Disidratazione: la causa di molte malattie croniche – Prima parte

DisidratazioneL’acqua è una fonte di energia che dà vita e regola i processi metabolici dell’organismo. È essenziale per curare e prevenire lo stress. Senza una corretta assunzione di acqua, rischiamo di sviluppare malattie degenerative croniche.

Trascrizione tratta dal discorso di Fereydoon Batmanghelidj presso il Government Health Forum, Washington, DC, USA 28-30 marzo 2003.

La disidratazione è la causa nascosta di molte “malattie” croniche.

Assumere la giusta quantità di acqua, sali e minerali può prevenire tali malattie e persino invertire i danni già causati. La cosiddetta medicina “moderna” continua a dare la colpa a virus o fattori genetici per la maggior parte delle condizioni degenerative, e l’industria farmaceutica perderebbe miliardi di utili se la gente si affidasse alle proprietà curative naturali dell’acqua piuttosto che ai suoi medicinali costosi e velenosi. Qui spiegheremo dettagliatamente perché il corpo ha bisogno di acqua, come mai la mancanza di acqua crea stress e malattie nel corpo e illustreremo alcuni metodi molto semplici per garantire un’ottima salute.

Alla facoltà di medicina, ciò che viene insegnato a noi medici si basa su un presupposto scientifico fondamentale sbagliato. Tutta la scienza medica si basa su numerosi principi errati. La scienza del XX secolo è viziata: rappresenta una “epoca buia” della conoscenza del corpo umano. La medicina del XX secolo, per darsi una parvenza di “scientificità”, ha spiegato tante cose, ha prodotto molta nomenclatura, ha scritto libri su libri sul corpo umano e sulle malattie, ma tutti quegli scritti parlavano di “malattie dall’eziologia ignota”. La medicina le spiegava, ma senza sapere come nascevano. Poi ha iniziato a dare la colpa ai virus, e dopo qualche tempo ha iniziato a dare la colpa ai pazienti, dicendo che le loro malattie erano “genetiche”. Così la comunità medica, per camuffare la sua scarsa conoscenza del corpo umano, ha prodotto dei nomi e ha incolpato le persone. Ecco cos’è stata la medicina del XX secolo.

La mia scoperta, che spiega che tutto ciò che c’è nel corpo umano o in qualsiasi organismo vivente è regolato dalla presenza di acqua, sposta il paradigma dalla concezione dell’aspetto solido del corpo umano alla concezione del suo aspetto solvente.

Il ruolo dell’istamina nella regolazione dell’acqua

Una parte dei miei studi riguardava l’istamina (tutti abbiamo sentito parlare degli antistaminici), che è un neurotrasmettitore incaricato della regolazione dell’acqua nel corpo. Dunque, nella medicina del XXI secolo, la nuova verità è che la disidratazione è la causa principale di malattie dolorose e degenerative, compresi i tumori e l’AIDS. La medicina si era sbagliata e non aveva compreso il ruolo dell’istamina nel corpo umano. Dobbiamo rivedere questa concezione perché ora conosciamo la soluzione a molte delle condizioni patologiche che vengono trattate con antistaminici, e questa soluzione è l’acqua.

L’istamina esiste fin dal primo giorno di esistenza di ogni vita. Quando l’ovulo viene fecondato dallo spermatozoo, già prima di dividersi in due cellule figlie per consentire alla vita di sopravvivere nella sua forma attuale, ha la capacità di rilasciare istamina. Quindi, l’istamina è un neurotrasmettitore che è con noi fin dal primo minuto di vita.

Il corpo umano contiene molta acqua, ma l’acqua contenuta nel corpo è principalmente già impegnata osmoticamente. In altre parole, è occupata con un’attività, una reazione chimica, un processo chimico. Quell’acqua si chiama acqua di legame. Poi il corpo, per poter svolgere nuove funzioni, ha bisogno di acqua che non sia impegnata osmoticamente, chiamata acqua libera.

