X-Conference 2009: Trascrizione dell'intervento del Dr. Edgar Mitchell

Il Giornale Online

NPC Washington, D.C.

April 20, 2009

Molte grazie per essere venuti qui. La mia storia riguardo al processo di divulgazione è molto semplice. Sono cresciuto a Roswell in Nuovo Messico, il luogo dove per la prima volta si è schiantato un UFO, un presunto UFO e la mia storia è il risultato del fatto che sono crsciuto lì.

Il 1947 era l'anno del mio diploma alla scuola superiore e un giorno il Roswell Record annunciò che un velivolo alieno era precipitato. Il giorno successivo il giornale cambiò la storia e disse che “no, non era un disco volante, l'Aviazione dice che era solo un Pallone Sonda.” Poichè stavo per andare all'Università ed ero totalmente focalizzato su questo non prestai molta attenzione a quei fatti.

Tuttavia, la mia era una famiglia di allevatori, mio padre era un mercante di bestiame e conosceva tutti in quella zona, nella Pecos Valley ed oltre. Vendeva bestiame in Arizona, nel Texas dell'ovest ed era conosciuto con il soprannome di “Toro Mitchell”.

Quindi conoscevo bene le notizie che giravano nell'area, tra i nostri amici e tra la gente di Roswell, presso il Dipartimento dello Sceriffo, tra gli amici militari tra cui c'era un Maggiore che in seguito ho scoperto essere amico di Jesse Marcel, il primo ufficiale della Base Aerea che si recò sul luogo dell' incidente. Questo amico Maggiore lavorava negli uffici dell'amministrazione, non venne direttamente coinvolto ma, alla fine, mi raccontò la sua storia ed è così che venni coinvolto anch'io.

Dopo la mia Missione Apollo non feci granchè riguardo a quelle storie, non sapevo altro che delle voci che erano girate in quei posti ma, quando tornai nella zona per visitare parenti ed amici, alcune delle persone che erano state coinvolte – quelli dei vecchi tempi, cresciuti negli anni quaranta e che nel 1947 si erano trovati coinvolti nell'incidente, come lo staff dello sceriffo che era dovuto andare sul luogo del crash per regolare il traffico e il Maggiore amico di famiglia – tutta quella gente, spaventata dai militari all'epoca dei fatti e costretta a tacere per così tanto tempo con la minaccia di gravi conseguenze se avessero parlato, aveva deciso di non portarsi quei segreti nella tomba e, ormai negli anni '70, decise di raccontarli a qualcuno che ritenevano affidabile e serio.
Dato che ero uno del posto e che ero andato sulla Luna pensarono che io fossi la persona giusta per raccogliere le loro confidenze. Mi sussurrarono all'orecchio le loro storie e il loro coinvolgimento nell'incidente di Roswell e tra di loro c'era anche l'impresario di pompe funebri che fornì le bare per le presunte vittime aliene e altri della zona che erano stati coinvolti nei fatti. Naturalmente incontrai anche Jesse Marcel Junior, il figlio di Jesse Marcel -l'ufficiale che per primo aveva raggiunto il luogo dell'incidente- ascoltai la sua storia e in seguito diventammo grandi amici all'interno del movimento per la Divulgazione.

Ad un certo momento, circa dieci anni fa anche se non ricordo la data esatta, mentre il movimento per la Divulgazione stava divenendo sempre più forte, giunsi qui a Washington con un Comandante della Marina di nome Wil Miller e con il Dott. Steven Greer.

Riuscimmo ad ottenere un appuntamento al Pentagono per esporre quanto sapevamo e quanto credevamo di sapere sull'argomento. Un comitato di Intelligence dei Capi del Personale Riuniti ascoltò quanto avevamo da dire e un ammiraglio commentò: “Bene non conosco questa storia, non so se è vera ma mi darò da fare per appurarlo.”

Così ce ne andammo ma in seguito venni a sapere attraverso il Dott. Greer e Wil Miller che quella storia era stata confermata ma che l'ammiraglio si era visto negare l'accesso ai documenti quando tentò di andare più a fondo. Anche noi abbiamo ottenuto conferme di quei fatti, anche se l'ammiraglio ora nega che le cose siano andate in questo modo.

Così, questa è la mia storia. Non ho avuto esperienze in prima persona con gli E.T. ma conosco bene le ricerche condotte dalle persone che ascolterete qui in questi giorni e da quelli che non sono qui, tutta gente che ha dedicato gran parte della vita a studiare la presenza aliena tra di noi, gli UFO precipitati e tutto il resto.

