Vladimiro Bibolotti presidente del CUN intervistato da ‘Vice’

avvistamenti Vladimiro Bibolotti intervistaQuando ero piccolo mia madre, anche se mi sperticavo in suppliche patetiche e umilianti, mi proibiva di guardare X-Files. Preferiva che leggessi prima di andare a dormire, e giustificava il divieto alludendo al mio essere un bambino troppo impressionabile. Così, a causa della mia sensibile conformazione psichica e della passione di mia madre per le vessazioni, al posto dell’impassibilità glaciale di David Duchovny mi sono toccate Le Avventure di Huckleberry Finn. Mi ricordo che sul pulmino della scuola tutti i miei compagni commentavano entusiasti le puntate della sera precedente discutendo di UFO e incontri ravvicinati del terzo tipo, mentre io ero in grado di commentare solo l’importanza di saper fabbricare una zattera nel caso in cui il proprio padre alcolista propenda per la violenza. Sarà forse per il senso di invidia che provavo, ma nella vita non mi sono mai interessato agli UFO. Anche perché passati gli anni Novanta l’interesse per la questione extraterrestre scemò, e l’argomento rimase dibattito riservato ad appassionati o a cellule di invasati cospirazionisti che millantavano informazioni sui segreti celati dai governi di tutto il mondo.

La scorsa settimana, però, l’hype si è un po’ ravvivato. Al terzo convegno internazionale del CUN (Centro Ufologico Nazionale) è stata diramata la notizia di un avvistamento particolarmente importante, che si è verificato sulla Alpi Apuane. Lo scorso 5 aprile un impiegato e sua moglie, tornando in macchina da una cena, hanno avvistato un oggetto non identificato che fluttuava a 5 metri da terra, e a non più di 10-15 metri dalla vettura. L’uomo ha dichiarato di esser stato investito da una serie di luci blu, e di aver visto poi una sorta di “anello” che girava attorno ad esse. Lui e la moglie, sconvolti, lo hanno descritto ai carabinieri come “una specie di tagadà”.

Il Presidente del CUN, Vladimiro Bibolotti, lo ha definito “uno degli avvistamenti più importanti degli ultimi 15 anni”.

Nonostante non sia raro che si verifichino avvistamenti, questa volta la cosa è stata trattata un po’ su tutti i giornali, probabilmente anche a seguito delle dichiarazioni di Bibolotti sulla pecurialità di questo caso. In realtà negli articoli la cosa era presentata in modo un po’ fumoso, e non venivano rivelati ulteriori dettagli. Ho deciso quindi di vendicare la mia infanzia, e di intervistare il presidente Bibolotti per capire l’importanza di questo ultimo episodio e fare un po’ il punto della situazione riguardo agli avvistamenti UFO e la ricerca sugli alieni. Così l’ho contattato, e in una lunga telefonata mi ha spiegato come stanno realmente le cose.

VICE: Salve signor Bibolotti. Partiamo direttamente dall’ultimo avvistamento del 5 aprile: cos’ha di tanto particolare e importante?

Vladimiro Bibolotti: Mah… in realtà nell’ottica della casistica totale avvistamenti come questo sono stati segnalati altre volte. Sui giornali si è dato un po’ troppo risalto alle implicazioni della mia dichiarazione. Io ho dichiarato che questo avvistamento è di particolare importanza perché ha interrotto un lungo periodo di false segnalazioni dovute a un’anomalia. Mi spiego: se visitate il sito del CUN, noterete che la statistica ha una media di 200-300 segnalazioni e avvistamenti l’anno. Che poi non vogliono dire nulla… sono solo delle segnalazioni fatte da privati cittadini. A partire dal 2008 in poi abbiamo un picco di un migliaio di segnalazioni annue. Uno potrebbe chiedersi che cosa sia cambiato, se gli alieni si stiano preparando ad un’invasione, ma la realtà, semplicemente, è che i dati vengono falsati dalle lanterne cinesi!

Mi parli di queste lanterne.