L’acqua è necessaria per prevenire lo stress

Nello stato di disidratazione, anche se il corpo contiene molta acqua, è la mancanza di acqua libera a costituire la disidratazione. Ecco perché occorre sostituire l’acqua eliminata dal corpo con una nuova assunzione di acqua per fornire all’organismo l’acqua libera con cui eseguire nuove funzioni. Quindi, ogni volta che volete svolgere una funzione che richiede acqua, è meglio dare al corpo quell’acqua in anticipo. In altre parole, se volete mangiare, prima date al corpo l’acqua necessaria per digerire il cibo. Se volete fare sport e sudare, prima date al corpo l’acqua da espellere con il sudore, e così via. È la scarsità di acqua libera nel corpo a costituire la disidratazione. È come una grande azienda che ha un patrimonio importante ma non ha il flusso di cassa per pagare gli stipendi ai dipendenti. È così che un’impresa finisce nei guai, ed è per questo che il corpo umano inizia ad avere problemi quando manca l’acqua libera, che è il “flusso di cassa” dell’organismo.

Nel corpo, lo stress si traduce in disidratazione. In altre parole, ogni volta che vi sentite stressati, ciò produce disidratazione. Il motivo è che ogni volta che siete sotto stress, il corpo secerne molti ormoni che disgregano materiale nuovo assorbendo l’acqua libera che è in circolazione, così all’improvviso l’acqua è insufficiente e voi siete a corto di “flusso di cassa”. E a questo punto il corpo inizia a regolare il contenuto idrico dell’organismo: entra in vigore un programma per affrontare “la siccità” e gestire lo stress. Nella gestione dello stress intervengono questi ormoni: vasopressina, endorfine, prolattina, fattore di rilascio del cortisone [sic] e angiotensina, che è attivata sia a livello cerebrale che al livello dei reni. La vasopressina è una sostanza molto importante. La vasopressina è subordinata all’istamina come regolatore idrico, e la stessa vasopressina è un fattore di rilascio del cortisone molto forte. Quando c’è la disidratazione e c’è un rilascio di istamina, c’è anche rilascio di vasopressina e i tessuti si rompono a causa del fattore di rilascio del cortisone.

La vera origine del “virus HIV”

Ecco una cosa molto importante che ho scoperto: la vasopressina come fattore di rilascio del cortisone stimola una sostanza chiamata interleuchina 1, che è un altro attivatore di eventi fisiologici, e il fattore di rilascio del cortisone e l’interleuchina hanno un effetto di ingigantimento reciproco: creano un circolo vizioso, un sistema di espansione. A un certo livello di disidratazione e dipendenza dalla vasopressina, succede che l’interleuchina 1 attiva l’interleuchina 6 e il fattore di necrosi tumorale. Questi sono gli elementi che iniziano a intaccare i tessuti del corpo e a romperli: la mancanza di risorse costringe i tessuti stessi al cannibalismo. Perché quando siete disidratati, al vostro corpo mancano anche gli elementi che l’acqua avrebbe fatto arrivare in quelle aree per avere del materiale con cui lavorare, e allora il corpo inizia a intaccare i suoi stessi tessuti. L’interleuchina 6 e il fattore di necrosi tumorale attivano enzimi chiamati proteasi sulla membrana cellulare e ovunque essi si trovino, e queste proteasi iniziano a rompere e a frammentare le proteine e il DNA: causano la frammentazione del DNA.

La nuova concezione, o la mia concezione, è che questi frammenti di DNA, non appena vengono rilasciati, portano con se un po’ di membrana: frammenti che sarebbero etichettati come “virus”. Questi sono i “virus lenti” che non fanno capire alla comunità medica che il DNA fa parte della rottura provocata dalla disidratazione. È la disidratazione che produce malattie, ma la comunità medica dà la colpa al “virus”.

Uno dei “virus” che ha ricevuto questo trattamento è lo stesso “HIV” [virus dell’immunodeficienza umana]. L’HIV, il “virus lento”, è un frammento di DNA ed è stato ottenuto nei mezzi di coltura cellulare introducendo l’interleuchina 6 e il fattore di necrosi tumorale, e il prodotto coltivato è stato etichettato “HIV-1”. Questo “HIV-1” non è un virus: è un frammento del DNA. Ha le medesime caratteristiche di metà della stessa vasopressina. Ecco perché non è possibile produrre un vaccino contro l’HIV: perché appena si cerca di farlo si neutralizza la vasopressina, che è un regolatore idrico. La vasopressina fa funzionare il programma di osmosi inversa del corpo, e neutralizzarla sarebbe l’equivalente di provocare il suicidio della cellula o dell’organismo, e quindi di uccidere la persona. Ecco perché non si potrà mai usare l’HIV e produrre un vaccino per l’HIV: perché fa parte della molecola di vasopressina.

