Un'interpretazione Kabbalistca della Crisi Economica

Il Giornale Online

Siamo costantemente martellati dalla parola “crisi” economica e ognuno di noi la interpreta a modo proprio, ma a parte il lato deprimente che potrebbe avere maggiore presa sulle nostre menti, oltre che sul nostro conto in banca, gli amici di http://www.kabbalah.info/it ( italian@kabbalah.info ) ci mostrano una via che potrebbe sollevarci il morale, buona lettura.

L'ego, che ci porta ad incrementare i nostri profitti a spese degli altri, è in completo contrasto con l'equilibrio tra gli elementi della natura, cosa vitale per l'armoniosa esistenza della natura stessa.

Gli eventi che circondano l'economia americana e globale dimostrano che questa volta si tratta di una cosa seria: l'economia mondiale è in profonda crisi. Cos'è che ha causato questa folle turbolenza e come può essere tenuta a freno l'erosione? La Kabbalah offre una spiegazione unitamente ai consigli per risolvere la crisi.

Proprio come in ogni sistema sociale, “interdipendenza” è il nome del gioco. La crisi, dove un elemento ne “infetta” altri e porta i mercati sull'orlo del collasso, è uno dei sintomi della globalizzazione economica. Ecco perché negli Stati Uniti assistiamo allo scoppio delle bolle del credito e dei mercati immobiliari, che determinano in seguito un contagioso crollo della borsa valori, delle banche, delle aziende e dei fondi di investimento ad alto rischio.

Detto questo, provare a risolvere la crisi economica utilizzando modelli noti è una cosa destinata a fallire. Ne risulta che il sistema economico non può essere controllato o previsto in maniera accurata, e ciò che accade in un qualsiasi luogo del mondo causa serie ripercussioni in un altro.

La saggezza della Kabbalah afferma che se comprendiamo le leggi che agiscono in natura e ci atteniamo a queste, possiamo fortificare la nostra comprensione di ciò che riserva il futuro, e probabilmente prevenire il prossimo disastro.

Il professor Gunter Blobel, dottore in medicina e filosofia, insignito del premio Nobel per la psicologia e la medicina nel 1999, oltre ad essere un importante ricercatore presso il Rockfeller Institute di New York, ha recentemente affermato che: “Anche la scienza crede che il principio di interdipendenza sia la chiave dell'esistenza dell'intero sistema della natura. Il miglior esempio che abbiamo a riguardo sono le cellule nel corpo umano.
Si collegano tra loro attraverso la dazione reciproca a favore del corpo intero. Ogni cellula riceve quanto abbisogna per esistere, e utilizza il resto della sua energia verso il corpo in generale”.

Nei loro scritti, anche i saggi Kabbalisti descrivono una “natura superiore” come la forza che avvolge l'intera realtà con l'amore, e ci spiegano che il suo scopo è quello di portare tutti gli elementi della realtà in uno stato di equilibrio e armonia. Se diamo un'occhiata da vicino alle relazioni in natura, possiamo vedere che questo equilibrio e questa armonia sono quello che permette la stessa vita.

Dall'altra parte però, leggi opposte sono al lavoro nel sistema artificiale che l'umanità ha costruito per sé. Alla base del comportamento umano, che guida tutti i sistemi economici e sociali, risiede l'ego, che preferisce sempre i meschini interessi personali degli investitori e degli azionisti, invece del benessere collettivo della gente. L'inseguire la ricchezza, l'onore e il controllo a discapito degli altri è la massima priorità per i titolari delle aziende.

Ed è proprio qui che si sono messi da soli con le spalle al muro: più tentano di separarsi l'uno dall'altro, più scoprono come sono tutti collegati tra loro. Come conseguenza, ci troviamo intrappolati tra l'incudine e il martello: da un lato l'ego ci spinge a separarci gli uni dagli altri, dall'altro la globalizzazione ci pressa affinché ci rendiamo conto che siamo tutti connessi e dobbiamo unirci, proprio come le cellule nel corpo. Questa complessa situazione crea un conflitto interno che troviamo difficile fronteggiare.

Affinché il sistema sociale sopravviva, deve allinearsi con le leggi di natura. La soluzione si trova nel campo dell'educazione. I leader del mercato devono affrontare la malattia alla radice, invece di distribuire antidolorifici temporanei. E affinché questo accada, la Kabbalah afferma che un certo numero di passi iniziali devono essere adottati:

– Utilizzare diversi canali mediatici per rendere le persone consapevoli che siamo un corpo multi-cellulare e che siamo tutti connessi l'uno con l'altro. Ogni cellula (ogni persona) in questo sistema universale dovrà comprendere che il modello economico più redditizio per lei è la felicità del suo prossimo. Questo è l'unico modo con cui si potrà garantire la stabilità.

– Far conoscere all'opinione pubblica i motivi reali della crisi. Si dovrà far capire alla gente che vi è una legge che opera sull'intero sistema della natura, e che le turbolenze che stiamo vivendo sono il risultato del nostro agire contro questa legge. Esempi di questo fatto possono essere presi dai sistemi in natura e dalle relazioni reciprocamente vantaggiose tra loro.

– I politici dovranno imparare come funziona il sistema collettivo della natura, e quali implicazioni questo comporta nei confronti dei necessari cambiamenti che dovranno essere fatti nei sistemi umani in modo da portarli in equilibrio.

Solo quando le persone che influenzano le nostre vite inizieranno ad operare in questa direzione riusciremo a tirar fuori il mondo dal fango che è oggi all'altezza del collo per portarlo su un terreno sicuro.

…articolo del’Associazione Bnei Baruch

Letture correlate:

Una tecnologia per l'anima

Un'interpretazione Kabbalistca della Crisi Economica ultima modifica: 2009-05-23T17:10:32+00:00 da Richard
About the Author
Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)