinanza del Sole al bordo esterno della sua Nube Locale. (Fonte: SRC/Tentaris,ACh/Maciej Frolow)

Un doveroso chiarimento: nessuno spavento per la temperatura così alta. Nei gas interstellari si parla di milioni di gradi, ma nessun termometro misurerebbe in realtà tale temperatura. Si otterrebbero valori ben prossimi allo zero assoluto. In questi casi, infatti, si intende per temperatura lo stato di agitazione del gas (il moto delle particelle), che diventa la ben nota temperatura solo se il sistema è in equilibrio termodinamico. Ma nel “vuoto” tra le stelle non siamo in queste condizioni e quindi è una temperatura che non … scalda veramente. Il grande movimento che esiste nella Cavità Locale (e quindi la sua elevata temperatura) deriva proprio dalla sua nascita dovuta a esplosioni immani di supernove.

Fonte: http://www.astronomia.com/2010/05/28/una-nuova-era-di-raggi-cosmici-astronauti-fate-attenzione/
Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3150 – http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.5705



Una nuova era di raggi cosmici? Astronauti, fate attenzione! ultima modifica: 2010-05-29T17:43:34+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)