È con questo meccanismo che funzionano tutte le malattie autoimmuni. L’interleuchina 6, quando entra nelle cellule beta del pancreas, taglia la cellula beta, ne spezza la struttura nucleare, la riduce in frammenti e la getta via. È stato dimostrato scientificamente che succede questo. Si tratta di un processo di attività autoimmune che produce il diabete insulino-dipendente. Spiegherò il diabete insulino-dipendente più avanti, ma volevo citarlo qui per farvi capire come alcuni di questi cosiddetti “disturbi” con “virus lenti” e malattie autoimmuni sono collegati alla disidratazione in quanto origine della malattia e mancanza di risorse di cui il corpo ha bisogno per compensare le carenze prodotte dalla disidratazione.

Tante “malattie” sono causate dalla disidratazione

Con la disidratazione perdiamo molti amminoacidi essenziali, e questi vengono usati come antiossidanti, perché quando non c’è abbastanza acqua per lavare via le scorie tossiche, le scorie tossiche vanno neutralizzate, altrimenti distruggeranno il sistema. Triptofano, tirosina, metionina, cisteina e istidina si esauriscono dopo essere stati neutralizzati per compensare l’accumulo di scorie tossiche nel corpo, che non sono state lavate via. Voi sapete che quando andate in una toilette mobile, non c’è acqua, ma c’è una sostanza chimica che disinfetta e deodora tutto ciò che finisce nel water. Il corpo usa queste sostanze come elementi disinfettanti.

La distribuzione dell’acqua ha un altro componente estremamente importante. Si tratta della distribuzione idrica di emergenza alle aree in cui l’acqua è fondamentale per eseguire una funzione. Le cellule istaminergiche, i mastociti, i basofili e i neurotrasmettitori contengono istamina, PAF (fattore attivante le piastrine) ed eparina. Come sapete, l’eparina impedisce il sanguinamento. Il PAF attiva le piastrine facendole rompere e rilasciare ciò che contengono. Purtroppo, le piastrine contengono anche molta serotonina, quindi lo scopo della produzione di PAF, che causerebbe la coagulazione del sangue, e di eparina, che ostacola la coagulazione, è molto semplice: il sangue è formato per il 94% da acqua. Quando occorre accedere a quell’acqua, si crea un piccolo sanguinamento, e la serotonina produce microscopici tagli sulle pareti dei capillari, da cui fuoriesce sangue. Quando il sangue è fuoriuscito, la sua acqua viene riassorbita nell’organismo, e il resto, che è il 6% del volume totale, si trasforma in placche: quelle che si osservano nei disturbi neurologici.

C’è la barriera emato-encefalica, in cui i capillari sono minuscole giunture. Nulla li può attraversare, sono come un muro: non ci sono fori, diversamente dal resto del corpo. Questo è un percorso di emergenza per reperire acqua, ed è la condizione che chiamiamo vasculite. La si può avere nel cervello, o nei reni, o nel tratto gastrointestinale. È così che si generano gastriti, ulcere gastriche emorragiche e simili. Così, questo percorso di emergenza verso le scorte d’acqua può provocare emicranie, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, gastrite, porpora (sanguinamento nei tessuti), nefrite, sindrome nefrosica e così via. Questo è il risultato di una carenza di acqua nel corpo. Il corpo ha bisogno di acqua per svolgere una serie di funzioni all’interno dell’attività fisiologica.

Alla disidratazione sono associate anche carenze di minerali, perché si può sviluppare anche l’acloridria. Lo stomaco non produce acidi a sufficienza, e l’acido è necessario per assorbire zinco, magnesio, manganese, selenio e altri minerali essenziali. E in questo modello della carenza minerale si ritrovano disturbi neurologici come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer e via dicendo. La concezione del corpo umano del XXI secolo è che tutte le manifestazioni patologiche dovrebbero essere considerate come causate da carenze, secondarie a una disidratazione persistente. Quando si è disidratati, si ha una carenza di amminoacidi e si può anche avere una carenza di minerali, e questo è alla base di tutte le malattie del corpo umano.

