Gnosticismo non è Panteismo

Rudolf Steiner

Rudolf Steiner

Per definizione la concezione gnostico-esoterica si basa sulla trascendenza più rigorosa. Senza la negazione radicale dell’immanentismo non si può concepire la necessità della liberazione, non si può bene intendere il carattere oppressivo e ingannevole della natura, non si può afferrare veramente la dottrina della preesistenza. Se essa si oppone al creazionismo cristiano lo fa ancor più rispetto al panteismo che é un rozzo naturalismo appena meno degenerato del materialismo aperto.

E’ proprio dal regno della natura, del creato, del mondo o comunque si voglia chiamare che lo gnostico si vuol liberare e concepisce la divinità come totalmente estranea ad essa.

In realtà dell’occultismo teosofico e antroposofico non esiste affatto una dottrina della preesistenza pur richiamandosi allo gnosticismo.

Infatti si parla di “monadi incoscienti” che devono prima manifestarsi nel regno minerale, poi in quello vegetale, poi animale, umano, divino. Invece l’incoscienza é quella del nostro mondo e non quella dello stato preesistente, e non vi é alcuna evoluzione della coscienza nel nostro mondo, ma solo un cammino purificatore onde ottenere una reintegrazione nello stato primordiale celeste perduto.

Vi sarebbero sette fasi cui sono assegnati sette pianeti. In realtà le acquisizioni sono disposte in ordine discendente e sono avvenute prima della manifestazione materiale seguendo un minimo di logica. Infatti l’anima “abita” il corpo e non é certo la materia che “evolve” la coscienza. Questo é puro positivismo trasposto. Se poi consideriamo l’atomismo teosofico in cui la differenza tra anima e corpo sta nella grandezza degli atomi vediamo che non é che l’antico epicureismo rivisitato e corretto.

Ne La dottrina segreta vi sono idee materialistiche circa ciò che si deve definire “spirito”. Addirittura si sostiene che lo spazio si identifichi nella divinità in quanto sostanza immanifesta della materia, una sorta di natura naturante, di sostanza spinoziana o che i piani di esistenza (i mondi) si compenetrino in quanto vi sono atomi più piccoli nella composizione dello spirito che si interpenitrano con quelli spessi degli elementi corporei, o che non può esistere un principio trascendente che sarebbe extraspaziale o che la materia sia pensante ed animata in sé stessa (panpsichismo).

Si tratta essenzialmente di concezioni che concepiscono lo spirito come avente un’estensione e il principio originale come egualmente limitato e determinato (lo spazio) o la materia autonoma (panpsichismo). L’idea degli atomi più piccoli nella composizione dello spirito non é che parte dell’antico materialismo atomista epicureo per la quale l’anima era nulla più che un aggregato atomico e perciò corporea. Lo spazio come divinità é stato ripreso dall’idealismo di Ralph Waldo Emerson mentre il panpsichismo ha tutto un passato rinascimentale e di seicento libertino-epicureo.

Con tutto questo repertorio panteista e atomista la Blavatsky, e la New age in generale, pretendeva di combattere il “materialismo”.

Anche l’evoluzionismo implica l’immanentismo, infatti da una sostanza cosmica immanente si esplicita in un secondo tempo la coscienza che diventa infine assoluta e divina. E’ l’idealismo panteista ottocentesco.

Non vi é stata alcuna incoscienza all’inizio dell’esistenza mondana come sostengono teosofi e antroposofi che interpretano il platonismo secondo Bergson il quale credeva in un positivismo trasposto, in un evoluzionismo spiritualista. L’incoscienza é piuttosto propria della fase posteriore ovvero terrena. E’ evidente che la ragione non può essere venuta dopo e succeduta dalla supercoscienza se la materia é la prigione dello spirito. Non può esservi una simile successione ma la scala con vari scalini dal cielo alla terra é esattamente l’inverso.

Posto tutto questo non vi sarebbe più necessità di una iniziazione, infatti l’evoluzione é un processo necessario e democratico ovvero é una naturale conseguenza del cammino dell’umanità intera. Nulla di più controiniziatico. Infatti la stessa parola “iniziatico” implica il carattere esclusivo e antistorico. Insomma se vi é una “cerchia di iniziati” essa per sua natura escluderà i non-iniziati e la condizione di essi rappresenterà un’apertura ad uno stato trascendente che non può certo “evolvere” come uno stato ulteriore dell’umanità sulla terra.

Steiner afferma che la discesa nella materia sarebbe stata giustamente operata dai demoni e che questi semplicemente avrebbero continuato, come un meccanismo inceppato, a sprofondarci ulteriormente in esso (il che contraddice l’affermazione dell’evoluzione mentale attuale rispetto al passato). Il male sarebbe bene fuori tempo ovvero in senso storicistico ed evoluzionistico. In realtà tutto questo é errato. E’ vero che sono i registi della discesa nel mondo e del regresso spirituale attuale ma non vi é alcun relativismo storico o bene fuori tempo. La funzione dei demoni non é un bene frainteso o sviato ma il male essenzialmente puro e servono solo ad essere vinti dalle forze dell’illuminazione.

In realtà il panteismo non é nemmeno una religione ma una filosofia laica per lo più progressista e naturalmente profana e controiniziatica, estranea e contraria persino all’exoterismo. Il culto della natura é il peggior feticismo. La separazione tra esoterismo e exoterismo presuppone la fede nella Trascendenza anche sul piano exoterico ed una concezione ancor più rigida nella cerchia interna dei misteri.