La moda delle lanterne cinesi, o mongolfiere di carta, che è arrivata anche nel nostro paese, ha fatto che sì che questi oggetti lasciati librare in aria durante feste o compleanni vengano spesso scambiati per Oggetti Volanti Non Identificati. Quindi la mia dichiarazione si riferiva soprattutto al fatto che la segnalazione del 5 aprile ha spezzato il grande rumore di fondo, che aveva alternato la casistica, creato da queste lanterne. Poi giustamente devo fare una precisazione: su questo episodio ci sono ancora delle indagini in corso, e non è ancora opportuno parlarne apertamente. Vengo da giorni di grande stress, perché sono stato ripetutamente contattato da vari giornali che vogliono conoscere l’identità di questo signore. Ma la gente dovrebbe capire che chi fa una segnalazione del genere non gradisce esposizioni mediatiche. Rischia di esporsi al pubblico dileggio.

Questo ridimensiona notevolmente la cosa…

Noi abbiamo semplicemente detto che c’è stato un caso importante, su cui stanno indagando anche i carabinieri… stop. Seguiamo la procedura di analisi, e non diciamo più di quello che dobbiamo dire. Anzi forse è stato già rivelato troppo, perché abbiamo mostrato un disegno che ritrae questo oggetto.

Il disegno che ha fatto la donna per i carabinieri?

Un disegno… sì. Che peraltro non è quello che è stato mostrato in diversi articoli che sono usciti. La forma descritta ricorda molto le tipologie dei dischi avvistati negli anni Cinquanta. È un dato che dovrebbe smentire la logica dei prototipi militari, degli esperimenti… perché insomma, dopo 50 anni… Il mio concetto è: se qualcuno ritiene che questi oggetti siano dovuti a ricerche umane dovrebbe analizzare più logicamente la cosa. Le aeronautiche fanno uso di veicoli sperimentali, ma sicuramente non mettono a repentaglio la propria sicurezza e segretezza. Quindi le persone che sostengono che questi avvistamenti siano veicoli segreti del governo o sono dei millantatori o dei mal informati. Gli esperimenti vengono effettuati in aeree isolatissime… le persone più vicine stanno a centinaia di km di distanza dalle esercitazioni. Seconda cosa: se fossero veicoli terrestri li staremmo usando da almeno 20/30 anni, altrimenti sarebbe il più grande fallimento industriale della storia. Non avrebbe senso mandare gli astronauti nello spazio a bordo di pallette di latta. I vettori a razzo e la filosofia di lancio sono gli stessi dal 1942. E siccome ci sono tracciati aerei, tracciati radarici, fotografie, filmati… quando si cerca di smentire l’evidenza o si è in malafede o non si conosce bene l’argomento.

Nel nostro paese dal 78 è stato istituito un reparto dell’Aeronautica militare appositamente preposto a a monitorare queste situazioni. Non fanno ricerca però.

No, il loro è uno studio statistico.

Ho visto invece che il CUN si occupa anche di approfondire e non soltanto di riportare gli avvistamenti. Come si riesce a fare un discrimen fra episodi documentabili e millantatori?

Per quanto riguarda la catalogazione, esistono dei modelli ad hoc su cui riconoscere le forme. Quindi chi fa un report è facilitato. Si indicano le dimensioni, il colore, la tipologia di volo: foglia morta? A zig zag? Linea retta? Oppure iperbole, parabola, picchiata. Alcune di queste caratteristiche normalmente non sono possibili per i veicoli umani. Viene poi chiesto di indicarne il rumore: se emette fruscio, ronzio, fischi, scoppiettii. Se emette calore, e che tipo di calore.

E per quanto riguarda le modalità di ricerca?