L’industria farmaceutica nasconde informazioni sui benefici dell’acqua

Ignorando l’importanza suprema e vitale dell’acqua per la salute ottimale e il benessere del corpo umano, la comunità medica e scientifica ha permesso all’industria farmaceutica di perpetrare una frode contro la società. Le azioni di questo settore in nome del guadagno finanziario costituiscono una forma di terrorismo: terrorizza le persone con tattiche per produrre paura tramite la televisione e i media; costringe la gente ad andare dal medico e richiedere un certo tipo di medicinale, per esempio i farmaci per l’asma. L’asma è uno stato di disidratazione, e c’è una pubblicità che ultimamente vedo dappertutto che dice: “È la vita che dovrebbe toglierti il respiro, non l’asma.”

I test randomizzati in doppio cieco sono adatti per la valutazione di farmaci e composti chimici solo allo scopo di garantirne la sicurezza. Questo costoso procedimento non è adatto allo studio dei problemi metabolici prodotti dalla disidratazione e ai disturbi da carenza associati. In altre parole, buttiamo fuori dalla finestra questo sistema di valutazione dell’industria farmaceutica, ritorniamo alla Natura e cerchiamo di scoprire che cosa vuole il nostro corpo… e poi diamoglielo. Non ascoltate ciò che dicono i medici. I medici non sanno qual è il problema del vostro corpo, e sfortunatamente chi lavora con la medicina tradizionale non lo sa di sicuro. Io non lo sapevo. Ho dovuto fare ricerche per 22 anni prima di giungere a questo grado di comprensione.

Chi lavora nella sanità e decide di ignorare queste informazioni e continuare a usare i farmaci per malattie che sono causate da disidratazione e carenze di minerali potrebbe anche rischiare di essere citato penalmente per negligenza, in futuro. Prima o poi succederà che uno di quegli avvocati che si procacciano i clienti inseguendo le ambulanze apostroferà così un medico in tribunale: “Perché ha curato questo paziente iperteso con dei diuretici? È lei che ha causato la malattia di quest’uomo: gli ha causato molti problemi, e ha abbreviato la sua vita di almeno 20 anni con i suoi farmaci: diuretici, calcio-antagonisti, betabloccanti, eccetera. Invece al corpo del paziente mancava l’acqua: ecco perché era iperteso.” Sì, quel giorno arriverà presto.

Dove ha sbagliato la medicina del XX secolo? Quali sono i primi sintomi e segnali della disidratazione? La medicina del XX secolo riteneva che l’unico segnale della disidratazione fosse la secchezza della bocca, ma non è così. Per poter masticare e deglutire il cibo, anche se non si è bevuto nulla, il corpo produce abbondante saliva per eseguire questa funzione, dunque la bocca secca non è un segnale della disidratazione. Chiunque aspetti di sentirsi la bocca secca per bere dell’acqua, o aspetti di avere sete, è in cerca di problemi. Anzi, io ho scritto un articolo che è stato pubblicato su Townsend Letter for Doctors, in risposta al Dott. Heinz Valtin del Dartmouth College il quale sosteneva che la gente non dovrebbe bere acqua senza motivo, ma aspettare di avere sete. Nel mio articolo ho scritto che aspettare di avere sete significa morte prematura e dolorosa, e in quello stesso articolo gli ho dato dell’ignorante: non bisogna credere a ciò che afferma questo signore.

L’acqua regola la maggior parte delle funzioni corporee

Un preconcetto sbagliato è che l’acqua non abbia un ruolo metabolico diretto e che a regolare tutte le funzioni del corpo siano soltanto i soluti. Questa affermazione non è corretta. Abbiamo la sostanza A e la sostanza B e se li mettiamo in una provetta non avviene nessuna reazione. Questo lo abbiamo imparato al primo anno di chimica. Poi il professore aggiunge dell’acqua da un becher e improvvisamente avviene tutta la reazione. Ora, sono state la sostanza A e la sostanza B a reagire o è stata l’acqua che ha regolato tutte le reazioni? La mia prima nozione di scienze e medicina è che l’acqua regola tutte le funzioni, compresa la funzione di qualsiasi cosa sciolga.