Se il teismo creazionista venera il principe del mondo il panteismo finisce per adorare il mondo stesso. L’exoterismo pur non staccandosi dalla sfera psichica non rende certo culto alle potenze mondane ed é solo una protezione per i non-iniziati. Creazionismo, panteismo e materialismo aperto sono tre diverse forme di illusione profana e antitradizionale e ancor più controiniziatica. Vi sono eresie interne ed eresie esterne alla Tradizione.

Non é possibile vedere in ogni religione una manifestazione dell’unico principio metafisico perché questo é panteismo che vede l’Uno come mera sostanza della moltitudine, una struttura cosmica immanente all’infinita pluralità cangiante. Per tutti gli spiritualismi comunque intesi l’eresia emana sempre dal preternaturale ed é necessariamente naturalista o tendente al naturalismo.

Ma questo esclude che la demonologia possa essere intesa come studio del principio corruttore della creazione dato che la riduzione ad essa deriva proprio dai demoni. Di conseguenza la demonologia non può essere eliminata dal novero delle discipline teologiche o addirittura concepita in modo tale da ribaltarla nello studio di forze salvifiche.

L’egualitarismo é connesso al pluralismo e non ha nulla a che fare con la dottrina dell’Uno perché le differenze permangono sul piano immanente mentre la dottrina dell’Uno risolve la pluralità nell’unità. Né può avere inerenza alla Tradizione l’ideologia ecologista che unifica tutti i regni naturali e fa della natura una divinità. Ciò che preme ribadire sopra ogni altra cosa é che il materialismo coincide non tanto con una banale posizione filosofica ma con ciò che devia dalla Verità in sommo grado e così dal bene.

Non si può combattere il materialismo attraverso concezioni fasulle e camuffate come quella panteistica perché é come far guerra al nemico usando il nemico stesso.

Se persino il cattolicesimo, rispetto al quale lo gnosticismo si pone come occupante un livello ancor più spirituale, postula la trascendenza in che modo possiamo concepire la dottrina iniziatica come panteistica?

Esoterismo e idealismo inteso in senso nettamente trascendente sono identici. E’ l’immanenza che viene ridotta alla trascendenza e non viceversa, né possono convivere come nel cattolicesimo.

La concezione del Sé dei neospiritualisti é tale che in sostanza si accederebbe, se le tecniche di risveglio fossero da prendersi sul serio, ad una deità naturale dell’uomo in senso letterale attraverso un’integrazione a rovescio in cui invece di reintegrarsi nel Sé la coscienza si unifica all’ombra, ovvero opera una discesa agli inferi nel senso più degradato dell’espressione.

Qualcosa di questo tipo é stato vagamente tratteggiato da Jung, che deve averlo ripreso dal tantrismo, ed é oggetto di disquisizioni del neopaganesimo. In sostanza invece di trascendere la persona si tratterebbe di eliminare tutto ciò che invece frena il disvelarsi delle possibilità inferiori. Evola, Gurdjieff, Kremmerz, Gardner e altri hanno predicato l’uso di tecniche erotico-psicotrope che sanno molto di “messa nera”.

Qui siamo di fronte ad una corrente “ofita” ovvero alla dottrine del “Lucifero buono” che libera da Dio e dall’ordine cosmico attraverso il peccato. La dottrina iniziatica intesa in senso letterale, come in ogni religione creazionista che crede alla redenzione del corpo e ad un’anima personale immortale, porta a un mero panteismo in cui vi é un rovesciamento banale.

Non può nascere alcun Sé dall’integrazione con l’ombra perché essa é emanazione dei demoni che non hanno coscienza e sono per questo illusoriamente oppositori dell’integrazione che viene impedita solo ottenebrando l’anima o corpo mentale. L’integrazione a rovescio é la compiutezza di questo processo.

La nigredo sarebbe l’effettiva discesa agli inferi per riemergere con un processo di controllo nell’albedo e infine di sintesi nel rubedo (il Sé). Ora, questa é un’alchimia nera che rappresenta la semplice disfatta nell’ombra e non una guerra contro di essa per salire al Sé. Bisogna insistere su questo: l’interpretazione panteistica dell’esoterismo porta inevitabilmente al suo rovesciamento perché per noi l’immanenza non é cattiva solo se ribelle al creatore, ma é corrotta in sé stessa perché opera di forze esse stesse ribelli e corrotte che si sono coalizzate contro la vera divinità per formare un mondo del tutto estraneo all’essenza divina, ovvero il nostro piano materiale.

L’essenza divina esisteva secondo la legge della libertà, della piena potenzialità delle scintille divine che erano parti della mente trascendente divisa in soggetto e oggetto, una coppia di divinità maschile e femminile nei miti, che escludeva le limitazioni spazio-temporali e il potere dell’istinto.
Fare della natura una divinità porta poi a servire il principio immanente, il principe del mondo.

Laddove il creazionismo é un culto arcontico inconscio la controiniziazione lo é in modo conscio, ammesso che vi sia consapevolezza in questa spiritualità deviata.

Alessandro Bardi autore de “La genesi ritrovata

Gnosticismo non è Panteismo ultima modifica: 2011-08-21T14:40:21+00:00 da Richard
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