Io invito quelli che ancora hanno dei dubbi a leggere i libri, ad ascoltare le voci e a capire cosa sta veramente accadendo perchè non ho dobbi: siamo visitati.

E lo dico come persona che ha avuto la fortuna di essere uno dei primi viaggiatori nello spazio e come persona che è stata sulla Luna. Ho capito, e come me lo hanno capito quanti hanno visto le foto del telescopio Hubble, che l'Universo in cui viviamo è infinitamente più meraviglioso, eccitante, complesso e difficile da conquistare di quanto abbiamo mai ipotizzato.

E anche se abbiamo pensato di poter essere soli nell'Universo oggi abbiamo le prove che no, non siamo soli. Siamo soltanto un piccolo pianeta che ospita della vita intelligente e oggi, grazie alla consapevolezza che siamo tutti viaggiatori spaziali bordo del pianeta Terra, è giunto il momento di capire che siamo, soprattutto abitanti dell'Universo.

E, se vi pensiamo in termini temporali immensi, come è capitato a me grazie ai miei studi di astronomia ed astrofisica, ci rendiamo conto che il nostro Sole prima o poi si esaurirà e noi saremo costretti ad abbandonare iol nostro pianeta se vorremo sopravvivere. Allo stesso modo dobbiamo pensare che ogni specie che viva su di un pianeta ha a disposizione solo il tempo di esistenza della propria stella prima che essa bruci.

Quindi il nostro destino, secondo me (ed è meglio che cominciamo ad abituarci all'idea) consiste nell'entrare a far parte della comunità dei pianeti, allo stesso modo in cui gli uomini delle antiche tribù, quando la razza umana era giovane, attraversavano valli e montagne per incontrare altre tribu e formare comunità più grandi che varcassero confini sempre più nuovi. A questo punto della nostra storia su questo pianeta siamo pronti per proiettarci al di fuori di esso e del nostro sistema solare e siamo pronti a scoprire cosa c'è, realmente, là fuori.

Venendo dal ventesimo secolo e vivendo nel ventunesimo abbiamo dimenticato che la rivoluzione industriale decollò solo nel diciannovesimo secolo. Io spesso racconto al mio pubblico più giovane il fatto che i miei bisnonni ancora attraversarono il territorio che va dalla Georgia del Sud al Texas dell' Ovest in carri coperti alla fine della Guerra Civile, negli anni '70 dell'800. Eppure meno di cento anni dopo la mia famiglia era coinvolta nei viaggi spaziali ed io sono stato sulla Luna.

Quindi per passare dai carri dei pionieri al viaggio lunare sono bastati 100 anni, non proprio la durata di una vita umana ma pur sempre il breve spazio di due generazioni. Ecco perchè è necessario iniziare a pensare nei termini che ho descritto prima.

In particolare dobiamo renderci conto che, dal ventesimo al ventunesimo secolo, la nostra abilità e il nostro genio hanno fatto sì che la popolazione mondiale crescesse a dismisura passando dagli scarsi due miliardi di individui del secolo scorso ai più di sei e mezzo di oggi. Ciò significa che i nostri consumi di materie non rinnovabili sono cresciuti ad un ritmo che non è più sostenibile e siamo costretti a riflettere seriamente su cosa significhi veramente essere una società avanzata.

Ma lasciamo da parte per un attimo questi discorsi perchè siamo qui per parlare di Rivelazione.

Io credo sia ormai tempo di mettere da parte l'embargo sulle informazioni riguardanti la realtà della presenza extraterrestre e chiedo al Governo di aprire i suoi archivi, così come sentirete oggi che hanno fatto tanti altri governi. Lo hanno fatto i Belgi, lo hanno fatto i Francesi, i Brasiliani, gli Argentini, i Messicani.

Tutti questi governi hanno divulgato i documenti in loro possesso ed è ora che lo facciamo anche noi. Così diverremo parte di questa comunità planetaria che sta giustamente cercando di assumersi il nuovo ruolo di civiltà di viaggiatori spaziali.

Grazie per la vostra attenzione.

Fonte: http://www.paolaharris.com/ConferenceXit.html
Vedi: http://www.altrogiornale.org/_/content/content.php?content.475

X-Conference 2009: Trascrizione dell'intervento del Dr. Edgar Mitchell ultima modifica: 2009-05-02T15:30:30+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)