“I meccanismi del corpo che regolano l’assunzione di acqua sono efficienti durante tutto l’arco di vita della persona” è un’altra affermazione scorretta, perché invecchiando, così come gli occhi hanno una visione meno nitida, le orecchie sentono meno e tutti gli altri sensi iniziano a ridursi, lo stesso avviene per la percezione della sete. Purtroppo, gli anziani non riconoscono la sete. È stato dimostrato scientificamente che alcuni anziani che non assumevano acqua da 24 ore non ritenevano di avere sete quando veniva messa loro di fianco dell’acqua, mentre i giovani dello stesso gruppo di studio iniziavano immediatamente a bere acqua in abbondanza.

Caffeina e aspartame sono veleni

Un altro preconcetto errato, che è un problema soprattutto in America e probabilmente nell’Europa occidentale, è che tutti i fluidi possano soddisfare l’esigenza di acqua del corpo. Questa è scienza spazzatura. Non è esatto. La caffeina nelle bevande è una sostanza disidratante; agisce sul cervello e sui reni e fa espellere al corpo più acqua di quanta ne venga assunta con la bevanda. Inibisce gli enzimi del cervello che intervengono nella memorizzazione. La fosfodiesterasi è un enzima che regola la funzione cerebrale della memorizzazione, e assumendo caffeina si inibisce questa funzione.

Ora addentriamoci nella filosofia del perché le piante producono caffeina, o persino cocaina. Secondo voi, perché? Guerra chimica. Le piante immettono o possiedono caffeina e cocaina nelle proprie foglie e semi allo scopo di istupidire chi li mangia. La fosfodiesterasi viene inibita e quella specie inizia gradualmente a perdere le capacità mimetiche, la vigilanza e la velocità di reazione, e a diventare stupida, cosicché ben presto verrà mangiata dai predatori: è in questo modo che la pianta difende la successiva generazione della propria specie. Ora, noi prendiamo il caffè, lo mettiamo in infusione, lo concentriamo e lo beviamo. Diamo caffeina ai nostri bambini, e poi diventiamo pazzi chiedendoci perché hanno problemi di apprendimento, perché hanno la “sindrome da deficit di attenzione”. Date la colpa all’industria: l’industria delle bevande che produce le bibite gassate. Purtroppo, recentemente molte bibite sono ancor più concentrate. Una volta le lattine erano da 24 cl e adesso sono da 35 cl. Contengono più caffeina. Prima c’erano 50 mg di caffeina per lattina, ora ce ne sono 75 o 90 mg. Il caffè di Starbucks contiene 180 mg di caffeina per tazza. Insomma, è questo stile di vita che produce nella società malattie e stupidità e moltissimi altri problemi.

E come se non bastasse, alle bevande vengono aggiunti dolcificanti artificiali: un ulteriore crimine verso l’umanità. Il dolcificante artificiale aspartame crea una fame finta. È stato dimostrato in modelli animali e umani che non appena si dà dell’aspartame agli animali e agli uomini, entro 90 minuti questi hanno l’impellenza di andare a mangiare in quantità maggiori. Il motivo è che avviene una reazione chiamata risposta della fase cefalica. Appena la lingua è stimolata dai dolcificanti, il cervello traduce lo stimolo in una quantità di energia, a seconda del grado di dolcezza. Appena il cervello si accorge che l’energia promessa dalla dolcezza in realtà non c’è, vi costringe ad andare a mangiare, e a mangiare di più di quanto fareste normalmente. Ecco perché le persone che assumono dolcificanti artificiali con le bibite pensano di perdere peso ma in realtà finiscono per ingrassare.

L’aspartame può provocare crisi epilettiche più o meno gravi e danni al nervo ottico, poiché il 10% viene convertito in alcol metilico e formaldeide. A seconda della quantità assunta, dall’apparato gastrointestinale si forma un sistema tossico per il sistema nervoso e in particolare per il nervo ottico, che è molto sensibile al metanolo e alla formaldeide. Il senso dell’olfatto ne risente. L’aspartame è anche stato identificato come una delle cause di tumori al cervello.

In che modo l’acqua svolge le sue funzioni vitalizzanti

L’acqua ha proprietà vitalizzanti. Produce idroelettricità. In altre parole, è una fonte di energia naturale. Tutte le neurotrasmissioni del corpo dipendono dall’idroelettricità dell’acqua. Ecco perché l’acqua può “tirarvi su” più di qualsiasi altra cosa possiate immaginare.