Questi oggetti non stanno lì a farsi fotografare, quindi noi dobbiamo innanzitutto verificare le dichiarazioni del testimone. Poi fare un’indagine conoscitiva sul territorio, sulla meteorologia: se in quel periodo ci sono state turbolenze particolari o fenomeni atmosferici caratteristici. Poi accertarci della credibilità della persona che segnala, se è affidabile o attendibile. Qual è il suo livello culturale, se ha fatto delle letture che possono in qualche modo averlo plagiato. Molte volte una persona vede quello che vuole vedere. Si cercano testimonianze di persone che in quella stessa data o occasione hanno visto cose simili. C’è tutta una metodologia da investigatore e delle mansioni a cui ottemperare. Verificare se sul terreno ci sono tracce di atterraggio, o presunto atterraggio. Se ci sono radiazioni, magnetismo o blackout. Bisogna inoltre verificare che gli avvistamenti non siano dovuti a fenomeni naturali come fulmini globulari o sprite, che sono fenomeni poco conosciuti, ma del tutto normali.

Può farmi un esempio pratico su quest’ultimo caso?

Sappiamo che il 5 aprile ci doveva essere un’esercitazione di droni, e può essere ipotizzabile che questo signore ne abbia visto uno. Ma il suo racconto rivela qualcosa di diverso. I modellini di questi droni sono lunghi 30-40 centimetri, l’oggetto avvistato era lungo 13-15 metri. Stima che non abbiamo fatto solo noi, ma degli esperti militari. Se questo signore avesse visto un oggetto così piccolo a quella distanza, con delle luci che roteavano, avrebbe visto un’unica fonte luminosa. E non è andata così. Noi cerchiamo di scartare i casi delle persone in malafede, che cercano solo visibilità e tre minuti di attenzione. In questo caso basta anche solo valutare l’atteggiamento: i casi seri per lo più sono rappresentati da persone che non vogliono in alcun modo esporsi. Perché non vogliono scoprirsi al ridicolo, alla maldicenza, e magari compromettersi. In un certo senso la casistica è anche mortificata statisticamente da questo, sappiamo infatti che solo un testimone su venti fa effettivamente una denuncia.

Parlando di numeri, quante segnalazioni ricevete mediamente al CUN?

In totale siamo sulle 700-800 persone. E consideri che non accettiamo le segnalazioni anonime! Per quest’ultimo caso ci sono 3 report stilati da noi, c’è la denuncia dei carabinieri… ci sono delle fonti.

E quante di queste 700 si rivelano veritiere?

La statistica mondiale parla di un 20 percento di segnalazioni non spiegabili convenzionalmente. E in questo 20 percento ce n’è un cinque che è talmente incredibile da spingere ad azzardare ipotesi sull’esistenza di qualcosa che proviene da fuori.

Il vostro pubblico referente da chi è formato?

Normalmente è un pubblico altamente colto, laureato. Abbiamo anche delle statistiche sociologiche a riguardo che testimoniano degli andamenti storici. È un pubblico che conosce bene certi argomenti. Anche perché per comprendere certe cose bisogna avere delle nozioni di ingegneria aerodinamica.

Per quanto riguarda gli invasati invece?

Sono le persone che mettono maggiormente in difficoltà questo tipo di divulgazione. Figure paranoidi che ipotizzano attacchi alieni e invasioni imminenti. Persone che vedono complotti e rapimenti ovunque. Cose che non stanno né in cielo né in terra. In genere però queste persone non si avvicinano ad organizzazioni come la nostra. Su internet ci sono molti siti con sigle che scimmiottano il nostro acronimo, facendo danni e disperdendo dati preziosi. Normalmente questi siti sono gestiti da privati, che per passione si fanno il proprio sito personale… ma non combinano proprio nulla. Tra l’altro il nostro paese è uno di quelli in cui si segnalano maggiormente incontri ravvicinati del terzo tipo, non solo avvistamenti UFO. Nella nostra statistica abbiamo circa 10.000 casi di oggetti volanti non identificati. Su 10.000, 350 sono testimonianze di atterraggi. Una buona parte di questi testimonia contatti con i piloti di questi mezzi e contatti con entità.

Quale è stato l’ultimo contatto diretto?

All’inizio degli anni Ottanta.

A che punto è la ricerca internazionale e l’interesse generato dall’argomento?