Quando si parla dell’idrolisi, la comunità medica ha sempre usato il termine “idrolisi di questo” e “idrolisi di quello”, ma senza mai presumere che l’acqua abbia un metabolismo proprio. Ho trascorso sei anni a svolgere ricerche all’Università della Pennsylvania proprio per studiare questo aspetto e giungere a una tesi. A una conferenza, uno dei professori mi ha chiesto di cosa mi occupo e io ho detto: “Sto cercando di osservare il metabolismo dell’acqua.” Lui ha fatto una smorfia e mi ha preso per un ignorante. Mi ha detto: “Noi riteniamo che l’acqua non abbia un metabolismo.” Io non volevo offenderlo di fronte ai suoi colleghi, così ho risposto: “Posso venire nel suo ufficio a parlargliene?” Lui ha detto: “Sì, senz’altro.” Così ho preso appuntamento con lui. Era uno stimato professore dell’Università della Pennsylvania. Sono andato da lui, e per assicurarmi di aver capito il suo punto di vista gli ho detto: “Ho capito bene? Lei dice che l’acqua non ha un metabolismo, che l’acqua è solo una sostanza inerte che è lì per caso?” E lui: “Sì.” E io ho detto: “Ma allora che cos’è l’idrolisi? Voi usate spesso questa parola, la usate in continuazione. Che cosa significa idrolisi?” Se lo avessi colpito con una tonnellata d’oro, non avrei prodotto un impatto maggiore di questa parolina sul suo cervello. Lui è impallidito, e ha mormorato: “Sì, in effetti, non ci abbiamo mai pensato.”

Ecco, la parola idrolisi significa metabolismo dell’acqua. L’acqua è un nutriente. L’acqua, in realtà, è un nutriente primario dell’organismo di cui il corpo ha bisogno, regolarmente, per funzionare. L’acqua alla temperatura corporea, quando viene spremuta a 2,5 angstrom, gelifica; diventa come ghiaccio, ed è questa densità che fa aderire i componenti della membrana cellulare. L’acqua in realtà è un materiale adesivo nel corpo, è il cemento fra i mattoni, e la carenza di acqua disturba questo processo. Affinché la cellula non si disintegri completamente, il corpo ha trovato un sostituto, e la stessa proprietà adesiva che fa aderire le cose si ritrova nel colesterolo. Dunque il colesterolo nel corpo non svolge solo una funzione isolante: fa anche parte del materiale adesivo di emergenza.

Ora, ritornando all’acqua come fonte di energia, ecco cosa dice la ricerca di Philippa Wiggins:

“La fonte di energia per il trasporto dei cationi o la sintesi dell’ATP risiede nell’aumento del potenziale chimico attraverso la maggiore idratazione dei piccoli cationi e anioni dei polifosfati, nella fase acquosa interfacciale, altamente strutturata, dei due intermedi fosforilati.”

Vi sembra arabo, vero? Ma fidatevi di me, significa che è l’acqua la fonte di energia per la sintesi dell’ATP.

Quindi, l’idrolisi dell’acqua produce energia. Questa è una formula calcolata da George e all. Il complesso magnesio-ATP possiede di per sé solo 600 kJ/mol di energia, ma quando viene idrolizzato, l’energia dei componenti diventa di 5.850 kJ/mol. In altre parole, l’acqua ha trasferito la propria energia ai componenti, ed è così che ha indotto la reazione chimica, grazie all’energia prodotta dall’idrolisi. Quindi, il mezzo chilo di carne che mangiate non ha nessun valore energetico a meno che ci sia dell’acqua a idrolizzarlo e a scomporlo. In effetti è l’acqua che energizza il cibo che mangiate: le patate, lo zucchero. Nessuno di questi ha la capacità di trasferire energia nel corpo umano a meno che ci sia dell’acqua a scomporre il cibo e ad amplificare il contenuto di energia di un ordine di grandezza.

Ci sono due oceani di acqua nel corpo: un oceano di acqua è nelle cellule, e poi c’è l’oceano di acqua fuori dalle cellule. L’acqua che beviamo attraversa la membrana cellulare e rifornisce l’oceano interno. Il sale che assumiamo regola il volume dell’oceano esterno. I due oceani devono essere in equilibrio. Non potete riempire l’Atlantico più di quanto già sia pieno e lasciare che il Pacifico si secchi, o riempire il Pacifico e lasciare seccare l’Atlantico. Bisogna riempirli entrambi. Ecco perché Dio ha collegato tutti gli oceani, in modo che ci sia equilibrio. E deve esserci equilibrio anche fra gli oceani d’acqua nel corpo. Anzi, il corpo è proprio fatto in modo da equilibrare automaticamente questi oceani attraverso certi meccanismi.

L’acqua e il sale sono elementi vitali nel corpo umano. L’acqua si diffonde attraverso la membrana cellulare a una velocità di 103 cm al secondo: il trasferimento dell’acqua nella cellula è molto rapido. In una membrana cellulare ben idratata, c’è un canale fra i due strati della membrana. Tutti gli enzimi vanno in quel canale e lì incontrano la loro controparte. Questa viene chiamata diffusione laterale dei sistemi enzimatici, e perché avvenga è necessario che quel canale sia sufficientemente idratato nell’organismo. L’acqua attraversa questi elementi, riempie il canale e consente lo svolgimento delle funzioni fisiologiche. In uno stato di disidratazione, il canale non c’è più. I due strati della parete vengono a contatto e producono delle chiuse, così non viaggia più nulla. È così che la cellula va in ibernazione. Nei batteri e simili, in cui può avvenire lo stesso processo, o negli animali disidrati, succede questo.

L’osmosi inversa avviene quando non c’è diffusione e il corpo deve filtrare l’acqua e iniettarla nelle cellule più importanti. Poi abbiamo il movimento osmotico di acqua quando il glucosio stimola la produzione di insulina e i cancelli si aprono, e l’acqua entra nelle cellule insieme al glucosio e agli amminoacidi. Questo è un meccanismo in cui perdiamo la nostra percezione della sete e, gradualmente, a causa del nostro stile di vita, diventiamo soggetti a malattie, a seconda di quanta acqua assumiamo e quante bevande disidratanti beviamo. Quando il corpo deve dipendere dal rilascio di insulina per far passare osmoticamente l’acqua nelle cellule, una complicazione inevitabile è l’obesità. È di questo che sto scrivendo attualmente: il titolo [provvisorio] del mio prossimo libro è Obesity, the Deadly Disease of Dehydration.

In questo processo di osmosi inversa, la vasopressina raggiunge il suo recettore e lo converte in una specie di soffione di doccia, con un gruppo di perforazioni grandi 2 angstrom. Questo soffione si riempie di un siero osmoticamente bilanciato, e la vasopressina lo spreme: dal sistema viene filtrata solo acqua, una molecola di acqua. L’alcol arresta questa funzione. Ecco perché l’alcol fa venire il mal di testa: perché il cervello ha bisogno di questo meccanismo per restare idratato regolarmente. È così che l’organismo trasferisce l’acqua nel tessuto cerebrale: con l’osmosi inversa.

Il sale è essenziale per la vita e la salute

Il sale è essenziale perché estrae ed elimina gli acidi. Il sodio entra nella cellula, uno ione idrogeno esce, e poi il potassio entra nella cellula e il sodio esce. Dunque, il sale è essenziale per bilanciare l’acidità della cellula. È così che il corpo diventa alcalino, perché il sale estrae lo ione idrogeno e poi lo ione viene portato nei reni ed espulso con l’urina se c’è acqua a sufficienza. Il sale è fondamentale per regolare la glicemia, ed è fondamentale per produrre idroelettricità. Il sale è essenziale per prevenire il catarro. Il sale è un potente antistaminico naturale. Previene i crampi. Le ossa hanno bisogno del sale per avere una struttura piena: infatti il 27% delle riserve saline del corpo si trova in forma cristallizzata all’interno della struttura ossea, nella diafisi dell’osso. Sono le diete a ridotto contenuto di sale in realtà la causa dell’osteoporosi, e non la carenza di calcio. Quando non ci sono acqua e sale, non solo il calcio non viene assorbito, ma viene anche eliminato.