Bella domanda… la questione è molto variegata. Gli Stati Uniti sono una grande potenza ad esempio, ma hanno una logica americana. La US Force aveva condotto uno studio sugli UFO conclusivo del fatto che il fenomeno non mette in pericolo la popolazione statunitense. Su 12000 casi, 761 non potevano essere spiegati in maniera convenzionale. Ma la cosa si è arenata lì. Sono il paese che più di tutti si contraddice sull’argomento. Poi ci sono le realtà sud americane ed europee: in questi contesti delle indagini sono incaricate le aeronautiche militari. La nostra ad esempio detiene un primato, è stata la prima a mettere i propri dati in rete, nel 2000. Sette anni dopo ci ha imitato la Gran Bretagna, solo che loro nel database inserirono 7000 casi, noi 20. La stessa cosa succede in Francia, in Argentina, in Cile, in Australia… l’elenco è lunghissimo.

Si può dire che l’approccio delle persone sia mutato dagli anni Novanta?

Si può dire che c’è un clima nuovo. Fino a poco tempo fa le persone venivano schernite se si occupavano di questi fenomeni, adesso vieni preso sul serio. Che era anche uno degli argomenti del convegno: da un po’ di tempo è possibile affrontare l’argomento in maniera seria. Il mondo si sta abituando. Anche le istituzioni religiose hanno teorie a riguardo?

Davvero?

Certo, dal Dalai Lama alle varie religioni monoteiste. Tutti sanno della Specola Vaticana: al tempo di Papa Ratzinger sull’Osservatore Romano se ne uscirono con delle dichiarazioni del tipo “Se gli alieni esistono, sono nostri fratelli.” Nel Vaticano c’è un pensiero fecondo per quanto riguarda la cultura sugli extraterrestri che va da padre Balducci—il quale sostiene che gli avvistamenti UFO esistano eccome—a Padre Consolmagno, uno dei più grandi esperti di meteoriti. Ha recentemente scritto un libro che è stato presentato alla NASA e che si intitola Vorrei battezzare un extraterrestre. A me personalmente è stato chiesto di recensire un libro intitolato Gesù, gli UFO e gli alieni; pensavo a uno scherzo ma in realtà si tratta di uno studio rigoroso sul fenomeno UFO e la teologia.

E riguardo alle pseudo religioni a carattere ufologico come i Raeliani o Scientology, come vi ponete?

Non abbiamo nessun tipo di rapporto con loro, perché la nostra impostazione non è basata sulla fede. Quando ad esempio mi chiedeno se credo agli UFO io generalmente rispondo di no. Io non credo, mi limito a fare ricerca. Un domani potremmo scoprire che questi fenomeni sono spiegabili in modo diverso. La loro invece è una scelta di fede.

Capisco. A lei è mai capitato di avvistare uno di questi oggetti?

Diciamo che che mi è capitato di vedere qualcosa di anomalo… ma non ero nella possibilità di poter fare un’identificazione. Non mi sento quindi di dichiarare di aver visto un UFO!

Non mi può raccontare questo episodio?

No! Però posso dirle che a Roma in via Nazionale ho visto una di queste lanterne cinesi di cui le parlavo. In effetti poteva sembrare un O.V.N.I.

Avete escogitato un modo per risolvere questa cosa delle lanterne?

Sul nostro sito abbiamo un catalogo, che è visibile pubblicamente. Ogni tipologia ha un codice di intestazioni e una serie di caratteristiche che permettono di distinguere fra O.V.N.I e altro avvistamenti fraintendibili, come particolari volatili ad esempio. Abbiamo cercato di ordinare sistematicamente questa banca dati per fare in modo che casi del genere non siano mistificabili. Mi raccomando nell’articolo scriva che la scelta estetica del sito è dettata dalla necessità di permettere a chiunque, anche a chi possiede un computer da 100 euro, di attingere alle nostre risorse. Non vorrei che le persone potessero malignare!

Non si preoccupi signor Bibolotti!

Intervista effettuata dal giornalista Niccolò Carradori

Crediti immagine: shutterstock.com

Antonio De Comite ufoedintorni.wordpress.com

 

Vladimiro Bibolotti presidente del CUN intervistato da ‘Vice’ ultima modifica: 2014-11-22T13:10:17+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)