La comunicazione fra le cellule nervose dipende dal sale. L’assorbimento dei cibi dipende dall’attività sodio-potassio. L’asma e la fibrosi cistica sono malattie che possono trarre beneficio dall’assunzione di sale oltre che di acqua. E poi, tutti abbiamo visto degli anziani con problemi di incontinenza: non hanno controllo sulla vescica. Questo è un problema di carenza salina. Il sale è necessario per rafforzare la muscolatura liscia, e quando non c’è abbastanza sale i muscoli lisci perdono integrità. Questa è una testimonianza della Dott.ssa E. Reed [sic]:

“Ho problemi di incontinenza, e ho anche portato con me dei vestiti di scorta perché ero sicura che mi sarebbero serviti. Sono arrivata qui e i miei vestiti sono perfetti. Mi ero convinta che fosse un bene eliminare il sale: un grave errore.”

Ha avuto questo problema per anni finché non ha letto le mie informazioni sul sale e ha cominciato a reintegrarlo nella sua dieta. Nel giro di tre o quattro giorni l’incontinenza non c’era più.

La regolazione idrica del corpo

L’acqua è essenziale in tutte le fasi della crescita del corpo, dalla fase intrauterina fino al raggiungimento della massima altezza e peso alla fine dello sviluppo. L’ormone della crescita e l’istamina regolano l’assunzione dell’acqua. Con l’avanzare dell’età, si perde la capacità di concentrazione o secrezione dell’ormone della crescita, e gradualmente si passa dal dipendere solo dall’istamina per la regolazione dell’assunzione dell’acqua. L’istamina ci costringe a bere acqua, ma se invece dell’acqua beviamo tè, caffè, bibite e alcolici, gradualmente disidratiamo il corpo. Ora, se beviamo l’acqua, il modello della vita può durare fino a 150 anni, in base a quanto siamo consapevoli dei livelli idrici del corpo e della composizione dei materiali che immettiamo nel corpo. Quindi una buona alimentazione e idratazione sono essenziali per vivere a lungo. La scomparsa dell’ormone della crescita è secondaria alla carenza di triptofano e serotonina. L’ormone della crescita è sotto il controllo dei livelli di triptofano e serotonina nel cervello, quindi la tendenza a perderlo è secondaria al livello di serotonina nel cervello. Quando il corpo è idratato, gradualmente il livello di ormone della crescita risale, almeno così mi è stato detto.

Il rapporto dell’acqua all’interno della cellula rispetto all’acqua all’esterno della cellula fra le età di 20 e 70 anni cambia da 1,1 a 0,8; in altre parole, c’è molta meno acqua dentro le cellule. Le cellule che prima sono a forma di “susina”, se non bevete acqua e non permettete all’acqua di penetrare nelle membrane cellulari, si trasformano gradualmente in “prugne secche”, e questo è uno stato malato, che produce le malattie. In altre parole, la disidratazione persistente e intenzionale si rivela in molti modi, che la medicina ha etichettato come malattie. Noi abbiamo etichettato le malattie; noi abbiamo inventato le malattie. Ma in realtà non ci sono malattie, ci sono le conseguenze della disidratazione. Se riconosciamo che queste conseguenze si possono alleviare grazie all’acqua, le malattie non ci saranno più. E non ci sarà più il sistema che alimenta le malattie, insieme a molti medici e all’industria farmaceutica, e ringrazieremo Dio per questo!

Articolo tratto da NEXUS New Times n. 110, giugno – luglio 2014

Fereydoon Batmanghelidj miniatura biografiaIl Dott. Fereydoon Batmanghelidj è nato a Teheran, Iran, nel 1931 e morto in Virginia, USA, nel 2004. Ha studiato medicina alla St Mary’s Hospital Medical School dell’Università di Londra e ha praticato nel Regno Unito prima di fare ritorno in Iran, dove ha svolto un ruolo importante nello sviluppo di ospedali e centri medici. Durante la rivoluzione iraniana, è stato prigioniero politico e ha curato gli altri detenuti con l’unica medicina disponibile: l’acqua. Dopo la scarcerazione nel 1982, è fuggito dall’Iran ed è emigrato negli Stati Uniti.
Il Dott. Batmanghelidj ha dedicato tutta la sua carriera alla ricerca sulle cause e le cure di diversi disturbi del corpo umano. Ha pubblicato numerosi libri, video, audiocassette e serie di ricerche mediche. Il suo libro più famoso è Il tuo corpo implora acqua (Macro Edizioni).

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Disidratazione: la causa di molte malattie croniche – Prima parte ultima modifica: 2016-03-28T22:00:32+00:00 da prixi
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